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Perché si investe in borsa acquistando azioni?


Quando si parla di investire online in borsa si pensa subito che si debba comprare azioni di società quotate. Investire in borsa oggi non è solo questo.

Oggi si investe in borsa attraverso tantissimi strumenti finanziari: valute, indici, commodity, azioni

Perché si investe in borsa acquistando azioni?

Per dare una risposta a questa domanda è necessario valutare la finalità:

  • si acquistano azioni di una azienda per disporre una parte di questa. Acquistare azioni di una azienda è come acquistare una parte di questa;
  • a scopo di investimento (in questo caso la quantità di azioni non determina controllo sulla società);
  • a scopo speculativo. Con l’obbiettivo di ottenere in breve tempo una differenza fra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita.

Dove e come è possibile acquistare delle azioni?

Oggi si possono acquistare le azioni attraverso broker o tramite la propria banca. Per chi svolge una attività speculativa, consigliamo di affidarsi ad un broker specializzato, in quanto dispone di strumenti e piattaforme migliori di quelle offerti dalle comuni banche.
Attraverso internet e il proprio intermediario, si può comprare e vendere azioni tempo reale col mercato finanziario.
Dopo aver stipulato un contratto e aperto un conto si può iniziare subito a negoziare con le azioni.

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Investire in borsa oggi


Quando si parla di investire in borsa si pensa subito che si debba comprare azioni di società quotate. Investire in borsa oggi non è solo questo.

Oggi si investe in borsa attraverso tantissimi strumenti finanziari: valute, indici, commodity, azioni.

Prendendo in esame quest’ultime, perchè si investe in borsa acquistando azioni?

Per dare una risposta a questa domanda è necessario valutare la finalità:
– si acquistano azioni di una azienda per disporre una parte di questa. Acquistare azioni di una azienda è come acquistare una parte di questa;
– a scopo di investimento (in questo caso la quantità di azioni non determina controllo sulla società);
– a scopo speculativo. Con l’obbiettivo di ottenere in breve tempo una differenza fra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita.

Dove e come è possibile acquistare delle azioni?
Oggi si possono acquistare le azioni attraverso broker o tramite la propria banca. Per chi svolge una attività speculativa, consigliamo di affidarsi ad un broker specializzato, in quanto dispone di strumenti e piattaforme migliori di quelle offerti dalle comuni banche.
Attraverso internet e il proprio intermediario, si può comprare e vendere azioni tempo reale col mercato finanziario.

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iPhone 5 il primo giorno


iPhone 5 il primo giorno su: iPhone 5

iPhone 5 il primo giornoLe voci su iPhone 5 continuano, lo smartphone della società di Cupertino cambia dimensioni e caratteristiche ancora una volta, dopo che è stato confermato un connettore dock da 19 pin, arriva la notizia che quest’ultimo sarà ancora più piccolo : 8 pin è la previsione. La Apple non si pronuncia, non dice nulla, tace e decide di non smentire, né di confermare.

Resta ancora un mistero la data di uscita di questo smartphone, iPhone 5 resta comunque sempre al centro dell’attenzione, il dispositivo e quando uscirà, ma soprattutto se la commercializzazione sarà globale o ci sarà la divisione come è accaduto con iPhone 4S che in Italia, ad esempio, è arrivato con un mese circa di ritardo. Buone notizie per i fan, perché il nuovo iphone probabilmente sarà disponibile, nel nostro paese, al Day One internazionale, quindi arriverà insieme agli Stati Uniti d’America e gli altri paesi e il tutto grazie all’operatore H3G.

Se la notizia viene confermata tutti gli italiani potranno, per la prima volta, avere iPhone 5 il primo giorno , il giorno della commercializzazione, praticamente subito e addirittura prima degli Stati Uniti in quanto il fuso orario farà arrivare il dispositivo ancor prima. Per quanto riguarda gli altri carrier, il dispositivo potrebbe arrivare solo dopo qualche settimana, la notizia è arrivata da una fonte che è molto vicina alla H3G.

Apple pare che abbia concesso alla H3G l’autorizzazione a vendere al day one in Italia e ad utilizzare il logo della mela morsicata per preparare manifestazioni, eventi ed aperture straordinarie per il lancio di iPhone 5. La data di rilascio è stata indicata ancora una volta come fine settembre, staremo a vedere se ci saranno cambiamenti, ritardi di produzioni e se la fonte ha fornito una notizia vera o si tratta solo di una voce.

iPhone 5 è attesissimo e se in Italia arriverà al Day One tutti saranno più felici!

 

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Apple chiude i siti web che offrivano l’accesso alle beta di iOS in cambio di denaro


Nel mese scorso Andy Baio scriveva un’interessante storia per Wired raccontando il mondo in cui migliaia di persone vendevano l’accesso alle beta di iOS ad una lunga schiera di utenti non sviluppatori. In questi giorni è stato notato che Apple ha iniziato a chiudere tutti quei siti web in cui si trattavano tali argomenti.

Nel corso di giugno Andy Baio scriveva una storia sulla rivista Wired in cui descriveva dettagliatamente il mondo che si celava alle spalle dell’accesso alle versioni beta del sistema operativo iOS. In genere l’accesso a tali release è concesso solamente agli utenti che hanno registrato il proprio UDID (Unique Device Identifier) come sviluppatori, ovvero hanno pagato una somma di 99$ all’anno. Oltre naturalmente al device registrato, l’azienda di Cupertino offre l’opportunità di collegare anche altri 100 dispositivi provvisori, pagando la cifra una sola volta.

Come indicato, il costo per un normale sviluppatore è di 99$, tuttavia i siti in cui si vendeva l’accesso alle versioni beta offrivano il servizio ad un prezzo compreso nel range dei 10$. Leggendo l’articolo di Baio troviamo:

Per un piccolo sviluppatore le attivazioni non autorizzate potrebbero essere un business veramente redditizio, tanto che varrebbe la pena correre i rischi del caso. Leggendo i vari siti elencati è possibile visualizzare la lunga coda di persone in attesa dell’attivazione, ma sopratutto trovate un elenco di tutti i device attivati, ben 2’300 nell’ultima settimana.

Al costo di 8,99$ per ogni attivazione, i 23 sviluppatori, pagando solamente 2’277 dollari, sono riusciti a raggiungere un fatturato da 20’600 dollari. Leggendo la loro homepage è possibile notare che oltre 19’000 dispositivi sono stati attivati sino ad ora e che le attivazioni possono essere rinnovate ogni anno a costo zero, ricordando infatti che l’account sviluppatore ha durata annuale.

In seguito alla pubblicazione dell’articolo di Baio, la maggior parte dei siti web citati dallo stesso (che qui omettiamo per vari motivi) hanno misteriosamente iniziato a chiudere, tanto che molte persone si sono domandate se effettivamente alle spalle di tutto questo non vi fosse altro che Apple.

Incuriositi da tale situazione, i ragazzi di MacStories hanno iniziato ad investigare e sono riusciti a contattare un proprietario di uno dei suddetti portali web citati nell’articolo di Baio. L’utente (che per ovvie ragioni ha preferito restare anonimo) ha confermato che il sito è stato chiuso in seguito ad una denuncia da parte di Apple per violazione del copyright.

Nella mail inviata alla redazione di MacStories, il proprietario del sito afferma di aver guadagnato all’incirca 75’000 dollari dal momento in cui Apple ha rilasciato la prima beta di iOS 6 per gli sviluppatori. Leggendo la mail inviata, lo stesso crede che “ i nostri servizi non hanno in nessun modo infranto le linee guida per iOS 6″, allo stesso modo afferma che la chiusura del sito non li fermerà, infatti sono già pronti ad avviare una nuova realtà attraverso un differente dominio web.

Contattando altri siti, i ragazzi di MacStories non sono stati molto fortunati, nello specifico hanno ricevuto una sola risposta con un “no comment” e “l’articolo di Wired ha causato la fine del nostro sito”.

A quanto pare, nel momento in cui Wired ha pubblicato il proprio articolo, Apple si è finalmente decisa di avviare azioni legali per chiudere al più presto tutti i portali coinvolti nel traffico illegale della vendita di UDID. Già lo scorso anno l’azienda di Cupertino aveva chiuso diversi account per sviluppatori in quanto avevano venduto i propri slot UDID ad altri utenti, la stessa Apple ci ricorda che “distribuzioni non autorizzate sono proibite e potrebbero essere perseguite a norma di legge”.

In conclusione al lunghissimo discorso, un fatto è particolarmente sorprendente, a quanto pare infatti uno dei più popolari siti web da cui è possibile acquistare l’accesso alle beta di iOS risulta essere ancora online. Tuttavia la pagina dalla quale è possibile accedere all’elenco di richieste in sospeso è offline e lo stesso si può dire dell’altro portale a cui gli stessi proprietari si appoggiano.

Ricordate comunque che vendere l’accesso alle beta di iOS è una pratica assolutamente illegale.

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Gli utenti iOS usano maggiormente le app rispetto agli utenti Android


Uno studio condotto dalla Localytics ha scoperto che gran parte degli sviluppatori di app iOS e Android hanno ampiamente superato la loro aspettativa di download da parte degli utenti e ora si stanno concentrando sull’assistenza clienti, a prodotti futuri, a creare un brand di qualità e ad offrire contenuti in-app. E in questa fase gli utenti iOS sembrano rivelarsi più preziosi di quelli Android.

Nell’uso di applicazioni già scaricate, infatti, gli utenti iOS sono nettamente quelli che lanciano più volte un’app: basti pensare che solo il 23% degli utenti Android lancia la stessa app più di 10 volte, mentre tale percentuale sale al 35% se si guardano gli utenti iOS.

Il tasso di utilizzo di un’app cala drasticamente durante i primi 10 lanci della stessa, ma una volta che gli utenti superano la soglia degli “11 lanci”, allora sono più proponessi a continuare ad utilizzarla per lungo tempo. Infatti, nei primi 10 lanci di un’app l’utente decide rapidamente se l’applicazione possa servire ai suoi scopi oppure no.

Basti pensare che su oltre 300 milioni di dispositivi monitorati, bel il 26% delle applicazioni sono state installate e lanciate una sola volta, per poi essere abbandonate. Per questo il mercato si sta spostando sempre più verso le versioni freemium delle app: titoli gratuiti con contenuti a pagamento che vengono proposti di volta in volta agli utenti, in modo da aumentarne le funzionalità e l’interesse nel tempo. Continuando ad avere l’interesse dell’utente, lo sviluppatore ha quindi una chiave importante per vendere applicazioni future e far conoscere sempre più il proprio marchio.

In generale, le applicazioni di news, per ovvi motivi, sono quelle che vengono maggiormente lanciate dagli utenti. Dallo studio è comunque emerso che in generale gli utenti iOS sono quelli che lanciano più spesso le app installate sul proprio dispositivo, ma sono anche coloro che pensano di rimanere fedeli alla piattaforma: il 94% degli utenti iPhone, infatti, ha dichiarato che il prossimo telefono sarà comunque di Apple, mentre solo il 47% degli utenti Android ha detto altrettanto della piattaforma Google.

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RIM: cambio di strategia e vendita di parte dell’azienda


CellularMagazine.it

RIM azienda dei Blackberry venderà probabilmente parte di se stessa a Facebook o Amazon per riuscire a rinnovarsi.

Vendita blackberry

Direttamente dal Reuters famosa testata giornalistica arriva la notizia di un possibile cambio di strategia da parte di RIM, azienda canadese famosa per i suoi modelli Blackberry che in passato hanno tanto avuto successo specialmente in ambito professionale grazie all’ottimo sistema operativo proprietario ed alla loro capacità di essere dei dispositivi professionali.

Purtroppo però da qualche tempo a questa parte con l’arrivo dei nuovi SO come Android e iOS, RIM ha visto la vendita dei suoi device calare di molto, e diventare sempre più dei prodotti molto difficili da vendere e poco diffusi, in un recente rilevamento infatti è emerso che RIM nell’ultimo trimestre ha perso circa il 25 % delle entrate e si stima che sarà così anche per il prossimo.

Per questo ora l’azienda canadese punta ad un suo rinnovo grazie alla vendita di parte di se stessa, la parte appunto che riguarda i dispositivi ed il marchio Blackberry, in modo da poter dare una nuova vita alla serie e riuscire ad ottimizzare le entrate con l’aiuto di partner che riescano a sfruttare le ottime qualità che l’azienda produce.

Di preciso Facebook ed Amazon sembrano le società interessate ad un acquisto e un portavoce dell’azienda ha affermato che ora sono stati ingaggiati dei consulenti in grado di aiutare RIM a fare la migliore mossa in ambito strategico per uscire da questa transazione nel miglior modo possibile, nella fuga di notizie è stato fatto anche il nome di Microsoft che in ambito business è fortemente interessata, ma a mio parere Microsoft ora ha già molta carne al fuoco considerando i nuovo sistemi operativi e il loro futuro.

RIM quindi è pronta ad una svolta e la serie Blackberry vedrà probabilmente dei nuovi “padroni” che saranno capaci di sfruttarne l’ottimo marchio, chissà se qualche Blackberry lo vedremo con un sistema operativo diverso da quello attuale, vedremo chi si aggiudicherà la posta in palio.

Post Originale: RIM: cambio di strategia e vendita di parte dell’azienda su http://www.CellularMagazine.it


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Kodak ottiene un verdetto negativo nella disputa contro Apple


Stando a quanto riportato da Bloomberg pare che Kodak abbia ottenuto un verdetto negativo nella disputa in corso contro Apple.

Attualmente Kodak si trova in un momento molto difficile della propria storia dichiarando infatti bancarotta. Oltre a dover affrontare i propri creditori, l’azienda si trova ad affrontare Apple in una disputa sui diritti di alcuni brevetti all’interno del proprio portfolio e, stando a quanto riportato da Bloomberg, pare che il giudice giudice fallimentare Allan Gropper abbia dichiarato che la suddetta disputa sarà processata come parte della procedura fallimentare e non sarà quindi esaminato dal tribunale con una procedura accelerata.

Ricordiamo che la disputa in questione fa riferimento a dei brevetti relativi all’imaging che, stando a quanto affermato dalla compagnia californiana, dovrebbero appartenere ad Apple. Queste accuse derivano da una tecnologia condivise con Kodak durante la collaborazione per la creazione della fotocamera digitale venduta nel 1994, la QuickTake 100. L’accusa rivolta a Kodak è di aver indebitamente preso possesso della tecnologia brevettandola senza il consenso di Apple, mentre Kodak invece afferma di aver regolarmente registrato il brevetto e di volerlo vendere con tutti gli altri.

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Google Maps 3D e offline? Bello ma guardiamo anche i problemi e il rovescio della medaglia


CellularMagazine.it

 

Di recente si è parlato di Google Maps su tre diversi versanti: in iOS perchè Apple a questo punto non può più permettersi di dipendere da un servizio concorrente e dalla sesta versione del suo sistema operativo mobile potremo vedere dei cambiamenti frutto del lavoro di anni precedenti a oggi, il secondo: in settimana il sito web di Maps è andato offline per permettere a Google di caricare nuove mappe in tre dimensioni per posti dove prima non erano disponibili e il terzo che vorrei trattare in questo articolo sono le mappe 3D complete e offline.

Non fraintendete lo spirito positivo con cui guardo questo tipo di notizia, fa piacere e la trovo molto buona anche io non sono di certo dalla parte degli operatori che sui piani dati sopratutto all’inizio hanno lucrato all’inverosimile fino a poi tranquillizzarsi ma ci sono una serie di problemi per cui Maps Offline potrebbe creare disequilibri incolmabili nel mercato e potrebbe costringere Google a fare dietro front oltre a altri punti che vi spiegherò nel mio articolo.

 

Già una azienda francese di nome Bottin Cartographes a febraio di quest’anno ha fatto causa contro Google quando sul mobile venne introdotta per la prima volta il download di porzioni di mappe da consultare offline, il problema non è il fatto che intraprese una azione legale per posizione dominante del mercato ma il successo di tale azione legale.

Il problema per chi non riuscisse a arrivarci a logica sta nel fatto che per offrire un software tutti sostengono dei costi, ma se tu lo offri gratis e hai comunque introiti pubblicitari io che chiedo qualcosa per farti fruire del mio sistema di navigazione non riesco più a vendere e tu diventi monopolista almeno per quanto riguarda il mercato privato, per l’ambito business è tutta un’altra cosa.

 

L’ostacolo più grande secondo me saranno le alleanze e depositi di denuncie in tutti i tribunali dei paesi in cui Google farà questo passo non solo da una società singola ma da grandi nomi insieme in modo da essere compatti e poter pagare gli avvocati migliori.

 

E’ già successo con Google News circa tre anni fa una centralizzazione di un settore della comunicazione, allora gli editori italiani definirono Google “il pidocchio della Silicon Valley” ma bene o male dato che potrava visite ai loro giornali online hanno iniziato a tollerare e lo fanno tutt’ora, infatti loro non ricevono certo soldi o entrate a eccezione di qualche click su banner; figuriamoci appunto con colossi come Navigon, Garmin o altre insieme cosa potrebbe succedere.

 

 

Ci sono poi un’altra serie di piccoli/medi problemi di carattere tecnico, se tutte le mappe del mondo da Google Maps fossero disponibili offline ci vorrebbero nella migliore delle ipotesi 10 GB di spazio libero nella memoria interna o su SD per permettere al GPS* di posizionare offline il terminale su contenuti già scaricati e elaborare percorsi andando a caricare ancora di più il processore e la batteria riducendo la qualità e durata della vita del dispositivo.

Ho messo un asterisco accanto a GPS perchè ci sono smartphone e tablet che hanno l’A-GPS e non quel tipo di antenna di posizionamento e per loro una versione di Google Maps offline non servirebbe a niente perchè per il tracciato della posizione hanno bisogno di pacchetti dati da rete wirless. A questo proposito invito i lettori a consultare la scheda tecnica del loro smartphone per sapere quale dei due hanno.

 

Poi che Google Maps arrivi e faccia tutti contenti per molti sarà qualcosa di positivo per risparmiare qualcosina sul piano del proprio operatore e ci mancherebbe che questo non sia così, ma credo che vedere il rovescio della medaglia sia sempre un bene; vi ricordo che i commenti sono tutti per voi e servono a ampliare anche il mio punto di vista oltre al vostro.

 

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Venduti 3 milioni di iPad 3, vola il titolo di Apple


Apple è una delle poche aziende al mondo, in questo difficile periodo di crisi economica e finanziaria, ad essere attiva nel bilancio, anzì a migliorarsi ulteriormente. I successi dapprima dell’iPhone 4 e di recente dell’iPad 3, che secondo i primi dati ufficiali in solo 4 giorni è riuscita a vendere oltre 3 milioni di dispositivi, […]


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Un investimento in grado di far fruttare denaro


Visto il periodo economico e finanziario che stiamo attraversando, se si dispone di una somma di denaro non necessaria nel breve periodo, si potrebbe valutare un investimento in grado di far fruttare questo denaro.

Ma quale è il metodo o il mercato più sicuro per farle fruttare il nostro denaro nello scenario che stiamo attraversando?

E’ momento giusto per investire sul mercato azionario o sul mercato delle valute?

Sono tante le domande che si pone. Vista la situazione, acquistare titoli sul mercato azionario potrebbe essere una buona scelta.

Il valore delle azioni di alcune società sono al momento molto convenienti.

Anche per quanto riguarda il mercato delle valute si può sfruttare in maniera ottimale il periodo e il recupero che l’euro sta registrando sul dollaro.

Non ci resta a questo punto valutare le caratteristiche dei singoli mercati.

Il mercato del Forex è un mercato libero e per fare trading è necessario esclusivamente aprire un conto forex ed iniziare ad operare anche con una leva che può arrivare anche a 400:1. Questo è sicuramente il fattore che differenzia maggiormente il mercato delle valute con quello del mercato azionario.

Quando si opera con il mercato azionario, l’investitore acquista quote di capitale sociale appartenente ad aziende. Solitamente il valore di un’azione può essere di pochi euro fino a raggiungerne invece centinaia. Con l’aumento del valore della singola azione, aumenta il profitto dell’investitore.

Il forex invece potenzialmente non ha limiti, l’offerta di moneta di un paese può oscillare e di fatto esiste sempre una grande quantità di moneta a disposizione di chi vuole vendere o comprare. Tutte queste operazioni rendono il mercato molto liquido e fonde di ottima rendita.

Quello da non dimenticare, quando si investe denaro in questi mercati, si deve essere ben consapevoli dei rischi a cui va incontro e soprattutto delle proprie capacità.

Il nostro consiglio, che ripetiamo ogni volta, è quello di diversificare e anche se il Forex resta uno dei mercati attualmente più redditizi, è consigliabile affidarsi anche su tipi di investimento meno redditizi ma più sicuri.

 Un investimento in grado di far fruttare denaro

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iPhone 4S: lotteria in Cina


iPhone 4S: lotteria in Cina su: iPhone 5

La Apple non smette mai di far parlare di sé, sebbene non è mai l’azienda che alimenta i rumors e voci di corridoio che si susseguono quotidianamente su ogni sito internet che parla di tecnologia.

Ma per capire quanto gli iDevice della Apple sono diventati un vero e proprio must have per le persone di tutto il mondo, basta ricordare quanto è accaduto a Hong Kong nelle scorse settimane, quando non poche persone sono quasi arrivate alle mani perché, dopo file interminabili e una notte passata al freddo e al gelo, si sono sentiti dire che non c’erano abbastanza iPhone 4 S da vendere.

Ricordiamo anche che da quel 13 gennaio scorso la Apple aveva deciso di evitare la vendita dell’ iPhone in store, autorizzando solo quella online per la Cina. La Apple ha messo a disposizione di coloro che vogliono comprare un melafonino un formulario per prenotarlo online. A questo è stato associato una lotteria: ai dati verrà assegnato un numero di identificazione e ci sarà un’estrazione che darà un vincitore che, il giorno dopo, avrà tre ore di tempo per andare a cercare un iPhone 4 S nello store più vicino.

La casa di Cupertino ha anche specificato che non permetterà la vendita di iPhone 4 S a clienti di passaggio, ma solo ed esclusivamente a chi si recherà negli store in possesso dell’ID vincente.

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Comprare e vendere casa: 2012 annus horribilis


comprare vendere casa 2012.jpg

Se per le compravendite immobiliari in Italia il 2011 è stato un anno tutt’altro che entusiasmante, il 2012 si preannuncia come un “annus horribilis” in quanto la ripresa, si spera, è attesa solo nel 2013. Questo è quanto tra l’altro riporta il Blog Mutui citando quanto emerso dalla prima assemblea annuale di Federimmobiliare. I fattori per cui l’immobiliare in Italia anche nel 2012 sarà stagnante, e con tendenza al peggioramento rispetto al 2011, sono tanti e spaziano dalla caduta dei redditi delle famiglie all’inasprimento delle condizioni per l’accesso al credito e, quindi, per la stipula di finanziamenti ipotecari. Per vedere di nuovo luce piena invece per il mercato immobiliare in Italia si dovrà attendere l’anno 2014 a meno che non ci siano altri duri colpi per la finanza e per l’economia dei Paesi più industrializzati a partire da quelli dell’area euro.

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