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Sospeso per 24 ore il cambio password AppleID via telefonica


Secondo quanto riferito da Wired, Apple ha ordinato al personale addetto di interrompere temporaneamente le modifiche delle password AppleID richieste via telefonica.

Questa decisione è stata presa in risposta all’esperienza di Mat Honan della stessa Wired, il quale si è visto violare il proprio account iCloud da un hacker  che è riuscito a reimpostare la password dell’account semplicemente sfruttando alcune informazioni disponibili in rete ed effettuando una chiamata al supporto tecnico fornito con l’AppleCare (il pacchetto a pagamento offerto da Apple).

Ora sembra che Apple abbia deciso di sospendere per 24 ore le richieste di cambio password effettuate per telefono, in modo da dare più tempo alla stessa Apple per decidere quali soluzioni adottare per far sì che la situazione non si ripeta.

Infatti, se ora si prova a richiedere un cambio password per il proprio AppleID via assistenza telefonica, la risposta è negativa.

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Samsung presenta lo smartphone Android Qwerty Galaxy Chat


CellularMagazine.it

 

Questa volta Samsung non propone un Qwerty smartphone in stile Pro con tastiera più larga che alta ma ha preferito valorizzare lo schermo da 3″ lasciando un minore spazio per la tastiera, per farmi capire meglio è come la serie Pro di Motorola ma con tutto lo stile Samsung dal colore bianco perla all’interfaccia Android ICS modificata in funzione della presenza di una tastiera fisica (può sembrare ovvio ma non per tutti, i tre pollici sono tutti per l’interazione e mai una tastiera virtuale ruberà visuale).

Da notare su indicazione di Google per Android 4 ICS che Samsung ha previsto solo tre tasti virtuali per il menù, casa e indietro anche questi fuori dallo schermo; il nome chat tra l’altro ricorda la piattaforma di messaggistica proprietaria multi-piattaforma di cui vi ho parlato qualche volta su CellularMagazine.

 

Iniziamo con le caratteristiche tecniche, importanti per gli standard della clientela e devo dire ben bilanciate con il prezzo a cui viene proposto:

 

 

a riguardo spiace costatare l’odiosa soluzione A-Gps e la risoluzione della fotocamera posteriore, un prodotto pensato per messaggiare deve poter allegare anche foto ben fatte, mi ha invece colpito in positivo la presenza di applicazioni particolari per lavoro e produttività create da Samsung, design e il tipo di prodotto: le previsioni di vendita sui Qwerty sono in salita e chi scrive tanti messaggi avere più soluzioni tra cui scegliere è una ottima cosa.

 

Il comunicato, evidenziati per saltare agli occhi i punti più importanti oltre le specifiche di cui sopra:

 

 

Samsung Electronics, leader mondiale nei media digitali e nelle tecnologie di convergenza digitale, annuncia il nuovo Samsung GALAXY Chat. Pensato per i consumatori più social, questo smartphone giovane e potente consente agli utenti di raggiungere i propri contatti in modo semplice e intuitivo.
Samsung GALAXY Chat ha un design elegante e compatto, ideale per chi è vuole distinguersi con stile. Basato sul sistema operativo Android 4.0 (Ice Cream Sandwich), combina un display touch da 3 pollici con una comoda tastiera QWERTY, per rendere la vita sociale sempre più facile e divertente.
Inoltre, sullo smartphone è precaricato ChatON, l’applicazione gratuita di Samsung ideata per qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet e pc), sistema operativo e stile di vita che ti consente di comunicare e condividere contenuti (foto, immagini, video, documenti, animazioni e tanto altro) con tutti i tuoi contatti. Con ChatON puoi creare inoltre messaggi animati e avviare chat di gruppo. Anche gestire la posta elettronica diventa più semplice grazie a funzioni di ricerca facilitata, una barra dei menu interattiva per navigare sul web senza interruzioni e la possibilità di archiviare le mail in cartelle, per un accesso ancora più rapido e immediato. Che si tratti di scrivere e-mail, effettuare ricerche su Internet o connettersi ai social network preferiti, Samsung GALAXY Chat integra valide configurazioni per monitorare l’utilizzo dei propri dati mese per mese.
Muoversi nei menu delle applicazioni è un gioco da ragazzi grazie a icone che incorporano effetti in 3D, una barra delle applicazioni preferite completamente personalizzabile e la possibilità di ridimensionare e spostare i widget in base ai propri gusti ed esigenze. Inoltre, è possibile accedere alla fotocamera o visualizzare le notifiche in sospeso direttamente dalla schermata di blocco, e il multitasking risulta ancora più agevole grazie a funzioni come la chiusura istantanea delle applicazioni semplicemente toccando l’icona.
Samsung GALAXY Chat dispone dello speciale Game Hub, precaricato con i giochi più famosi per soddisfare la voglia di intrattenimento di tutti gli utenti; con AllShare Play si possono invece condividere i contenuti multimediali preferiti da/a altri dispositivi connessi. Per gestire al meglio il lavoro fuori casa e fuori ufficio, l’applicazione Quick Office offre una più facile visualizzazione e gestione dei propri documenti, consentendo di lavorare con Microsoft Word, Excel o Power Point, mentre l’applicazione Samsung S Planner aiuta a ricordarsi degli appuntamenti e a organizzare la propria agenda in maniera pratica e intuitiva.

Samsung GALAXY Chat sarà disponibile a partire dal mese di agosto presso le principali insegne di elettronica di consumo e operatori di telefonia mobile. Prezzo consigliato al pubblico: 139 euro (IVA inclusa).

Post Originale: Samsung presenta lo smartphone Android Qwerty Galaxy Chat su http://www.CellularMagazine.it


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Apple chiude i siti web che offrivano l’accesso alle beta di iOS in cambio di denaro


Nel mese scorso Andy Baio scriveva un’interessante storia per Wired raccontando il mondo in cui migliaia di persone vendevano l’accesso alle beta di iOS ad una lunga schiera di utenti non sviluppatori. In questi giorni è stato notato che Apple ha iniziato a chiudere tutti quei siti web in cui si trattavano tali argomenti.

Nel corso di giugno Andy Baio scriveva una storia sulla rivista Wired in cui descriveva dettagliatamente il mondo che si celava alle spalle dell’accesso alle versioni beta del sistema operativo iOS. In genere l’accesso a tali release è concesso solamente agli utenti che hanno registrato il proprio UDID (Unique Device Identifier) come sviluppatori, ovvero hanno pagato una somma di 99$ all’anno. Oltre naturalmente al device registrato, l’azienda di Cupertino offre l’opportunità di collegare anche altri 100 dispositivi provvisori, pagando la cifra una sola volta.

Come indicato, il costo per un normale sviluppatore è di 99$, tuttavia i siti in cui si vendeva l’accesso alle versioni beta offrivano il servizio ad un prezzo compreso nel range dei 10$. Leggendo l’articolo di Baio troviamo:

Per un piccolo sviluppatore le attivazioni non autorizzate potrebbero essere un business veramente redditizio, tanto che varrebbe la pena correre i rischi del caso. Leggendo i vari siti elencati è possibile visualizzare la lunga coda di persone in attesa dell’attivazione, ma sopratutto trovate un elenco di tutti i device attivati, ben 2’300 nell’ultima settimana.

Al costo di 8,99$ per ogni attivazione, i 23 sviluppatori, pagando solamente 2’277 dollari, sono riusciti a raggiungere un fatturato da 20’600 dollari. Leggendo la loro homepage è possibile notare che oltre 19’000 dispositivi sono stati attivati sino ad ora e che le attivazioni possono essere rinnovate ogni anno a costo zero, ricordando infatti che l’account sviluppatore ha durata annuale.

In seguito alla pubblicazione dell’articolo di Baio, la maggior parte dei siti web citati dallo stesso (che qui omettiamo per vari motivi) hanno misteriosamente iniziato a chiudere, tanto che molte persone si sono domandate se effettivamente alle spalle di tutto questo non vi fosse altro che Apple.

Incuriositi da tale situazione, i ragazzi di MacStories hanno iniziato ad investigare e sono riusciti a contattare un proprietario di uno dei suddetti portali web citati nell’articolo di Baio. L’utente (che per ovvie ragioni ha preferito restare anonimo) ha confermato che il sito è stato chiuso in seguito ad una denuncia da parte di Apple per violazione del copyright.

Nella mail inviata alla redazione di MacStories, il proprietario del sito afferma di aver guadagnato all’incirca 75’000 dollari dal momento in cui Apple ha rilasciato la prima beta di iOS 6 per gli sviluppatori. Leggendo la mail inviata, lo stesso crede che “ i nostri servizi non hanno in nessun modo infranto le linee guida per iOS 6″, allo stesso modo afferma che la chiusura del sito non li fermerà, infatti sono già pronti ad avviare una nuova realtà attraverso un differente dominio web.

Contattando altri siti, i ragazzi di MacStories non sono stati molto fortunati, nello specifico hanno ricevuto una sola risposta con un “no comment” e “l’articolo di Wired ha causato la fine del nostro sito”.

A quanto pare, nel momento in cui Wired ha pubblicato il proprio articolo, Apple si è finalmente decisa di avviare azioni legali per chiudere al più presto tutti i portali coinvolti nel traffico illegale della vendita di UDID. Già lo scorso anno l’azienda di Cupertino aveva chiuso diversi account per sviluppatori in quanto avevano venduto i propri slot UDID ad altri utenti, la stessa Apple ci ricorda che “distribuzioni non autorizzate sono proibite e potrebbero essere perseguite a norma di legge”.

In conclusione al lunghissimo discorso, un fatto è particolarmente sorprendente, a quanto pare infatti uno dei più popolari siti web da cui è possibile acquistare l’accesso alle beta di iOS risulta essere ancora online. Tuttavia la pagina dalla quale è possibile accedere all’elenco di richieste in sospeso è offline e lo stesso si può dire dell’altro portale a cui gli stessi proprietari si appoggiano.

Ricordate comunque che vendere l’accesso alle beta di iOS è una pratica assolutamente illegale.

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Come chiudere il conto corrente


Prima di iniziare a spiegare come chiudere un conto corrente, premettendo che ogni singola banca prevedere delle clausole di chiusura conto, più o meno differenti, apportate nel contratto al momento dell’apertura.
Detto questo generalmente, se il conto corrente non è in rosso il titolare può decidere liberamente quando chiuderlo ed eventualmente trasferirlo presso un altro istituto bancario.

L’operazione di chiusura può prevedere la consegna del libretto assegni, carta bancomat e carta di credito.

La tempistica di chiusura dipende in gran parte dalle eventuali operazioni in sospeso nel conto ( accredito stipendio,saldo movimenti carta,bonifici in entrata o uscita)

La normativa attualmente vigente si rifà all’articolo 118 della legge 243 del 4 agosto 2006.
La legge,del decreto Bersani sulla concorrenza e i diritti dei consumatori, stabilisce come il correntista ha sempre la possibilità di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura.
La norma riguarda tutte le tipologie di contratti, a tempo indeterminato o a esecuzione periodica quindi riguardante i conto correnti, deposito, conto titoli etc etc.

 Come chiudere il conto corrente

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iPad volanti sequestrati in Cina – VIDEO


Quasi 47 mila dollari è il valore dei 50 iPad 2 e 50 iPhone 4 di contrabbando sequestrati dalle forze dell’ordine nella cittadina cinese di Shenzhen. Il metodo grazie al quale alcuni malviventi orientali riuscivano a trasportare da Hong Kong alla Cina costosi dispositivi di elettronica tra cui iPad e iPhone era tanto semplice quanto geniale.

I contrabbandieri facevano arrivare ad Hong Kong i tablet e gli smartphone che venivano caricate su un complesso sistema di carrucole che, di notte, facevano scorrere la merce tra un grattacielo e l’altro. Tutte le operazioni venivano effettuate di notte per cercare di non dare nell’occhio.

Gli iPad e gli iPhone venivano trasportati  sopra un piccolo fiume che separa la città di Shenzhen dalla parte di campagna nel nord di Hong Kong grazie ad un elaborato sistema di carrucole. Il cavo veniva lanciato da una parte all’altra usando una balestra (stile Batman) e i prodotti Apple volavano durante la notte riposte in borse di naylon nere. Il cavo era sospeso tra altissimi grattacieli […] e i prodotti dovevano percorrere un tragitto di svariate centinaia di metri. (Tradotto da Micgadget.com)

Sembra più una scena da film che una scena reale, chissà se in Italia qualcuno avrà ancora più fantasia…

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Assosolare: “il governo ha bocciato il fotovoltaico italiano”


Non si placano del tutto le polemiche attorno al Quarto Conto Energia. Per capire meglio cosa sia successo in questi mesi e conoscere direttamente le opinioni di alcuni dei protagonisti del dibattito, abbiamo deciso di rivolgere delle domande a Francesca Marchini, segretario generale dell’Associazione Nazionale dell’Industria Solare Fotovoltaica (Assosolare).

Assosolare è stata sicuramente in questi mesi una delle protagoniste del dibattito attorno al DL rinnovabili e al Quarto Conto Energia. Iniziamo con una domanda quasi d’obbligo: a un certo punto siete stati esclusi dai tavoli di trattativa dal Ministro Paolo Romani. Qual è la vostra versione dei fatti, cosa è successo veramente?

Il Governo ha ignorato non solo i pareri delle Associazioni di categoria, ma anche le osservazioni negative di Regioni, Camera e Senato alle varie bozze di decreto, e persino i moniti della Commissione Europea, che ha censurato l’operato del Governo, e delle banche che hanno prima minacciato e poi effettivamente sospeso i finanziamenti.

Il Terzo Conto Energia sta per concludere, per così dire, il suo ciclo vitale pur essendo entrato in vigore da pochissimo. Cosa avete pensato quando il governo ha iniziato a presentare le prime bozze attuative, che prefiguravano dei tagli al settore rinnovabili anche più ampi di quelli che effettivamente sono stati poi decisi? E quale è il vostro giudizio, in generale, sul decreto attuativo effettivamente votato poi il 6 Maggio?

La bozza di IV Conto Energia inviata dal Governo alle Regioni ci ha profondamente delusi, l’abbiamo definita la bocciatura definitiva del fotovoltaico da parte del Governo. Restiamo comunque critici anche sul testo definitivo del IV Conto Energia: il decreto ha frenato bruscamente il trend di sviluppo che era stato favorito dal secondo e poi dal terzo conto energia, e che ha creato in Italia un mercato estremamente vivace richiamando l’attenzione di investitori italiani e stranieri e rendendo il fotovoltaico uno dei pochi settori fonte di sviluppo economico, industriale e occupazionale in anni di crisi economica. Il Decreto ha sancito la retroattività di fatto del regime degli incentivi e disconosciuto i diritti acquisiti delle aziende, che avevano investito sulla base di un Terzo Conto Energia che avrebbe dovuto essere di durata triennale. Inoltre, il decreto nel suo complesso presenta molte ambiguità e dubbi interpretativi su cui è vitale fare subito chiarezza.

Ripercorrendo la storia degli ultimi mesi, dopo la firma del Terzo Conto è iniziato il periodo dei ritardi. La firma del Quarto Conto Energia veniva continuamente rimandata, aumentando di giorno in giorno il clima di incertezza. Quanto ha pesato tutto ciò sul settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili in genere?

Il clima di incertezza degli ultimi mesi è stato semplicemente estremamente dannoso: ha messo in ginocchio l’intero settore lasciando gli operatori senza riferimenti certi, fondamentali in mercati ad alta intensità di capitali come questo, e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Per non parlare del cortocircuito tra imprese e banche, che hanno bloccato i finanziamenti determinando il congelamento dei relativi cantieri. Un vuoto normativo che ha portato all’effettiva, totale paralisi del settore, minando pesantemente la credibilità all’Italia nei confronti degli investitori stranieri e delle Istituzioni comunitarie.

Cosa non vi convince del Quarto Conto Energia? Il fotovoltaico ne esce davvero così ridimensionato?

L’aspetto positivo è che ora ci sia un Conto Energia e che gli obiettivi di potenza cumulativa siano stati finalmente definiti sulla base dei potenziali reali di sviluppo – gli 8 GW previsti dal III Conto energia erano davvero troppo bassi – riconoscendo finalmente il fotovoltaico come componente importante del mix energetico per il raggiungimento degli obiettivi UE per il 2020, con un innalzamento a 23 GW. Il Decreto ha però disconosciuto i diritti acquisiti delle aziende, che avevano investito sulla base di un Terzo Conto Energia che avrebbe dovuto avere durata triennale e che invece si sono trovate pochi mesi dopo a veder disconosciuti quegli stessi diritti, a partire dal 1 giugno e dopo aver investito in impianti i cui tempi di realizzazione e connessione, autorizzazione inclusa, possono avere durata pluriennale. Grazie al terzo conto energia è nata una miriade di produttori, ossia una pluralità di potenziali concorrenti delle grandi centrali tradizionali, e sono proprio questi produttori indipendenti a essere a serio rischio di sopravvivenza.  Il nuovo registro inoltre non dà modo a chi investe di sapere in modo certo  se potrà avere accesso alle tariffe e di prevedere il livello tariffario su cui basare i propri piani di business, e i tetti di spesa abbinati al registro rischiano di creare blocchi dannosi, ad esempio nel II semestre 2012, e il boicottaggio degli impianti a terra non va certo nel senso di un lungimirante ad attento supporto alla produzione di energia elettrica da fotovoltaico. Inoltre, la criticità della certezza delle tariffe riguarda anche il periodo 2013-2016 e sia i grandi che piccoli impianti.

Condividete l’impressione che il Ministro Romani abbia deciso di ridurre drasticamente i finanziamenti al settore, perché più indirizzato verso altre fonti di approvvigionamento energetico, come il nucleare?

Pensiamo, come in ogni settore, che anche in quello energetico ci siano interessi diversi. Primario interesse di Assosolare è comunque che all’interno del mix energetico italiano trovi adeguato spazio il fotovoltaico, sulla base delle effettive potenzialità del settore – come anche da indicazioni dell’Unione Europea -, che sono molte sia dal punto di vista dell’apporto energetico del Paese, sia dal punto di vista dello sviluppo economico e occupazionale.

Alcune associazioni simili alla vostra, GIFI soprattutto, rivendicano la versione definitiva del DL come un piccolo successo personale e un buon livello di mediazione fra le diverse parti. Come spiegate questa differenza di vedute e cosa direste loro per fargli cambiare idea?

Assosolare, in quanto unica associazione esclusivamente dedicata al fotovoltaico, su aspetti essenziali ha una visione sensibilmente diversa da quella di GIFI. Il decreto a nostro avviso, come sopra detto non ha tutelato i diritti acquisiti e per il presente e l’immediato futuro presenta ancora troppi dubbi interpretativi e criticità, che continuano ad alimentare un clima di forte incertezza in tema di accesso agli incentivi sia nel periodo transitorio, che nel successivo, come peraltro evidenziato non solo da noi ma anche da altre associazioni di categoria, come Aper con cui ci siamo mossi ripetutamente in modo congiunto in questi mesi di concertazione, prendendo spesso posizioni comuni.

Per concludere, dopo Fukushima il settore delle energie rinnovabili ha l’opportunità di presentarsi come valida alternativa. Credete che le tecnologie siano già mature perché ciò possa avvenire?

Le tecnologie del settore delle rinnovabili costituiscono già un mercato maturo in alcuni comparti. I margini di miglioramento e sviluppo, sia in termini di rendimento che di efficienza, sono ancora altissimi, ma questo non fa che farci ben sperare per il futuro. Sul fronte delle tecnologie però è fondamentale mettere le aziende in condizione di lavorare con un quadro amministrativo stabile e procedure e costi certi, condizione imprescindibile perché le imprese possano anche investire in ricerca e sviluppo, creando un ambiente favorevole al miglioramento delle tecnologie e all’innovazione.


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