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Tim Cook: “Odio le cause legali, preferisco scendere a patti”


Durante la conference call tenuta ieri da Apple, il CEO della copmagnia Tim Cook ha risposto a una domanda riguardo le attuali cause legali che stanno impegnando Cupertino […]


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Consigli utili per una corretta diversificazione di investimento


Come più volte indicato all’interno del blog, la diversificazione deve essere considerato l’imperativo di un giusto investimento. La costruzione di un portafoglio è un tema molto delicato ed è meglio non optare per il file da te, ma affidarsi a buoni consulenti o società di gestione del risparmio.

Una corretta diversificazione del portafoglio costituisce la base migliore su cui lavorare nel tempo, perché puntando tutto su singolo titolo il rischio è notevole ed è facile perdere parte del capitale. La diversificazione aiuta a mantenere sotto controllo l’emotività dell’investitore, che rischia di fargli compiere scelte tragicamente sbagliate.

La diversificazione va in varie direzioni: occorre diversificare la tipologia di strumenti (finanziari e non), le scadenze e gli emittenti (in termini di settore e di area geografica).

Il Corriere Economia è stato pubblicato un interessante articolo che consiglia come diversificare investimenti da 10.000 a 300.000 euro.
Senza scendere nei dettagli dei nomi dei vari fondi, riportiamo le percentuali indicate per i vari asset, tanto per dare un’idea di quello che consigliano gli esperti in questo periodo:

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Dove investire in modo sicuro


La situazione economica in Italia non è delle migliori. Le borse continuano a scendere, i titoli di stato sono in costante ribasso e crescono anche i dubbi sulla tenuta dei conti deposito. Ma è bene non farsi prendere dal panico e valutare con estrema lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i nostri risparmi dalla crisi finanziaria che ci sta attanagliando.

Riassumiamo in modo schematico il punto della situazione sui diversi mercati in modo da affrontare la crisi nel modo migliore.

I conti deposito
Nonostante ci sia un panico generalizzato che spinge tutti a diffidare di tutto, i conti deposito restano una forma di investimento sicuro. Anzitutto perché sebbene le banche siano sotto pressione a causa del ribasso dei titoli di stato che svaluta il valore dei loro attivi, esse non sono in una situazione di insolvenza. Inoltre gli istituti che offrono i depositi on line sono aziende che erogano mutui ai privati, oppure che hanno prodotti del risparmio gestito cui cercheranno di fare confluire i soldi raccolti con i conti deposito o, ancora, erogano prestiti ai dipendenti con la cessione del quinto dello stipendio.

Sebbene non ci possano essere certezze assolute, possiamo dire che le politiche di investimento delle banche che raccolgono i nostri risparmi attraverso i conti on line sono molto prudenti.

In seconda battuta esiste il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi FITD il cui funzionamento è stato rivisto con decreto legislativo 24 marzo 2011 nro 49. Se questa norma ha ridotto il limite che il fondo garantisce da 103 a 100.000 euro, dall’altra ha accorciato i tempi di rimborso del credito. Ora il fondo ha 20 giorni lavorativi di tempo per rimborsare il depositante e questo termine potrà essere prorogato al massimo di altri 10 da parte di Bankitalia. Date queste premesse ritengo che i conti deposito siano una soluzione sicura per investire i propri risparmi. Chi non ne ha uno lo può aprire senza problemi, chi ha i suoi soldi investiti in questi strumenti può dormire sonni tranquilli.

I titoli di stato
La situazione dei titoli di stato è molto particolare. Da un lato il trend negativo suggerirebbe l’uscita dalle posizioni, dall’altra la garanzia del capitale a scadenza, implicano le seguenti considerazioni:

1) chi ha titoli di stato farà bene a non venderli;
2) chi non ne ha può attendere prima di comprarne. In ogni caso è bene limitare la durata residua dei titoli a 7 anni, così da ridurre la violenza delle oscillazioni di prezzo.

Le azioni
I principali mercati azionari sono in trend negativo.

Chi ha azioni in portafoglio che cosa può fare?
Ora come ora è bene attendere e non vendere, perché il rischio che si corre è quello di disinvestire nella fase terminale di un trend ribassista con danni notevoli sui propri investimenti.
Fonte: abcrisparmio.it

 Dove investire in modo sicuro

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Fumo di sigaretta: legame con BPCO e scompenso cardiaco


Vi è correlazione tra il fumo di sigaretta e malattie come il BPCO e lo scompenso cardiaco. Ed i numeri, purtroppo, sembrano non voler scendere: in Italia i fumatori abituali sono dodici milioni ed almeno 70mila persone muoiono per patologie correlate al tabacco. L’allarme è stato recentemente lanciato nel corso della VI Conferenza nazionale sulla BPCO, una delle malattie legate all’apparato respiratorio più incidenti nella vita della popolazione.
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Fumo di sigaretta: legame con BPCO e scompenso cardiaco, pubblicato su MedicinaLive il 18/11/2011

© Valentina per MedicinaLive, 2011. | Commenta! |
Tag: BPCO, fumo di sigaretta, scompenso cardiaco


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Un buon metodo per investire online


Se sei un Trader, un investitore o hai provato qualche volta a comprare azioni, allora ti sarà  capitato di trovarti davanti ad un listino azionario e non sapere da che parte iniziare.

E’ una situazione davvero frustrante. Ti blocca sul nascere, non hai ancora fatto niente e già non sai cosa fare.
Quali azioni osservare? Quali comprare? Quali di queste potrebbero portarti dei guadagni? Quali stanno salendo? Quali stanno scendendo? Ma soprattutto, quali continueranno a salire e quali continueranno a scendere?

Fortunatamente, si tratta di un male comune, un disagio che riguarda tutti. Se ti sei appena avvicinato alla Borsa questo può essere giustificabile, ma quando sei un Trader che deve “guadagnarsi da mangiare” o una Banca d’investimento che ha l’obiettivo di fare utili, allora, i profitti devono arrivare per forza! Non puoi presentarti davanti ad un listino azionario senza sapere cosa fare.

Non puoi assolutamente permetterti di perdere tutto il tuo capitale, perché questo significherebbe fallimento.

Ecco cosa succede quando perdi. Forse hai investito diecimila euro in azioni e oggi te ne ritrovi cinquemila, ma poi speri sempre nel fatto che le azioni possano riprendersi e invece continuano a scendere, ritrovandoti, alla fine, con sole duemila euro in portafoglio.

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La corretta gestione del denaro


La regola d’oro sul mercato del Forex, e non solo, è di mantenere basse le perdite. Infatti se l’investitore riesce a contenere le perdite può sopravvivere ai periodi in cui il mercato valutario è in crisi.

Ma come ci si mantiene su perdite basse?
Semplicemente impostando a priori la perdita massima, ossia la quantità di capitale che al massimo possiamo perdere in uno scambio qualsiasi. Utilizzare gli stop loss nella strategia di investimento permetterà le operazioni, e per questo il capitale, da grosse perdite.

Infatti se non non impostiamo tale valore cosa accade?
Verifichiamolo con un esempio pratico sul mercato del Forex:

Il trader ha un conto di 2000 dollari ed inizia ad effettuare scambi per 200 dollari ciascuno. E’ possibile che il trader subisca tre perdite di seguito pari a 600 dollari, facendo scendere il conto a 1400 dollari.

In questa circostanza quasi ogni trader penserà che dopo tre perdite consecutive, la quarta posizione sarà sicuramente vincente e così scambia per una quota pari a 600 dollari. Ma in realtà anche questa posizione potrebbe generare una perdita portando il capitale a 800 dollari. Questo non sarebbe accaduto se il trader avesse fissato una perdita massima.

Ne deriva che il trader ha commesso un errore ossia ha rischiato troppo con una conseguente cattiva gestione del denaro.
Ecco perché la regola d’oro è mantenere le perdite più basse possibili e fare in modo che gli scambi in guadagno siano i più alti possibili. Questo è possibile effettuando una corretta gestione del denaro.

 La corretta gestione del denaro

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Mutuo in Discesa Carife


Un mutuo fondiario destinato ai soli clienti privati che acquistano immobili residenziali a fronte di importi erogabili fino all’80% del valore dell’immobile, e durate di 20, 25 oppure 30 anni. Sono queste le principali caratteristiche del “Mutuo in Discesa“, un finanziamento ipotecario ideato dalla Carife, Cassa di Risparmio di Ferrara, rimborsabile a rate mensili. La caratteristica interessante del prodotto è quella per cui lo spread del mutuo tende a scendere ogni quattro anni a patto di essere in regola con i pagamenti, che il finanziamento ipotecario mantenga l’intestazione originaria, e che l’addebito delle rate avvenga in automatico su un conto corrente aperto presso una filiale della Cassa di Risparmio di Ferrara. Il Mutuo in Discesa di Carife può essere stipulato solo per immobili ad uso residenziale a fronte del piano di ammortamento che è quello classico, ovverosia alla francese, con rata composta da una quota capitale e da una quota interessi; inoltre, è obbligatoria con il Mutuo in Discesa Carife la stipula di una polizza a copertura del rischio di incendio e scoppio dell’immobile.

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Mutuo in Discesa Carife, pubblicato su MutuOk il 25/07/2011

© Fil per MutuOk, 2011. | Commenta! |
Tag: Cassa di risparmio di Ferrara, domanda mutui ipotecari, interessi mutuo tasso variabile


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Banca d’Italia: Crescita, Mercato Del Lavoro e Consumi Sono Fermi, Sale Solo l’Inflazione


clessidra1507.gifProsegue la crescita mondiale ma a
ritmi più contenuti, a causa del rallentamento dell’economia Usa e
di quella giapponese, inoltre le prospettive future di crescita e
l’andamento dei mercati finanziari sono fortemente condizionati
dalla crisi del
debito
sovrano nell’area dell’euro. Sono questi
alcuni dei punti chiave a livello macroeconomico del 65°
bollettino economico trimestre della Banca d’Italia
, in cui si
prefigura uno scenario di sostanziale stabilità per il nostro paese,
sebbene i rischi non manchino.
Il tasso di crescita del Pil italiano
continua a non brillare e risulta di difficile previsione, visto che
dopo un discreto spunto registrato nella prima parte dell’anno, i
principali indicatori prospettici sulla produzione industriale e
sulla domanda hanno fatto registrare elementi di debolezza. In base
agli elementi raccolti le proiezioni della Banca d’Italia prefigurano
una crescita del Pil dell’1% nel 2011 e dell’1,1% nel 2012.
Sul fronte delle imprese la Banca
d’Italia rileva che sebbene il ritmo di crescita dell’attività
industriale
dall’avvio della fase espansiva (2009) in Italia sia
stato simile a quello della Francia (circa l’11%), ma decisamente
inferiore a quello tedesco (24%), attualmente si registrano per
quanto riguarda l’Italia alcuni elementi di debolezza in merito
all’intensità della ripresa. Tra questi il fatto che in primavera si
è attenuata la tendenza crescente del volume di nuovi ordinativi e
sono peggiorati i risultati delle inchieste qualitative presso le
imprese, interrompendo un rafforzamento
in atto da circa due anni.
Nel frattempo l‘inflazione a giugno è
salita al 2,7% su base annua, spinta soprattutto dai rincari
energetici
, dei trasporti e dei prodotti alimentari, visto che
depurando il dato da queste due componenti l’indice dei prezzi si
attesta al 2%. La dinamica di crescita dei prezzi, dovrebbe comunque ridursi
nell’ultima parte dell’anno e scendere sotto il 2% nel 2012, grazie
all’attenuazione dei rincari delle materie prime.
I consumi delle famiglie sono rimasti
pressoché identici, con un ristagno della maggior parte delle
componenti di spesa, con l’eccezione degli acquisti di beni
durevoli, in recupero
dopo la flessione subita nel
2010. La dinamica dei consumi, sottolinea Bankitalia è fortemente
influenzata dalla debolezza del reddito disponibile delle famiglie
consumatrici, sebbene, si intravedono dei segnali di recupero.
Infatti, sulla base di stime preliminari, nel primo trimestre il
reddito sarebbe aumentato di quasi un punto percentuale in termini
reali rispetto allo stesso periodo
dell’anno precedente.

Continua…


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Miliardi di metri cubi d’acqua potabile sprecati ogni anno


Lo spreco dell’acqua è uno dei “drammi” della nostra società e della nostra era. Se il nostro pianeta è ricoperto per ben il 70% da acqua, solo una bassissima percentuale di questa può essere considerata potabile; ragion per cui, un uso industriale miope può avere nel medio termine effetti assolutamente gravi, se non catastrofici. Ed una delle attività più dispendiose in senso idrico è la produzione alimentare.

Che la soglia di guardia sia stata ampiamente superata è la sintesi di quanto espresso da Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria a Bologna:

La favola a lieto fine che ci avevano insegnato a scuola, con l’acqua che arriva al mare, poi sale sotto forma di nuvoletta e torna a scendere con la pioggia in un ciclo infinito che permette a tutti di bere, non è più vera. I conti non tornano perché stiamo usando più acqua di quella disponibile senza impoverire le riserve e, soprattutto, ne utilizziamo una quantità incredibile per produrre alimenti che poi buttiamo via al momento della raccolta, della distribuzione o del consumo: in Italia ogni anno si spreca una quantità di cibo che basterebbe a sfamare, nello stesso periodo, tutti gli spagnoli

Uno spreco di cibo e di risorse idriche di cui si sta cominciando a conteggiare l’entità. Paolo De Castro della Commissione agricoltura europea in questo senso ha rilevato una parte dei progetti europei, almeno dal punto di vista dell’informazione:

È un percorso che abbiamo iniziato nel 2010 con il Libro Nero contro lo spreco alimentare promosso da Last Minute Market e che continua quest’anno con il Libro Blu contro lo spreco idrico. Ora, con il rapporto Caron, siamo passati a una fase operativa: dobbiamo mettere a punto misure concrete per vincere questa battaglia

Ma quanto costa in acqua il cibo che passa ogni giorno dalla nostra tavola? Facile a dirsi:

  • Una bistecca di carne alla fiorentina anche 4.650 litri di acqua. A cui sommare un 25 litri per l’eventuale contorno di patate.
  • Un piatto di ciliege qualcosa come 373 litri d’acqua.
  • Una tazzina di caffè anche 140 litri

E se queste cifre non vi hanno ancora impressionato del tutto, tenete conto ora dei problemi della sovrapproduzione.

Ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di frutta ed ortaggi vengono “abbandonate a se stesse” perché economicamente non conviene neanche raccoglierli. Lo spreco di acqua in questo senso è mastodontico. Due esempi su tutti: nel 2010 sono state “gettate” in Italia 3,5 tonnellate di pomodori e 3,4 milioni di tonnellate olive, per produrre le quali era stato necessario l’uso rispettivamente di 644 milioni e 6,5 miliardi di metri cubici di oro blu. In un mondo dove intere popolazioni non hanno garantito l’accesso all’acqua potabile, questo inutile spreco non sembra essere più tollerabile.

Resteremo a vedere se Last Minute Market, che conta partnership del livello di Unicredit, sarà davvero in grado di proporre politiche concretamente valide per risolvere il problema. Che l’88% delle risorse idriche potabili mondiali sia in mano all’11% della popolazione o che gli italiani consumino troppa acqua in bottiglia in media sono verità di cui si parla da almeno vent’anni. Che queste realtà siano legate intimamente ad interessi economici fortissimi è un dato che nessuna “rivoluzione liberale” è mai riuscita, nel frattempo, a scalfire.


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