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24 agosto 2011, Steve Jobs lascia il ruolo di CEO: cosa è cambiato in un anno di Tim Cook?


Il 24 agosto 2011 Steve Jobs comunicò ufficialmente la sua decisione di lasciare il ruolo di CEO in Apple e di passare il testimone al suo collaboratore più fedele, Tim Cook. La decisione fu presa a causa delle sue condizioni di salute che, di lì a qualche settimana, si sarebbero ulteriormente aggravate fino a provocarne il decesso. E’ passato già un anno da quel giorno, con Tim Cook alla guida di quella che ad oggi è diventata una delle aziende più capitalizzate della storia.

Tim Cook fece subito sapere che l’eredità di Steve Jobs sarebbe rimasta in Apple per sempre, perchè il suo “DNA” era presente in ogni angolo del quartier generale di Apple. Tutti i collaboratori e i dipendenti conoscono quello che Steve Jobs vuole e Tim Cook ha fatto e continuerà a fare di tutto per rimanere su questa strada. Logicamente, però, qualcosa è cambiato. Apple ha raggiunto traguardi ancora più storici rispetto a quelli ottenuti sotto la guida di Steve Jobs, grazie non solo all’eredità da lui lasciata, ma anche da una serie di scelte amministrative prese dallo stesso Cook.

Chi pensava ad un crollo delle azioni di Apple dopo la morte di Steve Jobs di è infatti dovuto ricredere, in quanto Apple ha raggiunto cifre storiche mai ottenute in passato. Questo aspetto ha comprovato che l’azienda è forte anche senza Steve Jobs e che gli investitori nutrono molta fiducia nell’operato di Tim Cook. E’ pur vero che un anno è un tempo troppo breve per dare giudizi definitivi, anche perchè tutti i prodotti presentati da Apple nel 2012, e tutti quelli che presenterà da qui a 2-3 anni, sono stati quanto meno visionati e approvati da Steve Jobs, in quanto il ciclo di produzione di un dispositivo ha almeno 3 anni.

Da un punto di vista amministrativo, Tim Cook ha paradossalmente migliorato la società: i canali di distribuzione sono stati tutti rivisti e migliorati, i rapporti con le aziende di produzione (Foxconn in primis) sono stati resi ancora più solidi, l’azienda ha ottenuto importanti risultati nel rispetto dell’ambiente (basti pensare all’utlizzo massiccio dei pannelli solari nelle nuove costruzioni a Cupertino) e delle condizioni di lavoro in Cina, i dipendenti hanno ottenuto più benefit e Apple ha dato ancora più importanza alla beneficenza.  Tim Cook ha anche spinto per una maggiore trasparenza dell’azienda, pubblicando ad esempio gli elenchi di tutti i fornitori e consentendo le indagini della FLA nelle fabbriche della Foxconn.

Grandi differenze, invece, si sono viste nei Keynote: lì manca la mano geniale di Steve Jobs, ma Tim Cook ne è consapevole ed infatti ha organizzato eventi di presentazione meno teatrali e più “tecnici”. Di sicuro gli osservatori si annoiano di più, ma la sostanza non cambia.

Non sono certo mancati aspetti negativi, come alcune dichiarazioni di dipendenti Apple Store non proprio felici, pubblicità che non sono piaciute a molti utenti e prodotti alquanto criticati (soprattutto se si parla di Mac Pro).

La guida di Tim Cook appare molto più pragmatica e funzionale, ma meno geniale rispetto a quella di Steve Jobs. La sostanza, dicevamo, non dovrebbe cambiare, perchè in seno ad Apple vi sono altri “geni” in grado di creare per anni dispositivi interessanti: basti fare i nomi di Jon Ive e Forstall.

Insomma, Apple è meno Steve Jobs e più Apple. Basterà?

 

 

 

 


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Giappone: in 18 mesi il fatturato dei giochi mobili cresciuto del 300% e notizia della certificazione PlayStation Mobile per Asus


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Il business dei giochi nelle diverse piattaforme mobili (Android, iOS, WindowsPhone, ..) non poteva che ampliarsi notevolmente dall’arrivo dei primi smartphone e tablet, nelle scorse settimane il bilancio Gameloft ha mostrato quanto fosse importante la sua presenza con quasi il 50% degli introiti da piattaforme mobili e un maggior utile rispetto all’anno scorso di duecento milioni di Dollari; oggi dal Giappone la notizia che il settore del divertimento per bambini e non in un anno e mezzo ha ampliato il volume di affari da 1 miliardo a 4 miliardi di Dollari.

A supporto delle software house costruttori e fornitori di piattaforme hardware con GPU sempre più prestanti, ottimizzate per ogni aspetto (giusto ieri abbiamo visto il tablet Tegra 3 Asus Pad Infinity con modifica al kernel per controllo consumi) con batterie di capacità sempre maggiore.

 

In questa direzione chi ha visto lungo ha dato vita a negozi di apps personalizzati, Sony in primis dall’esperienza Play Station che le sono valsi prima l’attenzione di htc prima ma poi ha preferito puntare verso l’altro e poi Asus che ha annunciato a sorpresa la certificazione PS per i suoi Transformer Pad:

 

 

per il momento è una notizia molto vaga e nemmeno Asus ha dichiarato troppi dettagli nemmeno sulla compatibilità dei modelli, la dicitura Pad infatti lascia ampi margini di possibilità .. comunque se nell’update a Android 4.1 per i modelli indicati ci sarà qualcosa in questa direzione che si integra in modo più profondo con le tavolette di certo non può che essere una cosa positiva (a oggi è infatti già possibile giocare con joypad Sony attaccati alla dock della serie Transformer, dock utile e fantastica anche per altri centinaia di usi*).

 

Asus è fuori discussione che abbia venduto più prodotti tablet Android di Sony con la sua linea Tablet S e Tablet P, un pubblico maggiore a cui proporsi fa comodo a Sony e un nome così importante lo stesso per Asus ma ora è troppo presto per fare analisi e considerazioni più profonde.

 

E’ un periodo in cui ogni giorno c’è una notizia “sconvolgente”, a inizio settimana questa e ieri che Sony Xperia S entra nel programma Google AOSP per il rilascio diretto di aggiornamenti Google Pure Experience quando ha una ui modificata .. e chissà cosa succederà domani. Di certo da appassionato e persona gentile verso di voi sarò quì a raccontarvelo !

 

* Giusto di darvi qualche spunto io quando avevo quel modello giocavo in WiFi a Asphalt 6 nel Mac che mandava in streaming lo schermo con Splashtop e dalla tastiera potevo usare le freccie direzionali e la barra spaziatrice per frenare.

 

 

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UberStrike HD (per Mac, Windows e Facebook) si aggiorna con due nuove mappe e offre il 50% di sconto sull’arma cannone


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Titolo Free To Play disponibile nel Mac App Store per Apple, da Facebook e Windows (link diretto alla pagina web) sempre e solo online, questo fantastico titolo di guerra con partite a squadre si mantiene con acquisti in-app nel primo caso e con pagamenti con c.c. nel secondo e terzo; circa una-due volte a settimana vengono proposte offerte per acquisto di pacchetti/armi/atrezzatura e in questo caso si parla di un 50% di sconto sull’arma cannone da dare al proprio personaggio insieme a due nuove mappe in modalità allenamento e battaglie a squadre.

L’acquisto di armi non è obbligatorio per potenziare il proprio personaggio, basta iscriversi con una mail e password e si può partecipare lo stesso, è solo che così si punta solo a trovare armi in mappa e non sono minimamente potenti come quelle del negozio, dato l’elevato numero di giocatori a quel punto bisogna solo essere molto bravi nel sopravvivere; per chi non avesse mai sentito parlare del titolo ecco una serie di video presi dal canale ufficiale, colgo l’occasione per invitare a guardare bene i requisiti hardware minimi del proprio PC/Mac* anche se la maggior parte di carico di lavoro/elaborazione avviene sui server dello sviluppatore.

 

* Leggere bene i requisiti hardware minimi quì

 

 

Clicca qui per vedere il video incorporato.

 

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Il peso del gioco istallato per la parte di “interfaccia” alla piattaforma da PC7Mac è intorno ai 100 MB, per Mac è necessario 1GB di RAM mentre per le versioni di Windows compatibili ne servono 2. Se siete dei giocatori che non si fissano troppo su un titolo non vi consiglio si spenderci molti soldi, perchè alla fine con l’evoluzione e proposta continua di titoli ogni settimana quella dopo vi dimentichereste di averlo scaricato e l’esperienza è più che sufficiente anche con le armi che trovate in mappa, mentre se vi appassiona e prende mi sento tranquillamente di dirvi che è il miglior gioco a livello di esperienza e possibilità di accesso.

Per Mac ne ho provati anche altri altrettanto validi ma oltre a essere a pagamento anche per un esperienza di gioco base (mentre questo è gratuito) non offrono l’accesso da ben tre piattaforme di gioco diverse (Facebook possiamo considerarlo così da quando ha aperto e lanciato anche questo servizio), sconsigliato solo per motivi pratici anche a chi gioca in movimento perchè serve una connessione al web continua per interagire con gli altri della squadra.

 

 

Se questo gioco è di vostro gradimento, vi invito anche a seguire:

il blog che mostra tutte le offerte inoltrate ai giocatori per email

il forum, dove iscriversi e chiedere aiuto e consigli (lingua inglese, ovviamente se incontrate degli italiani e fate fatica a parlarlo o scriverlo meglio per voi)

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Stunt Guy: un povero stuntman alle prese con un pericoloso endless


Quando si tratta di giochi iPhone la regola per il successo è  ”semplicità ed immediatezza”. Almeno nelle premesse, è quanto cerca di fare questo questo Stunt Guy che promette un’azione di gioco intuitiva ed immediata, anche se pecca un po’ nei contenuti e nell’assenza di extra che vi faranno abbandonare il gioco anzitempo. Vediamo di che si tratta.

Stunt Guy (AppStore Link)
Stunt GuyKempt LtdCategoria: Giochi

Stunt Guy è un endless game piuttosto convenzionale, almeno nelle meccaniche di gioco. Le premesse sono tanto buffe quanto pazze: dovremo guidare uno stuntman appeso ad una macchina nel bel mezzo del traffico cittadino. Il nostro scopo principale, ovviamente, è quello di resistere il più a lungo possibile, macinando chilometri su chilometri. Ma come ogni buon stuntman, ciò che conta veramente è anche attrarre l’attenzione degli spettatori, così che durante il tragitto potremo anche creare spettacolari incidenti a catena con l’ausilio delle numerose autovetture che viaggiano insieme a noi. Durante la marcia potremo anche raccogliere delle monetine, che ci permetteranno di incrementare il nostro score e, più in generale, di rendere la nostra esibizione più remunerativa.

A livello di controlli sfrutteremo il touch screen per spostarci da una parte all’altra dello schermo, mentre un timer e un counter in alto ci indicheranno la qualità della nostra performance: tanto più riusciremo a resistere, tanto maggiore sarà il punteggio.

Stunt Guy non pecca nella realizzazione grafica, nelle animazioni o nei controlli, bensì a livello di contenuti, che sono un po’ pochi rispetto a titoli del calibro di Jetpack Joyride. Se è vero che l’immediatezza e la semplicità premia in ambito iOS, come abbiamo detto in apertura di articolo, è altrettanto vero che la “rigiocabilità” in un prodotto è elemento fondamentale. In Stunt Guy mancano contenuti, elementi sbloccabili o extra che potrebbero attrarre il giocatore a riprendere in mano il titolo dopo svariate sessioni. Manca quel “quid” che vi riporterà dopo giorni a riprendere in mano le sorti di questo spericolato Stuntman. Certo, grazie alla facilità di update non tutto è perduto, e chissà che in futuro il dev non ritorni sul titolo per implementare modalità e sbloccabili vari.

In ogni caso, il gioco è meritevole di una sufficiente attenzione e se volete provare il rischio di spaccarvi le ossa ad una ad una (virtualmente, si intende!), potete scaricare il gioco direttamente al seguente indirizzo. Stunt Guy è disponibile gratuitamente e diffuso come build universale e dunque compatibile allo stesso tempo con iPhone e iPad.


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Huawei: presentazione dei risultati del primo semestre, dettagli, strategie e show dello smartphone Ascend P1 con tante foto e dettagli


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Ho iniziato questa notizia con quella che è almeno a livello di effetto la migliore foto che ho fatto, ne troverete più di 20 dopo il salto, l’altro giorno in quel di Milano huawei ha invitato blog e testate giornalistiche del mondo della tecnologia a Milano per presentarsi in un secondo incontro di approfondimento per parlare dell’azienda, dei risultati raggiunti, strategie e sopratutto il modello di smartphone Android top di gamma Ice Cream Sandwich Ascend P1 (annunciato insieme a F10HD a Febbraio). La notizia è lunga: dati, scatti e note per capire al meglio le intenzioni del produttore cinese nel mercato italiano e più in generale in quello europeo.

Come anticipato eccovi l’album degli scatti del modello e presenti in questa notizia, cliccando l’anteprima si aprirà l’album della nostra pagina su G+:

 

 

Inizia la presentazione al pubblico Roberto Loiola, vice-presidente Western-Europe per Huawei, vediamo gli argomenti di cui ha parlato:

 

 

 

impegnata in quattro business e con altrettanti clienti diversi: operatori per costruzione di reti, per fornire soluzioni elettroniche al mondo business, prodotti per il consumer e costruzione di soluzioni per la trasmissione dati su larga scala il fatturato per i primi sei mesi del 2012 ha generato ricavi per 16.2 miliardi di Dollari, una crescita rispetto allo stesso periodo del 2011 che si traduce anche in un margine operativo maggiore del 9%. E ancora altri tre dati leggibili bene dall’immagine a seguire:

 

 

 

Nel 2011 e parte di quest’anno Huawei si è distinta per essere stata la prima azienda a aver trasmesso interi pacchetti di dati dal peso maggiore di 1GB a velocità altissime con la soluzione Atom Cell a oggi già in uso negli Stati Uniti con operatori come T-Mobile, Sprint e Verizon e in costruzione insieme a aziende come Telecom Italia, Vodafone, H3G e altri 47 partner per essere pronti al lancio nel belpaese di reti LTE l’anno prossimo; ora provate a guardare lo smartphone magari accanto al pc da cui leggete la notizia di cui certamente conoscete il produttore, perfetto ora guardate la slide a seguire in merito a chi costruisce le reti a cui si appoggia:

 

 

 

“1 persona su tre al mondo utilizza un prodotto o una soluzione huawei”: un risultato senza paragoni.

Altro importante risultato raggiunto: è Huawei l’azienda che ha costruito il più grande centro dati al mondo superando colossi come Apple, IBM e Samsung, verrebbe da pensare che questa azienda preferisce lavorare bene senza cercare troppi onori al contrario di altre che attirano un interesse che a confronto con lei il gap è enorme.

 

 

Presenti in tutto il mondo centri per diverse fasi e parti di sviluppo del prodotto:

 

 

 

Settore device mobili per utenti consumer

 

Da fine 2011 Huawei ha iniziato a farsi conoscere, ha avuto un boom a natale per la venduta insieme a Vodafone di Ideos che a 99 Euro offriva un terminale con Froyo e a oggi quel nome per gli appassionati Android rappresenta un gradino di crescita importante, anche il sito ufficiale per l’Italia è stato creato da zero (notizia dedicata) in previsione delle vendite per questo settore nel 2012

 

 

che prevedono una crescita del 40% rispetto all’anno scorso a 9 miliardi di Euro da raggiungere con prodotti di tre fasce diverse:

 

– huawei linea Y: smartphone entry level, prezzo intorno ai 99-119 Euro,

– huawei linea G: smartphone e tablet di medio livello per clienti che hanno esigenze software e di resa maggiori (per fare un esempio a una persona a cui interessa poco il s.o. ma a cui piace Android va bene uno della linea Y, se si desidera giocare anche a titoli che richiedono più risorse e si sa cosa scegliere meglio G), in questa fascia possiamo notare huawei MediaPad e MediaPad HD nella versione con ICS nativo. Prezzo: dai 249 a 399 Euro.

– huawei linea Ascend P: fa i suoi primi passi quest’anno con una cpu proprietaria costruita in Cina insieme a partner elettronici locali (non per tutti i modelli, per questo si è scelto un americano TiOmap), Ascend P1 è il primo e di certo non sarà l’ultimo.

 

 

(per vedere gli scatti di Ascend P1 vi invito a vedere la galleria di scatti in G+, link anche a inizio notizia).

 

 

 

I dati del 2011 parlano, riprendendo il dato di 6.8 miliardi di $, che in merito a dispositivi tecnologici (smartphone e tablet) nel mondo sono stati centocinquanta milioni le unità vendute per una quota interna (ricordo che è una azienda di stato cinese) del 25% e nel resto del mondo per 75.

 

Dobbiamo ricordare che huawei è una azienda nata solo un quarto di secolo fa, ma solo l’anno scorso è stata la terza azienda al mondo per numero di brevetti registrati (23.522) con il 44% della forza lavoro qualificata nei centri del mondo (vedi cinque immagini più sopra) impiegata in ricerca e sviluppo, a questo proposito trovo utile il paragone con Samsung (notizia dedicata) che con un più alto numero di business in cui è impegnata, dipendenti e centri di ricerca e sviluppo in paesi diversi (Italia compresa a Milano) impiega in questo campo il 25% del personale complessivo.

 

 

 

Huawei Ascend P1: Beauty meet Brains

 

Voglio iniziare mostrandovi il video promo realizzato per il modello dal nostro canale YouTube, tenete presente che l’ho preso alla presentazione seduto in mezzo a centinaia di persone quindi se non è proprio perfetto vi chiedo di capirne il motivo:

 

Clicca qui per vedere il video incorporato.

 

 

 

Gli aspetti dello smartphone e non solo che Daniele de Grandis, responsabile vendite per l’Italia e Svizzera, ha voluto evidenziare:

 

– design e linee esteriori che si ripercuotono nella bellezza estetica e funzionale, siamo uno dei pochi paesi al mondo dove il telefono viene dato a parte e non con l’abbonamento e vi assicuro sono boccate di ossigeno in cassa dirette e fondamentali per i produttori, il più sta nel convincere a spendere i 449Euro di prezzo di listino,

– il processore non doveva essere un TiOmap, a febbraio si era parlato dell’HiSilicon K3V2 con due core che nemmeno è stato citato con l’attenzione che merita,

– il lavoro di ottimizzazione della batteria è stato fatto quindi con il TiOmap,

– sì l’aggiornamento a Android 4.1 JB per questo modello ci sarà,

– Huawei è tra gli otto produttori con cui Microsoft lancerà Windows 8, durante l’anno non aspettiamoci quindi solo prodotti Google Android,

– il prezzo di listino è di 449$, poco sotto concorrenti più conosciuti come Xperia S (499E) e One S (529E),

– vi invito a leggere le caratteristiche a seguire:

 

 

e ulteriori particolari:

 

 

impressionante la parte fotocamera, tecnologia dello schermo e cura dell’aspetto audio delle cassa sonora nella scocca posteriore in basso.

 

 

 

 

 

 

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Android Jelly Bean è più sicuro dei suoi predecessori


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il nuovo sistema operativo Android Jelly Bean è più sicuro dei suoi predecessori grazie all’implementazione di nuove tecnologie.

Android più sicuro

Ormai tutti gli utenti che seguono assiduamente il nostro blog sanno che spesso ci ritroviamo a parlare di sicurezza in ambito mobile, essendo questo uno degli argomenti più discussi degli ultimi tempi dato il sempre crescente interesse che gli smartphone ed i tablet stanno avendo e che di conseguenza porta sempre più i cybercriminali ad avere molto interesse nel “bucare” questi sistemi operativi.

la partita è ardua è fino ad ora il sistema operativo Android ha mostrato in questo argomento molte lacune dovute sopratutto alla sua natura “aperta” che oltre ad essere un suo vantaggio innegabile diventa purtroppo uno svantaggio se usata in maniera sbagliata, come del resto abbiamo visto in questo articolo, e a parte tutte le difese che l’utente può prendere con i vari antivirus messi a disposizione, che non sempre si rivelano efficaci, negli ultimi tempi un pò tutti gli amanti di Android richiedevano una maggiore sicurezza nel core del sistema operativo mobile.

Google non si è fatta attendere, infatti grazie ad alcuni mesi di intensa ricerca in questo campo, è riuscita ad implementare nel suo nuovo Jelly Bean delle tecnologie in grado di rendere ai vari Attackers la vita molto più difficile. Già da diversi mesi , per la precisione 16, Apple ha inserito nel suo iOS una tecnologia denominata ASLR (Adress Space Layout Randomization) , tale tecnologia infatti ora è stata da Android riportata con ottimi risultati anche sul nuovo sistema operativo Jelly Bean, in pratica permette di non far individuare le varie librerie del sistema operativo ed alcuni altri file importanti ,facendo in modo di “spostarli” da una parte all’altra della memoria, l’ASLR era stato inserito anche su Ice Cream Sandwich, ma i risultati del porting tecnologico sono stati parziali in quel caso poiché i vari indirizzi non erano del tutto randomizzati.

Un’altra ottima funzionalità in background che protegge i nuovi dispositivi dotati di Jelly Bean è la DEP (Data Execution Prevention) la stessa utilizzata nei sistemi desktop che praticamente fa in modo di non far eseguire codice in alcune regioni della memoria aiutando quindi a proteggere ancor di più i file importanti del core.

Ottime notizie quindi che rassicurano e non poco gli amanti ed utilizzatori di Android che diventano sempre più numerosi, lo stesso Charlie Miller noto uno degli hacker di smartphone tra i più conosciuti e responsabile della Accuvant compagnia che si occupa della sicurezza in internet e non solo, sulla questione della sicurezza di Jelly Bean ha detto:

Android Jelly Bean è il primo sistema operativo Google con ASLR e DEP, ora sarà molto difficile scrivere degli exploit

e se lo dice lui ci possiamo credere, sicuramente Apple stavolta ha il merito di essere arrivata prima nell’utilizzo di queste tecnologie per la sicurezza e forse rimane ancora un sistema operativo più sicuro, ma Google mostra di guardare ancora una volta a 360 gradi, e migliorarsi sempre più.

 

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iPhone 5: Mockup fisici by KitGuru


iPhone 5: Mockup fisici by KitGuru su: iPhone 5

iPhone 5: Mockup fisici by KitGuru Visto che nella giornata di oggi non sono state rilasciate informazioni ufficiali e inedite sul nuovo melafonino, vogliamo soffermarci sui mockup fisici per iPhone 5.

In rete, esattamente sul sito KitGuru sono state pubblicate una serie di foto che mostrano dei mockup fisici dell’iPhone 5 provenienti dall’estremo oriente.
Stiamo parlando di materiali utilizzati per creare le prime cover per il nuovo smartphone della mela. Secondo le ultime indiscrezioni rilasciate da un gruppo di produttori, si tratta di informazioni ufficiali, visto che anche negli anni scorsi i produttori hanno svelato in anticipo le sembianze di diversi prodotti Apple prima della presentazione ufficiale.

Il grande flop si è verificato invece lo scorso anno quando diverse aziende hanno cominciato a produrre cover per il presunto iPhone 5, in realtà è stata semplicemente una bufula, perché non si capisce ancora da che parte sono state recuperate le informazioni. In quel periodo Apple stava avviando la produzione dei componenti per realizzare l’iPhone 4S con un design praticamente identico a quello di iPhone 4.

Ora su queste custodie-prototipo possiamo formulare diverse teorie, forse si tratta di un prototipo Apple, visto che non sono stati superati alcuni test? Oppure qualcosa non va nella produzione di assemblaggio delle nuove cover?

I misteri sulle cover per iPhone 5 rimarranno ancora per molto tempo, non ci resta che attendere qualche mese per scoprire se le nuove cover saranno originali o molto simili a quelle dei modelli precedenti.

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Crash risolti nelle app di App Store e Mac App Store


Crash risolti nelle app di App Store e Mac App Store su: iPhone 5

Crash risolti nelle app di App Store e Mac App StoreLa Apple è riuscita a risolvere un problema assai tedioso quale quello dei continui crash della app scaricate da App Store e Mac App Store.

Un portavoce della casa di Cupertino ha rilasciato un’ intervista a All ThingsD sottolineando che la situazione è stata risolta e che sperabilmente non si riverificherà più. Suddetto portavoce ha anche dato la versione dei fatti ufficiale, spiegando che la Apple ha avuto un problema con un server il quale ha generato il codice DRM per alcune applicazioni in fase di download.

Insomma, il problema è stato risolto al meglio in brevissimo tempo, confermando la professionalità degli addetti ai lavori. Ovviamente tutti coloro che avevano avuto delle recensioni negative per le loro app hanno chiesto alla Apple di intervenire dato che il crash era dovuto a un errore del server.

La casa di Cupertino potrebbe decidere di eliminare tutti i giudizi negativi postati dagli utenti delusi dai continui crash delle app in questione, dato che si è trattato di un suo errore e non dei programmatori.

Ovviamente tutto è bene quel che finisce bene e al momento l’errore è stato corretto nella maniera più rapida possibile e non dovrebbe ripetersi, almeno stando a quanto dicono i tecnici Apple. Staremo a vedere.

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WWDC 2012 al via tra poche ore: iPhone 5 non uscirà


WWDC 2012 al via tra poche ore: iPhone 5 non uscirà su: iPhone 5

La Apple non è pronta per lanciare il nuovo iPhone 5, ossia il device più atteso di tutti i tempi.

A poche ore dall’inizio del WWDC 2012 di San Francisco, si dice che Tim Cook non presenterà il nuovo melafonino della casa produttrice di Cupertino ma altri iDevice. A dirlo è il noto esperto del settore Brian White, già analista presso Topeka Capital Markets. Quest’ultimo nei giorni scorsi era stato a uno degli eventi più attesi del settore, il Computex 2012, dove aveva già incontrato alcune fonti che lavorano nelle aziende asiatiche di Apple.

Da qui sarebbe, quindi, arrivata la conferma che il nuovo iPhone 5 non verrà presentato a breve ma, probabilmente, a settembre se non addirittura a ottobre. Tuttavia, a dire il vero, la notizia non fa molto scalpore, perché erano rimasti davvero in pochi a sperare in un’uscita imminente del nuovo device di casa Apple.

Per quel che concerne il device in sé, si dice che avrà una scocca in alluminio prodotta da Foxconn e uno schermo probabilmente da almeno 4 pollici e, quindi, più grande rispetto a quello di iPhone 4S.

In ogni caso, tra poche ore la Apple ci riserverà qualche sorpresa e, pertanto, è meglio rimanere sintonizzati per capire quale.

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Google Maps 3D e offline? Bello ma guardiamo anche i problemi e il rovescio della medaglia


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Di recente si è parlato di Google Maps su tre diversi versanti: in iOS perchè Apple a questo punto non può più permettersi di dipendere da un servizio concorrente e dalla sesta versione del suo sistema operativo mobile potremo vedere dei cambiamenti frutto del lavoro di anni precedenti a oggi, il secondo: in settimana il sito web di Maps è andato offline per permettere a Google di caricare nuove mappe in tre dimensioni per posti dove prima non erano disponibili e il terzo che vorrei trattare in questo articolo sono le mappe 3D complete e offline.

Non fraintendete lo spirito positivo con cui guardo questo tipo di notizia, fa piacere e la trovo molto buona anche io non sono di certo dalla parte degli operatori che sui piani dati sopratutto all’inizio hanno lucrato all’inverosimile fino a poi tranquillizzarsi ma ci sono una serie di problemi per cui Maps Offline potrebbe creare disequilibri incolmabili nel mercato e potrebbe costringere Google a fare dietro front oltre a altri punti che vi spiegherò nel mio articolo.

 

Già una azienda francese di nome Bottin Cartographes a febraio di quest’anno ha fatto causa contro Google quando sul mobile venne introdotta per la prima volta il download di porzioni di mappe da consultare offline, il problema non è il fatto che intraprese una azione legale per posizione dominante del mercato ma il successo di tale azione legale.

Il problema per chi non riuscisse a arrivarci a logica sta nel fatto che per offrire un software tutti sostengono dei costi, ma se tu lo offri gratis e hai comunque introiti pubblicitari io che chiedo qualcosa per farti fruire del mio sistema di navigazione non riesco più a vendere e tu diventi monopolista almeno per quanto riguarda il mercato privato, per l’ambito business è tutta un’altra cosa.

 

L’ostacolo più grande secondo me saranno le alleanze e depositi di denuncie in tutti i tribunali dei paesi in cui Google farà questo passo non solo da una società singola ma da grandi nomi insieme in modo da essere compatti e poter pagare gli avvocati migliori.

 

E’ già successo con Google News circa tre anni fa una centralizzazione di un settore della comunicazione, allora gli editori italiani definirono Google “il pidocchio della Silicon Valley” ma bene o male dato che potrava visite ai loro giornali online hanno iniziato a tollerare e lo fanno tutt’ora, infatti loro non ricevono certo soldi o entrate a eccezione di qualche click su banner; figuriamoci appunto con colossi come Navigon, Garmin o altre insieme cosa potrebbe succedere.

 

 

Ci sono poi un’altra serie di piccoli/medi problemi di carattere tecnico, se tutte le mappe del mondo da Google Maps fossero disponibili offline ci vorrebbero nella migliore delle ipotesi 10 GB di spazio libero nella memoria interna o su SD per permettere al GPS* di posizionare offline il terminale su contenuti già scaricati e elaborare percorsi andando a caricare ancora di più il processore e la batteria riducendo la qualità e durata della vita del dispositivo.

Ho messo un asterisco accanto a GPS perchè ci sono smartphone e tablet che hanno l’A-GPS e non quel tipo di antenna di posizionamento e per loro una versione di Google Maps offline non servirebbe a niente perchè per il tracciato della posizione hanno bisogno di pacchetti dati da rete wirless. A questo proposito invito i lettori a consultare la scheda tecnica del loro smartphone per sapere quale dei due hanno.

 

Poi che Google Maps arrivi e faccia tutti contenti per molti sarà qualcosa di positivo per risparmiare qualcosina sul piano del proprio operatore e ci mancherebbe che questo non sia così, ma credo che vedere il rovescio della medaglia sia sempre un bene; vi ricordo che i commenti sono tutti per voi e servono a ampliare anche il mio punto di vista oltre al vostro.

 

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iPhone 5: che cosa aspettarsi per l’estate?


iPhone 5: che cosa aspettarsi per l’estate? su: iPhone 5

L’11 giugno e la data che i fan Apple attendo con ansia, infatti, quel giorno si terrà il WWDC 2012 ma vi comunichiamo che in quella data non vedrete l’apparizione del nuovo iPhone 5.

Che cosa ci riserverà l’estate 2012? Apple ha sorpresa deciderà di vivere al meglio l’effetto sorpresa, presentando il nuovo melafonino all’improvviso? Secondo le informazioni in nostro possesso, il melafonino non sarà disponibile in Italia prima di ottobre e nemmeno questa notizia è certa.

La notizia certa per il momento è l’aumento delle dimensioni dello schermo, per il resto sembra che Apple sia intenzionata a mantenere il più possibile invariate le dimensioni finali dello smartphone e questo piace  a tutti i clienti che vogliono avere l’iPhone sempre a portata di mano, senza cambiare le custodie pagate un patrimonio. Tra le altre caratteristiche di rilievo, sempre quasi sicura la presenza di un nuovo mini dock al posto del classico.

Pare che l’azienda di Cupertino sotto questo punto di vista voglia fare un passo avanti, utilizzando una tecnologia più compatta. Peccato che questo rischierà di rendere incompatibili molti accessori utilizzati sino ad ogni, per il momento questo è tutto, non ci resta che attendere conferme ufficiali da parte di Apple.

Per il momento le modifiche che verranno apportate sono di vostro gradimento? secondo voi il nuovo modello otterrà un successo esclusivo oppure no?

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iPhone 5: schermo flessibile di Samsung?


iPhone 5: schermo flessibile di Samsung? su: iPhone 5

Per quel che concerne lo schermo del prossimo iPhone 5 ci sono in giro un sacco di rumors contrastanti tra loro.

Sebbene non  possiamo stabilire con assoluta certezza quelli veri da quelli falsi, cerchiamo di riportarli più o meno tutti o, quanto meno, quelli ripresi dai siti di tecnologia più importanti e, soprattutto, affidabili. L’ ultima voce di corridoio che circola insistentemente in queste ultime ore è quella di uno schermo flessibile prodotto niente di meno che dall’eterna rivale della Apple, ossia la Samsung.

Sappiamo bene che  le due case produttrici si fanno una lotta davvero senza quartiere per quel che concerne brevetti e tecnologia, ma questa volta potrebbero collaborare per la produzione dello schermo del prossimo iPhone 5. A dirlo è il The Korea Times che sottolinea che la casa produttrice di Cupertino sarebbe pronta a seppellire l’ascia di guerra con la coreana Samsung pur di avere uno schermo dotato di suddetta tecnologia.

In realtà, è vero che la Samsung inizierà la produzione di schermi Oled, ma solo nella seconda metà di quest’anno e, quindi, un po’ troppo tardi per poterli montare su iPhone 5.

Cosa c’è, quindi, di vero in questo rumor? Bisogna attendere l’uscita del prodotto per saperlo.

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