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Spending review blocca aumento Iva


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Grazie alla cosiddetta “spending review” il nuovo aumento dell’Iva è nel breve termine rinviato. Il Governo italiano ha infatti reso noto in via ufficiale con un comunicato che non ci sarà aumento dell’Iva nell’ultimo trimestre dell’anno, così come tale aumento non ci sarà fino a tutto il primo semestre del 2013 per effetto proprio dell’eliminazione degli eccessi di spesa. Trattasi chiaramente di una buona notizia per le famiglie italiane che, altrimenti, avrebbero di sicuro dovuto far fronte ad una nuova raffica di rincari nell’ultimo quarto del corrente anno. Rimane però in auge l’aumento dell’Iva dal mese di luglio del 2013 sebbene in qualche modo l’attuale Governo in carica non abbia escluso provvedimenti finalizzati a sterilizzare tale aumento dell’imposta sul valore aggiunto.

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Spending review col blocco tariffe utenze


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Nell’ambito dell’iter sulla cosiddetta spending review il Governo Monti ha messo sul tavolo un possibile piano di blocco delle tariffe dei servizi essenziali, dalla luce all’acqua e passando per il gas e i trasporti, fino all’anno 2013. Se il blocco delle tariffe sarà effettivamente tradotto in fatti concreti, finalmente le famiglie vessate dai rincari potrebbero tirare il fiato. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione della Federconsumatori nel sottolineare come da tale blocco a beneficiarne non sarebbero solo le famiglie, ma l’economia italiana nel suo complesso.

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Prezzi carburanti: Antitrust propone banca dati


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Riguardo al prezzo dei carburanti, l’istituzione di una banca dati innescherebbe nel nostro Paese una maggiore concorrenza tra le compagnie con ricadute positive a favore dei consumatori. A formulare la proposta di istituzione di una banca dati dei prezzi dei carburanti è stata l’Agcm, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, nel sottolineare con un comunicato ufficiale come la proposta con una segnalazione sia stata inoltrata al Governo. Secondo l’Antitrust, a fronte dell’attività di controllo sulla veridicità dei prezzi che saranno inseriti nella banca dati, i consumatori potrebbero in questo modo decidere e scegliere di rifornirsi da quell’operatore che per la benzina e/o per il diesel pratica il prezzo più basso.

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Spending review governo Monti: Cronoprogramma pronto


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Per la spending review, da parte del Governo Monti, è pronto il piano finalizzato alle riduzioni di spesa, il cosiddetto “Cronoprogramma“. A darne notizia in data odierna è stato il sito Internet del Governo italiano nel precisare come il Commissario straordinario per la spending review, Enrico Bondi, abbia individuato tre macro aree sulle quali intervenire. Trattasi, nello specifico, dell’ottimizzazione dei prezzi e dei costi unitari, dell’ottimizzazione delle quantità e dei consumi unitari, e della razionalizzazione ed integrazione di quelli che sono gli strumenti già esistenti. A fronte di un volume delle spese che ammonta all’incirca a ben 100 miliardi di euro, il Governo Monti attraverso l’operato del Commissario straordinario per la spending review punta a tagliare almeno 4,2 miliardi di euro.

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Spending review e rischi di nuove manovre


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Per centrare il pareggio di bilancio nel 2013 l’Italia potrebbe aver bisogno di una nuova manovra di correzione dei conti pubblici, una “finanziaria” per intenderci. Questo perché lo scenario recessivo potrebbe portare ad un rallentamento tale per l’economia italiana da far “saltare” i conti e le previsioni del Governo. Si parla al riguardo di una nuova correzione dei conti pubblici dell’ordine di mezzo punto di prodotto interno lordo nazionale, ma se così fosse sarà necessario non andare ulteriormente a penalizzare le famiglie.

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Come protteggersi dagli aumenti di gas e luce


Non è un pesce d’aprile; da una settimana a questa parte, le bollette dell’energia elettrica e del gas sono aumentate del 5,8% e dell’1,8%.

Non passa giorno che ci vediamo sommersi di rincari, ma la domanda è, dove andremmo a finire?

L’unica cosa che può permettere di risparmiare qualche cosa dipende da noi facendo un uso più consapevole di luce e gas.

Il primo passo da compiere per risparmiare sulla bolletta elettrica, è quello di scegliere un gestore più conveniente anche direttamente online, sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Oltre a questo si possono apportare semplici comportamenti quotidiani che possono aiutare a evitare inutili sprechi, come per esempio:
scegliere lampade a basso consumo con le quali si riducono i consumi fino all’80%

– spegnere apparecchi non utilizzati. Televisore, microonde e computer non devono rimanere in modalità stand-by. Anche questo ci permetterà di risparmiare il 10% sui consumi

utilizzare elettrodomestici di classe energetica A. Quelli che incidono maggiormente nella bolletta elettrica sono   scaldabagni elettrici e frigoriferi.

A questi semplici consigli, il risparmio può avvenire attraverso la tariffa bioraria, con la quale si può  scegliere giorno e ora più convenienti per consumare elettricità. La fascia economica va dalle 19.00 di sera alle 8.00 di mattina nei giorni feriali e in tutte le ore del giorno e della notte dei festivi.

Mentre ci impegniamo per risparmiare soldi sulle bollette elettriche il governo sta studiando un taglio degli incentivi alle energie rinnovabili per evitare altri aumenti  maggio che saranno del 4%.
Fonte: solofinanza.it

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Imu 2012 vale quattro pieni di benzina


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La benzina al litro ha oramai un prezzo tale che il costo di due pieni vale quasi quanto la metà della cifra che quest’anno in media le famiglie dovranno sborsare per l’Imu, la nuova tassa immobiliare che ha reintrodotto la vecchia Ici sulla prima casa. Questo dopo che la Federconsumatori ha rilevato per la “verde” prezzi medi attorno a 1,91 euro al litro, ma si arriva anche a punte di 1,99 euro al litro, ovverosia i tanti temuti due euro per un litro di benzina. E così dall’inizio dell’anno per un pieno gli automobilisti pagano in media ben 10,50 euro in più, così come, in base alle rilevazioni della Federconsumatori, rispetto a dodici mesi fa il pieno è aumentato di ben 22,50 euro. Insomma, trattasi di una stangata senza precedenti sulla quale l’attuale Governo in carica dovrebbe riflettere.

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Buoni vacanza validi fino ad esaurimento fondi


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La vacanza è un bene primario al quale hanno diritto di accesso anche le famiglie meno abbienti? Ebbene, a pensarla così era in sostanza il precedente Governo, mentre quello attuale ha bloccato l’iniziativa dei cosiddetti buoni vacanza, voucher grazie ai quali le famiglie a basso reddito, anche più volte durante l’anno, possono fruire di soggiorni fuori casa a prezzi scontati. Ora invece, in accordo con quanto riportato dal Blog Prestiti, l’iniziativa dei buoni vacanza è ferma in quando s’è deciso di non finanziarla. E così per il mese prossimo, salvo clamorosi dietrofront, non ci saranno emissioni di nuovi buoni vacanza, mentre per quelli già emessi la validità è fino al 9 settembre 2012.

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Gli strumenti per calcolare l’IMU


Come è ormai tutti sanno tra le novità introdotte dal governo Monti è stata introdotta l’imposta municipale unica (IMU).
Quello che proponiamo oggi è un facile strumento online in grado di calcolare la nuova imposta sugli immobili.

Primi di passare al compilatore è necessario conoscere la rendita catastale (da non confondere con il valore catastale). Questa è reperibile gratuitamente online dal sito dell’agenzia per il territorio conoscendo i dati catastali (es. foglio, mappale, sub) presenti nel rogito notarile.

In seguito il calcolatore messo a disposizione, sviluppa il calcolo dell’imposta con un doppio risultato: per la prima e per la seconda casa, secondo le diverse aliquote di seguito indicate.

In seguito riportiamo l’elenco completo delle categorie catastali degli immobili, con indicato il valore dei moltiplicatori utili alla determinazione della imposta municipale unica applicati alle rendite catastali.
La rendita catastale andrà comunque previamente rivalutata del 5% così come disposto dal 1° gennaio 1997 in forza dell’art. 3, comma 48, della Legge 23 dicembre 1996 n. 662.

Tabella delle categorie catastali
Gruppo A
A/1 (R/1) Abitazioni di tipo signorile
Unità
immobiliari appartenenti a fabbricati ubicati in zone di pregio con
caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello
superiore a quello dei fabbricati di tipo residenziale.
Rendita per 160
A/2 (R/1) Abitazioni di tipo civileUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive,
tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali
richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale.
Rendita per 160
A/3 (R/1) Abitazioni di tipo economicoUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche di economia
sia per i materiali impiegati che per la rifinitura, e con impianti
tecnologici limitati ai soli indispensabili.
Rendita per 160
A/4 (R/1) Abitazioni di tipo popolareUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e
di rifiniture di modesto livello. Dotazione limitata di impianti
quantunque indispensabili.
Rendita per 160
A/5 (R/1) Abitazioni di tipo ultrapopolareUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e
di rifiniture di bassissimo livello. Di norma non dotate di servizi
igienico-sanitari esclusivi.
Rendita per 160
A/6 (R/3) Abitazioni di tipo rurale Rendita per 160
A/7 (R/2) Abitazioni in villiniPer
villino deve intendersi un fabbricato, anche se suddiviso in unità
immobiliari, avente caratteristiche costruttive, tecnologiche e di
rifiniture proprie di un fabbricato di tipo civile o economico ed essere
dotato, per tutte o parte delle unità immobiliari, di aree esterne ad
uso esclusivo.
Rendita per 160
A/8 (R/2) Abitazioni in villePer
ville devono intendersi quegli immobili caratterizzati essenzialmente
dalla presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche
destinate a tali costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche
costruttive e di rifiniture, di livello superiore all’ordinario.
Rendita per 160
A/9 (P/5) Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storiciRientrano
in questa categoria i castelli ed i palazzi eminenti che per la loro
struttura, la ripartizione degli spazi interni e dei volumi edificati
non sono comparabili con le Unità tipo delle altre categorie;
costituiscono ordinariamente una sola unità immobiliare. È compatibile
con l’attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre unità,
funzionalmente indipendenti, censibili nelle altre categorie.
Rendita per 160
A/10 (T/7) Uffici e studi privatiRientrano
in questa categoria quelle unità immobiliari che per tipologia,
dotazione di impianti e finiture sono destinate all’attività
professionale.
Rendita per 80
A/11 (R/3) Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghiRifugi di montagna, baite, trulli, sassi, ecc… Rendita per 160
Gruppo B
B/1 (P/1) Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi; conventi; seminari; caserme Rendita per 140 *
B/2 (P/2) Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro) Rendita per 140
B/3 (P/3) Prigioni e riformatori Rendita per 140
B/4 (P/4) Uffici pubblici Rendita per 140
B/5 (P/4) Scuole, laboratori scientifici, costruiti o
adattati per tale destinazione e non suscettibili di destinazione
diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro
Rendita per 140
B/6 (P/5) Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie,
accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9, circoli
ricreativi, quando il circolo ricreativo non ha fine di lucro e, in
quanto tale, assimilabile alle unità immobiliari adibite ad attività
culturali; quando hanno fine di lucro, dovranno essere censiti nella
categoria propria dell’ unità immobiliare, secondo l’uso ordinario della
stessa.
Rendita per 140
B/7 (V/4) Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto Rendita per 140
B/8 (T/2) Magazzini sotterranei per depositi di derrate Rendita per 140
Gruppo C
C/1 (T/1) Negozi e botteghe Rendita per 55
C/2 (T/2) Magazzini e locali di deposito (cantine e soffitte disgiunte dall’abitazione e con rendita autonoma) Rendita per 160
C/3 (T/2) Laboratori per arti e mestieri Rendita per 140
C/4 (T/3) Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro) Rendita per 140
C/5 (V/2) Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro) Rendita per 140
C/6 (R/4) Box o posti auto pertinenziali Rendita per 160
C/6 (T/5) Autosilos, autorimesse (non pertinenziali), parcheggi a raso aperti al pubblico Rendita per 160
C/6 (T/6) Stalle, scuderie e simili Rendita per 160
C/7 (T/2) Tettoie chiuse od aperte Rendita per 160
Gruppo D
D/1 (Z/1) Opifici Rendita per 60
D/2 (Z/4) Alberghi, pensioni e residences (con fine di lucro) Rendita per 60
D/3 (Z/5) Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro) e spettacoli e simili (arene, parchi-giochi) Rendita per 60
D/4 (V/5) Case di cura ed ospedali (con fine di lucro) Rendita per 60
D/5 (Z/3) Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro) Rendita per 80
D/6 (V/6) Fabbricati, locali ed aree attrezzate per esercizio sportivi (con fine di lucro) Rendita per 60
D/7 (Z/1) Fabbricati costruiti o adattati per le speciali
esigenze di un’attività industriale e non suscettibili di destinazione
diversa senza radicali trasformazioni
Rendita per 60
D/8 (Z/2) Fabbricati costruiti o adattati per le speciali
esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione
diversa senza radicali trasformazioni
Rendita per 60
D/9 (Z/8) Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio Rendita per 60
D/10 (Z/2) Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole Rendita per 60
D/11 (T/7) Scuole e laboratori scientifici privati Rendita per 60
D/12 (Z/8) Posti barca in porti turistici e stabilimenti balneari Rendita per 60
Gruppo E
E/1 Stazioni per servizi di trasporto, terrestri, marittimi ed aerei Esenti
E/2 Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio Esenti
E/3 Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze
pubbliche (edicole per giornali e simili, chioschi per bar, per
rifornimenti di auto, per sale di aspetto di tranvie, ecc., pese
pubbliche, ecc.)
Esenti
E/4 Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche (per mercati, per posteggio bestiame, ecc.) Esenti
E/5 Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze Esenti
E/6 Fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale Esenti
E/7 Fabbricati destinati all’esercizio pubblico dei culti Esenti
E/8 Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia Esenti
E/9 Edifici a destinazione particolare non compresi
nelle categorie precedenti del gruppo E, comprese le discariche per lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, quando la loro gestione è senza
scopo di lucro
Esenti
Entità urbane
Le entità urbane di tipo F sono state istituite contemporaneamente alla
procedura DOCFA per identificare quei casi in cui l’unità immobiliare non produce reddito. Si tratta di tipologie fittizie sempre esistite,
codificate unicamente a scopo gestionale e tecnico, affinché fossero riconosciute dai programmi software utilizzati per l’automazione. Il gruppo F non ha alcuna rendita catastale perché comprende unità immobiliari non idonee (anche solo temporaneamente) a produrre ordinariamente un reddito; esso non deve essere mai rappresentato in
planimetria, ma soltanto sull’elaborato planimetrico.
F/1 Aree urbane
Aree di corte urbana che non risultano legate ad alcuna unità immobiliare appartenente agli altri gruppi.
Esenti
F/2 Unità collabenti (diroccate, in disuso, ruderi, non utilizzate)
Unità
immobiliari totalmente o parzialmente inabitabili. Non è consentito
dichiarare unità collabenti partendo da unità già denunciate. Si può
presentare una unità immobiliare con questa categoria solo
con documenti di accatastamento, mai in variazione.
Esenti
F/3 Unità in corso di costruzione
Unità
immobiliari di nuova costruzione, non ancora ultimate. In genere, si
adotta questa categoria quando si procede ad una compravendita prima del
completamento del fabbricato.
Esenti
F/4 Unità in corso di definizione
Unità
immobiliari non ancora definite: ad esempio, frazionamento di ville da
cui sono ricavati miniappartamenti, non già definiti nella forma e/o nel
numero; oppure, parti di unità immobiliari non idonee a produrre
reddito autonomamente, come nel caso di stanze scorporate da un
appartamento per una successiva compravendita.
Esenti
F/5 Lastrici solari
Unità immobiliari che si creano quando, ad esempio, una ditta diversa da quella del piano sottostante intenda sopraelevare.
Esenti
F/6 Procedimenti innanzi alle commissioni tributarie Esenti
F/7 Portici Esenti
F/9 Unità proveniente dal catasto fondiario Esenti
F/10 Unità dichiarate o ritenute rurali Esenti
F/11 Unità in attesa di classamento Esenti
NOTALe rendite annotate negli atti catastali, anche se attribuite in data recente, non comprendono la rivalutazione del 5% disposta, a partire dal
1° gennaio 1997, dall’art. 3, comma 48, della Legge 23 dicembre 1996, n.662.
* Per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B, il coefficiente è
stato rivalutato del 40% ai sensi dell’art. 2, comma 45, del D.l. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
Detta risoluzione decorre dalla data di entrata in vigore del citato decreto-legge, e cioè dal 3 ottobre 2006.Fra le parentesi sono evidenziate le possibili corrispondenti categorie future, così come previsto dall’allegato A del D.p.r. n° 138 del 1998.

 Gli strumenti per calcolare lIMU

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Nuova social card 2012 nei Comuni più popolati


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Oltre alla “vecchia” social card, detta anche carta acquisti, presto ne arriverà un’altra. Trattasi della nuova social card che, in via sperimentale, partirà nei Comuni con oltre 250 mila abitanti, e che sarà estesa anche ai cittadini comunitari ed a quelli che soggiornano da lungo tempo nel nostro Paese. Pur tuttavia, anche dalla nuova social card restano fuori sia i rifugiati, sia coloro che risultano essere titolari di protezione sussidiaria. A farlo presente è stata l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione(ASGI) nel sottolineare di conseguenza come il Governo abbia risposto solo in parte ai rilievi mossi dall’UE riguardo alla vecchia social card che esclude del tutto l’accesso ai cittadini stranieri.

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Liberalizzazioni taxi: Governo e categoria a confronto


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Per i taxi si va verso un confronto tra le Associazioni di categoria ed il Governo tecnico del Premier Monti in vista del provvedimento sulle liberalizzazioni che ha portato nei giorni scorsi a proteste nelle grandi città da parte dei conducenti delle auto gialle. In particolare, secondo quanto riportato dalla Confartigianato Taxi, il Governo ha dato ragione alla linea del confronto convocando le Associazioni italiane dei tassisti nella giornata di domani, martedì 17 gennaio del 2012. Confartigianato Taxi, lo ricordiamo, è stata una delle poche sigle aperte al dialogo che non ha programmato proteste e che, nello stesso tempo, auspica che vengano accolte proposte per sviluppare e nello stesso tempo difendere il settore.

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Il 2012 sarà l’anno per il conto deposito


Come sappiamo dal 1° gennaio 2012 sono entrare in vigore diverse norme, tasse, che incideranno in maniera consistente i nostri investimenti.Queste modifiche come tutte le altre tasse introdotte per far aumentare le casse dello stato, saranno a carico dei cittadini che si dovranno stringere la cinghia su ogni cosa.

Di tutto queste tasse introdotte, l’unico strumento che ne esce bene, anzi guadagnandoci, è il conto deposito.

Al momento infatti, il conto deposito è l’unico strumento di investimento o di risparmio su cui non si paga alcun bollo. Nella maggioranza dei casi il bollo viene pagato direttamente dalle banche.

Altro vantaggio sui conti deposito è la tassazione che dal 2012 passa dal 27% al 20%.
Questo si traduce in una riduzione dell’imposta che favorisce la scelta di aprire un conto deposito.

Ricordiamo che nell’ultimo decreto del Governo Monti, la tassazione resterà al 27% per tutti gli interessi maturati fino al 31 dicembre 2011, indipendentemente dal momento in cui gli stessi diventano esigibili.

Per chi apre un conto deposito oggi la tassazione degli interessi sarà al 20%.

Alla luce di queste modifiche, ma soprattutto delle tasse che colpiranno gli altri prodotti di investimento, il 2012 si annuncia come un anno di boom per il conto deposito.
Fonte: banca-del-risparmio.blogspot.com

 Il 2012 sarà lanno per il conto deposito

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