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Le regole da seguire per Investire in Borsa


Nel momento che si decide di investire in borsa è necessario seguire delle regole ben precise. Non è semplice investire nei mercati finanziari e ancor più difficile è guadagnare soldi.

In seguito i cinque consigli da seguire prima di investire in borsa:

1) Avere un obbiettivo
Investire in Borsa senza uno scopo è molto rischioso, e ci espone a situazioni impreviste dinanzi alle quali è facile assumere comportamenti irrazionali, dettati da istintività e imprevedibilità. Meglio cercare di fissare un target quantitativo molto preciso, sia per quanto riguarda i possibili guadagni su un titolo o su un portafoglio di titoli, sia per ciò che concerne la frequente ipotesi che le cose vadano male.

2) Cercare le informazioni
Una volta stabilito un obiettivo di investimento, è bene informarsi periodicamente sul titolo e sulle società interessate dai nostri impieghi. E’ pur vero che gli investimenti in Borsa sono per grandi versi assimilabili a delle vere e proprie scommesse con esiti imprevedibili, e che le informazioni diffuse sul mercato sono già state “incorporate” nel prezzo del titolo. Quanto sopra non equivale tuttavia ad esentarci dal reperire informazioni sugli oggetti dei nostri investimenti, al fine di incrementare la nostra consapevolezza nel gioco di Borsa.

3) Scegliere lo strumento giusto per il trading
Investire in Borsa costa. Non solo occorre tenere bene a mente che i titoli acquistati vanno a confluire in un apposito deposito amministrato il cui costo varia a seconda degli strumenti finanziari contenuti, ma bisogna altresì capire che ogni transazione di acquisto o di vendita prevede il pagamento di una commissione unitaria. Prima di buttarsi a capofitto, affidandosi al primo intermediario, è bene effettuare dei confronti tra le diverse offerte, alcune delle quali potranno rivelarsi molto utili per i traders più incalliti, e altre che invece si adatteranno meglio a chi investe in maniera saltuaria.

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iPhoneItalia Quick Updates 03/12: WeGuess, iEDI, Gift Plan


Con questa rubrica iPhoneitalia vuole proporvi alcune brevi recensioniUpdate delle applicazioni uscite recentemente su App Store. Quest’oggi vi parleremo di WeGuess, un gioco a quiz per iPhone, iEDI, l’app per scambiare messaggi cifrati e Gift Plan, applicazione ideale per le feste natalizie.

WeGuess [App Store – 0,79€]

GenialApps e Computer Studio Ltd. hanno rilasciato un grande aggiornamento per WeGuess, l’interessantissimo quiz per iPhone nel quale il vostro scopo non sarà semplicemente quello di rispondere alle domande proposte nel corso della partita, ma dovrete anche indovinare quale è stata, a parità di domanda, la risposta più frequente data da un campione di cento persone.
WeGuess arriva alla versione 1.3 ed introduce ben 160 nuove domande, senza alcun costo aggiuntivo, per rendere ancora più ricco e divertente il gioco! Sono stati inoltre risolti i bug segnalati dagli utenti. WeGuess è davvero un titolo molto interessante che, grazie ad una grafica molto curata con effetti molto carini, e ad un comparto audio adeguato, vi offrirà diverse ore di intrattenimento. Il tutto racchiuso in un’applicazione molto semplice e in un gioco divertente ed immediato, adatto ad accompagnarvi durante i piccoli vuoti di tempo della giornata.

 iEDI [App Store – 0,79€]

EDI permette di scambiare messaggi cifrati e visualizzare i files *.EDI creati con l’omonima App per Mac in totale sicurezza. Grazie ad un  sistema di crittografia basato sugli algoritmi AES e DES le informazioni sensibili sono da oggi al sicuro con iEDI.  Concordata con l’interlocutore una password di 8 caratteri si possono scambiare informazioni via SMS ed E-Mail senza preoccuparsi di essere intercettati.  E’ possibile salvare sull’applicazione le proprie password preferite e richiamarle con un tocco.

La nuova versione aggiunge il supporto a iCloud, grazie al quale poter avere sempre a portata di mano i tuoi messaggi, sia che tu sia da iPhone che da iPad.

Gift Plan [App Store – 2,39€]

Una delle migliori applicazioni per controllare e gestire la lista di regali da fare a Natale, e non solo, con tanto di calendario di compleanni e anniversari utili per non dimenticare mai queste occasioni, si aggiorna.

La novità più importante riguarda la possibilità di allegare una foto del regalo che abbiamo scelto per la persona in lista. Sono state migliorante anche le opzioni di gestione delle liste di ogni persona a cui fare un regalo ed è stata inserita la possibilità di proteggere i dati contenuti nell’app tramite password.

 

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Una maglietta caricabatterie da Orange


Musica, ambiente, tecnologia e moda. L’operatore Inglese Orange è riuscita ad unire tutto questo per un prodotto unico, una maglietta in grado di ricaricare un cellulare grazie alle onde sonore della musica.Il connubio tra moda ed ecologia è sempre più frequente, alleanza che diventa sempre più forte quando c’è di mezzo anche la tecnologia.

L’operatore telefonico inglese Orange ha deciso di unire ecologia moda e tecnologia con un simpatico prototipo che in futuro potrebbe rivoluzionare i metodi di ricarica dei più svariati telefoni cellulari. In Inghilterra Orange sta sperimentando una t-shirt in grado di ricaricare il cellulare attraverso le onde sonore prodotte dalla musica.

Questa speciale t-shirt è in grado di captare le onde sonore di qualsiasi suono, specialmente quelle potenti dei bassi prodotti da un amplificatore convertendoli poi in energia da ricarica. Questa maglietta non è un progetto unico, lo scorso anno sempre Orange ha sperimentato lo stesso sistema impiantando il pannello in un paio di stivali durante il Festival di Glastonbury.

La stessa maglietta verrà sperimentata anche nell’edizione 2011 del Festival ma da come si può vedere da questo simpatico video, i test in laboratorio dimostrano che la maglietta funziona alla grande. Dal video infatti si evince che il pannello è in grado di captare abbastanza vibrazioni da caricare un iPhone4, che come sappiamo ha bisogno di moltissima energia.

Il pannello può essere staccato dalla maglietta in qualsiasi momento, ma vogliamo mettere la comodità di caricare il nostro telefono mentre ci si gode un festival all’aria aperta e senza neanche consumare 1 watt di energia?  Attendiamo con ansia che Orange termini i test e che questa T-shirt diventi un must della tecnologia e dell’ambiente.



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Stand-by a consumo zero grazie a un chip!


stand-by, preaccensione, elettrodomestici

Ideato in Giappone un chip intelligente che azzera i consumi dello stand-by di televisori ed apparecchi elettronici

Vi siete mai chiesti cosa succede al vostro televisore quando lo spegnete col telecomando e ve ne andate a dormire? Semplice: continua a consumare elettricità, come tutti gli apparecchi elettronici lasciati in modalità stand-by (ovvero col pallino luminoso acceso). Una vera e propria “emorragia energetica”, che presto potrebbe finalmente essere arrestata grazie a un’invenzione dei ricercatori giapponesi della Tohoku University: un chip “intelligente” in grado di azzerare i consumi degli elettrodomestici in stand-by, la modalità di preaccensione.
L’innovativo congegno, frutto di una ricerca commissionata (e sponsorizzata) dalla Nec Corporation, si basa sull’uso di particolari magneti e, soprattutto, dei cosiddetti “spintronics”, che consentono, ad apparecchio non in funzione, di memorizzare informazioni negli spin degli elettroni e non più negli elettroni stessi. In questo modo, il chip ad alta efficienza energetica riesce, quando serve, a riavviare in tempi rapidi il dispositivo in stand-by senza spendere energia. Il consumo maggiore delle apparecchiature elettriche in preaccensione, infatti, dipende proprio dalla necessità di tenere in memoria una serie di dati indispensabili per il riavvio immediato del sistema, un’operazione che al momento richiede appunto il dispendio di corrente elettrica.
Le potenzialità del chip “azzera-consumi” sono enormi, a partire naturalmente dalle applicazioni domestiche. Secondo le stime, infatti, in Europa gli apparecchi elettronici in stand-by sono responsabili in media del 10% del consumo elettrico di una “casa tipo”. Ancora più interessanti, almeno dal punto di vista quantitativo, le prospettive di risparmio in determinati settori professionali. La stessa Nec, ad esempio, calcola che nei centri di elaborazione dati, dove il ricorso allo stand-by è molto frequente, si potrebbe ridurre i consumi di energia addirittura del 25%.
Una vera e propria rivoluzione, insomma. Per vedere all’opera questo “chip delle meraviglie”, però, dovremo aspettare ancora diversi anni: il congegno, infatti, non sarà sul mercato prima del 2015. Nel frattempo, il consiglio è sempre lo stesso: per risparmiare energia, oltre a seguire i consigli di un nostro recente articolo su come risparmiare sulla bolletta elettrica, ricordatevi di spegnere il televisore prima di andare a letto (ma anche il decoder digitale, il lettore dvd, lo stereo, etc) direttamente col tastino presente sull’apparecchio, oppure, in alternativa, procuratevi delle “ciabatte” provviste di interruttore, in modo da arrestare l’erogazione di corrente.
Se poi volete rendere la vostra vita più sana, oltre che più sostenibile, uscite a fare due passi, invece di guardare la tv.

Silvana Santo

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Riforma sanitaria Usa: La Casa Bianca contro McKinsey


obama care mckinsey polemicheL’epocale riforma sanitaria portata avanti da Barack Obama negli Stati Uniti continua a trascinare polemiche. L’ultima in ordine cronologica mostra i violenti attacchi della Casa Bianca a una ricerca pubblicata da McKinsey che avrebbe commesso un grave errore diplomatico, più che metodologico: dire la propria verità, a chi non voleva sentirla.

Sta tutto in questa frase: “Democrats don’t like the results, and so McKinsey must pay with its reputation”, ai democratici non andavano bene, così McKinsey ha dovuto pagare con la sua credibilità e la sua reputazione. Leggo sul Wall Street Journal:

L’errore di McKinsey è stato quello di sondare 1300 società e scoprire nei dati che circa un terzo di questo “certamente” o “probabilmente” avrebbe smesso di pagare l’assicurazione ai propri dipendenti nel corso del 2014 (…) McKinsey ha prodotto questi dati nel corso di una normale ricerca di mercato

I democratici hanno immediatamente attaccato i “numeri” usciti dalla ricerca, insinuando che la ricerca fosse stata pilotata e che la metodologia fosse poco corretta…

Così questa settimana McKinsey ha mostrato i dati integrali, e la ricerca era stata rigorosa. Il campione era composto da una serie di rappresentanti di varie fasce imprenditoriali del Paese, e le domande che venivano loro poste erano imparziali

Ma non c’è nulla di meno sicuro dei numeri. Infatti la Casa Bianca ha ribattuto che quella di McKinsey non era un’analisi predittiva. Mentre gli studi del Congressional Budget Office sostengono che la riforma sanitaria non avrà effetti così influenti tra i datori di lavoro – e quindi sui lavoratori stessi.

La sintesi del pezzo uscito su WSJ – decisamente poco tenero con Obama e la sua riforma – si chiude così:

Il metodo dela Casa Bianca è quello di assalire anche gli analisti disinteressati come fossero disonesti e motivati dalla cattiva fede, e questa abitudine è particolarmente frequente verso le società che hanno qualcosa da perdere (…) il fatto che la Casa bianca si debba sentire in dovere di infangare il business di chi dice la verità sulla riforma ObamaCare mostra in chiarezza quanto distruttiva sia la riforma

Foto | Flickr

Riforma sanitaria Usa: La Casa Bianca contro McKinsey é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 12:56 di giovedì 23 giugno 2011.



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