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Reuters: Apple e Samsung non erano d’accordo sul valore dei rispettivi brevetti


La settimana scorsa Tim Cook e degli executive di Samsung si sono incontrati per discutere delle dispute sui brevetti e, stando a quanto riportato da Reuters, pare che le parti fossero in disaccordo sul valore dei rispettivi brevetti.

Come sapete Apple e Samsung sono attualmente coinvolte in una vicenda legale molto accesa a livello mondiale per le continue accuse di violazione. Il processo tra le due aziende è in programma per il 30 luglio a San Jose, in California, e la settimana scorsa Tim Cook ha partecipato ad un incontro con due executive di Samsung, Choi Gee-sung e Shin Jong-Kyun, per tentare di porre fine proprio a tale situazione.

Reuters riporta oggi alcune interessanti informazioni proprio su tale incontro di mediazione grazie a quanto dichiarato da alcune fonti, mantenute anonime per via della sensibilità delle informazioni condivise. I dirigenti delle due compagnie, secondo le fonti, si sono incontrate come parte delle direzioni del tribunale ma, nonostante un accordo sia sempre possibile, è improbabile che arrivi prima del processo.

Una delle questioni più delicate risulta essere quella legata all’effettivo valore dei brevetti essenziali-standard. Si tratta di brevetti concessi in licenza da Samsung  ai competitors sotto i termini FRAND, proprio in quanto essenziali, in cambio del fatto che la tecnologia in questione venga adottata come standard dell’industria. Secondo quanto riportato, Apple ritiene che tali brevetti debbano possedere un valore minore proprio a causa di tali dinamiche, ha affermato una fonte; Samsung crede a sua volta di avere un portfolio di brevetti più consistente di quello di Apple in merito a tecnologie di prossima generazione, come ad esempio per la tecnologia 4G.

L’incontro della settimana scorsa non ha quindi prodotto alcun risultato in termini di possibili accordi, ma ad avere un peso non indifferente è anche l’intricato rapporto tra le due aziende: Apple infatti, oltre ad essere una concorrente di Samsung, risulta tra i più importanti clienti del colosso sudcoreano.

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Google Maps 3D e offline? Bello ma guardiamo anche i problemi e il rovescio della medaglia


CellularMagazine.it

 

Di recente si è parlato di Google Maps su tre diversi versanti: in iOS perchè Apple a questo punto non può più permettersi di dipendere da un servizio concorrente e dalla sesta versione del suo sistema operativo mobile potremo vedere dei cambiamenti frutto del lavoro di anni precedenti a oggi, il secondo: in settimana il sito web di Maps è andato offline per permettere a Google di caricare nuove mappe in tre dimensioni per posti dove prima non erano disponibili e il terzo che vorrei trattare in questo articolo sono le mappe 3D complete e offline.

Non fraintendete lo spirito positivo con cui guardo questo tipo di notizia, fa piacere e la trovo molto buona anche io non sono di certo dalla parte degli operatori che sui piani dati sopratutto all’inizio hanno lucrato all’inverosimile fino a poi tranquillizzarsi ma ci sono una serie di problemi per cui Maps Offline potrebbe creare disequilibri incolmabili nel mercato e potrebbe costringere Google a fare dietro front oltre a altri punti che vi spiegherò nel mio articolo.

 

Già una azienda francese di nome Bottin Cartographes a febraio di quest’anno ha fatto causa contro Google quando sul mobile venne introdotta per la prima volta il download di porzioni di mappe da consultare offline, il problema non è il fatto che intraprese una azione legale per posizione dominante del mercato ma il successo di tale azione legale.

Il problema per chi non riuscisse a arrivarci a logica sta nel fatto che per offrire un software tutti sostengono dei costi, ma se tu lo offri gratis e hai comunque introiti pubblicitari io che chiedo qualcosa per farti fruire del mio sistema di navigazione non riesco più a vendere e tu diventi monopolista almeno per quanto riguarda il mercato privato, per l’ambito business è tutta un’altra cosa.

 

L’ostacolo più grande secondo me saranno le alleanze e depositi di denuncie in tutti i tribunali dei paesi in cui Google farà questo passo non solo da una società singola ma da grandi nomi insieme in modo da essere compatti e poter pagare gli avvocati migliori.

 

E’ già successo con Google News circa tre anni fa una centralizzazione di un settore della comunicazione, allora gli editori italiani definirono Google “il pidocchio della Silicon Valley” ma bene o male dato che potrava visite ai loro giornali online hanno iniziato a tollerare e lo fanno tutt’ora, infatti loro non ricevono certo soldi o entrate a eccezione di qualche click su banner; figuriamoci appunto con colossi come Navigon, Garmin o altre insieme cosa potrebbe succedere.

 

 

Ci sono poi un’altra serie di piccoli/medi problemi di carattere tecnico, se tutte le mappe del mondo da Google Maps fossero disponibili offline ci vorrebbero nella migliore delle ipotesi 10 GB di spazio libero nella memoria interna o su SD per permettere al GPS* di posizionare offline il terminale su contenuti già scaricati e elaborare percorsi andando a caricare ancora di più il processore e la batteria riducendo la qualità e durata della vita del dispositivo.

Ho messo un asterisco accanto a GPS perchè ci sono smartphone e tablet che hanno l’A-GPS e non quel tipo di antenna di posizionamento e per loro una versione di Google Maps offline non servirebbe a niente perchè per il tracciato della posizione hanno bisogno di pacchetti dati da rete wirless. A questo proposito invito i lettori a consultare la scheda tecnica del loro smartphone per sapere quale dei due hanno.

 

Poi che Google Maps arrivi e faccia tutti contenti per molti sarà qualcosa di positivo per risparmiare qualcosina sul piano del proprio operatore e ci mancherebbe che questo non sia così, ma credo che vedere il rovescio della medaglia sia sempre un bene; vi ricordo che i commenti sono tutti per voi e servono a ampliare anche il mio punto di vista oltre al vostro.

 

Post Originale: Google Maps 3D e offline? Bello ma guardiamo anche i problemi e il rovescio della medaglia su http://www.CellularMagazine.it


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Gmate Plus: la recensione di iPhoneItalia


Qualche mese fa abbiamo avuto modo di testare e recensire il Gmate, l’accessorio della Skyroam che consente di utilizzare contemporaneamente due sim card tramite iPhone, ovvero di “aggiungere” la funzione telefonica (voce e dati) agli iDevice che ne fossero privi, ad esempio iPod Touch ed iPad solo WiFi. Ebbene la Skyroam ha reso disponibile sul mercato una versione “Plus” del Gmate e noi di iPhoneItalia abbiamo avuto modo di provarla per voi! In questo articolo le nostre impressioni.

Anche in questo caso il Gmate Plus, come il suo predecessore, viene venduto in una confezione semplice ma curata e ora con una nuova veste grafica più accattivante ed in linea con le modifiche estetiche che caratterizzano l’accessorio.

La confezione si presenta interamente di colore nero con scritte ed immagini di colore bianco e arancione. Nella parte frontale è presente una finestra plastificata che lascia intravedere il dispositivo; sotto di essa troviamo la scritta “Gmate+”, la mela di Apple con sotto la scritta iOS e il robottino di Android con sotto l’indicazione dell’omonimo sistema operativo, sì da far comprendere subito agli utenti la compatibilità con entrambi i sistemi ed infine una banda arancione che corre lungo 3 lati della confezione e che, sulla parte frontale, riporta la dicitura “Freedom to Transfor“, evidentemente ad indicare la libertà di “trasformare” i dispositivi compatibili con l’accessorio, aggiungendo loro le funzioni di cui in apertura.

Sui due lati, invece, troviamo il marchio d’impresa “skyroam”, appositamente stilizzato, l’indirizzo internet del sito ufficiale e una piccola infografica raffigurante rispettivamente un iPhone o un Android Phone che sommato al Gmate Plus danno come risultato uno smartphone dual sim.

Infine, il lato posteriore della confezione offre un’ampia sintesi di informazioni inerenti l’accessorio.

All’interno della confezione, contenuto in una elegante scatola nera, troviamo il Gmate Plus (nel nostro caso nella colorazione nera) e sotto il cavo USB-mini USB necessario per la ricarica, un laccetto per semplificarne il trasporto, il certificato di garanzia e il manuale utente.

Il Gmate Plus: sebbene il precedente modello fosse già esteticamente piacevole, questo lo è ancora di più, probabilmente per merito della superficie anteriore di nero lucido con la sola scritta stilizzata in bianco skyroam.

Come nel modello precedente, la cover posteriore può essere rimossa (stavolta in modo agevole) per accedere alla batteria che alimenta l’accessorio, mentre sui due lati troviamo il vano per l’inserimento della sim card e la presa USB con il tasto per l’accensione ed il foro per il reset. Il lato in alto, infine, presenta una piacevole luce lampeggiante utilizzata per segnalare il funzionamento del dispositivo:

  • nessuna luce = dispositivo spento;
  • luce lampeggiante gialla = dispositivo acceso ma non connesso;
  • luce lampeggiante verde = dispositivo acceso e connessione stabilita;
  • alternanza tra luce gialla e verde lampegginti = in carica (completata la carica: luce verde fissa);
  • luce rossa lampeggiante = batteria scarica

Dimensioni e peso sono contenuti e il design, oltre che piacevole alla vista, appare curato anche al tatto. Il materiale con cui è realizzato il Gmate Plus, per quanto “plasticoso” sembra resistente e di qualità abbastanza buona e sono state eliminate le piccole pecche che avevamo riscontrato sul modello precedente; in questo caso, infatti, è stato possibile rimuovere agevolmente la cover posteriore ed aprire lo slot per l’inserimento della sim card.

Requisiti per il funzionamento.

Così come il primo modello, anche il Gmate Plus può essere adoperato solo su dispositivi Apple jailbroken, richiedendo l’installazione di un’apposita applicazione distribuita gratuitamente tramite Cydia! Anche ora, quindi rimangono gli ovvi “rischi” connessi all’eventuale aggiornamento del sistema operativo: non solo l’utente non potrà effettuare l’upgrade fino all’uscita dei tool di sblocco, ma quand’anche questi fossero rilasciati dovrà attendere che l’applicazione venga aggiornata e resa compatibile con la nuova versione di iOS.

Operazioni preliminari: per predisporre l’iDevice al funzionamento con Gmate l’utente dovrà innanzitutto aggiungere la repository dedicata su Cydia (http://m.skyroam.com/cydia) ed installare l’omonima applicazione (Gmate+). Automaticamente saranno installati anche i pacchetti collegati e necessari. Per coloro che siano pratici di Cydia l’operazione richiederà pochi minuti e anche i meno esperti, comunque, non dovrebbero incontrare particolari difficoltà potendo, eventualmente, far riferimento alle indicazioni (in inglese) presenti nel manuale d’uso incluso nella confezione.

A questo punto, dopo aver caricato l’accessorio ed inserito la sim card, occorrerà accendere il Gmate: sarà sufficiente tenere premuto per 3 secondi l’apposito pulsante e il dispositivo entrerà nella modalità d’attesa per essere associato, via bluetooth, all’iDevice. A tal fine si dovrà avviare l’applicazione dedicata che, individuerà il dispositivo e richiederà il necessario codice: quello preimpostato (1234) potrà essere personalizzato tramite le impostazioni di configurazione dell’app. Fatto questo i dispositivi saranno associati ed il tutto pronto all’uso.

Anche stavolta l’interfaccia utente dell’applicazione, farà in modo di farci sentire a nostro agio, “illudendoci” di essere nella parte telefonica di iPhone; come potete vedere dagli screenshot che seguono, infatti, l‘interfaccia grafica di Gmate è in stile Apple. Nella barra di stato vengono visualizzati: il livello di ricezione del segnale telefonico; il nome dell’operatore, l’icona del bluetooth e quella che indica la carica della batteria dell’accessorio; quest’ultima particolarmente utile per avere facilmente sotto controllo la situazione del dispositivo.

Sotto la barra di stato sono presenti il comando “Help”, che rimanda al sito ufficiale del produttore ed il comando “Quit”, da adoperare per disconnettere l’accessorio. Se premuto quest’ultimo comparirà un pop up che avvisa l’utente che, in caso di conferma del comando, tutte le funzioni di Gmate+ non saranno più disponibili. In basso, invece, si trovano i comandi che permetto di accedere alle chiamate recenti, ai contatti, al tastierino numerico ed alla funzione SMS. Le funzioni di ciascuna sezione sono quelle tipiche. L’unica aggiuntiva e degna di nota è quella riguardante i contatti: da qui, infatti, oltre a poter avviare una chiamata verso uno dei contatti presenti nella rubrica dell’iDevice, si potranno importare quelli contenuti nella sim inserita nell’accessorio.

Prima di passare alle considerazioni finali, è bene sottolineare che dalla pagina delle impostazioni si possono configurare e/o personalizzare una serie di funzioni ed opzioni quali, ad esempio, quelle riguardanti la suoneria o il traffico internet. Il Gmate+, infatti, è in grado di fungere anche da modem wireless, permettendo all’utente di sfruttare il pacchetto dati di cui dispone sulla sim inserita dentro di esso. Naturalmente la velocità sarà quella consentita dal tipo di rete e dal collegamento bluetooth.

Novità rispetto al modello precedente: come potete vedere dall’immagine che segue, l’unica novità degna di nota dal punto di vista hardware è l’aggiunta del vibracal, mentre per il resto le innovazioni riguardano principalmente il design.

Considerazioni finali: così come il precedente modello anche il Gmate+ può essere segnalato come un accessorio degno di nota, sia per le funzioni indubbiamente valide che consente di aggiungere agli iDevices, che per la facilità di trasporto e di utilizzo.

Note: Ricordiamo che si tratta di un accessorio compatibile anche con Android, circostanza che potrebbe interessare coloro che dispongono oltre che di un iDevice, anche di un dispositivo che utilizza tale sistema operativo.

Specifichiamo che, nel caso in cui il dispositivo sia adoperato per gestire due sim card con iPhone, non sarà possibile ricevere contemporaneamente due chiamate.

Skyroam Gmate+ può essere acquistato in Italia per 79,90 euro dal sito Lupivvshop.


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Recensione Forex Capital Markets (FXCM)


FXCM Inc. (NYSE: FXCM) è un fornitore globale di trading online sul foreign exchange (forex) e dei servizi relativi per i clienti retail ed istituzionali in tutto il mondo.

Fondata nel 1999 e con sede principale a New York (NY), FXCM ha filiali operative regolamentate in diverse giurisdizioni, inclusi gli Stati Uniti, il Regno Unito (dove i diritti di esportazione del passaporto sono stati esercitati per operare in alcune giurisdizioni dell’Unione Europea come Italia, Francia, Germania e Grecia), Hong Kong, Giappone e Australia.

Il cuore dell’offerta di FXCM per i clienti è il No Dealing Desk nel forex trading. I clienti beneficiano dell’ampia rete di fornitori di liquidità di FXCM che così offre spread competitivi sulle maggiori coppie di valute. I clienti hanno il vantaggio di poter fare trading su mobile, eseguire ordini con un click e fare trading direttamente dai grafici.

La filiale inglese di FXCM, Forex Capital Markets Limited, offre inoltre i prodotti CFD che consentono ai clienti di operare su petrolio, oro, argento ed indici azionari assieme al forex in una sola piattaforma. Inoltre, FXCM offre corsi di formazione per il trading sul forex e fornisce news gratuite e research sul mercato attraverso DailyFX.com.

Minori Spread
• Lo spread su Euro/U.S. dollar è solitamente attorno ai 2 pips, GBP/USD 3 pips
• Opera su prezzi quotati a FXCM da molteplici banche globali
• L’utilizzo della frazione di pip aiuta ulteriormente a stringere gli spread

Esecuzione tramite un no dealing desk forex execution
• Nessun conflitto di interesse tra broker e trader
• Nessuna manipolazione delle operazioni da parte di un dealer
• I fornitori di liquidità (le banche) non hanno alcuna informazione sui tuoi stop, limiti ed ordini di entrata a mercato
• La competizione riduce ulteriormente la potenziale manipolazione del mercato da parte delle controparti bancarie

Nessuna limitazione al trading*
• Opera durante la pubblicazione dei dati
• Inserisci ordini di ingresso liberamente – persino all’interno dello spread
• Fai scalping comodamente
• Trasparenza sui prezzi di rollover – tutti gli importi sono mostrati in piattaforma in anticipo
• Incassa rollover indipendentemente dal tuo livello di emarginazione

*La FXCM Trading Station permette di operare con una dimensione massima per singolo deal fino di 50 milioni. Comunque i trader possono operare per volumi maggiori tramite ordini multipli da 50 milioni cadauno.

Perché operare con FXCM
Siamo in grado di costruire solide relazioni bancarie con molti dei più attivi fornitori di prezzo. Avere molteplici controparti risulta particolarmente importante durante le fasi di alta volatilità, quando una o due banche potrebbero quotare spread più larghi, se non addirittura smettere del tutto di quotare. Con un così gran numero di banche controparte, con FXCM avrai prezzi competitivi anche durante la pubblicazione di dati.

FXCM non assume alcuna posizione di rischio sul mercato, eliminando alla radice la maggiore causa di conflitto di interessi. Un broker con un dealing desk, che agisce come market maker, potrebbe operare in direzione opposta alla tua posizione. Tuttavia, per il tramite del nostro No Dealing Desk Forex Execution, noi eseguiamo i tuoi ordini direttamente ai migliori prezzi quotati dalle nostre controparti. Mentre una singola banca potrebbe decidere di togliersi in alcuni momenti dal mercato, nella struttura da noi proposta tale banca perderebbe automaticamente competitività, non venendo proposta come miglior bid o ask del momento e perdendo pertanto la possibilità di operare. Con FXCM, i prezzi non sono soggetti ad alcuna manipolazione da parte di un broker o di un desk operativo di una banca.

Mentre i nostri competitor stanno solo ora iniziando a seguire il nostro esempio nell’offrire l’esecuzione tramite il No Dealing Desk Forex Execution, noi lo stiamo utilizzando da tempo con successo. Inoltre, spread eccellenti potrebbero risultare inutili se non fossero pubblicati tramite una piattaforma altamente affidabile.

www.fxcm.it

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Consigli per risparmiare sul conto corrente


Quasi metà degli italiani spende per il conto corrente quasi il 50% in più di quello che potrebbe.
Secondo i dati raccolti dalla Banca d’Italia, la spesa media annuale per i conti aperti prima del 2000 (che sono il 42% del totale dei conti correnti) è di 122,2 Euro, contro i 79,6 Euro dei conti aperti nel 2009.

La motivazione della differenza di costo è semplice: nel corso degli anni, le banche hanno aumentato la competizione tra loro, con proposte commerciali sempre più economiche, e trasferendo almeno in parte ai clienti la maggiore efficienza consentita anche dall’uso delle nuove tecnologie. Sono così diminuiti i costi per i prelievi bancomat, per i bonifici, per disporre di una carta di credito.

Ma chiaramente, si tratta di proposte che si applicano a chi apre un nuovo conto corrente, e non a chi un conto corrente lo ha già aperto, e quindi “si tiene” le condizioni del momento dell’apertura. Facile dare la colpa alle banche, ma è impossibile negare che i correntisti debbano fare autocritica per la pigrizia che li porta a spendere di più. Non stiamo parlando infatti di cambiamenti che avvengono da un giorno all’altro, ma del fatto che per anni e anni non ci si è più preoccupati di valutare se vi fossero soluzioni più vantaggiose, ed eventualmente cambiato il tipo di conto, o al limite cambiato banca. La “pigrizia” dei consumatori è un problema che sottolineiamo da molto tempo, me devono essere gli stessi consumatori a fare un salto di qualità nel loro atteggiamento, trasformandosi da consumatori passivi, a consumatori attivi.
Fonte: banknoise.com

 Consigli per risparmiare sul conto corrente

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Raccolta differenziata difficile per gli anziani


Un servizio de Il Tempo edizione Roma(qui un altro articolo) ha parlato dei cassonetti della spazzatura rotti, sporchi e puzzolenti, e gli anziani fanno fatica a gettare i rifiuti, tanto che a volte li lasciano a terra. Il comune ha promesso migliaia di nuovi contenitori più adeguati. Ma se quei soldi fossero stati utilizzati diversamente? 

La gente deve sapere che anche nel Lazio la
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Riforma sanitaria Usa: La Casa Bianca contro McKinsey


obama care mckinsey polemicheL’epocale riforma sanitaria portata avanti da Barack Obama negli Stati Uniti continua a trascinare polemiche. L’ultima in ordine cronologica mostra i violenti attacchi della Casa Bianca a una ricerca pubblicata da McKinsey che avrebbe commesso un grave errore diplomatico, più che metodologico: dire la propria verità, a chi non voleva sentirla.

Sta tutto in questa frase: “Democrats don’t like the results, and so McKinsey must pay with its reputation”, ai democratici non andavano bene, così McKinsey ha dovuto pagare con la sua credibilità e la sua reputazione. Leggo sul Wall Street Journal:

L’errore di McKinsey è stato quello di sondare 1300 società e scoprire nei dati che circa un terzo di questo “certamente” o “probabilmente” avrebbe smesso di pagare l’assicurazione ai propri dipendenti nel corso del 2014 (…) McKinsey ha prodotto questi dati nel corso di una normale ricerca di mercato

I democratici hanno immediatamente attaccato i “numeri” usciti dalla ricerca, insinuando che la ricerca fosse stata pilotata e che la metodologia fosse poco corretta…

Così questa settimana McKinsey ha mostrato i dati integrali, e la ricerca era stata rigorosa. Il campione era composto da una serie di rappresentanti di varie fasce imprenditoriali del Paese, e le domande che venivano loro poste erano imparziali

Ma non c’è nulla di meno sicuro dei numeri. Infatti la Casa Bianca ha ribattuto che quella di McKinsey non era un’analisi predittiva. Mentre gli studi del Congressional Budget Office sostengono che la riforma sanitaria non avrà effetti così influenti tra i datori di lavoro – e quindi sui lavoratori stessi.

La sintesi del pezzo uscito su WSJ – decisamente poco tenero con Obama e la sua riforma – si chiude così:

Il metodo dela Casa Bianca è quello di assalire anche gli analisti disinteressati come fossero disonesti e motivati dalla cattiva fede, e questa abitudine è particolarmente frequente verso le società che hanno qualcosa da perdere (…) il fatto che la Casa bianca si debba sentire in dovere di infangare il business di chi dice la verità sulla riforma ObamaCare mostra in chiarezza quanto distruttiva sia la riforma

Foto | Flickr

Riforma sanitaria Usa: La Casa Bianca contro McKinsey é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 12:56 di giovedì 23 giugno 2011.



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La diseguaglianza cresce, quasi ovunque


Le crescenti  diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze e dei redditi nei paesi occidentali negli ultimi trenta anni stanno, come molti commentatori hanno a suo tempo largamente rilevato, al cuore della crisi economica e finanziaria in atto da tempo e che sembra far fatica a passare.

Tali disuguaglianze hanno in particolare, tra l’altro, privato con il tempo le classi medie, nonché quelle meno privilegiate, dei mezzi necessari per alimentare in misura adeguata la domanda di beni e servizi che spinge di solito in avanti  l’economia. E tutto, ad un certo punto, si è fermato e stenta ora a riprendersi. Può essere quindi interessante cercare di analizzare con attenzione e con un certo dettaglio  quali sono stati i movimenti effettivi delle diseguaglianze nel mondo nell’ultimo periodo, per ricavarne poi magari anche delle possibili indicazioni sul che fare da oggi in poi.
Ricordiamo come sino ad un certo punto, prima del crollo del comunismo, le differenze  di reddito in Unione Sovietica e nei paesi dell’Europa dell’est, nonché in Cina e nelle altre nazioni  ad economia amministrata dell’Asia, fossero sostanzialmente molto limitate. Ricordiamo ancora come le punte più forti delle diseguaglianze si registrassero tradizionalmente nei vari paesi facenti parte del continente latino-americano e come le nazioni occidentali si ponessero in qualche modo, in generale,  più o meno a cavallo tra tali due estremi opposti, con peraltro gli Stati Uniti più vicini al modello latino-americano, mentre paesi come
la Germania, il Giappone, tutte le nazioni  del Nord-Europa e, almeno in parte, la Corea del Sud non erano invece  poi troppo distanti da quello “comunista”.
Ora l’Ocse cerca di individuare in maniera precisa l’andamento  della situazione delle diseguaglianze di reddito negli ultimi decenni per quanto riguarda almeno i paesi che fanno parte della stessa organizzazione, cioè quelli più ricchi. Una prima generale constatazione che esce fuori dallo studio riguarda il fatto che il gap tra le persone  ricche e quelle povere sta crescendo quasi dovunque, a partire dagli Stati Uniti ed anche in paesi come la Danimarca, la Germania e la Svezia, tradizionalmente caratterizzati, come già accennato, da un livello di diseguaglianze relativamente limitato. Il fenomeno indicato è ovviamente visibile in misura rilevante anche per quanto riguarda il nostro paese.  Solo in un piccolo numero di casi, quali quelli di Turchia, Grecia,  Belgio e  Francia, le diseguaglianze di reddito, secondo lo studio citato,  si sono in qualche modo ridotte tra la metà degli anni ottanta e la fine del primo decennio del nuovo secolo.
Tra le ragioni di questo andamento certamente non positivo, lo studio fa riferimento al possibile impatto della globalizzazione, alla riduzione del potere dei sindacati, che ha portato tra l’altro ad una diminuzione in termini reali dei livelli delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, alla crescita, contemporaneamente,  del numero  dei lavoratori autonomi, che in molti paesi tendono ad ottenere un reddito molto basso, nonché di quelli con un contratto atipico,  all’aumento  dei redditi dei portatori di capitale, che registrano anche una riduzione nei livelli del loro carico fiscale in molti paesi, a cominciare dagli Stati Uniti.
L’elenco delle cause appare lontano dall’essere esaustivo, come lo stesso studio riconosce.
Al di là dei dati contenuti nello studio dell’Ocse, resta da considerare comunque l’evoluzione del quadro anche per quanto riguarda i paesi che non fanno parte dell’organizzazione. Guardando così ad un quadro più complessivo, a livello mondiale, si registra, da una parte, il caso del Brasile, tradizionalmente uno dei paesi più diseguali del pianeta, ma che sotto il governo di Lula è riuscito ad invertire la tendenza ad una crescita del livello di diseguaglianze, ottenendo di ridurla, sia pure in misura relativamente ridotta; inoltre, ovviamente,  bisogna sottolineare  il caso di Cina, Russia ed altri stati ex-socialisti,  nei quali la caduta dei vecchi regimi ha portato rapidamente ad una crescita sostenuta nei livelli di diseguaglianza.

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