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Virus Ebola, la febbre emorragica anche in Congo


virus ebola febbre emorragicaNel sito dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) un titolo mette nuovamente in allarme: “Epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo-aggiornamento”. Solo pochi giorni fa vi avevamo parlato di un preoccupante focolaio di Ebola in Uganda ed ora appare chiaro che non è l’unico nel continente africano, su cui vigila la comunità sanitaria internazionale. Alla data di ieri 20 agosto infatti sono stati segnalati ben 15 casi di febbre emorragica nella provincia orientale del Congo: 2 casi sono stati già confermati, mentre gli altri sono fortemente probabili. 10, tra questi, i decessi. I focolai sono tre tre diversi distretti.

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Virus Ebola, la febbre emorragica anche in Congo, pubblicato su MedicinaLive il 22/08/2012

© Cinzia Due per MedicinaLive, 2012. | Commenta! |
Tag: ebola, febbre emorragica, oms


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RIM: cambio di strategia e vendita di parte dell’azienda


CellularMagazine.it

RIM azienda dei Blackberry venderà probabilmente parte di se stessa a Facebook o Amazon per riuscire a rinnovarsi.

Vendita blackberry

Direttamente dal Reuters famosa testata giornalistica arriva la notizia di un possibile cambio di strategia da parte di RIM, azienda canadese famosa per i suoi modelli Blackberry che in passato hanno tanto avuto successo specialmente in ambito professionale grazie all’ottimo sistema operativo proprietario ed alla loro capacità di essere dei dispositivi professionali.

Purtroppo però da qualche tempo a questa parte con l’arrivo dei nuovi SO come Android e iOS, RIM ha visto la vendita dei suoi device calare di molto, e diventare sempre più dei prodotti molto difficili da vendere e poco diffusi, in un recente rilevamento infatti è emerso che RIM nell’ultimo trimestre ha perso circa il 25 % delle entrate e si stima che sarà così anche per il prossimo.

Per questo ora l’azienda canadese punta ad un suo rinnovo grazie alla vendita di parte di se stessa, la parte appunto che riguarda i dispositivi ed il marchio Blackberry, in modo da poter dare una nuova vita alla serie e riuscire ad ottimizzare le entrate con l’aiuto di partner che riescano a sfruttare le ottime qualità che l’azienda produce.

Di preciso Facebook ed Amazon sembrano le società interessate ad un acquisto e un portavoce dell’azienda ha affermato che ora sono stati ingaggiati dei consulenti in grado di aiutare RIM a fare la migliore mossa in ambito strategico per uscire da questa transazione nel miglior modo possibile, nella fuga di notizie è stato fatto anche il nome di Microsoft che in ambito business è fortemente interessata, ma a mio parere Microsoft ora ha già molta carne al fuoco considerando i nuovo sistemi operativi e il loro futuro.

RIM quindi è pronta ad una svolta e la serie Blackberry vedrà probabilmente dei nuovi “padroni” che saranno capaci di sfruttarne l’ottimo marchio, chissà se qualche Blackberry lo vedremo con un sistema operativo diverso da quello attuale, vedremo chi si aggiudicherà la posta in palio.

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Conti correnti bancari e postali per i pensionati


conti correnti bancari postali pensionati.jpg

Stando a quanto contenuto nel Decreto sulla nuova manovra approvato dal Governo Monti, le pensioni sopra i 500 euro non potranno più essere pagate in contanti. Salvo modifiche in Parlamento, di conseguenza, i pensionati saranno costretti, in pratica in maniera forzosa, ad aprire conti correnti o a farsi accreditare la prestazione sulle carte prepagate. Il Presidente Adusbef, Elio Lannutti, è fortemente contrario a questa limitazione visto che si vanno a penalizzare i pensionati ed in particolare quelle persone che da anni riscuotono la pensione in contanti e non hanno dimestichezza con Bancomat, conti correnti e carte di credito. Inoltre, l’obbligo di riscossione delle pensioni con una formula tracciabile, anziché in contanti, genera da un lato un effetto collaterale dato dai costi bancari a carico dei cittadini, e dall’altro un beneficio per gli istituti di credito.

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Designed in California, Made in Brazil: ecco uno dei primi iPhone realizzati in Brasile


Il 2011 ha sancito la nascita del primo stabilimento della Foxconn fuori dai confini cinesi, con la realizzazione di un importante complesso in Brasile. In questo stabilimento, la Foxconn produrrà nuovi iPhone e iPad e, come testimonia l’immagine di questo articolo, i primi melafonini sono già in commercio.

Lo stabilimento della Foxconn sorge nella città di Jundiai, centro poco distante da San Paolo, ed è stato voluto fortemente dal governo brasiliano che ha infatti investito oltre 12 miliardi di dollari tra sovvenzioni e agevolazioni fiscali e burocratiche. Con questo ingente investimento si mira a creare una produzione locale di dispositivi tecnologici, dare posti di lavoro e fare in modo che Apple possa svincolarsi dalla produzione concentrata per ora solo in Cina. Inoltre, in questo modo i dispositivi Apple potranno essere venduti in America del Sud a prezzi più bassi di quanto non avvenga ora.

I primi iPhone “brasiliani” sono quindi in commercio e leggere la scritta “Made in Brazil” (anche se in lingua portoghese) al posto del classico Made in China fa un certo effetto…

[via]

 

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Forex Signals: cosa succede sull’Euro/Dollaro?


La risposta è davanti agli occhi tutti. Cosa è stato detto o fatto negli ultimi mesi che possa dare fiducia alla moneta unica Europea? Praticamente nulla, visto che è un susseguirsi di situazioni negative e di tagli di stime quindi per farla breve non c’è nulla di incomprensibile nella discesa dell’Euro. Anzi, tanto la si è cercata che finalmente inizia.

Iniziamo dalla Grecia, sempre nell’occhio del ciclone per la situazione fortemente precaria, continuiamo pensando ai massicci interventi della Bce sui titoli di Stato e per concludere possiamo semplicemente guardarci allo specchio e convenire che se l’Italia non è ai livelli della Grecia, poco ci manca; la manovra di Agosto è solo l’ultimo degli errori di una classe politica allergia allo sviluppo e gli effetti di tutti gli sbagli si sconteranno nei prossimi anni. Catastrofismi a parte, torniamo al cambio Euro/Dollaro ed al breve periodo.
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Forex Signals: cosa succede sull’Euro/Dollaro?, pubblicato su FareForex il 01/09/2011

© Francesco per FareForex, 2011. | Commenta! |
Tag: eurozona, previsioni euro, trading news


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Turismo sessuale, il mercato delle bambine Dal sud Est asiatico all’America Latina


Il prezzo? da 5 a 20 dollari. I compratori? Uomini dai 20 ai 40 anni. Le vittime sono preadolescenti, figlie di famiglie povere o fortemente indebitate, che…
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Greenwashing: cosa significa?


greenwashing, green, paint

Greenwashing è un termine inglese relativamente nuovo, che unisce il concetto di “green” (verde inteso in senso ecologico) e di “whitewashing” (dissimulare, nascondere, riabilitare) per indicare la tendenza da parte di aziende e qualsiasi tipo di società o organizzazione a pubblicizzare i propri presunti comportamenti ecosostenibili ed attenti all’ambiente  per  risultare, agli occhi dei consumatori,  attenti allo sviluppo sostenibile.
In realtà spesso le aziende che attuano politiche di greenwashing hanno il bisogno di nascondere, dissimulare per l’appunto,  scelte fortemente incompatibili con la sostenibilità ambientale o addirittura comportamenti che mettono a repentaglio la salute del pianeta.
Il Greenwashing è quindi a tutti gli effetti una pubblicità, un’immagine ingannevole che l’azienda in questione  mostra ai  propri consumatori.
Vi avevamo parlato poco tempo fa del Greenwashing e di alcuni dei casi più eclatanti di questo fenomeno  riprovevole, ma ciò che vogliamo sottolineare è che il problema del greenwashing è grave non solo per il fatto in sé, ma anche perché provoca negli utenti una sfiducia verso qualsiasi comportamento sostenibile, che viene ritenuto sospettoso.
Un comportamento di cui indignarsi ed assolutamente da denunciare quindi, ma come? Sui casi di greenwashing ci viene in aiuto l’esperienza di Fred Pearce sul Guardian che ha da sempre denunciato proprio questo ambientalismo di facciata, ma soprattutto il sito web Greenwashing Index, una sorta di wikipedia del “lavaggio verde”, in cui chiunque può segnalare casi di greenwashing, ma anche votare aziende realmente rispettose dell’aziende, per districarsi tra eco-furbi e veri green lovers.

Maria Amatulli

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Banca d’Italia: Crescita, Mercato Del Lavoro e Consumi Sono Fermi, Sale Solo l’Inflazione


clessidra1507.gifProsegue la crescita mondiale ma a
ritmi più contenuti, a causa del rallentamento dell’economia Usa e
di quella giapponese, inoltre le prospettive future di crescita e
l’andamento dei mercati finanziari sono fortemente condizionati
dalla crisi del
debito
sovrano nell’area dell’euro. Sono questi
alcuni dei punti chiave a livello macroeconomico del 65°
bollettino economico trimestre della Banca d’Italia
, in cui si
prefigura uno scenario di sostanziale stabilità per il nostro paese,
sebbene i rischi non manchino.
Il tasso di crescita del Pil italiano
continua a non brillare e risulta di difficile previsione, visto che
dopo un discreto spunto registrato nella prima parte dell’anno, i
principali indicatori prospettici sulla produzione industriale e
sulla domanda hanno fatto registrare elementi di debolezza. In base
agli elementi raccolti le proiezioni della Banca d’Italia prefigurano
una crescita del Pil dell’1% nel 2011 e dell’1,1% nel 2012.
Sul fronte delle imprese la Banca
d’Italia rileva che sebbene il ritmo di crescita dell’attività
industriale
dall’avvio della fase espansiva (2009) in Italia sia
stato simile a quello della Francia (circa l’11%), ma decisamente
inferiore a quello tedesco (24%), attualmente si registrano per
quanto riguarda l’Italia alcuni elementi di debolezza in merito
all’intensità della ripresa. Tra questi il fatto che in primavera si
è attenuata la tendenza crescente del volume di nuovi ordinativi e
sono peggiorati i risultati delle inchieste qualitative presso le
imprese, interrompendo un rafforzamento
in atto da circa due anni.
Nel frattempo l‘inflazione a giugno è
salita al 2,7% su base annua, spinta soprattutto dai rincari
energetici
, dei trasporti e dei prodotti alimentari, visto che
depurando il dato da queste due componenti l’indice dei prezzi si
attesta al 2%. La dinamica di crescita dei prezzi, dovrebbe comunque ridursi
nell’ultima parte dell’anno e scendere sotto il 2% nel 2012, grazie
all’attenuazione dei rincari delle materie prime.
I consumi delle famiglie sono rimasti
pressoché identici, con un ristagno della maggior parte delle
componenti di spesa, con l’eccezione degli acquisti di beni
durevoli, in recupero
dopo la flessione subita nel
2010. La dinamica dei consumi, sottolinea Bankitalia è fortemente
influenzata dalla debolezza del reddito disponibile delle famiglie
consumatrici, sebbene, si intravedono dei segnali di recupero.
Infatti, sulla base di stime preliminari, nel primo trimestre il
reddito sarebbe aumentato di quasi un punto percentuale in termini
reali rispetto allo stesso periodo
dell’anno precedente.

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Finta e contro-finta su Euro/Dollaro


Finte rotture, inversioni e pattern poco riconoscibili aumentano la difficoltà nel prevedere i movimenti di Euro/Dollaro anche nel breve periodo, sopratutto dopo la violazione negli ultimi giorni del triangolo di compressione disegnato in rosso; il rientro nella zona “flat” ha gettato in confusione i trader, già disorientati dalle divergenze del Mercato Azionario Europeo.

Quello che ora preoccupa chi segue il cambio è sicuramente la possibilità che avvenga l’uscita ribassista con reverse della posizione in short; l’aumento di volatilità atteso in questo caso affonderebbe non solo il Mercato valutario ma anche quello Azionario, penalizzando fortemente l’Italia che, da questo punto di vista, ha avuto la più grande divergenza ribassista nelle comparazioni con gli altri indici.
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Finta e contro-finta su Euro/Dollaro, pubblicato su FareForex il 09/07/2011

© Francesco per FareForex, 2011. | Commenta! |
Tag: conversione dollaro, pattern, trading intraday


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Pulizia del viso naturale: i detergenti viso e il peeling fai da te


zucchero di canna

 

Detergenti viso, scrub per il viso e maschere… ma tutte naturali o fai da te: ricette gustose e prodotti naturali

Tempo d’estate, tempo di freschezza e leggerezza, tanto per l’anima quanto per il corpo, che ha bisogno di scrollarsi di dosso la pesantezza del lungo inverno passato. Il nostro viso, in particolare, ha bisogno di rigenerarsi, perché la pelle possa affrontare al meglio il contatto col sole, col mare, col vento caldo sulle guance e tutte le altre cose meravigliose che questa stagione ci riserva.
D’estate, se ci fate caso, diventiamo allergiche ai trucchi pesanti, preferendo lasciare il viso al naturale per andare in spiaggia, o anche per uscire la sera. Prima di truccarsi, però, è bene detergere a fondo e fare una pulizia del viso naturale, coccolandolo un po’ con prodotti di bellezza naturali, come un buon latte detergente biologico e un esfoliante per il viso naturale, che potete trovare su Yes.life Store, insieme a tanti altri prodotti per la pulizia del viso, tutti naturali ed ecobio.
Oltre ai detergenti biologici e alle creme naturali, vi consigliamo anche un trattamento periodico, ogni 10-15 giorni, con il peeling al viso, per rendere la pelle più liscia e luminosa e per permettere alle creme di penetrare e agire in maniera più efficace. Il peeling, o scrub viso, è il modo ideale per rimuovere il primo strato cutaneo, quello più superficiale, in cui si depositano le cellule morte dell’epidermide. Uno strato che, se non eliminato periodicamente, rende la pelle opaca e spenta, e d’estate proprio non vogliamo che accada, vero?
I prodotti in commercio per il peeling e lo scrub del viso sono moltissimi, così tanti che spesso è difficile scegliere e si rischia di perdersi nei tentativi, dispendiosi sia in termini di tempo che di denaro. Come al solito c’è, però, la valida e semplice alternativa del fatto in casa, così come abbiamo scoperto per la cura dei capelli fai da te, anche per la pulizia del viso ci sono tante ricette fai da te semplici ed efficaci: ecco allora tre ricette facili e veloci di scrub viso fai da te che potete fare subito, con gli ingredienti che avete in casa, per rimuovere le impurità e a ritrovare un colorito luminoso e sano!

Scrub viso fai da te con zucchero e limone

Vi servono: un limone, dello zucchero, qualche batuffolo di cotone.
Sciacquate il viso con dell’acqua calda in modo da far aprire i pori della pelle, o, se avete tempo, fate un bagno di vapore; poi prendete il succo del limone e mettetelo su un batuffolo di cotone; a questo punto aggiungete lo zucchero (potete usare sia il classico zucchero bianco o quello di canna, per un’esfoliazione più intensa) e passate ripetutamente il dischetto sul viso insistendo particolarmente nella zona “t” (naso, fronte e mento che di solito sono i punti più critici). Sciacquate ora il viso e avrete una pelle morbida e liscia! Dopo lo scrub ricordatevi di applicare la crema viso idratante, naturale ovviamente.

Scrub viso fai da te con zucchero di canna e vaniglia

Vi servono: 2 tazze di zucchero di canna, mezza tazza di olio d’oliva, 1/4 di tazza di miele, 1 cucchiaio di vaniglia.
Mettete lo zucchero di canna in una ciotola, aggiungete l’olio d’oliva, il miele (che oltre ad essere fortemente benefico fa anche da collante), e infine la vaniglia, poi amalgamate il tutto. Al momento dell’applicazione mescolate bene ancora una volta, perché gli ingredienti naturali tendono a separarsi, dopodiché inumidite la pelle e applicate il composto. Lasciatelo in posa per una quindicina di minuti e rimuovetela con acqua calda.

Pulizia del viso naturale, alla banana

Vi servono: mezza banana, un cucchiaio di fiocchi d’avena, tre gherigli di noci, un cucchiaino di yogurt fresco, un cucchiaino di miele, tre gocce di olio essenziale di lavanda.
Tritate al mixer i fiocchi d’avena e i gherigli di noci, aggiungete gli altri ingredienti e amalgamate bene il tutto. Applicate sulla pelle del viso massaggiando delicatamente con movimenti circolari. Rimuovete risciacquando con acqua.

Marina Piconese

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Testare un Sistema di Trading in maniera corretta


Riprendiamo l’argomento passato sull’importanza di testare un sistema di trading. Possiamo dire che è importate che gli indicatori che si scelgono siano semplici e non diano dei suggerimenti. Basta sapere quanto ci si può permettere di perdere e non bisogna dimenticate di impostare lo stop loss per la perdita una volta in commercio.

Dopo questa lunga e fruttuosa ricerca dei migliori indicatori da usare, è il momento di vedere se il sistema ha le potenzialità per essere usato. I test hanno lo scopo di migliorarlo. Mentre si svolgono tali test bisogna annotare le impostazioni, i passaggi e le regole che verranno utilizzate per la negoziazione. Una volta che si è scritto il proprio sistema di trading, è il momento per la grande prova.

Per farla, basta aprire un conto demo con qualsiasi broker Forex che e mettere in pratica il sistema, per vedere come reagirà. E’ fortemente raccomandato fare trading demo per almeno per 3 o 4 mesi. Tra le numerose ragioni di questa affermazione c’è il fatto che il mercato Forex vive naturalmente più periodi durante i quali il suo comportamento potrebbe cambiare radicalmente.

Per esempio, il mercato è stato in un bel trend per diversi mesi, mentre si stava testando il sistema, poi si effettua la decisione di aprire un conto reale ma il mercato decide di invertire e cambia totalmente, andando lateralmente per un periodo di tempo indefinito. Non hai testato il sistema in tali condizioni e dunque sarebbe una grande delusione scoprire che il sistema non si comporta bene come faceva durante la fase di trend del mercato. Ci sono altri motivi, come l’esperienza e la pratica intensiva, che dovrebbero motivare i nuovi operatori ad attenersi alla negoziazione prova per un periodo di tempo lungo.

Bisogna poi fissare un obiettivo relativamente a a quanto denaro si vuole guadagnare. Quindi bisogna provare sull’account demo, realisticamente, a tentare il raggiungimento di tale obiettivo. Una volta che l’operazione è compiuta, potrebbe essere il momento giusto per pensare di fare trading con denaro reale.
Fonte: ilovetrading.it

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Sentiment della zona euro in discesa


Il clima economico nella zona euro è sceso durante il mese di marzo, in seguito ai disordini che stanno accadendo in tutto il mondo arabo e che hanno fatto risalire i prezzi del petrolio, oltre che in seguito al devastante problema del Giappone e alle paure di un disastro nucleare. Tutto questo secondo i dati ufficiali che sono stati mostrati ieri.

Il rapporto mensile della Commissione europea ha anche mostrato che le pressioni inflazionistiche si stanno intensificando, l’ultimo segno che la Banca centrale europea potrebbe alzare i tassi di interesse per la prima volta ad aprile, dopo quasi tre anni.

La commissione europea ha detto che l’indicatore del clima economico complessivo per i 17 paesi che compongono l’area della zona euro è sceso a 107,3 ​​, da un valore di 107,9 a febbraio. Il calo è stato leggermente più grande della stima del consenso del mercato, che lo prevedeva a 107,5.

La lettura è ancora fortemente supportata dalla visualizzazione di un rimbalzo della crescita della zona euro nel primo trimestre di quest’anno. Ma ora, con il sentimento della zona non più in aumento, la performance di crescita del primo trimestre è improbabile che possa ripetersi nei trimestri successivi, secondo gli esperti.

Come segno che le pressioni inflazionistiche stanno crescendo in tutta la zona euro, l’indicatore che misura i pareri dei consumatori relativamente all’andamento dei prezzi nei prossimi dodici mesi è passato da 25,7 a 30,8, il dato più alto dal dicembre 2001.

La BCE ha lasciato il suo tasso di interesse scendesse al minimo storico dell’1,0% nel corso della riunione di politica del 3 marzo scorso, ma il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha avvertito che i rischi per la stabilità dei prezzi sono al rialzo. Dunque un rialzo dei tassi nel mese di aprile è possibile, anche se non certo . Rimaniamo in attesa di tale decisione, che sarà sicuramente molto importante.

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