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iGills: la custodia impermeabile che trasforma l’iPhone in un computer per le immersioni


iGills è l’accessorio ideato per chiunque voglia fare delle immersioni con il proprio iPhone, questi non è altro che una custodia impermeabile con una applicazione dedicata in grado di trasformare lo smartphone in un vero e proprio computer per le immersioni. Dopo il salto per maggiori informazioni.

L’iPhone e l’acqua non vanno assolutamente d’accordo, moltissimi di noi non avrebbero il coraggio di testare una custodia impermeabile, nemmeno la più affidabile. Tuttavia al mondo esiste qualcuno che sfrutta il proprio smartphone per le immersioni, in particolare per le riprese subacquee. Nel tentativo di offrire una soluzione alla suddetta tipologia di persone, l‘iGills SE-35 trasforma il device di casa Apple in un vero e proprio computer da utilizzare nelle immersioni.

La suddetta non è altro che una custodia impermeabile in grado di sigillare completamente l’iPhone in modo da evitare che possa filtrare al suo interno anche la più piccola goccia d’acqua. In aggiunta ad una normale protezione, i produttori hanno pensato di integrare un piccolo rilevatore di profondità e sensore di temperatura, il suddetto deve essere collegato al connettore da 30-pin posto nella parte inferiore dell’iPhone. Oltre a questo sulla custodia sono stati inseriti alcuni pulsanti che faciliteranno l’utilizzo del dispositivo una volta avviata l’applicazione specifica; questa, scaricabile gratuitamente dall’App Store, sarà in grado di ricevere i dati registrati dal sensore, ovvero temperatura, profondità e bussola, per mostrarli a schermo.

Se tutto questo non vi dovesse bastare, l’iGills è stata progettata per offrire all’utente l’opportunità di scattare fotografie o creare filmati anche sott’acqua, ecco allora che è stata posizionata una lente specifica che vi permetterà ugualmente di sfruttare il vostro device al pari di una foto/videocamera subacquea. Alcuni scatti effettuati possono essere visualizzati nel video proposto in fondo all’articolo.

Arriviamo in fine alla nota dolente, nonostante sia un accessorio molto interessante e ben fatto, il prezzo non è accessibile a tutti. La iGills è compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4 e 4S ed è commercializzata sul sito ufficiale al prezzo di 329.99$.

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Prime custodie per iPhone 5


Prime custodie per iPhone 5 su: iPhone 5

Il mondo Apple è in costante evoluzione e recentemente abbiamo scoperto che la maggior parte degli accessori per iPhone 4 non saranno compatibili con il nuovo smartphone.

Da parecchio tempo in rete si legge di indiscrezioni relative su iPhone 5  e i vari produttori mondiali di custodie si basavano sulle voci di un tempo per produrre cover dedicate alla nuova generazione. Insomma, i rumors dicevano una cosa e poi la realtà è stata un’altra. Particolarmente amara per i produttori di custodie che si erano fidati di ciò che veniva scritto senza sosta sul web.

Attualmente sul web circolano pochissime immagini relative alle custodie e alle scocche delle nuova generazione di iPhone, ma  le aziende che stanno attivando i loro progetti sono già attive.

La stessa compagnia sottolinea come il telefono avrà le dimensioni di 123.83 x 58.47 x 7.6 millimetri, un display touch da 4 pollici e un connettore Dock più piccolo.

Pura speculazione, o come ogni leggenda che si rispetti c’è un fondo di verità?

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Prestiti banche sempre più difficili


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Ottenere prestiti in banca nel breve e probabilmente anche nel medio termine in Italia sarà sempre più difficile. Questo almeno stando a quanto fatto presente dall’FMI, il Fondo Monetario Internazionale, che prevede per i prossimi due anni un’ulteriore stretta creditizia tanto in Italia quanto mediamente anche in Europa. Insomma, l’erogazione di credito da parte delle banche sarà sempre più selettiva e con il contagocce anche in ragione dell’aumento dei rischi che vanno di pari passo con condizioni macroeconomiche sfavorevoli come quelle attuali.

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Siri si pubblicizza sulla carta stampata di Rolling Stones


Negli Stati Uniti si è ormai abituati a vedere pubblicità televisive con Siri, l’assistente vocale di Apple in grado di rispondere a qualsiasi vostro dubbio. È però una novità vedere Siri pubblicizzata sulla carta stampata, su Rolling Stones. “I could use a latte” è la richiesta che viene fatta ad iPhone, mentre sul display del dispositivo vengono visualizzati i risultati della ricerca. In fondo alla pagina, insieme al logo di Apple e a quello di iPhone, compare uno slogan minimale, in vero stile Apple: Tu parli. Siri ti aiuta. Di ciao al più fantastico iPhone di sempre.

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Siri si pubblicizza sulla carta stampata di Rolling Stones, pubblicato su iPhoner il 03/04/2012

© Lorenzo Paletti per iPhoner, 2012. | Commenta! |
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Mutui regionali e accesso al Fondo di solidarietà


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In Sardegna anche per i mutui erogati con le agevolazioni regionali è possibile accedere al Fondo di solidarietà. A farlo presente nei giorni scorsi è stata proprio la Regione Sardegna dopo che l’Amministrazione, ed in particolare l’Assessorato dei Lavori pubblici, per fare chiarezza ha emanato un apposito atto di indirizzo attraverso il quale, di conseguenza, vengono invitare le Banche convenzionate, nel rispetto dei requisiti di accesso al Fondo di solidarietà, ad applicare la moratoria anche a favore di quei mutuatari che hanno stipulato il finanziamento ipotecario avvalendosi dei contributi regionali

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La regola del terzo e altri consigli d’investimento


La regola del terzo è uno degli assiomi più importanti della Finanza. Si tratta di una regola non scritta, che pochi conoscono, ma che ogni investitore dovrebbe adoperare per orientare nel modo migliore il suo investimento.

Il concetto è semplice: destiniamo ad un investimento solo un terzo del nostro capitale. Questa accortezza ci aiuterà, qualora le cose andassero male, a non subire troppo il contraccolpo psicologico e non rischiare di vederci sommersi dai debiti.

Dopo aver seguito la regola del terzo, c’è un’altra regola da seguire: la differenziazione. il prossimo passo è prendere questa somma e investirla in strumenti finanziari diversi. Non lo sappiamo ancora, ma quello che stiamo facendo è differenziare il nostro rischio. Investire tutto in un unico strumento, è come scommettere al casinò: le probabilità di successo si assottigliano. Al cinquanta per cento le cose ci potranno andare bene, un altro cinquanta male. Ma non è finita qui. Il profitto potrebbe essere esiguo: un 2% all’anno viene considerato un investimento eccezionale. Resta però una cifra irrisoria, se confrontata con l’aver bloccato per un anno un’ingente cifra del nostro patrimonio, il rischio altissimo che ci siamo sobbarcati e il pesante carico psicologico di sapere di stare scommettendo con i risparmi di una vita.

Per questo motivo è importante differenziare. Riduciamo il rischio ma non necessariamente il profitto. Chiudiamo con una terza regola: la riconsiderazione del nostro investimento al netto dell’inflazione. Come tutti sanno, l’inflazione misura la variazione percentuale dei prezzi e, in caso di aumento, la diminuzione del nostro potere d’acquisto. Secondo le previsioni, l’inflazione nel 2011 dovrebbe chiudere al 2,7%.

Alla luce di questo dato, abbiamo preso come somma capitale 30.000 euro e abbiamo fissato la data di partenza del nostro investimento a dicembre 2010. La scoperta fatta è stata interessante: al netto dell’inflazione, molti dei nostri investimenti si sono dimostrati deludenti. Alcuni, che già erano andati male, hanno incrementato la perdita complessiva.
Vediamo cos’è successo nel dettaglio:

Titoli di Stato
I titoli di Stato sono delle obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, allo scopo di finanziare il debito pubblico. Il sottoscrivente in pratica presta dei soldi allo Stato in cambio di un interesse corrisposto periodicamente. Alla scadenza dell’obbligazione lo Stato rimborsa il capitale iniziale.

Per la nostra analisi, abbiamo preso come riferimento le performance di un Bot a 12 mesi sottoscritto un anno fa. Il rendimento di questo titolo è stato del 2%.

Riconsiderando questo buon risultato alla luce dell’inflazione, non c’è di che gioire:
30.000+2%-2,7%= 29.790 euro.
Il nostro profitto si è annullato. Abbiamo chiuso l’anno con una perdita di 210 euro, più o meno il costo di mantenimento di un conto corrente.

Azioni
Le cose, nel comparto azionario, non vanno meglio. Abbiamo preso come riferimento la media annuale del Ftse Mib, che a fine anno farà registrare una perdita del 30%.
Al netto dell’inflazione, la perdita aumenta. Calcoliamola insieme:

30.000-30%-2,7%= 20190 euro.

Siamo partiti con 30.000 euro e abbiamo chiuso l’anno con 9.810 euro in meno in portafoglio.

Fondi comuni di investimento
I fondi comuni sono strumenti finanziari che raccolgono il denaro di risparmiatori e che affidano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione del risparmio.
Nella nostra analisi abbiamo preso, come riferimento, le performance di un fondo dal rischio contenuto: un fondo bilanciato, che mischia sia azioni che obbligazioni. Da dicembre 2010, il fondo da noi analizzato, ha chiuso in perdita del 5%.

Adeguando il risultato al netto dell’inflazione, avremo: 30.000 – 5% – 2,7%= 27.690 euro.
Anche qui, c’è poca da stare allegri: registreremo una perdita di 2.310 euro

Titoli del tesoro U.S.A.
Il mercato considera questi titoli privi di “rischio di credito”, vale a dire che si è virtualmente certi che gli interessi e il capitale verranno pagati in modo puntuale. C’è però qualche aspetto negativo: la distanza. Internet, è vero, ci viene in soccorso, ma è comunque complesso tenersi aggiornati su quello che succede in un paese straniero. Inoltre è uno strumento che incorpora un rischio importante: la variazione del tasso i cambio, nonostante i tassi di interesse siano generalmente inferiori rispetto ad altri titoli di debito ampiamente negoziati.
Secondo i nostri dati, una media dei migliori titoli pubblici degli Stati Uniti, chiuderà l’anno con una perdita dell’1%.

Riconsiderando il risultato al netto dell’inflazione, abbiamo che:
30.000 – 1% – 2,7%= 28.898 euro

E se aveste investito sui segnali di trading forniti da Tradingmatica?
Per lavorare con noi, suggeriamo di seguire almeno due sistemi, con un capitale d’investimento di circa 36.000 euro. Il  risultato ottenuto al 30 di novembre, sulla combinazione chiamata Basic1, è stato di 17.176 euro netti.

Se anche togliamo l’inflazione del 2,7%, rimane un profitto di oltre il 45%. Se poi vogliamo togliere anche le spese per il servizio, ecco il risultato della combinazione Basic1 aggiornato al 30 novembre 2011:

Investimento a inizio anno = 36.623 euro

Spese per abbonamento a Basic 1 per un anno =  3.600 euro

Profitto netto al 30 novembre 2011 = 17.176 euro pari a +46,9 %

Inflazione al -2,7% = 366 euro (17176-3600=13576-2.7%=366)

Profitto netto = 13.210 euro pari al +36%

Totale fine anno: 36.623 + 13.210 = 49.833 euro

Perché non approfittarne cogliendo al volo lo sconto di Natale del 50%?
Compila il form per ricevere informazioni o contattaci al numero 0547 80391

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 La regola del terzo e altri consigli dinvestimento

 

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Prestito bebè con rimborso in cinque anni


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Chiedere un prestito a tasso agevolato fino a 5.000 euro con un piano di ammortamento avente una durata fino a cinque anni. Questo per le famiglie in Italia, indipendentemente dal reddito, è possibile se è nato un figlio oppure se ne è stato adottato uno. C’è un apposito Fondo istituito al riguardo negli anni scorsi, il Fondo Nuovi Nati che permette, a seguito di un accordo con l’ABI, di recarsi presso le banche aderenti ed ottenere il prestito bebè con interessi pari ad almeno il 50% in meno rispetto al tasso medio di riferimento sui finanziamenti erogati alle famiglie. Secondo quanto riportato dal Blog Prestiti, su tale misura c’è la proroga fino al 2013 al fine di venire incontro a quelle famiglie che, nei primi anni di vita del figlio, di norma devono sostenere spese extra. Per accedere al prestito bebè con rimborso in cinque anni non ci sono limiti di reddito familiare da rispettare, e non si devono presentare preventivi di spesa per ottenerlo.

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Parola d’ordine salvare i risparmi


La situazione economica non è per nulla rassicurante. Sembra che oggi nulla possa dare sicurezza. Ma è bene non farsi prendere dal panico, e valutare con lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i nostri risparmi.

Le borse stanno attraversando momenti difficili se non addirittura di panico. I titoli di stato sono in costante ribasso ed ora crescono anche i dubbi sulla sicurezza dei conti deposito.

Quello che ci aspetta è difficile saperlo, l’importante è non farsi prendere dal panico e valutare con estrema lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i risparmi dalla crisi finanziaria che ci sta attanagliando.

Cerchiamo di ragionare, fare un punto sulla situazione e valutare i diversi mercati in modo da affrontare la crisi nel modo migliore.

I conti deposito
Nonostante ci sia un panico generalizzato che spinge tutti a diffidare di tutto, i conti deposito restano una forma di investimento sicuro. Anzitutto perché sebbene le banche siano sotto pressione a causa del ribasso dei titoli di stato che svaluta il valore dei loro attivi, esse non sono in una situazione di insolvenza. Inoltre gli istituti che offrono i depositi online sono aziende che erogano mutui ai privati (Che Banca e ING Direct), oppure che hanno prodotti del risparmio gestito cui cercheranno di fare confluire i soldi raccolti con i conti deposito (Mediolanum e ING) o, ancora, erogano prestiti ai dipendenti con la cessione del quinto dello stipendio (IBL).

I conti deposito non sebbene non ci possano essere certezze assolute, possiamo dire che le politiche di investimento attraverso i conti online sono molto prudenti.
Un’altro fattore che può darci fiducia è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che garantisce i conti fino ad un capitale di 100.000 euro. Date queste premesse ritengo che i conti deposito siano una soluzione sicura per investire i risparmi e  chi ha i suoi soldi investiti in questi strumenti può dormire sonni tranquilli.

I titoli di stato
La situazione dei titoli di stato è molto particolare. Da un lato, visto l’andamento negativo si suggerisce la vendita, dall’altra la garanzia del capitale a scadenza e l’improbabile fallimento del nostro Governo

Le azioni
I principali mercati azionari stanno passando momenti difficili ed ora segnano un trend negativo, ma cosa bisognerebbero fare?
Ora come ora è bene attendere e non vendere, perché il rischio che si corre è quello di disinvestire nella fase terminale di un trend ribassista con danni notevoli sui propri investimenti.

Per concludere, ti consigliamo di valutare bene il tuo prossimo investimento e di fare sempre scelte accurate sopratutto ora e per il futuro economico che ci aspetta.
Fonte: abcrisparmio.it

 Parola dordine salvare i risparmi

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Il Franco svizzero può rappresentare l’investimento sicuro dove rifugiare i risparmi


Abbiamo parlato più volte dell’Oro come bene rifugio d’eccellenza ma non è l’unica strada per salvare i risparmi. Esistono infatti alternative molto valide come le valute pregiate e il Franco Svizzero.

Con l’introduzione dell’euro, si è ridotta la possibilità di diversificare sulle valute di altri paesi. Ora il numero delle valute estere in cui rifugiarsi per difendere i propri risparmi è decisamente ridotto, ma il Franco Svizzero e la borsa elvetica possono rappresentare una forma di investimento.

La domanda che ci sono pone è, il Franco Svizzero è una valuta pregiata?
Investire in Franchi Svizzeri implica l’assoggettamento delle somme impiegate alle oscillazioni del tasso di cambio. Nella misura in cui la valuta estera si apprezza nei confronti di quella domestica, la divisa estera rappresenta una forma di bene rifugio in grado di riparare i risparmi in essa investiti. Prima di valutare la situazione del Franco Svizzero, è opportuno aggiungere ancora una considerazione: il possesso di valuta estera, così come l’investimento in strumenti finanziari che ne replichino l’andamento nei confronti dell’euro, è un impiego infruttifero.
Le banconote svizzere, custodite in casa o presso un conto corrente bancario non offrono di per sé alcun interesse, con la conseguenza che il rendimento (o la protezione dalle crisi) dell’investimento deriva unicamente dalla rivalutazione del tasso di cambio tra la valuta stessa e la moneta nazionale.

Concludendo, il Franco Svizzero potrebbe essere oggi una valuta rifugio grazie alla sua storica solidità. La brusca interruzione della rivalutazione della moneta transalpina nei confronti dell’Euro avvenuta negli ultimi mesi, però, induce alla massima prudenza. Qualora la tendenza di fondo si fosse invertita, l’acquisto di Franchi svizzeri non rappresenterebbe più un investimento sicuro nel quale rifugiare i propri risparmi.
Fonte: abcrisparmio.it

 Il Franco svizzero può rappresentare linvestimento sicuro dove rifugiare i risparmi

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Fondo Nuovi Nati operativo fino al 2013


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E’ operativo dal 2009 e fino a tutto il corrente anno, ma è stato prorogato anche per il prossimo biennio, quello 2012-2013. Stiamo parlando del Fondo Nuovi Nati, un Fondo di Stato attraverso il quale le famiglie con nuovi nati o con figli adottati possono ottenere un prestito a tasso agevolato per un controvalore fino a massimi 5 mila euro. Quasi tutte le più importanti banche italiane hanno aderito spontaneamente al Fondo Nuovi Nati che rappresenta un importante strumento di accesso al credito a favore di quelle famiglie che nei primi anni di vita dei figli piccoli di norma devono affrontare delle spese extra. La proroga dell’operatività del Fondo Nuovi Nati è arrivata con l’ultima Legge di Stabilità dopo che, in accordo con quanto reso noto dall’ABI, sono stati sinora erogati con il Fondo, su tutto il territorio nazionale, ben 20 mila finanziamenti per un controvalore superiore ai 110 milioni di euro.

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Dove investire in modo sicuro


La situazione economica in Italia non è delle migliori. Le borse continuano a scendere, i titoli di stato sono in costante ribasso e crescono anche i dubbi sulla tenuta dei conti deposito. Ma è bene non farsi prendere dal panico e valutare con estrema lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i nostri risparmi dalla crisi finanziaria che ci sta attanagliando.

Riassumiamo in modo schematico il punto della situazione sui diversi mercati in modo da affrontare la crisi nel modo migliore.

I conti deposito
Nonostante ci sia un panico generalizzato che spinge tutti a diffidare di tutto, i conti deposito restano una forma di investimento sicuro. Anzitutto perché sebbene le banche siano sotto pressione a causa del ribasso dei titoli di stato che svaluta il valore dei loro attivi, esse non sono in una situazione di insolvenza. Inoltre gli istituti che offrono i depositi on line sono aziende che erogano mutui ai privati, oppure che hanno prodotti del risparmio gestito cui cercheranno di fare confluire i soldi raccolti con i conti deposito o, ancora, erogano prestiti ai dipendenti con la cessione del quinto dello stipendio.

Sebbene non ci possano essere certezze assolute, possiamo dire che le politiche di investimento delle banche che raccolgono i nostri risparmi attraverso i conti on line sono molto prudenti.

In seconda battuta esiste il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi FITD il cui funzionamento è stato rivisto con decreto legislativo 24 marzo 2011 nro 49. Se questa norma ha ridotto il limite che il fondo garantisce da 103 a 100.000 euro, dall’altra ha accorciato i tempi di rimborso del credito. Ora il fondo ha 20 giorni lavorativi di tempo per rimborsare il depositante e questo termine potrà essere prorogato al massimo di altri 10 da parte di Bankitalia. Date queste premesse ritengo che i conti deposito siano una soluzione sicura per investire i propri risparmi. Chi non ne ha uno lo può aprire senza problemi, chi ha i suoi soldi investiti in questi strumenti può dormire sonni tranquilli.

I titoli di stato
La situazione dei titoli di stato è molto particolare. Da un lato il trend negativo suggerirebbe l’uscita dalle posizioni, dall’altra la garanzia del capitale a scadenza, implicano le seguenti considerazioni:

1) chi ha titoli di stato farà bene a non venderli;
2) chi non ne ha può attendere prima di comprarne. In ogni caso è bene limitare la durata residua dei titoli a 7 anni, così da ridurre la violenza delle oscillazioni di prezzo.

Le azioni
I principali mercati azionari sono in trend negativo.

Chi ha azioni in portafoglio che cosa può fare?
Ora come ora è bene attendere e non vendere, perché il rischio che si corre è quello di disinvestire nella fase terminale di un trend ribassista con danni notevoli sui propri investimenti.
Fonte: abcrisparmio.it

 Dove investire in modo sicuro

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Mutui prima casa giovani coppie: nuovo Bando in Sardegna


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A sostegno delle giovani coppie, nella Regione Sardegna, arriva il nuovo Bando per i mutui prima casa dell’Amministrazione regionale, ed in particolare dell’Assessorato ai Lavori pubblici, che contiene delle novità rispetto al precedente Avviso pubblico. E’ stato in particolare introdotto, oltre al classico contributo in conto interessi, anche quello a fondo perduto, ovverosia in conto capitale, nel rispetto del requisiti richiesti. A darne notizia è stata Angela Nonnis, Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Sardegna, precisando al riguardo come i mutui agevolati per le giovani coppie dovranno avere un tetto massimo di erogazione pari a 120 mila euro e comunque non superiore all’80% del valore dell’immobile. L’abbattimento degli interessi sulle rate può invece arrivare fino al 70%; inoltre, per arrestare il grave fenomeno dello spopolamento, il Bando prevede anche agevolazioni sui mutui con finalità quella del recupero di immobili nei centri storici e nei piccoli comuni.

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