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Apple dovrà difendersi dalle accuse in merito al tracciamento degli utenti


Un giudice distrettuale statunitense ha deciso che la denuncia a carico di Apple per aver permesso ai networks di tracciare gli utenti potrà andare avanti e la compagnia dovrà difendersi dalle accuse.

La decisione è stata comunicata dal giudice distrettuale Lucy Koh, attualmente impegnata nella supervisione di 19 dispute nazionali relative ad Apple; stando a quanto affermato dal giudice le persone in possesso di un iDevice potranno procedere con la denuncia rivolta all’azienda californiana. Questa disputa è a tutti gli effetti la seconda versione di una prima denuncia inizialmente respinta dal tribunale che, nel 2011, affermò il fatto che Apple avesse volontariamente violato la privacy dei consumatori permettendo ai networks e alle applicazioni di tracciare l’attività di iPhone ed iPad.

All’interno della nuova denuncia i querelanti chiedono un risarcimento per danni in merito al presumibile spazio di archiviazione e banda perduti a causa del tracciamento delle attività. Apple rimane attualmente l’unico imputato in quanto le accuse rivolte a compagnie quali AdMarval Inc, Admob Inc, Flurry Inc e Google sono state respinte.

La nuova versione della denuncia adotta un approccio differente verso il tracciamento dei dispositivi iOS e si tratta presumibilmente dell’ultima occasione per i querelanti di ottenere un risarcimento per danni, in quanto il giudice Koh già in passato ha respinto due accuse in merito alla violazione dei diritti sulla privacy dei consumatori. Lo “scandalo” intorno ad Apple ha avuto inizio in seguito alla scoperta, effettuata da alcuni ricercatori nel 2011, del fatto che le fotografie con dati geografici potessero essere usate per tracciare effettivamente gli spostamenti degli utenti, suscitando l’immediato interesse degli ufficiali governativi degli Stati Uniti.

I querelanti a questo punto hanno deciso di utilizzare le dichiarazioni di Apple in merito alla protezione della privacy dei propri utenti per affermare il fatto che l’iPhone, e quindi anche iOS, sia stato progettato per consentire ai networks pubblicitari di raccoglier dati personali mascherati come applicazioni gratuite, quindi senza che l’utente ne fosse al corrente. Il punto principale della denuncia è l’UDID, un numero identificativo unico appartenente a ciascun dispositivo che può essere usate dalle agenzie per tracciare l’attività degli utenti tra le varie applicazioni e, nonostante Apple abbia ufficialmente iniziato a respingere applicazioni che ne fanno uso, diverse altre sono tutt’ora presenti su App Store. Qui di seguito un estratto di un documento mostrato al tribunale:

Le informazioni raccolte dall’imputato includono gli indirizzi e localizzazione dei querelanti; lo unique device identifier (“UDID”); il genere, età, codice postale e fuso orario dell’utente; ed informazioni specifiche delle applicazioni quali funzioni utilizzate dal querelante. Queste pratiche hanno permesso all’imputato di acquisire dettagli sui consumatori e di tracciare i consumatori in modo ripetuto, attraverso numerose applicazioni tracciando l’accesso ad apps da diversi dispositivi.

Non è chiaro quali conseguenze avrà questa denuncia sull’ecosistema mobile e soprattutto sui network pubblicitari, ma per saperlo basterà attendere fino a settembre, mese in cui avrà inizio il processo.

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Aspettando iPhone 5 Apple sbanca con le sue App


Aspettando iPhone 5 Apple sbanca con le sue App su: iPhone 5

Mentre cresce di giorno in giorno l’ attesa per il nuovo Melafonino, l’ iPhone 5, l’attenzione si sposta sul mercato delle applicazioni e come sappiamo l’ App Store è il ritrovo naturale per gli appassionati della Mela.

Flurry ha voluto mettere a punto una ricerca per vedere quali utenti si dimostrano più propensi ad acquistare le applicazioni. In altre parole, comprano più gli utenti Android o Apple? La risposta data dalla ricerca sembra essere molto decisa: gli utenti Android comprano meno, mentre quelli Apple si dimostrano più propensi all’acquisto nell’App Store.

Entrando nel dettaglio: per ogni dollaro speso da un utente Apple, un utente Amazon ne spende 89 centesimi, mentre chi ha Android spende massimo 23 centesimi per le prossime applicazioni. Cosa può significare tutto ciò? Che i clienti Apple dimostrano sempre continua fiducia nella casa produttrice di Cupertino. Anche gli sviluppatori preferiscono lo App Store di Apple, anche perché si tratta di un negozio virtuale molto più fruttuoso di quelli della concorrenza.

Tutto questo non può che fortificare l’idea che i prodotti Apple, in questo caso le varie applicazioni, sono davvero un must have e che il pubblico crede ciecamente in tutto quello che questa azienda propone. Il sostegno del grande pubblico è quello che rende grande la casa produttrice di Cupertino e a giudicare dalle cifre e dalle interviste questo è davvero immutato e costante.

La Apple, quindi, almeno in questo settore delle App non ha da temere nessuna concorrenza.

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