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Dizionario multilingue: Il giro del mondo in 180 lingue


App Store è ricco di vocabolari e dizionari, quello che vi segnaliamo in questo articolo, però, ha una caratteristica particolare: l’essere pensato e strutturato in modo tale da poter accompagnare i viaggiatori in giro per il mondo e mettere a loro disposizione 200 frasi ed espressioni di uso comune tradotte in ben 180 lingue! Dopo il salto maggiori dettagli.

Come accennato in apertura, l’app in oggetto non è un tradizionale dizionario completo bi o multilingua, ma uno strumento pensato per aiutare i viaggiatori che dovessero venirsi a trovare in una serie di situazioni “tipiche”. Per far fronte alle necessità di comunicazione di queste occasioni, “Dizionario multilingue: Il giro del mondo in 180 lingue“, racchiude al suo interno 200 frasi ed espressioni di uso comune tradotte, appunto, in 180 lingue.

Nello scegliere le lingue da includere, è stata data precedenza a quelle più parlate nel mondo ed in tutti i continenti, coprendo le lingue europee di quasi 750 milioni di cittadini e le lingue regionali della Francia, dell’Europa e del mondo.

Le 200 frasi presenti sono organizzate in ordine alfabetico per comunicare e conversare in 180 lingue.

Grazie a questa applicazione, insomma, dovrebbe poter essere più semplice chiedere informazioni in qualsiasi punto del mondo. Naturalmente, tra le situazioni “tipo” si trovano: come chiedere indicazioni riguardo una strada, dove mangiare, dove dormire, cosa visitare, chiamare un taxi, prendere un autobus, trovare la stazione ferroviaria, l’aeroporto, un albergo, una banca, un museo, il centro-città e molte altre informazioni.

Considerato il particolare approccio, si tratta di un app che può tornare utile non solo a coloro che non conoscono alcuna altra lingua rispetto alla propria, ma anche a chi magari parla una o più lingue straniere e che tuttavia potrebbe trovarsi in qualche luogo in cui le proprie conoscenze potrebbero rivelarsi insufficienti.

Prima di concludere una importante quanto ovvia precisazione: il contenuto dell’applicazione è consultabile in qualsiasi momento senza connessione a Internet!

Dizionario mulilingue: Il giro del mondo in 180 lingue è disponibile su App Store per 1,59 euro.

 


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Tobin tax dopo lo scudo antispread


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Nella giornata di ieri, come non accadeva da mesi e mesi, le Borse europee hanno chiuso in forte rialzo, con Piazza Affari che in particolare ha guadagnato con il FTSE MIB oltre sei punti percentuali. Durerà oppure è il solito fuoco di paglia cui abbiamo assistito sui mercati da tanto, troppo tempo? Ebbene, già dalla prossima settimana si vedrà se trattasi solo di un mega-rimbalzo tecnico, ma di sicuro l’accordo sul cosiddetto “scudo antispread” ha sortito gli effetti sperati anche e proprio sul differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Ora però allo scudo antispread, per ragioni di coerenza, e per colpire chi specula, occorre associare anche la Tobin tax, ovverosia la tassa sulle transazioni finanziarie.

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Il 2012 sarà un anno difficile per i prestiti


La situazione italiana sembra abbastanza critica. Nei giorni scorsi le agenzie di rating hanno abbassato nuovamente il rating italiano. Anche di fronte questo scenario per ora il sistema bancario sembra reggere anche se la mancanza di liquidità costringe quest’ultime a limitare i prestiti.

Questa situazione si andrà ad aggravare nel corso dell’anno, in quanto le famiglie dovranno pagare sempre più tasse e sarà costretta a richiedere nuovi prestiti. Ma cosa può succedere se le banche non offriranno prestiti alle famiglie?

Le banche sono in crisi di liquidità ed facile prevedere una riduzione consistente delle cessioni dei prestiti.

Per scongiurare questo pericolo la BCE, come precedentemente fatto, ha deciso di fornire liquidità alle banche europee attraverso una maxi-asta. Questo intervento mira a favorire la ricapitalizzazione degli istituti di credito, in modo tale che non abbandonino il sistema imprenditoriale e le necessità delle famiglie.

Attraverso questa mossa il pericolo sembra essere al momento scongiurato, ma si spera che gli istituti di credito nel 2012 non alzino i tassi di interesse dei prestiti, determinando così ulteriori difficoltà per famiglie e imprese, già sufficientemente colpite dagli aumenti del caro vita e soffocate dalla pressione fiscale.

Un consiglio che vogliamo dare alla famiglie che devono richiedere un prestito in questo periodo, è quello di informarsi e ricercare l’offerta migliore proposta sul mercato e non fermarsi al primi istituto di credito. Sono tante le offerte che il mercato propone e per questo ti auguriamo un grosso in bocca al lupo.

 Il 2012 sarà un anno difficile per i prestiti

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Finanziamenti bancari, missione impossibile


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Nei giorni scorsi la Bce ha concesso alle banche europee soldi a buon mercato per evitare probabilmente un collasso finanziario nei prossimi mesi. Ma come utilizzeranno questi soldi, peraltro a tassi irrisori, gli istituti di credito? Insomma, le banche torneranno ad erogare credito alle famiglie ed alle imprese, o continueranno a non fare il loro mestiere? La domanda è d’obbligo visto che, in accordo con quanto riportato dal Blog Prestiti, in Italia l’accesso al credito non solo è sempre più difficoltoso, ma addirittura quando si entra in banca è direttamente il dipendente dell’istituto a scoraggiare il cliente nel chiedere un prestito. In pratica l’impiegato, chiaramente su direttive provenienti dall’alto, gioca a fare melina e ad invitare il cliente a pensarci due volte prima di procedere con l’istruttoria legata al prestito. Ma come mai? 

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Navigon 2.0


E adesso disponibile sull’App Store, il negozio on line di Apple che vende prodotti e servizi digitali per dispositivi dell’azienda che ha per logo una mela morsicata, la nuova versione di Navigon, giunta alla 2.0 per iPhone ed è l’ultima versione per iOS. Il celebre navigatore satellitare che recentemente ha cambiato proprietà passando alla Garmin, offre un’interfaccia tutta nuova offrendo la possibilità di aggiornare le mappe ogni tre mesi (per un minimo di 2 anni) attraverso Navigon FreshMaps XL, ma anche la possibilità per gli utenti delle versioni regionali di effettuare l’upgrade alla versione europea (44 Paesi).
Le mappe vengono gestite tramite la funzione MyMaps.

Le personalizzazioni possono essere compiute tramite diversi add-on, come ad esempio per avere gli avvisi sugli autovelox fissi e mobili (Mobile Safety Camera Live).
Per chi è già cliente di Navigon Mobile Navigator, l’aggiornamento è gratuito mentre per tutti gli altri l’applicazione verrà proposta in via promozionale (dal 17 al 30 novembre) al prezzo di 59,99 euro (invece di 89,99 euro) per la versione europea completa o di 49,99 euro invece di (74,99 euro) per la versione con 10 mappe europee.

L’abbonamento per l’aggiornamento delle mappe costa 14,99 euro (invece di 29,99 euro) per la versione regionale e 24,99 euro (invece di 49,99 euro) per quella europea.


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Le borse crollano. E’ il momento per investire sui nostri titoli di Stato


Le borse europee continuano a perdere punti però questo potrebbe essere il momento migliore per investire sui nostri titoli di Stato.

Se non si ha paura di un crack totale del paese, infatti, unico caso in cui lo Stato non onorerebbe il proprio debito, questo è un ottimo momento per investire in titoli poiché ora costano poco e rendono molto.

Questa situazione si è venuta a creare a causa del debito pubblico perché l’Italia, per finanziare i propri debiti verso gli altri paesi ha bisogno di liquidità e la può ottenere solo pagando di più gli investitori che credono nel rilancio dell’economia.

Ma vediamo più nel dettaglio la situazione caso per caso.

Trattando di Btp, in base a quella che è anche la personale propensione al rischio, si potrebbe arrivare a prendere in considerazione l’ipotesi di mettere nel proprio portafoglio titoli delle obbligazioni statali per un carico di circa il 15% della totalità di investimenti, secondo quanto consiglia anche Angelo Drusiani, gestore obbligazionario di Banca Albertini Syz.

Questo perché potrebbe esserci un ulteriore calo del loro valore che, in caso di non forte propensione al rischio e di scarsa disponibilità economica nel medio termine, potrebbe generare ulteriore panico nell’investitore medio; altrimenti, in caso di buona propensione al rischio e di buona disponibilità economica, una simile operazione potrebbe portare soddisfazioni in termini di guadagno visto che in ultima analisi un Btp rendeva il 7,2% e ci saranno diverse aste per Btp quinquennali a partire da lunedì 14 novembre.

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Il Bioparco ZOOM di Torino cresce con Savana e Madagascar


La crescita prevede la realizzazione degli habitat Madagascar e Savana. L’allestimento dei due nuovi habitat può essere compiuto grazie ad un investimento di 7 milioni di Euro da parte del gruppo Ersel.

Il Bioparco Zoom Torino. Di cosa si tratta? Di uno Zoo Immersivo alla Porte di Torino, in Cumbia. E’ il giardino zoologico che offre una full immersion nei vari habitat naturali delle specie animali. Tra le attrazioni che offre, c’è la possibilità di nuotare fianco a fianco con un pinguino. La missione di Zoom Torino è quella di far conoscere gli animali, sperimentando un viaggio all’interno dei loro habitat, attraverso l’esperienza diretta e l’educazione alla conservazione. Zoom Torino contribuisce internazionalmente alla difesa delle specie animali a rischio ed ai programmi di ricerca attraverso supporti ex-situ e partnership in-situ.

Ersel Investment Club, fondo di private equity gestito dal Gruppo Ersel, annuncia l’investimento di 7 milioni di Euro in Zoom Torino, giardino zoologico dal concept immersivo alle porte di Torino. L’operazione di aumento di capitale porterà Ersel Investment Club ad affiancare la famiglia Casetta ed il Fondo Nord Ovest, fondo di private equity gestito da Strategia Italia SGR (società del Gruppo Invitalia), entrato nella compagine sociale nel 2008.
Le risorse apportate da Ersel Investment Club andranno a completare l’offerta del parco con la costruzione di due nuovi habitat: Madagascar, che sarà aperto al pubblico da marzo 2012, e Savana, la cui inaugurazione è prevista l’anno successivo.

Zoom Torino è la società che sta completando la realizzazione di un bioparco basato sulla concezione di “zoo immersivo” di ultima generazione, in linea con l’evoluzione dei bioparchi nei principali paesi europei. ZOOM fa parte dell’EAZA (European Association of Zoos & Acquaria), l’associazione che raduna le migliori strutture zoologiche europee.

In Europa sono stimati in 140mln i visitatori di zoo e acquari ogni anno, ovvero circa il 20% della popolazione (fonte EAZA). L’Italia presenta un numero di strutture e di visite inferiore di oltre 4 volte.
Il parco si trova a Cumiana (provincia di Torino) ed è raggiungibile in 10 minuti dall’uscita della tangenziale di Torino, sull’autostrada Torino-Pinerolo. Dal 2009, data di avvio della propria attività, Zoom evidenzia una crescita significativa e costante nel numero di visitatori, confermando la bontà dell’iniziativa.

Gli zoo immersivi coniugano aspetti ludici, educativi e scientifici, offrendo ai visitatori un coinvolgimento sensoriale con il luogo e gli animali e assicurando al contempo il benessere degli animali ospitati, provenienti esclusivamente dalla cattività (gli animali a rischio d’estinzione vengono affidati da altri zoo EAZA senza corrispettivo economico e seguono programmi di riproduzione controllata finalizzati ai programmi conservazione in situ).
Ad oggi le aree del parco aperte al pubblico ospitano numerosi animali, tra i quali pinguini, gibboni, rapaci, tigri e suricati. Gli animali vengono ospitati in aree che ricreano fedelmente i loro habitat d’origine, garantendo così il benessere all’animale e un’esperienza innovativa ed emozionante al visitatore. Inoltre in estate è aperta Bolder Beach, una piscina dotata di una spiaggia di sabbia bianca, replica della famosa baia sudafricana, che permette di vivere un’esperienza unica, nuotando a fianco dei pinguini.

Secondo Mauro Castellano, Direttore di Ersel Investment Club,

«si riscontra una sempre crescente attenzione da parte delle famiglie italiane, così come già avvenuto nel resto dell’Europa, al tema dell’Edutainment (Educational Entertainment), ovvero al divertimento “costruttivo”, all’imparare mentre ci si diverte. La situazione macroeconomica porterà ad una preferenza per escursioni a Km zero, avvantaggiando così i parchi regionali. Inoltre la totale assenza di zoo immersivi sul territorio italiano, combinata alle buone performance degli operatori del segmento faunistico, creano un gap interessante per nuovi player come ZoomTorino».

Secondo Gian Luigi Casetta, Amministratore Delegato di Zoom Torino,

«grazie all’ingresso del Fondo Ersel Investment Club e alla realizzazione dei nuovi investimenti, sarà possibile rafforzare l’offerta zoologica del bioparco posizionandolo tra le strutture più innovative e moderne in Italia, secondo gli standard di riferimento delle migliori strutture zoologiche europee. In tal modo sarà possibile comunicare efficacemente il bioparco anche al di fuori di Torino e provincia completando il bacino di riferimento del nord-ovest italiano che è composto dal oltre 10 milioni di residenti. Grazie ai nuovi investimenti sarà inoltre possibile dare continuità alle attività scientifiche ed ai programmi di conservazione già avviati da Zoom. La costruzione del Madagascar darà seguito alla convenzione in essere con il Museo di Scienze Naturali Regionale e del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Torino che prevede lo sviluppo di programmi di formazione specialistici ed il rafforzamento dei programmi di conservazione in-situ per le rispettive istituzioni».

Secondo Massimo Mondini, Direttore Generale di Strategia Italia,

«siamo molto soddisfatti dell’ingresso di Ersel nella compagine di Zoom a dimostrazione della validità del progetto in cui abbiamo investito sin dalla sua fase di avviamento, coerentemente con la nostra missione di sostegno allo sviluppo delle piccole e medie imprese piemontesi».

Photo Credits & Info | zoomtorino.it



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Oh! mio Bio …


Stasera a Torino il biologico compie 20 anni. Lo fa dopo che Mercoledì  alle 10 ha tenuto un presidio a Torino in Via Alfieri 15 davanti al Consiglio Regionale per invocare il “Principio di Precauzione” affinchè la Regione Piemonte prenda la decisione di vietare l’impiego dei neonicotinoidi, killer delle api, e si faccia promotrice presso i Ministeri competenti affinchè tale divieto sia esteso a tutto il territorio italiano.
Festeggia con una cena che è un segnale di vitalità, nella regione dove Aiab si sta ricostruendo dal basso.

Con 9 milioni di ettari, oltre 200.000 operatori certificati il biologico vale 20 miliardi di euro in Europa e più di 3 nella sola Italia.

20 anni! Tanti ne festeggia il biologico europeo. Sono infatti passati ben 20 anni dal 22 luglio 1991, quando venne pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento CEE 2092/91 Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologicodi prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari che, primo al mondo, disciplinava il biologico: descriveva il metodo, dava le regole per l’etichettatura dei prodotti e le modalità di certificazionea garanzia di tutto il sistema. Assolutamente pioniere di tutti gli schemi di qualità che successivamente l’Unione Europea avrebbe redatto. Siamo ancora l’unico Regolamento che rispetto ad una attività economica classica, la produzione primaria, obbliga l’operatore ad anteporre il beneficio dell’ambiente e della collettività a quello del profitto di impresa. Con 20 anni di storia alle spalle, oltre 9 milioni di ettari convertiti al metodo biologico ed oltre 200.000 operatori certificati nel mondo, il biologico è un settore che vale circa 20 miliardi di euro in Europa e più di 3 con oltre 130.00 occupati nella sola Italia.Numeri che dimostrano la fattibilità economica della produzione biologica e sono confermati anche dalla maggiore redditività raggiunta in agricoltura dalle aziende bio. Proprio le aziendebiologiche, prima di tutti, hanno creduto nella multifunzionalità, prima di tutti si sono inventate nuovi modelli di distribuzioni che le rendessero più indipendenti da una filiera tradizionale che ha concentrato tutto il reddito nella parte distributiva. Il biologico è una storia di successo, nonostante i continui colpi bassi (vedi ultima attacco su E.coli) e l’abbandono di attenzione delle politiche pubbliche che in questi ultimi anni hanno lasciato il biologico a se stesso.

L’innegabile successo dato dai milioni di cittadini europei che quotidianamente consumano prodotti biologici senza distinzione di censo (il bio si trova ovunque e per tutte le tasche) non deve far credere che il solo mercato possa retribuire gli sforzi incredibili che gli operatori del bio si stanno sobbarcando per salvaguardare la biodiversità, la fertilità dei suoli, il paesaggio e nello stesso tempo garantire la più alta sicurezza alimentare. È venuto il momento di una profonda rivisitazione delle politiche per dare il giusto riconoscimento a queste persone che lavorano principalmente per la collettività. È anche il momento di rivedere completamente il sistema di certificazioneche è nato per un settore piccolo fatto da pochi attori, ma che non ha avuto la capacità di aggiornarsi per rispondere alle sfide che vengono dalle importazioni extra UE sempre più massicce e di trovare risposte adeguate alle richieste delle agricolture europee (dalle micro aziende in vendita diretta alla certificazione di interi territori).

Il biologico è un agente di cambiamento che interroga e spinge la società a trovare modelli di produzione sempre più sostenibili ed eticamente orientati, ma cambia e si evolve lui stesso perché, per noi, la ricerca di nuove frontiera di sostenibilità ed di modelli organizzativi è il nostro pane quotidiano.

il comunicato stampa sulle iniziative dei 20 anni

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L’Europa attende gli stress test mentre si parla di Irlanda e Italia


L’ultimo rapporto della Commissione europea, del Fondo monetario internazionale FMI e della Banca centrale europea ha detto che tutti gli obiettivi nel programma di austerità del governo irlandese sono stati finora raggiunti. Si torna dunque a parlare di Irlanda e della decisione, da parte dell’agenzia di rating Moody, di effettuare un downgrade del debito sovrano dell’Irlanda a junk.

Ajai Chopra, del Fondo monetario internazionale, ha visitato Dublino e ha sottolineato che in passato, in tempi di boom, che l’Irlanda ha vissuto negli anni novanta e all’inizio del decennio scorso, le agenzie di rating del credito sono state spesso colpevoli semplicemente di una sottostima del rischio. Ora invece c’è il rischio di una sovrastima dello stesso.

A Roma, intanto, il Senato è andato avanti con l’approvazione del pacchetto di tre anni destinato ad eliminare i disavanzi di bilancio dell’Italia entro il 2014, combinando tagli e misure per incrementare le entrate, per un totale di 45 miliardi di euro. Il piano dovrebbe ottenere il via libera prima del fine settimana, cosa che tutti sperano, dato che prima ciò accade e prima la situazione potrà essere ristabilitaà.

I mercati finanziari intanto sono in attesa della pubblicazione dei risultati dello stress test sulle banche in Europa. L’obiettivo è valutare la loro forza nel caso in cui dovessero subire una nuova crisi. L’Autorità bancaria europea ha effettuato delle valutazioni su un totale di 91 istituzioni bancarie al fine di valutare la resistenza delle banche europee a dei forti colpi, che non è purtroppo possibile escludere in futuro, dato che si tratta di una situazione di emergenza, quella nella quale stiamo vivendo.

Si teme che se i risultati dovessero mostrare che molte delle banche della zona euro stanno tenendo dei livelli pericolosamente bassi di capitale, il mercato possa esserne ulteriormente turbato e gli investitori, già nervosi, potrebbero decidere di vendere ancora di più l’euro.

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