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New iPad Vs Asus Trasformer Pad Infinity 700: Quale è il migliore?


Da poco vi è stata l’uscita del nuovo tablet di Apple dove ha fatto clamore l’affermazione fatta alla sua presentazione circa la sua GPU che secondo “Cupertino” sarebbe 3 volte superiore al Tegra 3, è vero? Ma quali sono le altre caratteristiche?

Bene per fare dei confronti dobbiamo fare delle riflessioni circa i vari componenti dei due tablet andando ad analizzare quindi le varie voci tecniche senza entrare nel dettaglio ma riflettendo sulle funzionalità che ad esse sono collegate.

CPU:

Bisogna innanzi tutto capire che, anche se Apple ha fatto una grandiosa strategia di marketing puntando sulla sua nuova GPU, e quindi massimizzando l’aspetto 3D del tablet con una grafica fantastica, la CPU non è stata cambiata ed il processore quindi, un Cortez A9 dual-core da 1Ghz è lo stesso dell’iPad 2 ed in pratica le prestazioni riguardanti la navigazione e molte delle funzionalità dipendono da essa che in buona sostanza rimangono uguali, discorso inverso per l’Asus che riesce a sorpassare con il suo Cortex A9 Quad -core da 1,6 GHz le prestazioni di oltre il 60%.

GPU:

è indubbio l’aspetto grafico viene vinto da New iPad e come si può vedere in questo benchmark fatto da LapTopMag si evince che Apple ha veramente puntato molto su questo aspetto riuscendo ad ottenere risultati incredibili con il suo A5x rispetto al Tegra 3.
Confermano quindi le affermazioni fatte alla presentazione e battendo di circa quattro volte la GPU più potente disponibile adesso per un tablet.

Display:

Il Retina display quindi ha una risoluzione più alta del suo rivale Android,siamo ai 2048×1536 contro i 1920×1200, e rende quindi in maniera più nitida ed incredibilmente chiara tutte le applicazioni, ma attenzione, solo le applicazioni che supportando questa risoluzione infatti se guarderete un film per esempio questo non aiuterà una maggiore risoluzione ma si fermerà a quella standard 1080p rendendo inutile quindi l’incredibile risoluzione dello schermo di New iPad.

Fotocamera :

Sia per la fotocamera principale sia per quella anteriore l’Asus vince infatti stiamo a 8Mpx contro i 5Mpx per la posteriore e 2 Mpx contro 0.3 MPx per la frontale.

Batteria:

Ecco per la batteria bisogna fare una riflessione Apple infatti ha aumentato la capacità della sua batteria passando dai 25Wha ai 45Wha ottenendo però circa gli stessi risultati di iPad 2 ad uso continuo, questo dovuto al fatto di dover sopperire alle nuove capacità come il Retina display ed il nuovo A5x e quindi rendendo vano il maggior peso ottenuto (50 grammi in più) e lo spessore leggermente aumentato (6mm) rispetto ad iPad 2.

Discorso contrario per Asus che invece ha voluto puntare su una ottimizzazione del suo prodotto guardando però allo spreco energetico e non alla grandezza della batteria questo fa si che anche dopo 30 minuti di visione di un film non vi stancherete di tener in mano il Pad Trasformer che pesa più di 70 grammi in meno del New iPad.

In conclusione avete capito come se pur entrambi validi, i tablet mostrano delle differenze che possono convincere o meno gli acquirenti, a mio avviso se dovessi comprare un tablet tra i due sicuramente mi orienterei verso Asus, perché il mio bisogno è quello di avere un dispositivo che abbia ottime funzionalità in tutti i suoi applicativi senza scordare poi la possibilità di avere oltre che un tablet anche un Laptop a disposizione e quindi utilizzarlo come un vero e proprio computer, ma sono sicuro che per molti sarà il contrario.

Post Originale: New iPad Vs Asus Trasformer Pad Infinity 700: Quale è il migliore? su http://www.CellularMagazine.it


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Parola d’ordine salvare i risparmi


La situazione economica non è per nulla rassicurante. Sembra che oggi nulla possa dare sicurezza. Ma è bene non farsi prendere dal panico, e valutare con lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i nostri risparmi.

Le borse stanno attraversando momenti difficili se non addirittura di panico. I titoli di stato sono in costante ribasso ed ora crescono anche i dubbi sulla sicurezza dei conti deposito.

Quello che ci aspetta è difficile saperlo, l’importante è non farsi prendere dal panico e valutare con estrema lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i risparmi dalla crisi finanziaria che ci sta attanagliando.

Cerchiamo di ragionare, fare un punto sulla situazione e valutare i diversi mercati in modo da affrontare la crisi nel modo migliore.

I conti deposito
Nonostante ci sia un panico generalizzato che spinge tutti a diffidare di tutto, i conti deposito restano una forma di investimento sicuro. Anzitutto perché sebbene le banche siano sotto pressione a causa del ribasso dei titoli di stato che svaluta il valore dei loro attivi, esse non sono in una situazione di insolvenza. Inoltre gli istituti che offrono i depositi online sono aziende che erogano mutui ai privati (Che Banca e ING Direct), oppure che hanno prodotti del risparmio gestito cui cercheranno di fare confluire i soldi raccolti con i conti deposito (Mediolanum e ING) o, ancora, erogano prestiti ai dipendenti con la cessione del quinto dello stipendio (IBL).

I conti deposito non sebbene non ci possano essere certezze assolute, possiamo dire che le politiche di investimento attraverso i conti online sono molto prudenti.
Un’altro fattore che può darci fiducia è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che garantisce i conti fino ad un capitale di 100.000 euro. Date queste premesse ritengo che i conti deposito siano una soluzione sicura per investire i risparmi e  chi ha i suoi soldi investiti in questi strumenti può dormire sonni tranquilli.

I titoli di stato
La situazione dei titoli di stato è molto particolare. Da un lato, visto l’andamento negativo si suggerisce la vendita, dall’altra la garanzia del capitale a scadenza e l’improbabile fallimento del nostro Governo

Le azioni
I principali mercati azionari stanno passando momenti difficili ed ora segnano un trend negativo, ma cosa bisognerebbero fare?
Ora come ora è bene attendere e non vendere, perché il rischio che si corre è quello di disinvestire nella fase terminale di un trend ribassista con danni notevoli sui propri investimenti.

Per concludere, ti consigliamo di valutare bene il tuo prossimo investimento e di fare sempre scelte accurate sopratutto ora e per il futuro economico che ci aspetta.
Fonte: abcrisparmio.it

 Parola dordine salvare i risparmi

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Dove investire in modo sicuro


La situazione economica in Italia non è delle migliori. Le borse continuano a scendere, i titoli di stato sono in costante ribasso e crescono anche i dubbi sulla tenuta dei conti deposito. Ma è bene non farsi prendere dal panico e valutare con estrema lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i nostri risparmi dalla crisi finanziaria che ci sta attanagliando.

Riassumiamo in modo schematico il punto della situazione sui diversi mercati in modo da affrontare la crisi nel modo migliore.

I conti deposito
Nonostante ci sia un panico generalizzato che spinge tutti a diffidare di tutto, i conti deposito restano una forma di investimento sicuro. Anzitutto perché sebbene le banche siano sotto pressione a causa del ribasso dei titoli di stato che svaluta il valore dei loro attivi, esse non sono in una situazione di insolvenza. Inoltre gli istituti che offrono i depositi on line sono aziende che erogano mutui ai privati, oppure che hanno prodotti del risparmio gestito cui cercheranno di fare confluire i soldi raccolti con i conti deposito o, ancora, erogano prestiti ai dipendenti con la cessione del quinto dello stipendio.

Sebbene non ci possano essere certezze assolute, possiamo dire che le politiche di investimento delle banche che raccolgono i nostri risparmi attraverso i conti on line sono molto prudenti.

In seconda battuta esiste il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi FITD il cui funzionamento è stato rivisto con decreto legislativo 24 marzo 2011 nro 49. Se questa norma ha ridotto il limite che il fondo garantisce da 103 a 100.000 euro, dall’altra ha accorciato i tempi di rimborso del credito. Ora il fondo ha 20 giorni lavorativi di tempo per rimborsare il depositante e questo termine potrà essere prorogato al massimo di altri 10 da parte di Bankitalia. Date queste premesse ritengo che i conti deposito siano una soluzione sicura per investire i propri risparmi. Chi non ne ha uno lo può aprire senza problemi, chi ha i suoi soldi investiti in questi strumenti può dormire sonni tranquilli.

I titoli di stato
La situazione dei titoli di stato è molto particolare. Da un lato il trend negativo suggerirebbe l’uscita dalle posizioni, dall’altra la garanzia del capitale a scadenza, implicano le seguenti considerazioni:

1) chi ha titoli di stato farà bene a non venderli;
2) chi non ne ha può attendere prima di comprarne. In ogni caso è bene limitare la durata residua dei titoli a 7 anni, così da ridurre la violenza delle oscillazioni di prezzo.

Le azioni
I principali mercati azionari sono in trend negativo.

Chi ha azioni in portafoglio che cosa può fare?
Ora come ora è bene attendere e non vendere, perché il rischio che si corre è quello di disinvestire nella fase terminale di un trend ribassista con danni notevoli sui propri investimenti.
Fonte: abcrisparmio.it

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Tributo a Steve. Chi era e cosa ci ha lasciato – Riflessione


Alle volte sembra difficile trovare le parole giuste per poter meglio rappresentare, descrivere e far conoscere agli altri una persona che ha lasciato in noi un segno indelebile nella sua vita e, stranamente, ma non così tanto come possa apparire, oggi questo mi succede con una persona che non conosco personalmente e che si chiama Steve Jobs, un genio che lascia nella vita di tutti noi tantissime tracce della sua esistenza, rappresentate dalle molteplici e grandi invenzioni su cui mai si è finito di parlare e scrivere e mai si finirà di farlo grazie all’utilizzo pratico e quotidiano di esse.

Pensando a Steve mi vengono in mente principalmente una frase e una riflessione che oggi sembrano calzare a pennello sulla sua figura e sul destino dei grandi personaggi come lui. La prima che mi è venuta in mente è la celebre frase di Moravia al funerale di Pier Paolo Pasolini: “Di poeti ne nascono uno ogni 100 anni“. Ebbene, anche se Steve non è certamente un poeta, è possibile “riadattare” questa famosa citazione ai giorni d’oggi e affermare che di geni della sua portata ce ne vengono regalati talmente raramente che quando abbiamo la fortuna di vivere nello stesso periodo storico è necessario imparare tanto da loro, e lui in questo è stato davvero un maestro formidabile che ci ha insegnato molto a partire dalla sua vita e, subito dopo, da ciò che ci ha lasciato in eredità. Basterebbe infatti leggere la sua biografia sin dall’inizio (cioè dal momento in cui Steve era solo un neonato in cerca di adozione) per avere la sensazione di trovarci di fronte a una trama di un film e per farci comprendere fino in fondo la caparbietà e la fatica che lui ha ha dovuto mettere per arrivare a realizzare quelli che erano all’apparenza solo sogni e visioni e che poi, con il tempo, sono diventate delle vere e proprie invenzioni che tutti noi oggi utilizziamo e di cui non possiamo farne a meno. E (triste casualità!) è proprio grazie a queste sue creazioni che questa mattina sono venuto a conoscenza della sua scomparsa ed è grazie ad esse che ora posso scrivere questo articolo. Questi oggetti, oggi divenuti di uso quotidiano, sono ora qui accanto a me e sono due strumenti di lavoro o divertimento creati dalla sua stessa inventiva e da cui oggi milioni di persone che li possiedono non possono prescindere: il MacBook e l’iPhone, rivoluzioni silenziose che, assieme a tante altre, in punta di piedi, sono entrate nella nostra vita e difficilmente ne usciranno presto.

La mia altra personale riflessione, invece, riguarda il fatto stesso della brevità della vita che ha contraddistinto tutte le più grandi personalità in qualsiasi secolo della storia. Questo purtroppo è stato, fin dalle notte dei tempi, l’infausto destino di coloro che hanno cercato di cambiare la storia e rivoluzionare il mondo attraverso le loro idee. Lo stesso Steve era conscio di questo come dimostra l’indimenticabile discorso tenuto a Stanford nel 2005 davanti ad una platea gremita di universitari in cui ripercorre tutta la sua vita sin dalla nascita, partendo dal desiderio dei suoi genitori naturali di affidarlo ad una famiglia di laureati perché potessero mantenerlo agli studi e fargli frequentare il college abbandonato solo dopo pochi mesi per poter seguire solamente i corsi che più gli interessassero come quello di calligrafia che, per sua stessa ammissione, sembrava all’epoca del tutto inutile rivelandosi però, in seguito, la scelta migliore della sua vita, come da lui stesso affermato, in quanto gli permise, dieci anni dopo, di creare il primo Macintosh, il primo computer dotato di capacità tipografiche evolute da cui poi fecero seguito tutte le altre memorabili sue creazioni. È significante e ammirevole allo stesso tempo, inoltre, il fatto che Steve già sei anni prima della sua morte sapesse, in un certo senso, che il male contro cui stava combattendo lo avrebbe un giorno portato via e che, ciononostante, abbia portato fino all’ultimo avanti il suo sogno: la Apple, azienda nata in un garage di Cupertino e divenuta poi una delle maggiori al mondo nonché il brand più conosciuto nel pianeta. Egli infatti sapeva già all’epoca che il tempo sarebbe stato breve e inesorabile come ricorda la frase di congedo al pubblico di Stanford: “Stay Hungry. Stay Foolish’, siate affamati, siate folli.” Questo è stato il suo messaggio di congedo attraverso il quale invitava tutti noi a non inseguire le convenzioni ma a portare avanti le proprie idee, ed è forse proprio questa sua filosofia di vita che lo renderà per sempre indimenticabile nel cuore di tutti noi e anche ai non appassionati di tecnologia. Con questa breve riflessione ho cercato di “annodare i puntini della sua vita” come dice lui stesso nell’introduzione al discorso di Stanford e, sperando di essere almeno riuscito a trasmettervi ciò che mi ha lasciato, vi ripropongo integralmente questo celebre discorso in video nonché la versione testuale dello stesso tradotta in italiano.

Augurandovi di essere affamati e folli, abbraccio idealmente tutti i familiari di Steve in questo momento di grande sconforto e tristezza.

Ciao Steve!

 

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