Tag Archive | "ente"

Forme di investimento sicure (parte 3 di 3)


Investimenti a lungo termine sicuri e con pochissimi rischi I Titoli di Stato sono simili alle Obbligazioni con la differenza che anziché essere emessi da società private, vengono emessi dallo Stato che li vende ai risparmiatori per finanziare il proprio debito pubblico. Sono senza dubbio la forma di investimento più sicura per il risparmiatore in quanto c’è sempre lo Stato alle spalle che garantisce sulla buona riuscita dell’investimento e sulla più che certa restituzione del capitale investito.

I Titoli di Stato più importanti e comuni sono: i Bot, i Btp e i Cct.

I Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli a zero coupon e possono avere scadenze variabili dai 3 ai 12 mesi. Sono i titoli più sicuri per l’investitore che, alla scadenza del contratto, si vedrà restituito il proprio capitale accresciuto di una quota di interessi.
I Btp (Buoni del Tesoro Poliennali) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine con scadenze che vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 30 anni. Il tasso di interesse che viene corrisposto per questi titoli è sempre fisso e viene stabilito anticipatamente, cioè nel momento in cui vengono messi sul mercato. Data la lunga durata di questo tipo di contratti, gli interessi vengono corrisposti all’investitore tramite cedole semestrali. Alla scadenza del contratto l’investitore si vedrà restituita la somma corrispondente al valore nominale del titolo stesso. Il rischio per l’investitore, anche in questo caso, è praticamente inesistente.
Anche i Cct (Certificati di Credito del Tesoro) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine (5, 6, 7 o 10 anni). Questi titoli garantiscono al risparmiatore una cedola semestrale il cui importo però è variabile e indicizzato rispetto all’andamento sul mercato dei Bot. Il rischio comportato da questi titoli per l’investitore è basso e legato solo all’eventuale andamento negativo dei Bot sul mercato, eventualità nella quale l’investitore riceverebbe interessi più bassi al momento della riscossione della cedola semestrale. Tutti i titoli di stato hanno il vantaggio di poter essere negoziati sul mercato prima della loro scadenza.

Altra forma di investimento piuttosto sicura per il risparmiatore è rappresentata dalla Previdenza Integrativa. Questa forma di investimento si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e consiste in strumenti di investimento gestiti dagli enti previdenziali. La loro finalità è quella di integrare con somme aggiuntive le prestazioni pensionistiche obbligatorie. Questi strumenti possono essere i Fondi Pensione o i Pip (Piani Individuali Pensionistici). I fondi pensione a loro volta si dividono in Fondi Negoziali e Fondi Aperti.
I Fondi Negoziali scaturiscono da accordi tra enti previdenziali e associazioni sindacali di determinate categorie di lavoratori e vengono gestiti da banche o assicurazioni.
I Fondi Aperti invece vengono emessi direttamente dalle banche, dalle assicurazioni o dalle società di intermediazione e quindi non sono ad esclusivo uso di determinate categorie di lavoratori ma possono essere usati anche da lavoratori autonomi.
Quello che questi fondi fanno concretamente è raccogliere i contributi dei lavoratori e investirli in modo da renderli più remunerativi. Gli investimenti di questi contributi possono essere diretti all’acquisto di azioni (e questo è il caso che comporta una più alta rimuneratività ma anche un più alto rischio), all’acquisto di azioni e obbligazioni (con rischio più basso) oppure all’acquisto di sole obbligazioni (caso meno rischioso ma anche meno remunerativo).
La scelta del comparto di investimento al quale destinare i propri soldi non è obbligatoriamente fisso nel tempo ma, in qualsiasi momento l’investitore può decidere di cambiarlo. Quando il lavoratore finisce il proprio periodo di contribuzione perché ha raggiunto l’età pensionabile, riceverà dall’ente previdenziale la rendita che i propri contributi hanno accumulato nel corso del tempo in cui i suoi contributi sono stati investiti nei fondi pensione. La legge stabilisce che almeno il 50% dell’ammontare dei guadagni deve essere corrisposto sotto forma di rendita periodica mentre la restante parte può essere versata in un’unica soluzione.
I Pip, infine, rappresentano una vera e propria polizza assicurativa sulla vita.



Continua la lettura dell’articolo su Investimenti Online

Posted in FinansolComments (0)

La Grecia e la ristrutturazione del debito


La ristrutturazione del debito è un processo che permette ad una società privata o pubblica, oppure a un ente sovrano, di affrontare i suoi problemi di liquidità e le sue difficoltà finanziarie riducendo e rinegoziando i debiti, al fine di migliorare o di ripristinare la liquidità, in modo da poter continuare con le proprie attività.

Parlando in termini aziendali, una ristrutturazione del debito è di solito meno costosa rispetto al fallimento. I principali costi associati ad una ristrutturazione del debito sono il tempo e lo sforzo di negoziare con le banche, con i creditori, con i fornitori e con le autorità fiscali.

Spesso oggi si parla di ristrutturazione del debito della Grecia, ma come stanno in realtà le cose? La Grecia dice di non avere in programma una ristrutturazione del debito. Secondo le parole del ministro delle Finanze greco George Papaconstantinou, “la ristrutturazione non è un problema di cui stiamo discutendo, dato che il costo per farlo sarebbe maggiore rispetto a rimborsare i finanziatori”.

Al contrario, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che se la Grecia fallirà il controllo a giugno, dovranno essere prese ulteriori misure. Inoltre il vice Ministro degli Esteri tedesco Werner Hoyer ha detto che la ristrutturazione del debito greco non sarebbe un disastro.

Il costo per assicurare il debito del governo greco è salito dallo scorso 15 aprile, arrivando al massimo storico. Parlando in termini di percentuali, gli investitori vedono una probabilità di circa il 63 per cento che la nazione debba ristrutturare il suo debito entro cinque anni.

La ristrutturazione potrebbe creare delle perdite al sistema bancario globale, soprattutto in Europa. Dunque i mercati sono giustamente nervosi in merito a questo.

Vedremo nel corso delle prossime settimane che cosa si deciderà in merito a tale ristrutturazione e se ci saranno pressioni, sulla Grecia, anche da parte di altri paesi.

 

Continua la lettura dell’articolo a questo indirizzo

Posted in Tutto ForexComments (0)

95 queries in 0,494 seconds.