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Come scegliere l’assicurazioni casa piu’ adatta


La casa è uno dei nostri beni principali. Sono numerosi i sacrifici che la maggior parte delle persone devono fare per poterla acquistare.

Ma dopo tanta fatica, come fare per proteggerla dai rischi, dagli imprevisti, dalle calamità naturali.
Effettuare gli scongiuri del caso non basta, meglio rivolgersi ad una assicurazione che copra l’abitazione e ci faccia dormire sonni tranquilli.

Nel caso si abbia acquistato casa sottoscrivendo un mutuo, le assicurazioni da prendere in considerazione sono soprattutto due; una che copre la casa dai rischi di incendio e scoppio dell’abitazione e un’altra, la cosiddetta Cpi (ovvero Credit Protection Insurance), che si occuperà del pagamento delle rate del prestito in caso di eventi negativi legati alla sfera lavorativa (perdita temporanea o definitiva del lavoro) o di salute.

Se si è sottoscritto un mutuo, l’assicurazione contro l’incendio è obbligatoria.
L’istituto di credito presso il quale è sottoscritto il mutuo la rilascia ad un prezzo irrisorio, ma che può risultare più cospicuo nel caso in cui la banca ne chieda il versamento in un’unica soluzione.
Diversa è la cifra da spendere nel caso della Credit Potection Insurance che pero è facoltativa.

Una ulteriore polizza molto usata da chi ha sottoscritto un mutuo è quella della assicurazione fideiussoria.
Questo caso vede l’intervento di un terzo soggetto nel caso in cui il valore dell’immobile dato in garanzia abbia un valore superiore all’80% rispetto al volume del finanziamento: la compagnia si farà carico della parte eccedente.
Si tratta di una pratica molto diffusa, scelta da 4 clienti su 5, ma anche molto onerosa che finisce per pesare sull’ammontare del mutuo.
Fonte: mutuonews.it

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Arriva la stangata sulle pensioni d’oro


Parte da lunedì prossimo, primo agosto il contributo previsto dalla manovra a carico delle cosiddette ‘pensioni d’oro, cioè quelle di molto superiori al minimo Inps (circa 470 euro mensili).

Si tratta di un contributo di solidarietà che durerà fino al al 2014 per le pensioni superiori ai 90 mila euro annui.
Il contributo ammonta al 5% per la parte eccedente i 90.000 euro, e del 10% per la parte eccedente i 150.000 euro.

Ecco come funziona il contributo:
– SOPRA I 90.000 EURO: Il contributo è dovuto per gli importi che superino i 90.000 euro lordi annui e fino a 150.000 euro, il contributo è pari al 5% della parte eccedente il predetto importo; per la parte eccedente i 150.000 euro pari al 10%.
– ASSEGNO COMUNQUE A QUOTA 90.000: In ogni caso, a seguito della riduzione il trattamento pensionistico complessivo non può essere inferiore a 90.000 euro lordi annui.
– CONTRIBUTO FINO AL 2014: La norma si applica a decorrere dal 1ø agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014.
– A CHE SERVE: La disposizione e« motivata dalla »eccezionalità della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica«, cioè il pareggio di bilancio nel 2014.
– NON È LA PRIMA VOLTA: Non è la prima volta che un governo ‘toccà le pensioni più alte. lo stesso successe con la Finanziaria 2003 (-3%); 2004 (-4%) e nel 2006-15% sul Tfr superiore a 1,5 milioni).
– INCAPPANO ANCHE ALCUNE ‘INTEGRATIVÈ: La norma stabilisce che concorrono anche i trattamenti erogati da forme pensionistiche che garantiscono prestazioni definite in aggiunta o ad integrazione del trattamento pensionistico obbligatorio. In pratica, si tratta del personale della Banca d’Italia, dell’Uic, degli enti pubblici creditizi, delle regioni, del cosiddetto parastato, del personale addetto alle imposte di consumo, delle aziende del gas, delle esattorie e delle ricevitorie.
– APPLICAZIONE: Ai fini applicativi, si prevede che la trattenuta relativa al contributo viene applicata, in via preventiva e salvo conguaglio, a conclusione dell’anno di riferimento, all’atto della corresponsione di ciascun rateo mensile. Inoltre, viene preso a riferimento il trattamento pensionistico complessivo lordo per l’anno considerato.
– A CHI VA IL CONTRIBUTO: Si prevede che le somme trattenute dagli enti vengono versate all’entrata del bilancio dello Stato, entro il quindicesimo giorno dalla data di erogazione del trattamento su cui è effettuata la trattenuta.
Fonte: leggo.it

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