Tag Archive | "decreto"

Bonus ristrutturazioni 36% senza obbligo di comunicazione


bonus ristrutturazioni 36 senza obbligo comunicazione.jpg

La detrazione prevista sulle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, il cosiddetto “bonus 36%”, è fruibile anche senza averne dato comunicazione al Centro operativo di Pescara. A farlo presente in una Circolare è stata l’Agenzia delle Entrate nel ricordare al riguardo come tale obbligo sia stato soppresso dal 2011 a seguito dell’approvazione di un Decreto, il DL 70/2011 detto “Decreto Sviluppo“. Quindi, per i lavori di ristrutturazione iniziati nel 2011 il bonus 36% è fruibile senza comunicazione a patto però che i dati richiesti il contribuente li indichi nel modello di dichiarazione dei redditi, Unico oppure il modello 730.

Continua a leggere Bonus ristrutturazioni 36% senza obbligo di comunicazione…

Commenta »


Continua la lettura dell’articolo su Tutto Forex

Posted in Blog o SfereComments (0)

Conto corrente pensionati: gratis o a pagamento?


conto corrente pensionati gratis pagamento.jpg

C’è grande incertezza sulla misura del Decreto Liberalizzazioni che fissa la gratuità dei conti correnti bancari a favore di quei pensionati fino a 1.500 euro che hanno bisogno di vedersela accreditata via Iban dopo che sopra i 1.000 euro le prestazioni pensionistiche non si possono più riscuotere in contanti. Aspettando l’approvazione definitiva del Decreto in Aula, infatti, la misura a favore dei pensionati è in forse nonostante il nuovo limite della tracciabilità del contante non lasci spazio ad altre soluzioni. Considerando che la crisi è tutt’altro che alle spalle, secondo il Movimento Consumatori la scelta dei conti correnti gratis per i pensionati è doverosa visto che, a fronte dell’obbligo di apertura di un conto per riscuotere la pensione, non si possono chiedere ai cittadini altri oneri da sostenere.

Continua a leggere Conto corrente pensionati: gratis o a pagamento?…

Commenta »


Continua la lettura dell’articolo su Tutto Forex

Posted in Blog o SfereComments (0)

Disdetta Assicurazione, Polizze ed Rc Auto


Per un motivo o per un altro, sapere qual è l’iter per disdire la nostra assicurazione auto può essere un buon aiuto e Dove Investire assicurazioni ha pensato bene d’informarvi a riguardo. Solitamente, i contratti assicurativi automobilistici vengono stretti a scadenza annuali. La disdetta rc auto, quindi, può essere inoltra non appena trascorso questo periodo di tempo o quando arriviamo in prossimità di questa scadenza – è sempre meglio muoversi in anticipo.

Quest’ultima opzione è la più interessante. Il nostro consiglio, infatti, è di contattare o farsi contattare – i call center, in certi casi, sono una vera manna! – e dire apertamente di essere un cliente di tale assicurazione e di voler valutare un cambio.

Cercate quindi non sembrare troppi decisi a trovare un’alternativa – avrete meno potere contrattuale. Fate capire, insomma, di essere abbastanza soddisfatti della vostra agenzia assicurativa, ma di voler valutare altre opzioni.

Clausole e scadenza per la disdetta
I casi che abbiamo citato, si riferiscono all’eventualità in cui le tariffe dell’assicurazione auto siano aumentate più che proporzionalmente rispetto al tasso d’inflazione. Dal 2007, invece, grazie all’entrata in vigore del decreto Bersani – sì, l’attuale segretario del Partito Democratico – è possibile disdettare la polizza con un preavviso di 15 giorni sulla data di scadenza qualora il contratto in essere abbia la clausola del tacito rinnovo.

Una postilla, quest’ultima, di solito nascosta nelle pieghe del contratto e che ne prevede il rinnovo automaticamente. Diverse assicurazione, diciamo pure quasi tutte, hanno, nei loro contratti, questa postilla. A meno che la vostra non sia un’assicurazione online! In questo caso state tranquilli. Basta non rinnovare e siamo a posto. Niente più assicurazione.

 Disdetta Assicurazione, Polizze ed Rc Auto

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

Come risparmiare sulle assicurazioni auto e moto


L’introduzione del decreto Bersani sulle assicurazioni auto e moto ci sono hanno portato dei benefici verso i consumatori. Per chi ancora non è ha conoscenza di questi vantaggi, vediamoli nel dettaglio.

Il Decreto Bersani ha lo scopo di tutelare i consumatori, promuovere la concorrenza e snellire le procedure burocratiche.

Per quanto riguarda l’assicurazione auto e moto, consente di trasferire la classe di merito da un parente stretto, ma solo nei seguenti casi:

  • possibilità di ereditare la classe di merito di un altro proprio veicolo oppure di un parente di primo grado, purché si abbia la stessa residenza riportata sullo Stato di Famiglia
  • comprando l’automobile da un altro appartenente al nucleo familiare
  • sottoscrivendo una polizza con una compagnia assicurativa diversa da quella dell’attestato di rischio del parente.
  • è possibile trasferire la classe di merito di una moto per un’altra moto, di un ciclomotore per un altro ciclomotore, e ovviamente di un’auto per un’auto.

Al contrario non è possibile sfruttare le agevolazioni del Decreto Bersani quando:

  • l’automobile è già assicurata, anche se per poco tempo.
  • sottoscrivendo una polizza di un veicolo che già possedeva un’assicurazione, non si ha il passaggio di proprietà
  • in tutti quei casi in cui l’attestato di rischio è più vecchio di 5 anni. Alcune compagnie richiedono che l’assicurazione da cui si prende la classe di merito sia ancora attiva.
  • le tipologie di veicoli sono diverse. Ad esempio una auto non può ereditare la classe di un autocarro e viceversa.
  • nel caso di aziende,  ne tra parenti ed azienda di famiglia, di nessun tipo.
  • Non è possibile ereditare la classe di un parente se non è nello stesso stato di famiglia (ad esempio, un figlio che non ha più la residenza con i genitori non può ereditare la classe del padre).

Come procedere per riuscire a trasferire la classe di merito in famiglia?

Quando ci si reca in una filiale di una compagnia assicurativa e si richiede il preventivo, bisogna portare con se i seguenti documenti:

  • Stato di famiglia, reperibile all’anagrafe del vostro comune di residenza o mediante autocertificazione (per i moduli vedere il portale italiano della modulistica).
  • Attestato di rischio del famigliare con cui vivete e che possiede la classe di rischio bonus/malus più bassa, reperibile presso l’agenzia assicurativa.
  • Libretto di circolazione della vostra vettura
  • In caso di auto di seconda mano portate anche il passaggio di proprietà

 Come risparmiare sulle assicurazioni auto e moto

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

Il 2012 sarà l’anno per il conto deposito


Come sappiamo dal 1° gennaio 2012 sono entrare in vigore diverse norme, tasse, che incideranno in maniera consistente i nostri investimenti.Queste modifiche come tutte le altre tasse introdotte per far aumentare le casse dello stato, saranno a carico dei cittadini che si dovranno stringere la cinghia su ogni cosa.

Di tutto queste tasse introdotte, l’unico strumento che ne esce bene, anzi guadagnandoci, è il conto deposito.

Al momento infatti, il conto deposito è l’unico strumento di investimento o di risparmio su cui non si paga alcun bollo. Nella maggioranza dei casi il bollo viene pagato direttamente dalle banche.

Altro vantaggio sui conti deposito è la tassazione che dal 2012 passa dal 27% al 20%.
Questo si traduce in una riduzione dell’imposta che favorisce la scelta di aprire un conto deposito.

Ricordiamo che nell’ultimo decreto del Governo Monti, la tassazione resterà al 27% per tutti gli interessi maturati fino al 31 dicembre 2011, indipendentemente dal momento in cui gli stessi diventano esigibili.

Per chi apre un conto deposito oggi la tassazione degli interessi sarà al 20%.

Alla luce di queste modifiche, ma soprattutto delle tasse che colpiranno gli altri prodotti di investimento, il 2012 si annuncia come un anno di boom per il conto deposito.
Fonte: banca-del-risparmio.blogspot.com

 Il 2012 sarà lanno per il conto deposito

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

2012, cosa cambia per i possessori di auto di grossa cilindrata


Tra qualche giorno entreranno in vigore le prime misure anticrisi della nuova manovra.
Tra le più annunciate è prevista la tassazione dei cosiddetti beni di lusso come auto, barche ecc..

Nel decreto legge n. 201 del 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 dicembre 2011, contenente un insieme di provvedimenti caratterizzati dall’urgenza al fine di assicurare la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità, tra questi provvedimenti introduce la tassazione sulle auto di grossa cilindrata, velivoli e posti barca.

Vediamo nello specifico cosa cambia per i possessori di auto di grossa cilindrata.

Il settore delle auto era già stato ritoccato nella manovra estiva 2011, nella quali si era introdotto il superbollo sulle auto con potenza superiore ai 225 kw, che dovevano pagare un bollo di misura pari a 10 euro per ogni kw di potenza in più.
Tra qualche giorno, precisamente dal primo gennaio 2012, l’articolo 23, comma 21 del Dl 98/11 ha introdotto l’addizionale erariale per le autovetture e autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose con potenza superiore ai 185 kw, e la misura dell’addizionale è di 20 euro in più per ogni kw superiore. Tale norma indica che ”A partire dall’anno 2012, l’addizionale erariale della tassa automobilistica di cui al primo periodo è fissata in euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 185 kw”.

Il superbollo auto si pagherà insieme al bollo ordinario mediante il modello F24 Elementi identificativi e non si potrà usare la compensazione.

Nel testo licenziato dalla Commissione della Camera, sono state comunque introdotte delle riduzione dell’addizionale, rapportate alla data di costruzione del veicolo. Si avrà così la riduzione pari al 60%, al 30% e al 15% dopo rispettivamente 5,10 e 15 anni prevedendo altresì che l’addizionale non sia più dovuta decorsi 20 anni dalla data di costruzione dell’auto.

Le ultime new riguardanti il superbollo sono:

Sulle auto di lusso e sulle barche ora si terrà conto della vecchiaia del mezzo.
Per le superauto l’addizionale è di 10 euro ogni Kw di potenza da 185 a 225 Kw e di 20 euro ogni kw oltre i 225.

Nel testo redatto dalla Commissione della Camera, sono state comunque introdotte delle riduzioni all’addizionale, rapportate alla data di costruzione del veicolo. Si avrà così la riduzione pari al 60%, al 30% e al 15% dopo rispettivamente 5,10 e 15 anni prevedendo altresì che l’addizionale non sia più dovuta decorsi 20 anni dalla data di costruzione dell’auto.

Quindi esenti le auto con più di vent’anni ed invece uno sconto a scalare del 60%, del 30% e del 15% rispettivamente per età di 15, 10 e 5 anni.

vecchiaia del mezzo

 2012, cosa cambia per i possessori di auto di grossa cilindrata

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

Prestiti alle famiglie: novità per uscire dalla crisi


prestiti famiglie crisi.jpg

Assieme alle tante stangate che il Governo tecnico ha introdotto, qualcosa di positivo a favore delle famiglie è emerso, ed in particolare per quelle indebitate che non riescono più ad andare avanti tra rate dei mutui o dei prestiti, e le spese obbligate che aumentano sempre di più di importo a causa dei rincari. Nel dettaglio, è stato approvato il cosiddetto Decreto sul sovra indebitamento che può permettere alle famiglie di ristrutturare il proprio debito senza che a causa dello status di insolvenza o di morosità si vada a cadere nei pignoramenti. Pur tuttavia, in vista della conversione di tale Decreto in Legge dello Stato, la Federconsumatori, congiuntamente con l’Adsbef, ritiene che, a garanzia degli accordi tra le famiglie indebitate ed i creditori, le Associazioni dei Consumatori possano offrire la necessaria tutela nei confronti dell’anello debole della catena, ovverosia i privati cittadini.

Continua a leggere Prestiti alle famiglie: novità per uscire dalla crisi…

Commenta »


Continua la lettura dell’articolo su Tutto Forex

Posted in Blog o SfereComments (0)

Conti correnti bancari e postali per i pensionati


conti correnti bancari postali pensionati.jpg

Stando a quanto contenuto nel Decreto sulla nuova manovra approvato dal Governo Monti, le pensioni sopra i 500 euro non potranno più essere pagate in contanti. Salvo modifiche in Parlamento, di conseguenza, i pensionati saranno costretti, in pratica in maniera forzosa, ad aprire conti correnti o a farsi accreditare la prestazione sulle carte prepagate. Il Presidente Adusbef, Elio Lannutti, è fortemente contrario a questa limitazione visto che si vanno a penalizzare i pensionati ed in particolare quelle persone che da anni riscuotono la pensione in contanti e non hanno dimestichezza con Bancomat, conti correnti e carte di credito. Inoltre, l’obbligo di riscossione delle pensioni con una formula tracciabile, anziché in contanti, genera da un lato un effetto collaterale dato dai costi bancari a carico dei cittadini, e dall’altro un beneficio per gli istituti di credito.

Continua a leggere Conti correnti bancari e postali per i pensionati…

Commenta »


Continua la lettura dell’articolo su Tutto Forex

Posted in Blog o SfereComments (0)

Dove investire in modo sicuro


La situazione economica in Italia non è delle migliori. Le borse continuano a scendere, i titoli di stato sono in costante ribasso e crescono anche i dubbi sulla tenuta dei conti deposito. Ma è bene non farsi prendere dal panico e valutare con estrema lucidità la strada migliore da percorrere per salvare i nostri risparmi dalla crisi finanziaria che ci sta attanagliando.

Riassumiamo in modo schematico il punto della situazione sui diversi mercati in modo da affrontare la crisi nel modo migliore.

I conti deposito
Nonostante ci sia un panico generalizzato che spinge tutti a diffidare di tutto, i conti deposito restano una forma di investimento sicuro. Anzitutto perché sebbene le banche siano sotto pressione a causa del ribasso dei titoli di stato che svaluta il valore dei loro attivi, esse non sono in una situazione di insolvenza. Inoltre gli istituti che offrono i depositi on line sono aziende che erogano mutui ai privati, oppure che hanno prodotti del risparmio gestito cui cercheranno di fare confluire i soldi raccolti con i conti deposito o, ancora, erogano prestiti ai dipendenti con la cessione del quinto dello stipendio.

Sebbene non ci possano essere certezze assolute, possiamo dire che le politiche di investimento delle banche che raccolgono i nostri risparmi attraverso i conti on line sono molto prudenti.

In seconda battuta esiste il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi FITD il cui funzionamento è stato rivisto con decreto legislativo 24 marzo 2011 nro 49. Se questa norma ha ridotto il limite che il fondo garantisce da 103 a 100.000 euro, dall’altra ha accorciato i tempi di rimborso del credito. Ora il fondo ha 20 giorni lavorativi di tempo per rimborsare il depositante e questo termine potrà essere prorogato al massimo di altri 10 da parte di Bankitalia. Date queste premesse ritengo che i conti deposito siano una soluzione sicura per investire i propri risparmi. Chi non ne ha uno lo può aprire senza problemi, chi ha i suoi soldi investiti in questi strumenti può dormire sonni tranquilli.

I titoli di stato
La situazione dei titoli di stato è molto particolare. Da un lato il trend negativo suggerirebbe l’uscita dalle posizioni, dall’altra la garanzia del capitale a scadenza, implicano le seguenti considerazioni:

1) chi ha titoli di stato farà bene a non venderli;
2) chi non ne ha può attendere prima di comprarne. In ogni caso è bene limitare la durata residua dei titoli a 7 anni, così da ridurre la violenza delle oscillazioni di prezzo.

Le azioni
I principali mercati azionari sono in trend negativo.

Chi ha azioni in portafoglio che cosa può fare?
Ora come ora è bene attendere e non vendere, perché il rischio che si corre è quello di disinvestire nella fase terminale di un trend ribassista con danni notevoli sui propri investimenti.
Fonte: abcrisparmio.it

 Dove investire in modo sicuro

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

Rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie


Non manca molto alla fine dell’anno solare e dall’1 gennaio 2012 scatterà la rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie. Questa interesserà anche le assicurazioni, tra cui anche le polizze cosiddette unit linked.

In particolare, resta invariata al 12,5% la tassazione sulle rendite finanziarie legate al possesso di titoli di Stato, Bot, Ctz, Btp e Cct per intenderci, mentre per tutti gli altri attivi, dalle azioni alle obbligazioni societarie, e passando per i pronti contro termine, si passerà dal 12,5% al 20%; la tassazione, quindi, diventa più aspra mente si alleggerirà, dal 27% al 20%, per i conti di deposito e per le giacenze in conto corrente.

Ma quale aliquota verrà applicata per una unit linked che, ad esempio, ha l’80% di attivi in titoli di Stato, ed il 20% in azioni? Sarà tutto tassato al 20% o si pagheranno le tasse in proporzione?

Ebbene, in accordo con quanto riportato dallo SNA, il Sindacato Nazionale Agenti, citando un articolo apparso sul “Sole 24 Ore”, sulla questione si attendono chiarimenti unitamente poi ad un apposito Decreto che dovrà emanare il MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, per fare chiarezza e per disciplinare quello che sarà il metodo ed il meccanismo legato alla tassazione.
fonte: blogosfere.it

 Rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

Come chiudere il conto corrente


Prima di iniziare a spiegare come chiudere un conto corrente, premettendo che ogni singola banca prevedere delle clausole di chiusura conto, più o meno differenti, apportate nel contratto al momento dell’apertura.
Detto questo generalmente, se il conto corrente non è in rosso il titolare può decidere liberamente quando chiuderlo ed eventualmente trasferirlo presso un altro istituto bancario.

L’operazione di chiusura può prevedere la consegna del libretto assegni, carta bancomat e carta di credito.

La tempistica di chiusura dipende in gran parte dalle eventuali operazioni in sospeso nel conto ( accredito stipendio,saldo movimenti carta,bonifici in entrata o uscita)

La normativa attualmente vigente si rifà all’articolo 118 della legge 243 del 4 agosto 2006.
La legge,del decreto Bersani sulla concorrenza e i diritti dei consumatori, stabilisce come il correntista ha sempre la possibilità di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura.
La norma riguarda tutte le tipologie di contratti, a tempo indeterminato o a esecuzione periodica quindi riguardante i conto correnti, deposito, conto titoli etc etc.

 Come chiudere il conto corrente

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

La Camera approva la manovra finanziaria


La Camera approva la manovra finanziariaDopo l’approvazione al Senato, oggi, alla Camera, con 316 sì e 302 no, è stata approvata la manovra finanziaria delineata dal Governo a metà agosto.

Tra mille turbolenze interne alla maggioranza, con l’opposizione che ha duramente criticato la manovra e le associazioni dei consumatori molto perplesse, il decreto finalizzato ad ottenere il pareggio di bilancio è legge.

Vediamo brevemente i punti salienti di questa legge:

  1. Trasparenza sui redditi, i Comuni potranno pubblicare sui loro siti internet le dichiarazioni dei redditi senza far menzione del nome e del cognome del contribuente in modo da avere un termometro che misuri il benessere di una comunità;
  2. Condono del 2002, in quell’anno c’è stato un condono finalizzato a regolarizzare la posizione fiscale dei contribuenti, molti dei quali pagarono solo la prima rata, l’obiettivo è far pagare a questi contribuenti le rate mancanti, questa operazione porterà nelle casse dello Stato circa un miliardo di euro;
  3. Ires e società fittizie, per le cosiddette società di comodo, l’Ires salirà al 10,5 %, per tutte le altre imprese, vi sarà una sorta di minimum tax, una tassa minima da pagare a prescindere da quanto dichiarato;
  4. Portare capitali all’estero, è prevista un’imposta di bolla del 2 % per chi porta capitali all’estero;
  5. Pensioni e donne, dal 2014 scatterà il piano che prevede l’adeguamento dell’età pensionabile delle lavoratrici private a quello delle lavoratrici di enti pubblici, l’adeguamento sarà graduale con inizio nel 2014 fino al 2026;
  6. Robin tax ai comuni, a fronte dei tagli previsti agli enti locali, la legge prevede che i Comuni possano introdurre una nuova tassa;
  7. Farmacie e liberalizzazioni, resta il numero chiuso per questi esercizi commerciali.

Per chi volesse approfondire il testo di legge, si rimanda al sito internet del quotidiano La Repubblica.


Continua la lettura dell’articolo su Mutuonews

Posted in MutuonewsComments (0)

Pagina 1 di 212
65 queries in 0,537 seconds.