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Android Jelly Bean è più sicuro dei suoi predecessori


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il nuovo sistema operativo Android Jelly Bean è più sicuro dei suoi predecessori grazie all’implementazione di nuove tecnologie.

Android più sicuro

Ormai tutti gli utenti che seguono assiduamente il nostro blog sanno che spesso ci ritroviamo a parlare di sicurezza in ambito mobile, essendo questo uno degli argomenti più discussi degli ultimi tempi dato il sempre crescente interesse che gli smartphone ed i tablet stanno avendo e che di conseguenza porta sempre più i cybercriminali ad avere molto interesse nel “bucare” questi sistemi operativi.

la partita è ardua è fino ad ora il sistema operativo Android ha mostrato in questo argomento molte lacune dovute sopratutto alla sua natura “aperta” che oltre ad essere un suo vantaggio innegabile diventa purtroppo uno svantaggio se usata in maniera sbagliata, come del resto abbiamo visto in questo articolo, e a parte tutte le difese che l’utente può prendere con i vari antivirus messi a disposizione, che non sempre si rivelano efficaci, negli ultimi tempi un pò tutti gli amanti di Android richiedevano una maggiore sicurezza nel core del sistema operativo mobile.

Google non si è fatta attendere, infatti grazie ad alcuni mesi di intensa ricerca in questo campo, è riuscita ad implementare nel suo nuovo Jelly Bean delle tecnologie in grado di rendere ai vari Attackers la vita molto più difficile. Già da diversi mesi , per la precisione 16, Apple ha inserito nel suo iOS una tecnologia denominata ASLR (Adress Space Layout Randomization) , tale tecnologia infatti ora è stata da Android riportata con ottimi risultati anche sul nuovo sistema operativo Jelly Bean, in pratica permette di non far individuare le varie librerie del sistema operativo ed alcuni altri file importanti ,facendo in modo di “spostarli” da una parte all’altra della memoria, l’ASLR era stato inserito anche su Ice Cream Sandwich, ma i risultati del porting tecnologico sono stati parziali in quel caso poiché i vari indirizzi non erano del tutto randomizzati.

Un’altra ottima funzionalità in background che protegge i nuovi dispositivi dotati di Jelly Bean è la DEP (Data Execution Prevention) la stessa utilizzata nei sistemi desktop che praticamente fa in modo di non far eseguire codice in alcune regioni della memoria aiutando quindi a proteggere ancor di più i file importanti del core.

Ottime notizie quindi che rassicurano e non poco gli amanti ed utilizzatori di Android che diventano sempre più numerosi, lo stesso Charlie Miller noto uno degli hacker di smartphone tra i più conosciuti e responsabile della Accuvant compagnia che si occupa della sicurezza in internet e non solo, sulla questione della sicurezza di Jelly Bean ha detto:

Android Jelly Bean è il primo sistema operativo Google con ASLR e DEP, ora sarà molto difficile scrivere degli exploit

e se lo dice lui ci possiamo credere, sicuramente Apple stavolta ha il merito di essere arrivata prima nell’utilizzo di queste tecnologie per la sicurezza e forse rimane ancora un sistema operativo più sicuro, ma Google mostra di guardare ancora una volta a 360 gradi, e migliorarsi sempre più.

 

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Ricambi iPhone 5: circolano i primi listini!


Ricambi iPhone 5: circolano i primi listini! su: iPhone 5

Come è già successo in passato, a volte rivelando prima del tempo informazioni esatte, le aziende distributrici di componenti elettronici cinesi diffondono in anteprima rumors e indiscrezioni sui dispositivi in uscita.

Il team di ricambiphone.com ci segnala di aver ricevuto dal proprio fornitore di Shenzhen, Cina, un listino prezzi che comprende pulsanti home per iPhone 5 bianci e neri, una fotocamera, ed anche un interessante digitizer per un fantomatico iPod touch con monitor da 4.1 pollici anzichè 3.5. Salta subito all’occhio la decisione di mantenere il tasto home, che secondo alcuni rumors sarebbe stato eliminato dall’iPhone 5, e la presenza di un dispositivo con monitor di dimensioni più grandi che lascia pensare che anche iPhone 5 seguirà il trend ed avrà un monitor con dimensioni maggiori di 4 pollici.

Questo aspetto è particolarmente discusso poiché Steve Job giudicava poco usabili ed ergonomiche queste dimensioni per chi avesse voluto impugnare il telefono con una sola mano, e magari scrivere contemporaneamente sul touch.

Nessuno può sapere se si tratti di dati reali ma siccome il fornitore è reale ed ha rilasciato questo listino in carta intestata, abbiamo ragione di credere che ci sia un motivo per prendere in considerazoine questi dati.

Ecco un immagine estratta dal file pdf del nuovo listino ricambi che il fornitore in questione a inviato ai propri clienti.

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Il genio del web


Akinator, il genio del web che indovinerà qualunque personaggio a cui voi pensiate; incredibile ma vero, provare per credere, amici di Tecnonerd!



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Android 4 Ice Cream Sandwich per la serie Sony Xperia 2011, inizia la fase di roll out in tutto il mondo


Sono i modelli Xperia arc S, Xperia neo V e Xperia ray i primi modelli a ricevere a oggi la versione Android 4 Ice Cream Sandwich ufficiale da Sony in Svezia, Danimarca, Islanda, Finlandia e Norvegia (eventualmente se avete root potete ingannare il software di aggiornamento facendo credere di avere un firmware di quei paesi) per poi progressivamente continuare fino a un massimo di sei settimane per gli altri stati perchè è stato scelto di aggiornare così e non a continenti.

Ricordo che alla fine del 2010 in un tweet Sony disse di riconoscere di non essere stata abbastanza professionale per i modelli dell’anno e che in futuro avrebbe rimediato e a quanto pare tra piccoli aggiustamenti firmware particolari per i modelli oppure questi per versioni di Android importanti sembra proprio che la parola data viene mantenuta perchè i rivali di smartphone top di gamma come Xperia S e Arc S si chiamano Galaxy  S e One S per citarne due e fare capire con forza che c’è anche lei nel mercato e non ha niente in meno di nessuno.

 

Per gli aggiornamenti, quando saranno disponibili e notificati anche in Italia, sarà necessario scaricarli dall’apposito sito http://www.sonymobile.com/update oppure collegate il modello al software Companion (quì per requisiti hardware e download), operazioni di backup  e aggiornamento (è necessaria più di metà della batteria carica), a seguire un esempio:

 

 

 

Per i modelli Xperia arc, Xperia PLAY, Xperia neo, Xperia mini, Xperia mini pro, Xperia pro, Xperia Active e Sony Ericsson Walkman live l’aggiornamento per i modelli senza brand è fissato per fine maggio – inizio giugno e pensate che siete ancora fortunati perchè chi acquista oggi Xperia S avrà l’aggiornamento (da dichiarazioni alla presentazione) in un secondo momento.

 

Alla notizia sul blog ufficiale Sony da cui ho preso la notizia purtroppo all’ultima riga si parla di operatori e che alcuni aggiornamenti dipendono da loro, questo potrebbe creare pesanti disagi a chi ha modelli brandizzati e non vuole rischiare di sbagliare qualcosa nelle diverse modifiche per provare l’aggiornamento.

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Telecom Italia e TIM anche sul social network Pinterest


 

TIM e il gruppo proprietario Telecom Italia hanno deciso di aprire ben quattro account per altrettanti servizi agli utenti anche sul social network Pinterest per poter confermare ancora di più la loro presenza nei servizi social, e a quanto pare questo essendo orientato a servizi di interessi alla persona non poteva mancare dopo Twitter (link diretto) e Facebook (link diretto). Vi invito a dare una occhiata all’home-page direttamente quì: http://pinterest.com/, già dalla presentazione e aspetto grafico fa capire la qualità del lavoro per crearlo e dalla lingua dei commenti l’orientamento internazionale dato che Telecom è una multinazionale un motivo in più per non mancare.

 

 

Se anche voi siete iscritti vi lascio i riferimenti precisi:

 

  • Telecom Italia dedicato al tema “Io Amo Internet”
  • Cubovision, cinema e mondo dello spettacolo
  • Cubomusica, musica e musicisti
  • TIM, pin sul mondo della telefonia mobile e di Internet mobile

 

Il nome del progetto è Digital Curation, il comunicato prosegue con i motivi della scelta:

 

La scelta di utilizzare Pinterest, social network che ha superato in tempo record quota 10 milioni di utenti registrati, è frutto della costante attenzione del Gruppo verso gli interessi degli utenti. Telecom Italia conferma di credere nel valore della Rete come piattaforma creativa e collaborativa e in un dialogo sempre più aperto con il Paese, il mercato e la Rete.

 

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Microsoft guadagnerà più di 1 miliardo di dollari da Android


L’anno scorso Google aveva dichiarato che Android era un business  dal valore di un miliardo di dollari (di pubblicità). Oggi arriva la notizia che quella stessa cifra, dopo un anno, sarebbe il guadagno reale di Microsoft per l’utilizzo dei suoi brevetti sugli apparecchi Android. Sembra quasi che Redmond si diverta a comunicare, di tanto in tanto, i nomi delle aziende che pagano Microsoft. La cifra raccolta dai brevetti utilizzati da Android è molto più grande di quella che Microsoft guadagna dai cellulari con installato Windows Phone.

La lista dei sostenitori delle casse di Microsoft si aggiorna oggi con l’aggiunta di Samsung, primo produttore mondiale di smartphone con sistema Android. E se Htc paga 5 dollari per ogni smartphone venduto, i coreani starebbero trattando per un accordo sui 10 dollari, contro i 15 richiesti dai californiani.

Google ha recentemente dichiarato di aver raggiunto 500 mila attivazioni giornaliere di smartphone, cifra grazie alla quale gli esperti del settore quantificano i guadagni derivati a Microsoft intorno ai 912 milioni di dollari, ammesso che tutti paghino la stessa cifra concordata con Htc (la quale ha già sborsato 150 milioni di dollari quest’anno). I 5 dollari che pagano i taiwanesi sono una cifra di favore concessa da Redmond, lasciando intendere un futuro accordo per l’installazione di Windows Phone sui telefoni made in Taiwan.

Le aziende che hanno una licenza Android sono 36, per un totale di 310 modelli differenti di smartphone presenti sul  mercato. Il libro-paga di Microsoft dovrebbe quindi contare 36 capitoli, con relative voce di scadenze e di pagamenti. La cifra di 912 milioni di dollari parrebbe, addirittura, essere molto più bassa di quella reale. E la voce Android potrebbe risultare in terza posizione nelle voci di bilancio della Microsoft, dopo Windows e Office. Android è, a tutti gli effetti, un grande e silenzioso affare per Microsoft !

Se Samsung riuscisse a strappare un accordo per la cifra di 10 dollari per ogni installazione, quest’anno dovrebbe staccare un assegno a Microsoft di 200 milioni di dollari per il solo modello Galaxy S II. Ma Microsoft potrebbe spingere i coreani a un accordo più mite, minacciando la richiesta di 15$ dollari a licenza, o la possibilità di installare anche Windows Phone sui prossimi telefoni Samsung, concedendo uno sconto sui diritti dei brevetti da pagare. E, siccome Google ha scelto Motorola, Samsung potrebbe ritornare a Microsoft come il finale positivo di una bella fiaba.

Ad oggi si conoscono ufficialmente gli accordi commerciali tra Redmond e  General Dynamics Itronix , Wistron, Velocity Micro, e Okyo. Gli altri accordi rimangono privati e non ufficiali, con Microsoft che preferisce far valere le sue ragioni senza mettere troppo sotto i riflettori i guadagni che derivano dal successo di un prodotto concorrente. Guadagni che non vengono, quindi, comunicati nel loro valore esatto per molte ragioni di convenienza.

Microsoft non ha vinto tutte le battaglie sui brevetti e, ancora oggi, è in causa con Motorola e Barnes & Noble. Una vittoria di quest’ultime potrebbe rallentare o bloccare le mire milionarie di Microsoft su Android. Ma la notizia che anche Samsung paga l’uso dei brevetti a Redmond, porterà altre aziende ad adeguarsi senza dover intraprendere battaglie legali dall’esito a loro negativo.

Nortel ha venduto quest’estate i suoi brevetti a RIM, Apple e Microsoft per una cifra complessiva di 4.5 miliardi di dollari. Google è rimasta fuori, perdendo di fatto l’asta estiva e l’uso di quei preziosi brevetti, con conseguenti problemi che si ripercuoteranno a breve.

La morale è che aziende competitive fino pochi anni fa, oggi riescono a guadagnare cifre grossissime dal successo altrui. Un successo, però, che deriva sempre dalla storia passata, passando appunto anche per i “grandi d’un tempo”. Android non perderà slancio dalle richieste di dazi, ma diventerà un prodotto i cui costi sono da smaltire sull’utente finale e sarà ancora meno open di quanto si è fatto credere fino ad oggi.

 

 

Fonte: businessweek

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Secondo Verizon, Windows Phone sarà il terzo ecosistema


Nonostante le scarse vendite registrate finora, il gestore americano Verizon sembra credere nel sistema operativo Windows Phone di Microsoft. Nel corso del Goldman Sachs Comminacopia conference, Lowell McAdam, CEO di Verizon, ha espresso la sua opinione su quale piattaforma diventerà il terzo maggior ecosistema. McAdam ha confermato quello che credono anche gli altri operatori di telefonia mobile in USA, ossia che i sistemi operativi principali diventeranno tre. Ad inizio anno i più diffusi erano iOS di Apple, Android di Google, Symbian di Nokia, BlackBerry di RIM e WebOS di HP. Allo stato attuale, Nokia punterà su Windows Phone ed HP ha abbandonato WebOS. "Nei prossimi 12 mesi inizierà ad emergere un terzo ecosistema" ha detto McAdam. "A mio parere la battaglia sarà tra RIM e Microsoft, e credo che Microsoft ne uscirà vittoriosa.

Categoria: Android


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Come curare l’intestino irritabile con i rimedi naturali


La sindrome dell’intestino irritabile (o sindrome del colon irritabile) è una delle malattie più frequenti dell’apparato gastrointestinale: non è considerata una patologia grave anche se può incidere nettamente sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Lo sapevate che sono le donne a soffrirne maggiormente?

La sindrome dell’intestino irritabile si manifesta attraverso la presenza di diversi sintomi, tra cui ricordiamo:

  • dolore, fastidio, tensione o gonfiore addominale
  • stitichezza o diarrea
  • mal di testa
  • nausea
  • stanchezza
  • sensazione di disagio

E le cause?

Tuttora, le cause scatenanti la sindrome dell’intestino irritabile non sono esattamente chiare, ma è stato riscontrato che i disturbi aumentano e si aggravano in condizioni particolari di stress, ansia, depressione, diete poco adeguate, cambiamenti frenetici e frequenti dei propri ritmi di vita, ecc.

Per trovare la cura idonea è indispensabile capire la causa.

Purtroppo, non sempre i farmaci riescono a curare la particolare patologia ma la natura può darci sicuramente una mano.

Prima di passare alle cosiddette terapie naturali, desidero sottolineare l’importanza di seguire una dieta bilanciata facendo particolare attenzione a determinati elementi come: fritti, legumi, verdure, ecc. Inoltre, è particolarmente fondamentale praticare dello sport.

Per curare l’intestino irritabile con i rimedi naturali è possibile ricorrere al noto carbone vegetale, al finocchio, alla melissa e all’aloe

Infine, per eliminare i dolori addominali oppure i gonfiori basta bere una delle seguenti tisane:

TISANA 1

Ingredienti

  • semi di finocchio, semi di anice, cumino e coriandolo in parti uguali

Preparazione

  • Fate bollire i semi per circa 10 minuti

Bere tre tazze al giorno… Provare per credere!

TISANA 2

Ingredienti

  • Composto di semi di coriandolo, finocchio, cumino, carvi e melissa

Preparazione

  • Prendete un cucchiaio di questo composto, mettetelo in una tazza di acqua fredda e portate ad ebollizione per circa 3 minuti.

Bere due tazze al dì dopo i pasti principali.

Dietro polifra78 si cela un’ articolista che, con molta semplicità e soddisfazione, afferma: “la rete, ormai da tempo, è diventato il mio habitat virtuale”. Il mio motto è ‘Scrivere per Comunicare’!
Comunicare non significa solo inviare informazioni all’indirizzo di un’altra persona. Significa creare negli altri un’esperienza, coinvolgerli fin nelle viscere e questa è un’abilità emotiva (Daniel Goleman)

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Oh! mio Bio …


Stasera a Torino il biologico compie 20 anni. Lo fa dopo che Mercoledì  alle 10 ha tenuto un presidio a Torino in Via Alfieri 15 davanti al Consiglio Regionale per invocare il “Principio di Precauzione” affinchè la Regione Piemonte prenda la decisione di vietare l’impiego dei neonicotinoidi, killer delle api, e si faccia promotrice presso i Ministeri competenti affinchè tale divieto sia esteso a tutto il territorio italiano.
Festeggia con una cena che è un segnale di vitalità, nella regione dove Aiab si sta ricostruendo dal basso.

Con 9 milioni di ettari, oltre 200.000 operatori certificati il biologico vale 20 miliardi di euro in Europa e più di 3 nella sola Italia.

20 anni! Tanti ne festeggia il biologico europeo. Sono infatti passati ben 20 anni dal 22 luglio 1991, quando venne pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento CEE 2092/91 Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologicodi prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari che, primo al mondo, disciplinava il biologico: descriveva il metodo, dava le regole per l’etichettatura dei prodotti e le modalità di certificazionea garanzia di tutto il sistema. Assolutamente pioniere di tutti gli schemi di qualità che successivamente l’Unione Europea avrebbe redatto. Siamo ancora l’unico Regolamento che rispetto ad una attività economica classica, la produzione primaria, obbliga l’operatore ad anteporre il beneficio dell’ambiente e della collettività a quello del profitto di impresa. Con 20 anni di storia alle spalle, oltre 9 milioni di ettari convertiti al metodo biologico ed oltre 200.000 operatori certificati nel mondo, il biologico è un settore che vale circa 20 miliardi di euro in Europa e più di 3 con oltre 130.00 occupati nella sola Italia.Numeri che dimostrano la fattibilità economica della produzione biologica e sono confermati anche dalla maggiore redditività raggiunta in agricoltura dalle aziende bio. Proprio le aziendebiologiche, prima di tutti, hanno creduto nella multifunzionalità, prima di tutti si sono inventate nuovi modelli di distribuzioni che le rendessero più indipendenti da una filiera tradizionale che ha concentrato tutto il reddito nella parte distributiva. Il biologico è una storia di successo, nonostante i continui colpi bassi (vedi ultima attacco su E.coli) e l’abbandono di attenzione delle politiche pubbliche che in questi ultimi anni hanno lasciato il biologico a se stesso.

L’innegabile successo dato dai milioni di cittadini europei che quotidianamente consumano prodotti biologici senza distinzione di censo (il bio si trova ovunque e per tutte le tasche) non deve far credere che il solo mercato possa retribuire gli sforzi incredibili che gli operatori del bio si stanno sobbarcando per salvaguardare la biodiversità, la fertilità dei suoli, il paesaggio e nello stesso tempo garantire la più alta sicurezza alimentare. È venuto il momento di una profonda rivisitazione delle politiche per dare il giusto riconoscimento a queste persone che lavorano principalmente per la collettività. È anche il momento di rivedere completamente il sistema di certificazioneche è nato per un settore piccolo fatto da pochi attori, ma che non ha avuto la capacità di aggiornarsi per rispondere alle sfide che vengono dalle importazioni extra UE sempre più massicce e di trovare risposte adeguate alle richieste delle agricolture europee (dalle micro aziende in vendita diretta alla certificazione di interi territori).

Il biologico è un agente di cambiamento che interroga e spinge la società a trovare modelli di produzione sempre più sostenibili ed eticamente orientati, ma cambia e si evolve lui stesso perché, per noi, la ricerca di nuove frontiera di sostenibilità ed di modelli organizzativi è il nostro pane quotidiano.

il comunicato stampa sulle iniziative dei 20 anni

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Aloe Vera: proprietà e benefici per tutti, ma proprio tutti!


aloe vera

Chi non conosce l’aloe vera alzi la mano! Questa pianta grassa, tipica dei terreni secchi e calcarei, è diventata ormai simbolo della cosmesi e della cura del corpo. E’ dalle foglie di aloe vera infatti che si estrae quello che tutti, o quasi, conosciamo come gel all’aloe vera: un concentrato purissimo di aloe vea, completamente naturale con talmente tante proprietà benefiche che la vecchia penicillina gli fa un baffo!
Eppure, ancora molti scettici stentano a credere alla moltitudine di proprietà e benefici dell’aloe vera. Ma vediamo quali sono, questi benefici dell’aloe vera, pianta miracolosa per eccellenza!

Le proprietà ed i benefici dell’aloe vera: continua a leggere…

Maria Amatulli

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Nokia e Carl Zeiss, un’accoppiata perfetta


Da anni il costruttore finlandese Nokia si affida a Carl Zeiss per la realizzazione dei sensori da applicare nel retro degli smartphones. E da anni gli scatti effettuati con i devices Nokia sono di buona, se non ottima, qualità. Nokia N8 Il motivo di questo successo viene spiegato in un divertente ed esaustivo video che la stessa azienda con sede ad Espoo ha pubblicato sul proprio blog ufficiale. Fotografia aerea di Londra scattata con Nokia N8 da Jason Hawkes Dai due minuti di riprese si evince come il credere che le foto migliori siano quelle scattate con iPhone sia inappropriato, e che ciò sia dovuto essenzialmente al know how ed alla tecnologia accumulati nel corso degli anni, all’impiego di lenti di vetro, di otturatori meccanici e di sensori potenti.

Categorie: Nokia, Tecnologia


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Cosa sono e come difendersi dai Scareware


Eravate convinti di conoscerli tutti? I virus, i worm, gli adware, i malware e chi più ne ha più ne metta? Invece la rete ci riserva sempre nuove sorprese e dal calderone delle minacce per la nostra sicurezza ecco saltar fuori gli scareware! Ma cosa sono, come ci minacciano e come è possibile difendersi? Ve lo spieghiamo noi di Tecnonerd!

La minaccia

Il concetto di base è semplice, lo scareware appare come un normale software di utilità (antivirus, programma di ottimizzazione del pc, programma per la deframmentazione, ecc.) in realtà non solo non svolge la sua funzione, ma può permettere a malware e virus di penetrare nel nostro sistema. Lo scareware fa leva sulla paura dell’utente di fronte a messaggi d’errore o minacce di virus, per convincerlo ad acquistare un software fasullo e di fatto estorcergli del denaro.

L’attacco avviene in due mosse.

  1. Per prima cosa l’utente viene spinto a scaricare il software, spesso spacciandolo per un software miracoloso per ripulire il computer dai virus, alcuni sfruttano dei siti contraffatti con pubblicità e falsi premi e promettono prestazioni miracolose, altri ancora sfruttano delle falle di sicurezza del sistema operativo per simulare un attacco di virus per proporsi poi come soluzione.

  2. A questo punto l’utente ignaro scarica il programma lo installa e per tutta risposta riceve una serie di avvisi di malfunzionamenti, errori irrisolvibili, attacchi di virus, ecc. Quindi scatta la trappola, viene proposto di acquistare la versione a pagamento del programma per risolvere tutti i problemi, ancora una volta l’utente si fida e acquista il prodotto tramite carta di credito e il gioco è fatto. Il programma non visualizzerà più i falsi avvisi ma si rivelerà assolutamente inutile, in può potrebbe aprire le porte ad altri virus e malware.

 

Come difendersi

Il modo migliore per difendersi dagli scareware è come sempre stare attenti a quello che la rete ci propone, internet è uno strumento potentissimo, ma è uno strumento altrettanto potente per chi mira al nostro portafoglio e alla nostra identità, la cosa migliore è quindi affidarsi sempre al buon senso, non credere a tutto quello che viene pubblicizzato su internet e e non farsi impaurire dai vari avvisi di virus o malfunzionamenti provenienti da programmi sconosciuti. Se possediamo un antivirus affidiamoci esclusivamente a quello, stando comunque attenti poichè spesso gli scareware mascherano i loro messaggi fraudolenti facendoli somigliare in tutto a quelli di noti antivirus. Quindi se ci viene proposto di scaricare qualcosa da internet, gratis o (peggio) a pagamento, diffidiamo sempre e cerchiamo di verificare la provenienza, al minimo dubbio è meglio lasciar perdere. Infine cerchiamo di tenere ben chiuso il nostro portafoglio evitando di fornire i nostri dati personali e il numero della nostra carta di credito a siti o software di dubbia provenienza.

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