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iPhone 5: si deve bocciare l’idea dello schermo da 4 pollici


iPhone 5: si deve bocciare l’idea dello schermo da 4 pollici su: iPhone 5

Si vociferava da tempo della possibilità di uno schermo da 4 pollici per il prossimo melafonino di casa Apple, ossia iPhone 5.

Nelle ultime settimane, i blog di tecnologia che si interessano quotidianamente di raccogliere le possibili indiscrezioni in merito a questo futuro device avevano dato quasi per certa la notizia. Ora, però, questa certezza vacilla. Sottolineando che anche in questo caso si parla di rumors e non di voci certe, si vocifera che la Apple potrebbe aver deciso di montare un display da quattro pollici, ma su un melafonino di dimensioni invariate per quel che riguarda la grandezza. In pratica, ad allungarsi di alcuni millimetri sarebbe solo la lunghezza.

A dare la notizia è stato il blog di Dan Provost, noto nel settore per essere un famosissimo designer e, quindi, molto attento a queste cose. Il designer di Studio Neat ha fatto presente che si tratta di una dimensione scomoda per l’utilizzatore. Ma non è l’unico, perché il coro di coloro che non vogliono un device di quelle dimensioni è davvero nutrito.

Avere un device più lungo significherebbe avere qualche problema a tenerlo in mano. Inoltre, uno schermo diverso comporterebbe la necessità di un rediseign di tutte le App presenti nell’App Store.

Staremo a vedere. Bisognerà sicuramente attendere fino a poche settimane prima della presentazione, che ricordiamo prevista per Ottobre, per conoscere il design e le caratteristiche dell’ atteso iPhone 5.

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Conseguenze alle dimissioni di Berlusconi


Il premier Silvio Berlusconi ha lasciato il Quirinale dove ha rassegnato le dimissioni ed è rientrato a palazzo Grazioli. Il premier è stato contestando per strada da centinaia di cittadini scesi in strada a Roma. Un’orchestrina ha suonato per festeggiare cantando l’Alleluja di Handel. Domani il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvierà le consultazioni.

Silvio Berlusconi è rientrato a palazzo Grazioli dopo l’incontro al Quirinale dove ha rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio.

Silvio Berlusconi ha lasciato il Quirinale dopo aver rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio ha lasciato il Colle da una uscita secondaria.

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, lasciando Palazzo Grazioli in auto, di fronte ad alcune persone in attesa che contestavano, ha risposto facendo il gesto delle corna e del dito medio ai manifestanti.

Lancio di monete in piazza del Quirinale, monete da 10 e 20 centesimi. Il presidente del Consiglio è appena arrivato al Colle e c’è molta gente in piazza. La gente urla slogan diversi, sventola bandiere tricolori e mette in bella mostra manifesti. “E’ arrivata la tua ultima orgia“, recita uno di questi.

Si è appena concluso l’ufficio di presidenza del Pdl a Palazzo Grazioli. Tutti i ministri e dirigenti del partito hanno lasciato via del Plebiscito accompagnati da pesanti contestazioni: “Andate a casa, andate a casa”, è uno degli slogan così come sono in molti a gridare: “Buffoni, buffoni”.

Il premier Silvio Berlusconi è arrivato al Quirinale per rassegnare le dimissioni. La folla, che ha aspettato l’arrivo del presidente del Consiglio uscente, è riuscita a occupare via del Quirinale impedendo il passaggio delle auto. La polizia è intervenuto per riaprire il passaggio. Al momento la situazione è tornata sotto controllo.

E’ qualcosa che mi amareggia profondamente“. Così il premier Silvio Berlusconi, contestato dopo il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi e prima dell’ufficio di presidenza a Palazzo Grazioli, si rivolge ad alcuni esponenti del partito durante l’ufficio di presidenza e prima di salire al Colle per rassegnare le dimissioni.

Scontri di cori tra i fan e i contestatori del premier, Silvio Berlusconi, fuori da palazzo Grazioli, dove è in corso l’ufficio di presidenza del Popolo della libertà. I supporter del Cavaliere hanno risposto intonando l’inno di Mameli al ‘Bella ciao’ dei contestatori. Alcuni, tra i contestatori, sono stati identificati dalle forze dell’ordine.

Il premier Silvio Berlusconi è rientrato a palazzo Grazioli accolto dai suoi sostenitori: “Silvio, Silvio!”; “libertà, libertà!”: questi i cori che hanno convinto il presidente del Consiglio ad affacciarsi dal cancello salutando a braccia alzate i suoi supporter. “Eroe di libertà, lotta per noi!” e “c’è solo un presidente” recitano due striscioni tenuti da numerose persone, che stavano aspettando il premier dietro la barriera, composta da una decina di fioriere, posta a protezione del portone d’ingresso. “Siamo qui per dire al nostro presidente che, nonostante il momento, l’Italia più giovane è con lui – afferma una ragazza – le sue dimissioni sono per noi una pugnalata”.

“Tutti a San Vittore”, “vai a casa”, hanno gridato più un centinaio di persone assiepate dietro le transenne di piazza Colonna mentre era in corso il consiglio dei Ministri a palazzo Chigi. La protesta dura da ore e a farne le spese è stato il Guardasigilli Francesco Nitto Palma che al termine del Consiglio dei ministri è uscito a piedi dall’ingresso principale ed è stato “assediato” da tv e stampa, mentre gli gridavano “buffone, buffone”.

Il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, entrando poco fa a palazzo Grazioli, risponde con un sguardo di sfida al grido “era ora, vai a casa”. Il ministro aveva risposto diplomaticamente scendendo dall’auto: “stiamo andando a casa”. Pronta la replica dell’altra donna: “sì, però adesso restaci”.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, entrando nella residenza romana di Silvio Berlusconi, ha risposto al coro “buffone, te ne devi andare” alzando il dito medio.

Urla e fischi dalla folla accalcata davanti a Palazzo Chigi, contro il ministro per le Politiche alla gioventù Giorgia Meloni. Il ministro è uscito tra la folla a Piazza Colonna ed è stata aggredita verbalmente dai cittadini, molti dei quali urlavano “vai a fare anche tu il bunga bunga”.

Momenti di tensione in via del Corso, a pochi metri da Palazzo Chigi, mentre era in corso il Consiglio dei ministri. Alcuni militanti di Forza Nuova sventolando le loro bandiere si sono aggregati ai manifestanti e hanno urlato contro il governo, e in particolare contro Berlusconi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e il leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Immediatamente sono stati contestati dai manifestanti, che gli urlavano “fascisti, fascisti”, chiedendo alle forze dell’ordine di allontanarli. Dopo l’intervento della polizia, tutto è tornato alla normalità.
Fonte: tgcom.mediaset.it

 Conseguenze alle dimissioni di Berlusconi

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