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La corretta gestione del denaro


La regola d’oro sul mercato del Forex, e non solo, è di mantenere basse le perdite. Infatti se l’investitore riesce a contenere le perdite può sopravvivere ai periodi in cui il mercato valutario è in crisi.

Ma come ci si mantiene su perdite basse?
Semplicemente impostando a priori la perdita massima, ossia la quantità di capitale che al massimo possiamo perdere in uno scambio qualsiasi. Utilizzare gli stop loss nella strategia di investimento permetterà le operazioni, e per questo il capitale, da grosse perdite.

Infatti se non non impostiamo tale valore cosa accade?
Verifichiamolo con un esempio pratico sul mercato del Forex:

Il trader ha un conto di 2000 dollari ed inizia ad effettuare scambi per 200 dollari ciascuno. E’ possibile che il trader subisca tre perdite di seguito pari a 600 dollari, facendo scendere il conto a 1400 dollari.

In questa circostanza quasi ogni trader penserà che dopo tre perdite consecutive, la quarta posizione sarà sicuramente vincente e così scambia per una quota pari a 600 dollari. Ma in realtà anche questa posizione potrebbe generare una perdita portando il capitale a 800 dollari. Questo non sarebbe accaduto se il trader avesse fissato una perdita massima.

Ne deriva che il trader ha commesso un errore ossia ha rischiato troppo con una conseguente cattiva gestione del denaro.
Ecco perché la regola d’oro è mantenere le perdite più basse possibili e fare in modo che gli scambi in guadagno siano i più alti possibili. Questo è possibile effettuando una corretta gestione del denaro.

 La corretta gestione del denaro

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Riforma sanitaria Usa: La Casa Bianca contro McKinsey


obama care mckinsey polemicheL’epocale riforma sanitaria portata avanti da Barack Obama negli Stati Uniti continua a trascinare polemiche. L’ultima in ordine cronologica mostra i violenti attacchi della Casa Bianca a una ricerca pubblicata da McKinsey che avrebbe commesso un grave errore diplomatico, più che metodologico: dire la propria verità, a chi non voleva sentirla.

Sta tutto in questa frase: “Democrats don’t like the results, and so McKinsey must pay with its reputation”, ai democratici non andavano bene, così McKinsey ha dovuto pagare con la sua credibilità e la sua reputazione. Leggo sul Wall Street Journal:

L’errore di McKinsey è stato quello di sondare 1300 società e scoprire nei dati che circa un terzo di questo “certamente” o “probabilmente” avrebbe smesso di pagare l’assicurazione ai propri dipendenti nel corso del 2014 (…) McKinsey ha prodotto questi dati nel corso di una normale ricerca di mercato

I democratici hanno immediatamente attaccato i “numeri” usciti dalla ricerca, insinuando che la ricerca fosse stata pilotata e che la metodologia fosse poco corretta…

Così questa settimana McKinsey ha mostrato i dati integrali, e la ricerca era stata rigorosa. Il campione era composto da una serie di rappresentanti di varie fasce imprenditoriali del Paese, e le domande che venivano loro poste erano imparziali

Ma non c’è nulla di meno sicuro dei numeri. Infatti la Casa Bianca ha ribattuto che quella di McKinsey non era un’analisi predittiva. Mentre gli studi del Congressional Budget Office sostengono che la riforma sanitaria non avrà effetti così influenti tra i datori di lavoro – e quindi sui lavoratori stessi.

La sintesi del pezzo uscito su WSJ – decisamente poco tenero con Obama e la sua riforma – si chiude così:

Il metodo dela Casa Bianca è quello di assalire anche gli analisti disinteressati come fossero disonesti e motivati dalla cattiva fede, e questa abitudine è particolarmente frequente verso le società che hanno qualcosa da perdere (…) il fatto che la Casa bianca si debba sentire in dovere di infangare il business di chi dice la verità sulla riforma ObamaCare mostra in chiarezza quanto distruttiva sia la riforma

Foto | Flickr

Riforma sanitaria Usa: La Casa Bianca contro McKinsey é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 12:56 di giovedì 23 giugno 2011.



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