Tag Archive | "Cct"

Come creare un portafoglio di investimento a basso rischio


Da inizio anno i mercati finanziari hanno recuperato una parte delle perdite registrate nel 2011. Vista la situazione attuale è probabile che nel prossimo futuro ci registrerà ancora una crescita ma non può essere scontata.

A chi non piace rischiare ed investire limitando al massimo i rischi deve per prima cosa creare un portafoglio diversificato scegliendo prodotti a basso rischio.

Diamo qualche consiglio.

Il 40% del proprio portafoglio dovrebbe essere investito in titoli italiani con scadenza 2013, in particolare il 2o% su Btp e il 20% su Cct, una scelta dettata dalla convinzione che l’Italia sia uno dei paesi europei che presenta il miglior compromesso tra rischio limitato e rendimento.

E’ inoltre una buona scelta includere investimenti in paesi emergenti, considerati un fattore chiave per riuscire a trarre buoni profitti. Questi dovrebbero avere un peso di circa il 30% del portafoglio.

Per la restante parte si dovrebbe scegliere i bond bancari, soprattutto americani in quanto si ritiene che la crisi della banche negli USA abbia già superato la fase critica.

Posted in Investire OnlineComments (0)

Rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie


Non manca molto alla fine dell’anno solare e dall’1 gennaio 2012 scatterà la rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie. Questa interesserà anche le assicurazioni, tra cui anche le polizze cosiddette unit linked.

In particolare, resta invariata al 12,5% la tassazione sulle rendite finanziarie legate al possesso di titoli di Stato, Bot, Ctz, Btp e Cct per intenderci, mentre per tutti gli altri attivi, dalle azioni alle obbligazioni societarie, e passando per i pronti contro termine, si passerà dal 12,5% al 20%; la tassazione, quindi, diventa più aspra mente si alleggerirà, dal 27% al 20%, per i conti di deposito e per le giacenze in conto corrente.

Ma quale aliquota verrà applicata per una unit linked che, ad esempio, ha l’80% di attivi in titoli di Stato, ed il 20% in azioni? Sarà tutto tassato al 20% o si pagheranno le tasse in proporzione?

Ebbene, in accordo con quanto riportato dallo SNA, il Sindacato Nazionale Agenti, citando un articolo apparso sul “Sole 24 Ore”, sulla questione si attendono chiarimenti unitamente poi ad un apposito Decreto che dovrà emanare il MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, per fare chiarezza e per disciplinare quello che sarà il metodo ed il meccanismo legato alla tassazione.
fonte: blogosfere.it

 Rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie

Continua la lettura dell’articolo su Dove Investire

Posted in Dove InvestireComments (0)

Forme di investimento sicure (parte 3 di 3)


Investimenti a lungo termine sicuri e con pochissimi rischi I Titoli di Stato sono simili alle Obbligazioni con la differenza che anziché essere emessi da società private, vengono emessi dallo Stato che li vende ai risparmiatori per finanziare il proprio debito pubblico. Sono senza dubbio la forma di investimento più sicura per il risparmiatore in quanto c’è sempre lo Stato alle spalle che garantisce sulla buona riuscita dell’investimento e sulla più che certa restituzione del capitale investito.

I Titoli di Stato più importanti e comuni sono: i Bot, i Btp e i Cct.

I Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli a zero coupon e possono avere scadenze variabili dai 3 ai 12 mesi. Sono i titoli più sicuri per l’investitore che, alla scadenza del contratto, si vedrà restituito il proprio capitale accresciuto di una quota di interessi.
I Btp (Buoni del Tesoro Poliennali) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine con scadenze che vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 30 anni. Il tasso di interesse che viene corrisposto per questi titoli è sempre fisso e viene stabilito anticipatamente, cioè nel momento in cui vengono messi sul mercato. Data la lunga durata di questo tipo di contratti, gli interessi vengono corrisposti all’investitore tramite cedole semestrali. Alla scadenza del contratto l’investitore si vedrà restituita la somma corrispondente al valore nominale del titolo stesso. Il rischio per l’investitore, anche in questo caso, è praticamente inesistente.
Anche i Cct (Certificati di Credito del Tesoro) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine (5, 6, 7 o 10 anni). Questi titoli garantiscono al risparmiatore una cedola semestrale il cui importo però è variabile e indicizzato rispetto all’andamento sul mercato dei Bot. Il rischio comportato da questi titoli per l’investitore è basso e legato solo all’eventuale andamento negativo dei Bot sul mercato, eventualità nella quale l’investitore riceverebbe interessi più bassi al momento della riscossione della cedola semestrale. Tutti i titoli di stato hanno il vantaggio di poter essere negoziati sul mercato prima della loro scadenza.

Altra forma di investimento piuttosto sicura per il risparmiatore è rappresentata dalla Previdenza Integrativa. Questa forma di investimento si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e consiste in strumenti di investimento gestiti dagli enti previdenziali. La loro finalità è quella di integrare con somme aggiuntive le prestazioni pensionistiche obbligatorie. Questi strumenti possono essere i Fondi Pensione o i Pip (Piani Individuali Pensionistici). I fondi pensione a loro volta si dividono in Fondi Negoziali e Fondi Aperti.
I Fondi Negoziali scaturiscono da accordi tra enti previdenziali e associazioni sindacali di determinate categorie di lavoratori e vengono gestiti da banche o assicurazioni.
I Fondi Aperti invece vengono emessi direttamente dalle banche, dalle assicurazioni o dalle società di intermediazione e quindi non sono ad esclusivo uso di determinate categorie di lavoratori ma possono essere usati anche da lavoratori autonomi.
Quello che questi fondi fanno concretamente è raccogliere i contributi dei lavoratori e investirli in modo da renderli più remunerativi. Gli investimenti di questi contributi possono essere diretti all’acquisto di azioni (e questo è il caso che comporta una più alta rimuneratività ma anche un più alto rischio), all’acquisto di azioni e obbligazioni (con rischio più basso) oppure all’acquisto di sole obbligazioni (caso meno rischioso ma anche meno remunerativo).
La scelta del comparto di investimento al quale destinare i propri soldi non è obbligatoriamente fisso nel tempo ma, in qualsiasi momento l’investitore può decidere di cambiarlo. Quando il lavoratore finisce il proprio periodo di contribuzione perché ha raggiunto l’età pensionabile, riceverà dall’ente previdenziale la rendita che i propri contributi hanno accumulato nel corso del tempo in cui i suoi contributi sono stati investiti nei fondi pensione. La legge stabilisce che almeno il 50% dell’ammontare dei guadagni deve essere corrisposto sotto forma di rendita periodica mentre la restante parte può essere versata in un’unica soluzione.
I Pip, infine, rappresentano una vera e propria polizza assicurativa sulla vita.



Continua la lettura dell’articolo su Investimenti Online

Posted in FinansolComments (0)

56 queries in 0,415 seconds.