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Tredicesime 2012 nel calderone della crisi


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Se si vuole definitivamente uccidere l’economia italiana, la strada è quella di congelare le tredicesime dei dipendenti pubblici. Ad affermarlo è la Federconsumatori che è contraria ad ogni ipotesi di congelamento delle tredicesime come possibile misura di austerità tenendo conto del fatto che anche in Italia lo spread Btp-Bund, oggi a 530 punti base, sembra essere diventato orami insostenibile. In nome dello spread però non possono andare a finire nel calderone della crisi le tredicesime, altrimenti tanto per cambiare a pagare lo scotto di colpe non proprie sarebbero proprio i soliti noti, i dipendenti pubblici ed i pensionati.

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Facciamo chiarezza sul significato di spread Btp-Bund


E’ cambiato il governo ma il problema dello spread continua ad essere alto. In questi giorni lo spread Btp-Bund che sta toccando livelli record ed è panico a Piazza Affari.

Questi valori ci vengono inviati da ogni fonte di informazione ma quello che vogliamo fare è un po’ di chiarezza sul significato di spread Btp-Bund. Lo spread non è che la differenza tra i rendimenti dei Bund (titoli tedeschi) e dei Btp (titoli di stato italiani).

Come si calcola? Si prende un Btp a 10 anni e si calcola il rendimento a scadenza. Poi si prende un Bund a 10 anni e si calcola il rendimento a scadenza. Calcolando la differenza tra questi due rendimenti si ottiene lo spread.

Come va interpretato? Occorre partire dal presupposto che il rendimento di un titolo di stato rappresenta anche il suo livello di rischio: più è alto il rendimento, maggiore sarà il rischio che l’emittente non paghi le cedole e non rimborsi il capitale alla scadenza.

A parti invertite, minore è il rendimento e minore sarà il rischio dell’obbligazione. In quest’ottica, se lo spread tra Btp e Bund aumenta, significa che il rendimento del nostro Btp sta aumentando nei confronti del rendimento offerto da un’obbligazione ritenuta sicura come il Bund.

Se il rendimento del Btp aumenta, significa che il mercato percepisce il nostro titolo di stato come meno sicuro rispetto all’equivalente tedesco.

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Secondo i dati Istat, l’Italia cresce poco e lentamente


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Il premio di rischio italiano è salito al di sopra di quello degli spagnoli dal 2010 con uno spread di 400 punti base per i 396 spagnoli. Ciò significa che l’Italia paga più interessi sul proprio titolo decennale che la Spagna e le prestazioni dei titoli di Stato italiani rispetto ai Bund tedeschi, che sono considerati più sicuri dai mercati, è 6,251% da 6,241 % degli spagnoli. Anche se durante diverse giornate il premio per il rischio italiano ha di nuovo superato quello Spagnolo, i dati indicano che i mercati iniziano a vedere l’economia italiana più vulnerabile di quanto gli spagnoli, ciò non significa che sia un successo per la Spagna ma piuttosto un pericolo per l’intera zona euro. L’Italia è la terza più grande economia dell’euro a sostenere un debito del 120% (1,9 miliardi di euro) rispetto al Prodotto Interno Lordo (PIL), solo in Europa dopo la Grecia. Mentre il deficit non è il più alto del vecchio continente, con una crescita economica pari al 4,5% di un decennio si è bloccato allo 0,1%. Si tratta di un cocktail letale, perché se il divario continua a crescere a questo ritmo e l’Italia non cresce, il debito si moltiplicheranno nei prossimi anni. Ieri, un rapporto pubblicato dal Centro per l’Economia e Business Research di Londra, ha affermato che in questa fase, il debito italiano e il PIL potrebbe raggiungere il 150% nel 2017, mettendola sull’orlo del fallimento.

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Questa mattina, l’italiano Statistica (ISTAT) ha riferito che l’economia italiana è cresciuta dello 0,3% nell’ultimo trimestre. Secondo l’Istat, la crescita annua raggiungerà lo 0,7%, mentre il governo si aspetta che sia in grado di superare l’1%. La Spagna, però, ha un debito di 67,3% e la sua crescita negli ultimi anni è stata migliore nonostante il rallentamento nel quarto trimestre, che lo pone in una posizione migliore rispetto alla loro premio di rischio. Ma proprio perché è la terza più grande economia in Europa, l’UE non poteva permettersi un piano di salvataggio per l’Italia, che temevano in caso di default, prendendo il front-end per i paesi dell’euro diversi. Il governo italiano ha approvato lo scorso luglio, un pacchetto di regolazione di 48.000 milioni di euro, ma i tagli sono previsti sono forti per il 2012- 2013. Dopo che il governatore della Banca centrale europea Jean Claude Trichet, ha ammonito l’esecutivo di Silvio Berlusconi che sarebbe opportuno anticipare alcune misure per introdurre un mercato più rigorosa, quest’ultimo si è attivato facendo in modo che al più presto vengano attuate tutte le misure di cui il paese ha bisogno per raggiungere l’obiettivo entro il 2013 di portare debito allo 0%.italia_innovazione_103x131

In termini di crescita economica, Berlusconi e il suo ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dopo sono incontrati a Roma con le banche con i rappresentanti dei datori di lavoro e sindacati per sviluppare un piano per rilanciare l’economia non sono riusciti a trovare un punto d’incontro in quanto la manovre del governo non convince a tal punto da indurre la Cgil ad indire per il prossimo 6 settembre uno sciopero generale.

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Borsa italiana, spread Btp Bund sopra quota 300


borsa italiana

Torna sopra quota 300 lo spread tra i Btp decennali italiani e gli equivalenti Bund tedeschi. Una notizia che oggi va ad aggiungersi alle tante che stanno tenendo in fibrillazione la Borsa

borsa italiana

Torna sopra quota 300 lo spread tra i Btp decennali italiani e gli equivalenti Bund tedeschi. Una notizia che oggi va ad aggiungersi alle tante che stanno tenendo in fibrillazione la Borsa
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Sintesi della giornata finanziaria: 20 luglio 2011


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Freni Brembo (EUR : 9,50): per festeggiare i primi 50 anni di storia, rinnova nei contenuti e nella veste grafica il proprio sito Brembo.com. Il nuovo portale è una finestra web completamente dedicata al mondo dei freni dove, oltre alle sezioni rivolte agli stakeholder istituzionali del gruppo, sono stati migliorati i contenuti indirizzati ai clienti finali, articolati in quattro aree dedicate rispettivamente ad auto, moto, veicoli commerciali e racing. Per ciascuna di queste sezioni conquistano più spazio immagini, video e animazioni dei prodotti. Grande spazio anche al mondo delle corse con statistiche, dati tecnici e curiosità sui campionati Formula 1, MotoGP, Superbike e Nascar. Enel (EUR : 4,128): il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da Enel contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva bloccato il progetto per la realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Enel Green Power (EUR : 1,74): l’amministratore delegato Francesco Starace ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano francese La Tribune che il gruppo energetico italiano parteciperà il prossimo ottobre ad una gara per la costruzione di un impianto idroelettrico in Francia. Inoltre Starace ha escluso l’estensione della partnership tra Enel e Électricité de France (EDF) nel nucleare al settore delle energie rinnovabili. Generali (EUR : 13,4): secondo rumors di stampa, la compagnia di assicurazioni italiana sarebbe tuttora in trattative con la banca russa Vtb (che possiede l’1% di Generali) per la creazione di una joint venture in Russia con il partner ceco Ppf. L’Espresso (EUR : 1,658): ha registrato una crescita semestrale sia a livello di fatturato che dei risultati economici. In dettaglio, i ricavi netti consolidati ammontano a 457,4 milioni di Euro, in aumento del 2,8% rispetto al primo semestre del 2010, il risultato operativo si attesta a 63 milioni (+11,1%) mentre il risultato netto mostra una crescita del 10,1% a 31,5 milioni di Euro. Mediaset (EUR : 3,112): Dmt ha smentito la notizia apparsa su La Repubblica, secondo cui in Biscione, attraverso la controllata Elettronica Industriale, avrebbe trovato l’accordo per incorporare le torri di broadcasting di DMT. Nel comunicato, DMT conferma che le negoziazioni stanno comunque proseguendo.

Eyesight – Obbligazionario: si allenta sempre di più la tensione sulle obbligazioni italiane. Il differenziale di rendimento tra il Btp e Bund tedeschi a dieci anni è sceso questa mattina sotto i 300 bp ed in prossimità della chiusura si attesta sui minimi a 283 bp.

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Il debito italiano fa paura e costa: Btp ai massimi dall’era Euro



Buone notizie, buone intenzioni, sacrifici presenti e futuri, ma alla fine i mercati non sembrano soddisfatti e puniscono ancora l’Italia per il suo eccessivo debito pubblico e per l’incapacità di una classe dirigente e politica che non ha agito quando aveva più margini di manovra e maggiore consenso sociale.

Ieri sono dovuti intervenire il Presidente della Repubblica – che ha parlato di “miracolo” per una manovra finanziaria approvata senza assalti alla diligenza e senza troppe polemiche – e addirittura il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, il quale ha provato a rabbonire gli investitori e tessere le lodi dell’Italia. Ma i risultati sono stati magri.

L’asta dei Btp, in effetti, è andata bene, segno che gli investitori sono ancora disposti ad affidare i loro soldi al Tesoro italiano; il problema è che, in cambio del denaro, pretendono tassi di interesse molto elevati – molto più elevati anche rispetto a qualche mese fa – che a loro volta peseranno sul debito pubblico perché generano interessi più alti. Alla fine della giornata lo spread fra i Btp e i Bund tedeschi è aumentato “solo” di pochi punti, ma comunque la differenza è superiore al 3%.

I Btp a 15 anni sono stati collocati a un tasso del 5,90%, i livelli più alti dalla nascita dell’Unione monetaria europea. Di conseguenza il Tesoro dovrà pagare interessi alti e lo stato dei conti pubblici risentirà anche di questo elemento ulteriore di debolezza: non sono bastati una manovra finanziaria irrobustita e neppure la dimostrazione che l’Europa non assiterà senza intervenire al crollo di fiducia nei confronti del debito italiano.

Se infatti paesi relativamente piccoli come Irlanda, Grecia e Portogallo non sono davvero una minaccia per l’equilibrio europeo, nessuno può permettersi un default dell’Italia, nemmeno gli Stati Uniti che a loro volta devono fare i conti con un debito pubblico sempre più fuori controllo. Il problema è che l’Europa non ha gli strumenti politici per agire in fretta e con decisione: e dovrebbe forse decidersi a crearli!

Finanza ed economia si intrecciano a questo punto e non è possibile tenere distinti e distanti i due piani, come spiega con molta chiarezza anche Guido Tabellini sul Sole24Ore. L’Unione Europea ha bisogno di un meccanismo per tutelare i paesi più grandi con un alto debito pubblico: in una situazione di mercati finanziari tranquilli non ci sarebbero problemi, ma con mercati “isterici” e in fondo a bassa liquidità, il pericolo è reale.

L’Italia ha bisogno di raggiungere il pareggio di bilancio per ridurre anche il debito, in un arco di tempo più diluito; ma questa manovra non può essere troppo punitiva, altrimenti ci scordiamo la crescita economica, che già stenta e non da ieri. La crisi greca ha acuito i problemi e acceso i riflettori anche sull’Italia. Da piccoli investitori potremmo anche essere allettati da Btp quindicennali al 5,90%, ma se poi non possiamo rivenderli sul mercato secondario – a meno di perderci – il vantaggio è presto finito. E il deterioramento del quadro generale non può che danneggiare tutti. Non rimane che sperare nelle capacità dei nostri governanti; o in alternativa nel convincere i tedeschi a occuparci di noi e mettere le cose a posto. Forse è questa l’unica strada.

Il debito italiano fa paura e costa: Btp ai massimi dall’era Euro é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 08:11 di venerdì 15 luglio 2011.



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Borsa italiana, si allarga la forbice Btp-Bund: nuovi ribassi per le banche


borsa

Altra giornata di passione in Borsa italiana. La forbisce Btp – Bund continua infatti ad allargarsi, generando un diffuso nervosismo in tutta la piazza finanziaria. La conseguenza più immediata è stato il…

borsa

Altra giornata di passione in Borsa italiana. La forbisce Btp – Bund continua infatti ad allargarsi, generando un diffuso nervosismo in tutta la piazza finanziaria. La conseguenza più immediata è stato il…
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Piazza Affari, si allarga la forbice BTP Bund


piazza affari

La manovra varata da Tremonti sembra continuare a produrre effetti incisivi – come era d’altronde prevedibile – a Piazza Affari. Alla Borsa di Milano, infatti, la forbice tra i Btp e i…

piazza affari

La manovra varata da Tremonti sembra continuare a produrre effetti incisivi – come era d’altronde prevedibile – a Piazza Affari. Alla Borsa di Milano, infatti, la forbice tra i Btp e i…
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