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Tredicesime 2012 nel calderone della crisi


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Se si vuole definitivamente uccidere l’economia italiana, la strada è quella di congelare le tredicesime dei dipendenti pubblici. Ad affermarlo è la Federconsumatori che è contraria ad ogni ipotesi di congelamento delle tredicesime come possibile misura di austerità tenendo conto del fatto che anche in Italia lo spread Btp-Bund, oggi a 530 punti base, sembra essere diventato orami insostenibile. In nome dello spread però non possono andare a finire nel calderone della crisi le tredicesime, altrimenti tanto per cambiare a pagare lo scotto di colpe non proprie sarebbero proprio i soliti noti, i dipendenti pubblici ed i pensionati.

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Btp Italia attrae i piccoli risparmiatori


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Ben 133.479 contratti conclusi sul MOT, il Mercato Obbligazionario Telematico organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.. Sono questi i numeri della prima emissione del nuovo BTP Italia, chiusasi con oltre sette miliardi di euro di titoli acquistati. I BTP Italia, lo ricordiamo, sono i nuovi titoli di Stato telematici indicizzati all’inflazione che, stando a quanto avvenuto con la prima emissione, attraggono e non poco i piccoli risparmiatori. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti fornito dettagli sul controvalore degli ordini sul MOT, con il 56% di questi aventi un importo sotto i 20 mila euro. Dal 19 al 22 marzo del 2012, questi sono i risultati finali dell’emissione: 34.084 contratti il 19 marzo, 35.906 il 20, 34.371 il 21 e 29.118 contratti il 22 marzo del 2012.

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Come creare un portafoglio di investimento a basso rischio


Da inizio anno i mercati finanziari hanno recuperato una parte delle perdite registrate nel 2011. Vista la situazione attuale è probabile che nel prossimo futuro ci registrerà ancora una crescita ma non può essere scontata.

A chi non piace rischiare ed investire limitando al massimo i rischi deve per prima cosa creare un portafoglio diversificato scegliendo prodotti a basso rischio.

Diamo qualche consiglio.

Il 40% del proprio portafoglio dovrebbe essere investito in titoli italiani con scadenza 2013, in particolare il 2o% su Btp e il 20% su Cct, una scelta dettata dalla convinzione che l’Italia sia uno dei paesi europei che presenta il miglior compromesso tra rischio limitato e rendimento.

E’ inoltre una buona scelta includere investimenti in paesi emergenti, considerati un fattore chiave per riuscire a trarre buoni profitti. Questi dovrebbero avere un peso di circa il 30% del portafoglio.

Per la restante parte si dovrebbe scegliere i bond bancari, soprattutto americani in quanto si ritiene che la crisi della banche negli USA abbia già superato la fase critica.

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Le borse crollano. E’ il momento per investire sui nostri titoli di Stato


Le borse europee continuano a perdere punti però questo potrebbe essere il momento migliore per investire sui nostri titoli di Stato.

Se non si ha paura di un crack totale del paese, infatti, unico caso in cui lo Stato non onorerebbe il proprio debito, questo è un ottimo momento per investire in titoli poiché ora costano poco e rendono molto.

Questa situazione si è venuta a creare a causa del debito pubblico perché l’Italia, per finanziare i propri debiti verso gli altri paesi ha bisogno di liquidità e la può ottenere solo pagando di più gli investitori che credono nel rilancio dell’economia.

Ma vediamo più nel dettaglio la situazione caso per caso.

Trattando di Btp, in base a quella che è anche la personale propensione al rischio, si potrebbe arrivare a prendere in considerazione l’ipotesi di mettere nel proprio portafoglio titoli delle obbligazioni statali per un carico di circa il 15% della totalità di investimenti, secondo quanto consiglia anche Angelo Drusiani, gestore obbligazionario di Banca Albertini Syz.

Questo perché potrebbe esserci un ulteriore calo del loro valore che, in caso di non forte propensione al rischio e di scarsa disponibilità economica nel medio termine, potrebbe generare ulteriore panico nell’investitore medio; altrimenti, in caso di buona propensione al rischio e di buona disponibilità economica, una simile operazione potrebbe portare soddisfazioni in termini di guadagno visto che in ultima analisi un Btp rendeva il 7,2% e ci saranno diverse aste per Btp quinquennali a partire da lunedì 14 novembre.

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Tassa patrimoniale sugli immobili e sui risparmi


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Allo Stato italiano servono soldi per placare i mercati finanziari che proprio in queste ore sono caratterizzati da un attacco speculativo, l’ennesimo, sui Buoni del Tesoro Poliennali (Btp). I modi per fare cassa dall’oggi al domani sono tanti, a partire dalla misura più drastica, quella del prelievo forzoso dai conti correnti. Oppure si possono stangare gli italiani, ed in particolare quelli che hanno di più, con una tassazione aggiuntiva, temporanea o definitiva, sugli immobili ed in generale sui risparmi. Trattasi della cosiddetta tassazione patrimoniale che aleggia come uno spettro ma che sinora non è stata introdotta dal centrodestra che la considera una misura di sinistra. Pur tuttavia, è in gioco la salvezza del Paese nell’euro, ragion per cui destra e sinistra rischiano di non avere più senso se l’Italia affonda con tutto il suo debito

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Rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie


Non manca molto alla fine dell’anno solare e dall’1 gennaio 2012 scatterà la rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie. Questa interesserà anche le assicurazioni, tra cui anche le polizze cosiddette unit linked.

In particolare, resta invariata al 12,5% la tassazione sulle rendite finanziarie legate al possesso di titoli di Stato, Bot, Ctz, Btp e Cct per intenderci, mentre per tutti gli altri attivi, dalle azioni alle obbligazioni societarie, e passando per i pronti contro termine, si passerà dal 12,5% al 20%; la tassazione, quindi, diventa più aspra mente si alleggerirà, dal 27% al 20%, per i conti di deposito e per le giacenze in conto corrente.

Ma quale aliquota verrà applicata per una unit linked che, ad esempio, ha l’80% di attivi in titoli di Stato, ed il 20% in azioni? Sarà tutto tassato al 20% o si pagheranno le tasse in proporzione?

Ebbene, in accordo con quanto riportato dallo SNA, il Sindacato Nazionale Agenti, citando un articolo apparso sul “Sole 24 Ore”, sulla questione si attendono chiarimenti unitamente poi ad un apposito Decreto che dovrà emanare il MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, per fare chiarezza e per disciplinare quello che sarà il metodo ed il meccanismo legato alla tassazione.
fonte: blogosfere.it

 Rivoluzione in materia tassazione sulle rendite finanziarie

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Borsa italiana, spread Btp Bund sopra quota 300


borsa italiana

Torna sopra quota 300 lo spread tra i Btp decennali italiani e gli equivalenti Bund tedeschi. Una notizia che oggi va ad aggiungersi alle tante che stanno tenendo in fibrillazione la Borsa

borsa italiana

Torna sopra quota 300 lo spread tra i Btp decennali italiani e gli equivalenti Bund tedeschi. Una notizia che oggi va ad aggiungersi alle tante che stanno tenendo in fibrillazione la Borsa
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Sintesi della giornata finanziaria: 20 luglio 2011


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Freni Brembo (EUR : 9,50): per festeggiare i primi 50 anni di storia, rinnova nei contenuti e nella veste grafica il proprio sito Brembo.com. Il nuovo portale è una finestra web completamente dedicata al mondo dei freni dove, oltre alle sezioni rivolte agli stakeholder istituzionali del gruppo, sono stati migliorati i contenuti indirizzati ai clienti finali, articolati in quattro aree dedicate rispettivamente ad auto, moto, veicoli commerciali e racing. Per ciascuna di queste sezioni conquistano più spazio immagini, video e animazioni dei prodotti. Grande spazio anche al mondo delle corse con statistiche, dati tecnici e curiosità sui campionati Formula 1, MotoGP, Superbike e Nascar. Enel (EUR : 4,128): il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da Enel contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva bloccato il progetto per la realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Enel Green Power (EUR : 1,74): l’amministratore delegato Francesco Starace ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano francese La Tribune che il gruppo energetico italiano parteciperà il prossimo ottobre ad una gara per la costruzione di un impianto idroelettrico in Francia. Inoltre Starace ha escluso l’estensione della partnership tra Enel e Électricité de France (EDF) nel nucleare al settore delle energie rinnovabili. Generali (EUR : 13,4): secondo rumors di stampa, la compagnia di assicurazioni italiana sarebbe tuttora in trattative con la banca russa Vtb (che possiede l’1% di Generali) per la creazione di una joint venture in Russia con il partner ceco Ppf. L’Espresso (EUR : 1,658): ha registrato una crescita semestrale sia a livello di fatturato che dei risultati economici. In dettaglio, i ricavi netti consolidati ammontano a 457,4 milioni di Euro, in aumento del 2,8% rispetto al primo semestre del 2010, il risultato operativo si attesta a 63 milioni (+11,1%) mentre il risultato netto mostra una crescita del 10,1% a 31,5 milioni di Euro. Mediaset (EUR : 3,112): Dmt ha smentito la notizia apparsa su La Repubblica, secondo cui in Biscione, attraverso la controllata Elettronica Industriale, avrebbe trovato l’accordo per incorporare le torri di broadcasting di DMT. Nel comunicato, DMT conferma che le negoziazioni stanno comunque proseguendo.

Eyesight – Obbligazionario: si allenta sempre di più la tensione sulle obbligazioni italiane. Il differenziale di rendimento tra il Btp e Bund tedeschi a dieci anni è sceso questa mattina sotto i 300 bp ed in prossimità della chiusura si attesta sui minimi a 283 bp.

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Il debito italiano fa paura e costa: Btp ai massimi dall’era Euro



Buone notizie, buone intenzioni, sacrifici presenti e futuri, ma alla fine i mercati non sembrano soddisfatti e puniscono ancora l’Italia per il suo eccessivo debito pubblico e per l’incapacità di una classe dirigente e politica che non ha agito quando aveva più margini di manovra e maggiore consenso sociale.

Ieri sono dovuti intervenire il Presidente della Repubblica – che ha parlato di “miracolo” per una manovra finanziaria approvata senza assalti alla diligenza e senza troppe polemiche – e addirittura il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, il quale ha provato a rabbonire gli investitori e tessere le lodi dell’Italia. Ma i risultati sono stati magri.

L’asta dei Btp, in effetti, è andata bene, segno che gli investitori sono ancora disposti ad affidare i loro soldi al Tesoro italiano; il problema è che, in cambio del denaro, pretendono tassi di interesse molto elevati – molto più elevati anche rispetto a qualche mese fa – che a loro volta peseranno sul debito pubblico perché generano interessi più alti. Alla fine della giornata lo spread fra i Btp e i Bund tedeschi è aumentato “solo” di pochi punti, ma comunque la differenza è superiore al 3%.

I Btp a 15 anni sono stati collocati a un tasso del 5,90%, i livelli più alti dalla nascita dell’Unione monetaria europea. Di conseguenza il Tesoro dovrà pagare interessi alti e lo stato dei conti pubblici risentirà anche di questo elemento ulteriore di debolezza: non sono bastati una manovra finanziaria irrobustita e neppure la dimostrazione che l’Europa non assiterà senza intervenire al crollo di fiducia nei confronti del debito italiano.

Se infatti paesi relativamente piccoli come Irlanda, Grecia e Portogallo non sono davvero una minaccia per l’equilibrio europeo, nessuno può permettersi un default dell’Italia, nemmeno gli Stati Uniti che a loro volta devono fare i conti con un debito pubblico sempre più fuori controllo. Il problema è che l’Europa non ha gli strumenti politici per agire in fretta e con decisione: e dovrebbe forse decidersi a crearli!

Finanza ed economia si intrecciano a questo punto e non è possibile tenere distinti e distanti i due piani, come spiega con molta chiarezza anche Guido Tabellini sul Sole24Ore. L’Unione Europea ha bisogno di un meccanismo per tutelare i paesi più grandi con un alto debito pubblico: in una situazione di mercati finanziari tranquilli non ci sarebbero problemi, ma con mercati “isterici” e in fondo a bassa liquidità, il pericolo è reale.

L’Italia ha bisogno di raggiungere il pareggio di bilancio per ridurre anche il debito, in un arco di tempo più diluito; ma questa manovra non può essere troppo punitiva, altrimenti ci scordiamo la crescita economica, che già stenta e non da ieri. La crisi greca ha acuito i problemi e acceso i riflettori anche sull’Italia. Da piccoli investitori potremmo anche essere allettati da Btp quindicennali al 5,90%, ma se poi non possiamo rivenderli sul mercato secondario – a meno di perderci – il vantaggio è presto finito. E il deterioramento del quadro generale non può che danneggiare tutti. Non rimane che sperare nelle capacità dei nostri governanti; o in alternativa nel convincere i tedeschi a occuparci di noi e mettere le cose a posto. Forse è questa l’unica strada.

Il debito italiano fa paura e costa: Btp ai massimi dall’era Euro é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 08:11 di venerdì 15 luglio 2011.



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Borsa italiana, si allarga la forbice Btp-Bund: nuovi ribassi per le banche


borsa

Altra giornata di passione in Borsa italiana. La forbisce Btp – Bund continua infatti ad allargarsi, generando un diffuso nervosismo in tutta la piazza finanziaria. La conseguenza più immediata è stato il…

borsa

Altra giornata di passione in Borsa italiana. La forbisce Btp – Bund continua infatti ad allargarsi, generando un diffuso nervosismo in tutta la piazza finanziaria. La conseguenza più immediata è stato il…
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Piazza Affari, si allarga la forbice BTP Bund


piazza affari

La manovra varata da Tremonti sembra continuare a produrre effetti incisivi – come era d’altronde prevedibile – a Piazza Affari. Alla Borsa di Milano, infatti, la forbice tra i Btp e i…

piazza affari

La manovra varata da Tremonti sembra continuare a produrre effetti incisivi – come era d’altronde prevedibile – a Piazza Affari. Alla Borsa di Milano, infatti, la forbice tra i Btp e i…
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Forme di investimento sicure (parte 3 di 3)


Investimenti a lungo termine sicuri e con pochissimi rischi I Titoli di Stato sono simili alle Obbligazioni con la differenza che anziché essere emessi da società private, vengono emessi dallo Stato che li vende ai risparmiatori per finanziare il proprio debito pubblico. Sono senza dubbio la forma di investimento più sicura per il risparmiatore in quanto c’è sempre lo Stato alle spalle che garantisce sulla buona riuscita dell’investimento e sulla più che certa restituzione del capitale investito.

I Titoli di Stato più importanti e comuni sono: i Bot, i Btp e i Cct.

I Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli a zero coupon e possono avere scadenze variabili dai 3 ai 12 mesi. Sono i titoli più sicuri per l’investitore che, alla scadenza del contratto, si vedrà restituito il proprio capitale accresciuto di una quota di interessi.
I Btp (Buoni del Tesoro Poliennali) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine con scadenze che vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 30 anni. Il tasso di interesse che viene corrisposto per questi titoli è sempre fisso e viene stabilito anticipatamente, cioè nel momento in cui vengono messi sul mercato. Data la lunga durata di questo tipo di contratti, gli interessi vengono corrisposti all’investitore tramite cedole semestrali. Alla scadenza del contratto l’investitore si vedrà restituita la somma corrispondente al valore nominale del titolo stesso. Il rischio per l’investitore, anche in questo caso, è praticamente inesistente.
Anche i Cct (Certificati di Credito del Tesoro) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine (5, 6, 7 o 10 anni). Questi titoli garantiscono al risparmiatore una cedola semestrale il cui importo però è variabile e indicizzato rispetto all’andamento sul mercato dei Bot. Il rischio comportato da questi titoli per l’investitore è basso e legato solo all’eventuale andamento negativo dei Bot sul mercato, eventualità nella quale l’investitore riceverebbe interessi più bassi al momento della riscossione della cedola semestrale. Tutti i titoli di stato hanno il vantaggio di poter essere negoziati sul mercato prima della loro scadenza.

Altra forma di investimento piuttosto sicura per il risparmiatore è rappresentata dalla Previdenza Integrativa. Questa forma di investimento si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e consiste in strumenti di investimento gestiti dagli enti previdenziali. La loro finalità è quella di integrare con somme aggiuntive le prestazioni pensionistiche obbligatorie. Questi strumenti possono essere i Fondi Pensione o i Pip (Piani Individuali Pensionistici). I fondi pensione a loro volta si dividono in Fondi Negoziali e Fondi Aperti.
I Fondi Negoziali scaturiscono da accordi tra enti previdenziali e associazioni sindacali di determinate categorie di lavoratori e vengono gestiti da banche o assicurazioni.
I Fondi Aperti invece vengono emessi direttamente dalle banche, dalle assicurazioni o dalle società di intermediazione e quindi non sono ad esclusivo uso di determinate categorie di lavoratori ma possono essere usati anche da lavoratori autonomi.
Quello che questi fondi fanno concretamente è raccogliere i contributi dei lavoratori e investirli in modo da renderli più remunerativi. Gli investimenti di questi contributi possono essere diretti all’acquisto di azioni (e questo è il caso che comporta una più alta rimuneratività ma anche un più alto rischio), all’acquisto di azioni e obbligazioni (con rischio più basso) oppure all’acquisto di sole obbligazioni (caso meno rischioso ma anche meno remunerativo).
La scelta del comparto di investimento al quale destinare i propri soldi non è obbligatoriamente fisso nel tempo ma, in qualsiasi momento l’investitore può decidere di cambiarlo. Quando il lavoratore finisce il proprio periodo di contribuzione perché ha raggiunto l’età pensionabile, riceverà dall’ente previdenziale la rendita che i propri contributi hanno accumulato nel corso del tempo in cui i suoi contributi sono stati investiti nei fondi pensione. La legge stabilisce che almeno il 50% dell’ammontare dei guadagni deve essere corrisposto sotto forma di rendita periodica mentre la restante parte può essere versata in un’unica soluzione.
I Pip, infine, rappresentano una vera e propria polizza assicurativa sulla vita.



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