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Huawei: presentazione dei risultati del primo semestre, dettagli, strategie e show dello smartphone Ascend P1 con tante foto e dettagli


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Ho iniziato questa notizia con quella che è almeno a livello di effetto la migliore foto che ho fatto, ne troverete più di 20 dopo il salto, l’altro giorno in quel di Milano huawei ha invitato blog e testate giornalistiche del mondo della tecnologia a Milano per presentarsi in un secondo incontro di approfondimento per parlare dell’azienda, dei risultati raggiunti, strategie e sopratutto il modello di smartphone Android top di gamma Ice Cream Sandwich Ascend P1 (annunciato insieme a F10HD a Febbraio). La notizia è lunga: dati, scatti e note per capire al meglio le intenzioni del produttore cinese nel mercato italiano e più in generale in quello europeo.

Come anticipato eccovi l’album degli scatti del modello e presenti in questa notizia, cliccando l’anteprima si aprirà l’album della nostra pagina su G+:

 

 

Inizia la presentazione al pubblico Roberto Loiola, vice-presidente Western-Europe per Huawei, vediamo gli argomenti di cui ha parlato:

 

 

 

impegnata in quattro business e con altrettanti clienti diversi: operatori per costruzione di reti, per fornire soluzioni elettroniche al mondo business, prodotti per il consumer e costruzione di soluzioni per la trasmissione dati su larga scala il fatturato per i primi sei mesi del 2012 ha generato ricavi per 16.2 miliardi di Dollari, una crescita rispetto allo stesso periodo del 2011 che si traduce anche in un margine operativo maggiore del 9%. E ancora altri tre dati leggibili bene dall’immagine a seguire:

 

 

 

Nel 2011 e parte di quest’anno Huawei si è distinta per essere stata la prima azienda a aver trasmesso interi pacchetti di dati dal peso maggiore di 1GB a velocità altissime con la soluzione Atom Cell a oggi già in uso negli Stati Uniti con operatori come T-Mobile, Sprint e Verizon e in costruzione insieme a aziende come Telecom Italia, Vodafone, H3G e altri 47 partner per essere pronti al lancio nel belpaese di reti LTE l’anno prossimo; ora provate a guardare lo smartphone magari accanto al pc da cui leggete la notizia di cui certamente conoscete il produttore, perfetto ora guardate la slide a seguire in merito a chi costruisce le reti a cui si appoggia:

 

 

 

“1 persona su tre al mondo utilizza un prodotto o una soluzione huawei”: un risultato senza paragoni.

Altro importante risultato raggiunto: è Huawei l’azienda che ha costruito il più grande centro dati al mondo superando colossi come Apple, IBM e Samsung, verrebbe da pensare che questa azienda preferisce lavorare bene senza cercare troppi onori al contrario di altre che attirano un interesse che a confronto con lei il gap è enorme.

 

 

Presenti in tutto il mondo centri per diverse fasi e parti di sviluppo del prodotto:

 

 

 

Settore device mobili per utenti consumer

 

Da fine 2011 Huawei ha iniziato a farsi conoscere, ha avuto un boom a natale per la venduta insieme a Vodafone di Ideos che a 99 Euro offriva un terminale con Froyo e a oggi quel nome per gli appassionati Android rappresenta un gradino di crescita importante, anche il sito ufficiale per l’Italia è stato creato da zero (notizia dedicata) in previsione delle vendite per questo settore nel 2012

 

 

che prevedono una crescita del 40% rispetto all’anno scorso a 9 miliardi di Euro da raggiungere con prodotti di tre fasce diverse:

 

– huawei linea Y: smartphone entry level, prezzo intorno ai 99-119 Euro,

– huawei linea G: smartphone e tablet di medio livello per clienti che hanno esigenze software e di resa maggiori (per fare un esempio a una persona a cui interessa poco il s.o. ma a cui piace Android va bene uno della linea Y, se si desidera giocare anche a titoli che richiedono più risorse e si sa cosa scegliere meglio G), in questa fascia possiamo notare huawei MediaPad e MediaPad HD nella versione con ICS nativo. Prezzo: dai 249 a 399 Euro.

– huawei linea Ascend P: fa i suoi primi passi quest’anno con una cpu proprietaria costruita in Cina insieme a partner elettronici locali (non per tutti i modelli, per questo si è scelto un americano TiOmap), Ascend P1 è il primo e di certo non sarà l’ultimo.

 

 

(per vedere gli scatti di Ascend P1 vi invito a vedere la galleria di scatti in G+, link anche a inizio notizia).

 

 

 

I dati del 2011 parlano, riprendendo il dato di 6.8 miliardi di $, che in merito a dispositivi tecnologici (smartphone e tablet) nel mondo sono stati centocinquanta milioni le unità vendute per una quota interna (ricordo che è una azienda di stato cinese) del 25% e nel resto del mondo per 75.

 

Dobbiamo ricordare che huawei è una azienda nata solo un quarto di secolo fa, ma solo l’anno scorso è stata la terza azienda al mondo per numero di brevetti registrati (23.522) con il 44% della forza lavoro qualificata nei centri del mondo (vedi cinque immagini più sopra) impiegata in ricerca e sviluppo, a questo proposito trovo utile il paragone con Samsung (notizia dedicata) che con un più alto numero di business in cui è impegnata, dipendenti e centri di ricerca e sviluppo in paesi diversi (Italia compresa a Milano) impiega in questo campo il 25% del personale complessivo.

 

 

 

Huawei Ascend P1: Beauty meet Brains

 

Voglio iniziare mostrandovi il video promo realizzato per il modello dal nostro canale YouTube, tenete presente che l’ho preso alla presentazione seduto in mezzo a centinaia di persone quindi se non è proprio perfetto vi chiedo di capirne il motivo:

 

Clicca qui per vedere il video incorporato.

 

 

 

Gli aspetti dello smartphone e non solo che Daniele de Grandis, responsabile vendite per l’Italia e Svizzera, ha voluto evidenziare:

 

– design e linee esteriori che si ripercuotono nella bellezza estetica e funzionale, siamo uno dei pochi paesi al mondo dove il telefono viene dato a parte e non con l’abbonamento e vi assicuro sono boccate di ossigeno in cassa dirette e fondamentali per i produttori, il più sta nel convincere a spendere i 449Euro di prezzo di listino,

– il processore non doveva essere un TiOmap, a febbraio si era parlato dell’HiSilicon K3V2 con due core che nemmeno è stato citato con l’attenzione che merita,

– il lavoro di ottimizzazione della batteria è stato fatto quindi con il TiOmap,

– sì l’aggiornamento a Android 4.1 JB per questo modello ci sarà,

– Huawei è tra gli otto produttori con cui Microsoft lancerà Windows 8, durante l’anno non aspettiamoci quindi solo prodotti Google Android,

– il prezzo di listino è di 449$, poco sotto concorrenti più conosciuti come Xperia S (499E) e One S (529E),

– vi invito a leggere le caratteristiche a seguire:

 

 

e ulteriori particolari:

 

 

impressionante la parte fotocamera, tecnologia dello schermo e cura dell’aspetto audio delle cassa sonora nella scocca posteriore in basso.

 

 

 

 

 

 

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Chirurgia estetica, è boom di interventi ai piedi


chirurgia estetica boom interventi piediIl trend del momento negli interventi di chirurgia estetica? Il piede. Non che dobbiate dimenticare il seno, le labbra e le liposuzioni, ma i maggiori ritocchi in questa estate del 2012 toccano al piede, attraverso ritocchi di abbellimento. Dita di diversa dimensione e piede cicciottello sembrano non essere più tollerati: da qui una crescita esponenziale della plastica al piede per curare la “toe obesity”, l’obesità delle dita del piede.
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Chirurgia estetica, è boom di interventi ai piedi, pubblicato su MedicinaLive il 15/07/2012

© Valentina per MedicinaLive, 2012. | Commenta! |
Tag: alluce valgo, liftting, piedi, ritocco dell’ultim’ora


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Dati su consumer mobile internet, incassi da apps in Play e App Store con Ad-vertising, in-app e a vendita diretta e molto altro


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Interessanti i dati della School of Management – Politecnico di Milano, a cui vanno i nostri migliori complimenti, che ha pubblicato una serie di dati inerenti all’evoluzione dei consumi che accompagna quella della tecnologia, oltre a prendere in considerazione l’aumento della spesa complessiva degli utenti con un piano dati vengono presentati i risultati delle ricerche in campo aziendale o di sviluppatori privati che hanno visto nel business dei negozi virtuali una opportunità e ne hanno colto i risultati raddoppiati in un solo anno; ma passiamo alle statistiche con i dati più importanti fra tutti in grassetto:

 

Nel 2011 la spesa degli utenti per navigare in Internet dal cellulare e dallo smartphone esplode: con un +52%, sono stati superati gli 800 milioni di euro. È boom anche di ricavi da Mobile Apps (che raddoppiano) e di vendite di contenuti tramite Mobile Web agli utenti che possiedono gli Smartphone (+190%).
Grazie a questi nuovi contenuti, finalmente, dopo 3 anni di contrazione, il mercato dei Mobile Content&Apps (Pay e Advertising) torna a crescere del 4%, toccando quota 530 milioni di euro, con i ricavi pay a farla da padrone (90%). Trainano Giochi (+44%), Musica (+39%) e Video (+30%). Crescono anche i ricavi complessivi da mobile ADV (+50%, 56 milioni di euro) grazie agli investimenti in Display Advertising all’interno di Applicazioni e Mobile site e in Keyword Advertising.

 

 

Mobile Internet, applicazioni e giochi


Le Mobile Apps scaricabili dagli Application Store, raddoppiando in valore assoluto nel corso del 2011, valgono 75 milioni di euro, a maggioranza ricavi pay (circa 85%) e con ruolo crescente dei ricavi da in-app billing. Apple domina nel mercato della vendita di Apps: oltre l’85% del mercato è nelle sue mani.

I Giochi guidano la classifica delle 50 applicazioni più redditizie (ovvero quelle che generano maggiori ricavi a pagamento da parte del consumatore) sia su App Store che su Google Play, con un peso di oltre il 50%. Sono poche (intorno al 10%) le realtà italiane che riescono a entrare nella classifica delle Top 50 app più redditizie, ma tra queste ci sono anche giovani sviluppatori indipendenti che riescono a ottenere ritorni economici estremamente interessanti.

 

 

App a pagamento, ancora giochi e modalità di pagamento a credito e in-app

 

Il mercato dei Mobile Content&Apps a pagamento è stabile nel 2011, per effetto di due dinamiche contrapposte: da un lato, un calo dei contenuti più tradizionali (come loghi e suonerie, sms informativi in abbonamento, televoting, ecc.), dall’altro un forte boom della vendita di Mobile Apps scaricate dagli Application Store (+89%) e di contenuti veicolati tramite il Mobile Web agli utenti che possiedono uno Smartphone (+200% circa).


I contenuti che maggiormente trainano la crescita sono i Giochi (+44%), grazie soprattutto ai risultati ottenuti sugli Application Store, ma anche a un aumento delle vendite tramite il Mobile Internet. Crescono con tassi interessanti anche Musica (+39%) e Video e (+30%), anche se continuano ad avere un peso ancora limitato sul mercato complessivo.


livello di sistemi di pagamento, domina il credito telefonico: nonostante la crescita del mondo Application Store, l85% del mercato rimane nelle mani degli Operatori telefonici, che abilitano la vendita di contenuti tramite il conto telefonico.

 

 

Anche il Mobile Advertising ha registrato una crescita cospicua nel 2011 (+50%), raggiungendo quota 56 milioni di euro, un valore che ci si attende raddoppi nei prossimi due anni, arrivando a pesare quasi il 10% del totale mercato della Pubblicità su Internet. In termini di formati pubblicitari, crescono a 3 cifre gli investimenti in Display Advertising all’interno di Applicazioni e Mobile site e in Keyword Advertising. Focalizzando l’attenzione sul mercato delle Mobile Apps scaricabili dagli Application Store, si registra un raddoppio in valore assoluto nel corso del 2011, per un valore complessivo di 75 milioni di euro. Anche in questo caso si tratta prevalentemente di ricavi Pay (circa l’85%), mercato in cui ha giocato un ruolo determinante la fortissima crescita dei ricavi da in-app billing.

 

Ma qual è il comportamento del consumatore nei confronti delle Mobile Apps? Da una indagine condotta in collaborazione con Doxa, emerge che il 31% degli utenti che usano Applicazioni ha meno di 5 App, il 34% tra 6 e 20 e il 35% oltre 21. In particolare, gli utenti Apple hanno mediamente 52 applicazioni contro le 30 degli utenti Android. Gli utilizzatori sono per la maggioranza uomini (60%) e hanno prevalentemente tra i 25 e 44 anni (62%).

 

 

“Tra costoro abbiamo però registrato due atteggiamenti distinti nei confronti delle Apps – conclude Guido Argieri Telco & Media Director di Doxa – da un lato i SOCIAL FUN, veri appassionati delle App che scaricano e provano di tutto (soprattutto gratis), dall’altro coloro che abbiamo definito ALL CONSCIOUS e che pur scaricando meno dei primi sono però disposti a pagare per avere un livello di servizio ed experience superiore e alternativa al www.”

Le categorie di Applicazioni maggiormente utilizzate sono quelle Social e di community, seguite da quelle pensate per la mobilità/in viaggio, dalle applicazioni di utilità e produttività personale, dai Giochi e, infine, dalle News. Quasi un terzo delle App possedute viene usata almeno una volta del mese e circa il 20% ogni settimana.

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Il 2012 sarà l’anno per il conto deposito


Come sappiamo dal 1° gennaio 2012 sono entrare in vigore diverse norme, tasse, che incideranno in maniera consistente i nostri investimenti.Queste modifiche come tutte le altre tasse introdotte per far aumentare le casse dello stato, saranno a carico dei cittadini che si dovranno stringere la cinghia su ogni cosa.

Di tutto queste tasse introdotte, l’unico strumento che ne esce bene, anzi guadagnandoci, è il conto deposito.

Al momento infatti, il conto deposito è l’unico strumento di investimento o di risparmio su cui non si paga alcun bollo. Nella maggioranza dei casi il bollo viene pagato direttamente dalle banche.

Altro vantaggio sui conti deposito è la tassazione che dal 2012 passa dal 27% al 20%.
Questo si traduce in una riduzione dell’imposta che favorisce la scelta di aprire un conto deposito.

Ricordiamo che nell’ultimo decreto del Governo Monti, la tassazione resterà al 27% per tutti gli interessi maturati fino al 31 dicembre 2011, indipendentemente dal momento in cui gli stessi diventano esigibili.

Per chi apre un conto deposito oggi la tassazione degli interessi sarà al 20%.

Alla luce di queste modifiche, ma soprattutto delle tasse che colpiranno gli altri prodotti di investimento, il 2012 si annuncia come un anno di boom per il conto deposito.
Fonte: banca-del-risparmio.blogspot.com

 Il 2012 sarà lanno per il conto deposito

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Come ottenere il nuovo profilo di Facebook – Il diario


Tecnonerd vi spiega come ottenere il nuovo aspetto per il profilo di Facebook, il cosiddetto “diario”. Facebook cambia faccia e lo fa in grande stile! Il 2011 appena concluso è stato l’anno del definitivo boom dei social network, e tra tutti i social network sicuramente Facebook è quello più conosciuto e usato. Come “regalo di […]



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Il crollo del rame può anticipare Borse ribassiste come nel 2008/2009



I mercati azionari non stanno troppo bene e anche le occasionali ondate rialziste sono comunque di breve respiro e non sembrano in grado di concretizzarsi in un recupero più sostanzioso e durevole. Nell’ultimo mese si è aggiunto il crollo dei prezzi del rame, che ha perso oltre il 20% del suo valore a New York, ai minimi dal 2010.

Su molti siti e blog di analisi dei mercati si possono leggere in questi giorni parecchi commenti sui segnali che arrivano dalle quotazioni del rame e che potrebbero dare indicazioni sull’andamento delle Borse, americane ma anche mondiali, nei prossimi mesi. Non a caso nel biennio 2008/2009 il rame, che dal 2004 aveva visto i suoi prezzi impennarsi, ha anticipato il crollo delle Borse: pochi mesi dopo anche gli indici di Wall Street sono affondati con un andamento analogo.

Da un punto di vista economico un calo così brusco indica quasi sempre una recessione economica: il rame è un metallo industriale, largamente impiegato in prodotti tecnologici come i cellulari, i tablet e i lettori mp3, nei pc e poi anche nell’industria pesante: tubi, cavi, reti di rame si trovano in parecchi prodotti. E infatti il boom del prezzo del rame ha coinciso in particolare con una domanda esorbitante arrivata soprattutto dalla Cina.

Molti, quindi, sospettano che il rallentamento economico di questi mesi può diventare vera e propria recessione, proprio a partire dalla Cina; è vero, d’altronde, che il Fondo monetario internazionale ha ridotto le sue previsioni per la crescita nel 2011 e 2012, ma i paesi emergenti e la Cina dovrebbero comunque, stando alle analisi, mantenere l’economia mondiale in espansione. Il crollo di queste ultime settimane, quindi, potrebbe essere legato anche alla speculazione, visto che negli ultimi dieci anni le quotazioni del rame hanno raggiunto livelli incredibili, non giustificati neppure da una domanda sostenuta.

Diverso è il discorso sui mercati finanziari. Nel pieno della crisi finanziaria del 2008/2009 il rame è stato un ottimo anticipatore dei corsi azionari. Pochi mesi dopo il crollo – che ha visto il suo minimo nel 2008 – anche gli indici azionari sono crollati e il meccanismo si potrebbe ripetere anche adesso.

C’è da specificare, però, che nel 2011 il prezzo del rame ha subito variazioni molto brusche: da febbraio si è triplicato, anche di fronte a una domanda che cominciava a calare, e adesso sta subendo quanto meno una correzione. La domanda in Cina – che rappresenta il 40% della domanda mondiale – si riduce e dunque le quotazioni si stanno adeguando a una situazione reale.

Rimane da capire se l’andamento del rame è ancora significativo e soprattutto indicativo di una tendenza più generale o se ormai sia sganciato sia dalla realtà industriale sia dall’andamento dei corsi azionari. Non tutti gli osservatori hanno la stessa opinione.

Il crollo del rame può anticipare Borse ribassiste come nel 2008/2009 é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 09:18 di venerdì 30 settembre 2011.



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Investire nell’oro, boom di quotazioni


oro

Anche i meno attenti sul fronte finanziario avranno notato come le quotazioni dei futures sui lingotti siano cresciuti nelle ultime settimane con ritmi davvero sorprendenti. La motivazione di questo boom delle quotazioni…

oro

Anche i meno attenti sul fronte finanziario avranno notato come le quotazioni dei futures sui lingotti siano cresciuti nelle ultime settimane con ritmi davvero sorprendenti. La motivazione di questo boom delle quotazioni…
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Goletta Verde boccia le nostre coste


Vi propongo un mio articolo sul rapporto di Goletta Verde (la nave di Legambiente) sulla qualità delle acque e delle coste del Lazio Pubblicato sul quotidiano ecologista Terra del 13 luglio  e sul sito www.terranews.it. Buona lettura 😉

MARE- Termina il viaggio laziale in quattro tappe della nave di Legambiente. Boom di denunce presentate, Ventotene Bandiera Nera.

Vedere le coste
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L’Europa attende gli stress test mentre si parla di Irlanda e Italia


L’ultimo rapporto della Commissione europea, del Fondo monetario internazionale FMI e della Banca centrale europea ha detto che tutti gli obiettivi nel programma di austerità del governo irlandese sono stati finora raggiunti. Si torna dunque a parlare di Irlanda e della decisione, da parte dell’agenzia di rating Moody, di effettuare un downgrade del debito sovrano dell’Irlanda a junk.

Ajai Chopra, del Fondo monetario internazionale, ha visitato Dublino e ha sottolineato che in passato, in tempi di boom, che l’Irlanda ha vissuto negli anni novanta e all’inizio del decennio scorso, le agenzie di rating del credito sono state spesso colpevoli semplicemente di una sottostima del rischio. Ora invece c’è il rischio di una sovrastima dello stesso.

A Roma, intanto, il Senato è andato avanti con l’approvazione del pacchetto di tre anni destinato ad eliminare i disavanzi di bilancio dell’Italia entro il 2014, combinando tagli e misure per incrementare le entrate, per un totale di 45 miliardi di euro. Il piano dovrebbe ottenere il via libera prima del fine settimana, cosa che tutti sperano, dato che prima ciò accade e prima la situazione potrà essere ristabilitaà.

I mercati finanziari intanto sono in attesa della pubblicazione dei risultati dello stress test sulle banche in Europa. L’obiettivo è valutare la loro forza nel caso in cui dovessero subire una nuova crisi. L’Autorità bancaria europea ha effettuato delle valutazioni su un totale di 91 istituzioni bancarie al fine di valutare la resistenza delle banche europee a dei forti colpi, che non è purtroppo possibile escludere in futuro, dato che si tratta di una situazione di emergenza, quella nella quale stiamo vivendo.

Si teme che se i risultati dovessero mostrare che molte delle banche della zona euro stanno tenendo dei livelli pericolosamente bassi di capitale, il mercato possa esserne ulteriormente turbato e gli investitori, già nervosi, potrebbero decidere di vendere ancora di più l’euro.

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Mercato Internet software telefonini 2011


Mercato delle nuove tecnologie: in Italia sembra un settore “alieno”, ma non da parte dei consumatori. Sono gli investitori infatti a dotarsi sempre meno di idee finanziarie ed imprenditoriali per operare nel settore, con la gioia, diranno, dei pochi che nel settore operano già. I telefoni cellulari vendono in termini di hardware, pensiamo al “boom” degli iPhone negli ultimi mesi, ma scende il mercato della spesa per le telecomunicazioni telefoniche.

Come dire, aumentano le dotazioni ma scendono i costi, e questo sicuramente è dovuto alla maggiore diffusione di programmi di messaggeria e conversazione online come Skype. Rispetto al 2009, i ricavi lordi da parte delle compagnie telefoniche è stato di –4%, con cifre che, tra fisso e rete mobile, parlano di circa 2.4 miliardi di dollari in meno. E a proposito di Internet, sempre in Italia, lo scarso utilizzo della banda larga nei pc domestichi non corrisponde ad un aumento della sua diffusione presso il traffico dati “mobile”, al momento ferma al 35%.

Internet cresce anche a livello di utilizzi ai fini dell’informazione: in Italia il 20% delle notizie vengono lette dai cittadini grazie ai siti Internet. Certo, non siamo ai livelli della tv, ma ci stiamo arrivando. Informazione, intrattenimento, software, sono i settori che trainano il business sui telefonini. Il “software enterprise” che utilizziamo nei nostri smartphone produce soltanto negli Usa 288 miliardi di dollari di mercato, rispetto al 2010 è previsto un aumento per quest’anno di circa +10%, e in Europa il settore viene preso in considerazione per la crescita e la ripresa dalle difficoltà economiche della crisi. E chissà, presto videogiochi e applicazioni supereranno le classiche telefonate e sms nei gusti dei consumi degli italiani.

 

 



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