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Come curare l’intestino irritabile con i rimedi naturali


La sindrome dell’intestino irritabile (o sindrome del colon irritabile) è una delle malattie più frequenti dell’apparato gastrointestinale: non è considerata una patologia grave anche se può incidere nettamente sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Lo sapevate che sono le donne a soffrirne maggiormente?

La sindrome dell’intestino irritabile si manifesta attraverso la presenza di diversi sintomi, tra cui ricordiamo:

  • dolore, fastidio, tensione o gonfiore addominale
  • stitichezza o diarrea
  • mal di testa
  • nausea
  • stanchezza
  • sensazione di disagio

E le cause?

Tuttora, le cause scatenanti la sindrome dell’intestino irritabile non sono esattamente chiare, ma è stato riscontrato che i disturbi aumentano e si aggravano in condizioni particolari di stress, ansia, depressione, diete poco adeguate, cambiamenti frenetici e frequenti dei propri ritmi di vita, ecc.

Per trovare la cura idonea è indispensabile capire la causa.

Purtroppo, non sempre i farmaci riescono a curare la particolare patologia ma la natura può darci sicuramente una mano.

Prima di passare alle cosiddette terapie naturali, desidero sottolineare l’importanza di seguire una dieta bilanciata facendo particolare attenzione a determinati elementi come: fritti, legumi, verdure, ecc. Inoltre, è particolarmente fondamentale praticare dello sport.

Per curare l’intestino irritabile con i rimedi naturali è possibile ricorrere al noto carbone vegetale, al finocchio, alla melissa e all’aloe

Infine, per eliminare i dolori addominali oppure i gonfiori basta bere una delle seguenti tisane:

TISANA 1

Ingredienti

  • semi di finocchio, semi di anice, cumino e coriandolo in parti uguali

Preparazione

  • Fate bollire i semi per circa 10 minuti

Bere tre tazze al giorno… Provare per credere!

TISANA 2

Ingredienti

  • Composto di semi di coriandolo, finocchio, cumino, carvi e melissa

Preparazione

  • Prendete un cucchiaio di questo composto, mettetelo in una tazza di acqua fredda e portate ad ebollizione per circa 3 minuti.

Bere due tazze al dì dopo i pasti principali.

Dietro polifra78 si cela un’ articolista che, con molta semplicità e soddisfazione, afferma: “la rete, ormai da tempo, è diventato il mio habitat virtuale”. Il mio motto è ‘Scrivere per Comunicare’!
Comunicare non significa solo inviare informazioni all’indirizzo di un’altra persona. Significa creare negli altri un’esperienza, coinvolgerli fin nelle viscere e questa è un’abilità emotiva (Daniel Goleman)

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Miliardi di metri cubi d’acqua potabile sprecati ogni anno


Lo spreco dell’acqua è uno dei “drammi” della nostra società e della nostra era. Se il nostro pianeta è ricoperto per ben il 70% da acqua, solo una bassissima percentuale di questa può essere considerata potabile; ragion per cui, un uso industriale miope può avere nel medio termine effetti assolutamente gravi, se non catastrofici. Ed una delle attività più dispendiose in senso idrico è la produzione alimentare.

Che la soglia di guardia sia stata ampiamente superata è la sintesi di quanto espresso da Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria a Bologna:

La favola a lieto fine che ci avevano insegnato a scuola, con l’acqua che arriva al mare, poi sale sotto forma di nuvoletta e torna a scendere con la pioggia in un ciclo infinito che permette a tutti di bere, non è più vera. I conti non tornano perché stiamo usando più acqua di quella disponibile senza impoverire le riserve e, soprattutto, ne utilizziamo una quantità incredibile per produrre alimenti che poi buttiamo via al momento della raccolta, della distribuzione o del consumo: in Italia ogni anno si spreca una quantità di cibo che basterebbe a sfamare, nello stesso periodo, tutti gli spagnoli

Uno spreco di cibo e di risorse idriche di cui si sta cominciando a conteggiare l’entità. Paolo De Castro della Commissione agricoltura europea in questo senso ha rilevato una parte dei progetti europei, almeno dal punto di vista dell’informazione:

È un percorso che abbiamo iniziato nel 2010 con il Libro Nero contro lo spreco alimentare promosso da Last Minute Market e che continua quest’anno con il Libro Blu contro lo spreco idrico. Ora, con il rapporto Caron, siamo passati a una fase operativa: dobbiamo mettere a punto misure concrete per vincere questa battaglia

Ma quanto costa in acqua il cibo che passa ogni giorno dalla nostra tavola? Facile a dirsi:

  • Una bistecca di carne alla fiorentina anche 4.650 litri di acqua. A cui sommare un 25 litri per l’eventuale contorno di patate.
  • Un piatto di ciliege qualcosa come 373 litri d’acqua.
  • Una tazzina di caffè anche 140 litri

E se queste cifre non vi hanno ancora impressionato del tutto, tenete conto ora dei problemi della sovrapproduzione.

Ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di frutta ed ortaggi vengono “abbandonate a se stesse” perché economicamente non conviene neanche raccoglierli. Lo spreco di acqua in questo senso è mastodontico. Due esempi su tutti: nel 2010 sono state “gettate” in Italia 3,5 tonnellate di pomodori e 3,4 milioni di tonnellate olive, per produrre le quali era stato necessario l’uso rispettivamente di 644 milioni e 6,5 miliardi di metri cubici di oro blu. In un mondo dove intere popolazioni non hanno garantito l’accesso all’acqua potabile, questo inutile spreco non sembra essere più tollerabile.

Resteremo a vedere se Last Minute Market, che conta partnership del livello di Unicredit, sarà davvero in grado di proporre politiche concretamente valide per risolvere il problema. Che l’88% delle risorse idriche potabili mondiali sia in mano all’11% della popolazione o che gli italiani consumino troppa acqua in bottiglia in media sono verità di cui si parla da almeno vent’anni. Che queste realtà siano legate intimamente ad interessi economici fortissimi è un dato che nessuna “rivoluzione liberale” è mai riuscita, nel frattempo, a scalfire.


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Fertilità femminile, a rischio con più di 4 caffè al giorno


A rischio la fertilità delle donne che bevono più di 4 tazzine di caffè al giorno. Le possibilità di concepire, infatti, diminuirebbero del 25%. A sostenerlo, è una ricerca americana, pubblicata sul “British Journal of Pharmacology”. Più volte sono state dimostrate le proprietà benefiche del caffè, come nella prevenzione dei tumori del cavo orale o per ridurre il rischio del diabete, tuttavia, sembrerebbe che un eccesso di caffeina, possa danneggiare la capacità riproduttiva femminile.

Gli studiosi americani, hanno preso spunto da una precedente ricerca dell’università Radbound di Nijmegan in Olanda, condotta su un campione di 9 mila donne, che aveva evidenziato come bere più di 4 caffè nell’arco dell’intera giornata possa compromettere la fertilità femminile. Tuttavia, non erano state chiarite le cause.

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Fertilità femminile, a rischio con più di 4 caffè al giorno, pubblicato su MedicinaLive il 26/05/2011

© Tiziana F per MedicinaLive, 2011. | Commenta! |
Tag: caffé, caffeina, concepimento, fertilità femminile, inquinamento, riproduzione, stile di vita


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