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Banche e Poste: Al Via Maggiori Tutele per i Correntisti con il Tracciamento Dei Dati

lucchettowww1306.gifIn un momento storico in cui la
sicurezza online
non sembra passarsela bene, con gli attacchi hacker
sia a siti governativi (l’ultimo quello Del FMI) che a Colossi come
Sony, il Garante della privacy interviene per migliorare i livelli di
sicurezza delle banche.
Nello specifico il garante ha fissato
misure rigorose a protezione dei dati di correntisti di banche e
Poste
Italiane
spa, a cui gli operatori dovranno attenersi per
blindare il sistema informativo. L’obiettivo è quello di garantire
un corretto trattamento dei dati dei correntisti, affinchè non si
verifichino accessi non autorizzati e intrusioni indebite negli
istituti bancari. Il provvedimento,
pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 3 giugno, ha preso il via
dopo numerose istanze pervenute al Garante, di accertamenti ispettivi
effettuati tra il 2008 e il 2010 presso le maggiori banche e in
seguito agli esiti di una ulteriore attività di rilevazione svolta,
in collaborazione con Abi, su 441 istituti di credito.
I clienti avevano segnalato che i loro
dati erano stati oggetto di accessi indebiti, con tutta probabilità,
riferisce il Garante, da parte di dipendenti interni agli istituti di
credito e comunicati a terzi che li avevano poi utilizzati per scopi
commerciali
, soprattutto per ciò che riguarda separazioni giudiziali
e procedure esecutive (ad es. pignoramenti presso terzi). Un
comportamento sicuramente poco professionale, che il Garante ha
voluto bloccare prescrivendo agli istituti bancari misure rigorose in
termini di tracciabilità.
Da oggi, ogni operazione di accesso ai
dati dei clienti, sia di tipo operativo (movimentazione di denaro) o
semplicemente di consultazione (es visualizzazione del saldo),
effettuata da operatori interni alla banca, dovrà essere tracciata
attraverso una serie di elementi:

  • il codice identificativo del
    dipendente

  • la data e l’ora di esecuzione
  • il codice della postazione di
    lavoro utilizzata
  • il codice del cliente ed il tipo
    di rapporto contrattuale "consultato" (numero del conto
    corrente, fido, mutuo, deposito titoli).

In questo modo sarà sempre possibile
risalire a chi ha avuto accesso ad un determinato conto corrente o ha
effettuato operazioni, così come i termini temporali e “spaziali”
dell’operazione. I file di log di tracciamento delle operazioni
dovranno poi essere conservati dagli stessi istituti di credito per
un periodo di almeno 24 mesi. Sarà compito delle banche, inoltre
individuare dei sistemi di alert che individuino comportamenti
anomali
o a rischio, come ad esempio consultazioni massive o accessi
ripetuti su uno stesso nominativo.

Continua…


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