Archive | Finanziamenti Prestiti on line

Finanziamenti a fondo perduto 2011 Regione Lazio: giovani imprenditori

Per finanziamento a fondo perduto si fa riferimento all’erogazione di un capitale che non prevede la restituzione del medesimo. I finanziamenti a fondo perduto vengono erogati dalle regioni per interventi di attività imprenditoriale, prestiti alle imprese e altri progetti di rilevante interesse per il territorio. Per la Regione Lazio, i finanziamenti a fondo perduto prestano un occhio di riguardo ai giovani imprenditori che intendono avviare una propria attività.

Esiste un modulo di domanda che va inviato alle Sedi Regionali o all’Invitalia, l’Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo sviluppo d’Impresa; il modulo, da inviare in duplice copia, può essere richiesto dall’Amministrazione Regionale. Nel modulo di richiesta per i finanziamenti a fondo perduto Regione Lazio 2011 devono essere inseriti: descrizione del progetto, con i prodotti e i servizi che l’impresa intende realizzare; dimensioni dell’impresa, settore di mercato all’interno del quale operare, piano finanziario; certificato di vigenza; copia dell’atto costitutivo; certificato di ubicazione della sede; dichiarazione della compagine sociale i cui soci devono essere costituiti in maggioranza da persone di età tra i 18 e i 35 anni.

Importante ricordare come il settore (internet? ristorazione? abbigliamento? nel quale si interessa entrare con la propria attività imprenditoriale, è decisivo per la buona riuscita dell’acquisizione del finanziamento a fondo perduto. Gli stessi finanziamenti agevolati possono essere inoltre utilizzati dagli imprenditori che vogliono potenziare la propria attività. Rientrano nei servizi agevolati per questo tipo di finanziamenti alle imprese anche: prestiti a tasso agevolato, spese ammissibili, contributi e forme di sostegno alle Pmi.



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Assintel Digitale: Community Confindustria per aziende online italiane

Le acque cominciano a muoversi, ed era ora, qualcuno direbbe. Che finalmente le aziende italiane venissero indirizzate verso le nuove frontiere del digitale, e con tutte le porte che esso offre, dal social marketing al web advertising passando per la comunicazione 2.0 e le nuove tecnologie per il web.

Questa volta la mano, dicevamo, la danno i ragazzi di Confindustria, che hanno messo in piedi la nuova associazione nazionale Assintel, tecnicamente “associazione nazionale delle imprese Ict di Confcommercio”. Cosa può fare una azienda con questa associazione? Ritrovarsi in una comunità di confronto e cooperazione tra imprese, prima di tutto, che possa contribuire a capire meglio gli standard e le professioni dell’ottica di alcune mirate attività in digitale.

Possono aderire alla Assintel Confindustria tutte le aziende che operano nel web marketing e nei nuovi media, per associarsi anche allo sviluppo di alcuni interessanti progetti. L’obiettivo è sia di creare nuove leve dell’imprenditoria sia segnalare le migliori azioni da farsi per chi vuole “assumersi la consapevolezza di poter operare sul web”. Da segnalare, nell’ambito del progetto assintel digitale, la presenza di un gruppo di studio sulla contrattualistica che permetterà di ragionare meglio sulle esigenze di prodotto e servizio offerto. L’invito è quello di unirsi al gruppo perché, per dirla con le stesse parole del presidente Assintel Giorgio Rapari, “l’unione digitale fa la forza”! Che ve ne pare?



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Finanziamenti mutui online giovani 2011 in Italia

Se alcuni analisti hanno rilevato come l’impatto di Internet sul business del nostro Paese si aggiri a circa 60 miliardi di euro l’anno, una cifra superiore al 2% del Pil, va ricordato come una fetta importante di questi 60 miliardi di euro sia dovuta al settore dei finanziamenti e dei prestiti online.

In tal proposito, è stata rilasciata una nuova analisi da parte dell’osservatorio mutui di un famoso sito Internet che ha fatto riferimento al secondo trimestre del 2011 per analizzare gli andamenti dei mercati mutui online. Ne è emerso un quadro che vede una età media di richiedenti mutui online 2011 pari a 37 anni, profilo “giovane” che preferisce cercare e trovare mutui online piuttosto che rivolgersi personalmente ad agenzie esercenti.

La soglia si soddisfazione è di circa 80%, e la prudenza da parte di chi usa Internet, prudenza dovuta non tanto alla strumento del web, che ha ormai largamente superato la fase di indugio nei confronti dei termini di sicurezza, quanto alla nostra stagione di crisi che rende i cittadini poco sereni a fronte di operazioni come la richiesta di un mutuo. Dalla ricerca campione sono emerse anche cifre riguardanti gli utilizzi dei mutui: il 65.57% è per l’acquisto della prima casa; il 14.84% è per portare il mutuo da una banca all’altro (le cosiddette surroghe); il 6.58% è per la liquidità; mentre il 5.25% è per l’acquisto di una seconda casa. In totale in Italia nel secondo trimestre sono stati richiesti 2.850.000.000 di euro in finanziamenti, con la media di 153.228 euro a finanziamento. Importante infine segnalare come anche i siti Internet stiano aprendo centri di consulenza per i propri clienti, per facilitare l’utilizzo dei finanziamenti web.

 



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Moratoria Mutui Imprese 2011: le scadenze

C’è tempo fino al 31 luglio 2011 per presentare le domande di sospensione dei debiti per le piccole e medie imprese, misura prevista dall’ “Avviso comune per la sospensione dei debiti alle PMI” e dall’ “Accordo per il credito alle PMI”. Vediamo quali sono le principali caratteristiche degli Accordi e che cosa bisogna fare per presentare le domande di sospensione del debito: il tempo stringe…

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Associazione Bancaria Italiana, Confindustria e le altre Associazioni di rappresentanza delle imprese, il 16 febbraio del 2011, hanno sottoscritto la cosiddetta moratoria mutui imprese, ossia l’ “Accordo per il credito alle piccole e medie imprese” che può essere visto come una sorta di continuazione del precedente “Avviso comune per la sospensione dei debiti alle PMI”, che possiamo leggere per intero nella sezione “Crediti” del sito internet dell’ABI (http://www.abi.it/) e che aveva contemplato un insieme di agevolazioni per le piccole e medie imprese come la possibilità di sospendere in via temporanea il pagamento della quota capitale delle rate del mutuo per i crediti a medio e lungo termine, la possibilità di sospendere in via temporanea la quota capitale insita nei contratti di leasing finanziario e il prolungamento della scadenza delle rate per i crediti a breve termine.

Ebbene, tali misure sarebbero già scadute se non fosse arrivato il nuovo “Accordo per il credito alle piccole e medie imprese” del 16 febbraio 2011, il quale ha prorogato fino al 31 luglio 2011 il termine di presentazione delle domande e proprio per questo prende il nome di moratoria mutui imprese, il cui testo completo è nella sezione “Primo piano” del sito internet del Ministero dell’Economia e delle finanze (http://www.mef.gov.it/), dove vengono illustrate anche le modalità di presentazione delle richieste di sospensione. Sul sito internet Info-mutui.org (http://www.info-mutui.org/mutui/moratoria_mutui_aziende.html), invece, è possibile trovare l’articolo approfondito in materia di moratoria mutui imprese, dove tra l’altro sono illustrate anche le agevolazioni previste.

 



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Finanziamenti fotovoltaici energie rinnovabili 2011

La Comunità Europea ha presentato uno strumento finanziario per sostenere progetti di risparmio energetico tramite l’utilizzo di fonti rinnovabili. Saranno la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), la Deutsche Bank e la Cassa Depositi e Prestiti a sostenere questo fondo di investimento triennale allestito dalla Comunità Europea. Il fondo di finanziamenti per energie rinnovabili è rivolto sia agli Enti Pubblici che agli Enti privati che operano con essi; a disposizione di chi vi accederà ci saranno prestiti e garanzia di assistenza tecnica e gestionale per poter qualificare con efficienza il proprio prodotto energetico.

Il fondo della Comunità Europea sarà di 265 milioni di euro. Il tutto rientra nel progetto della “Green Economy”, valorizzazione e rilancio dell’economia e dell’occupazione tramite risultati che puntano all’utilizzo dell’efficienza e del risparmio energetico. Il fondo di finanziamento della Comunità Europea per le energie rinnovabili è stato presentato anche al convegno “Nuova energia per il rilancio economico” in Lombardia, convegno al quale ha partecipato anche Marcello Raimondi, assessore per la Regione all’ambiente, all’Energia e alle Reti.

Questa delle energie rinnovabili da parte della Comunità Europea segue l’andamento dei prestiti destinati alle energie rinnovabili. Prestiti che in Italia, così come in altri Paesi dell’Unione, vengono concessi soprattutto da banche attraverso la proposta di contratti specifici. Le aziende possono sposare questa “green economy” mettendosi a disposizione spiegando il proprio progetto, le esigenze aziendali e la copertura che l’investimento andrà ad effettuare in termini di costi di sviluppo degli impianti di energia rinnovabile.

 



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Mercato Internet software telefonini 2011

Mercato delle nuove tecnologie: in Italia sembra un settore “alieno”, ma non da parte dei consumatori. Sono gli investitori infatti a dotarsi sempre meno di idee finanziarie ed imprenditoriali per operare nel settore, con la gioia, diranno, dei pochi che nel settore operano già. I telefoni cellulari vendono in termini di hardware, pensiamo al “boom” degli iPhone negli ultimi mesi, ma scende il mercato della spesa per le telecomunicazioni telefoniche.

Come dire, aumentano le dotazioni ma scendono i costi, e questo sicuramente è dovuto alla maggiore diffusione di programmi di messaggeria e conversazione online come Skype. Rispetto al 2009, i ricavi lordi da parte delle compagnie telefoniche è stato di –4%, con cifre che, tra fisso e rete mobile, parlano di circa 2.4 miliardi di dollari in meno. E a proposito di Internet, sempre in Italia, lo scarso utilizzo della banda larga nei pc domestichi non corrisponde ad un aumento della sua diffusione presso il traffico dati “mobile”, al momento ferma al 35%.

Internet cresce anche a livello di utilizzi ai fini dell’informazione: in Italia il 20% delle notizie vengono lette dai cittadini grazie ai siti Internet. Certo, non siamo ai livelli della tv, ma ci stiamo arrivando. Informazione, intrattenimento, software, sono i settori che trainano il business sui telefonini. Il “software enterprise” che utilizziamo nei nostri smartphone produce soltanto negli Usa 288 miliardi di dollari di mercato, rispetto al 2010 è previsto un aumento per quest’anno di circa +10%, e in Europa il settore viene preso in considerazione per la crescita e la ripresa dalle difficoltà economiche della crisi. E chissà, presto videogiochi e applicazioni supereranno le classiche telefonate e sms nei gusti dei consumi degli italiani.

 

 



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WebAward 2011 web Marketing Association

La Web Marketing Association ha indetto il premio WebAward 2011 rivolto a tutte le agenzie web che vogliono concorrere alla vittoria del premio mettendo in gioco il proprio sito Internet aziendale. La Web Marketing Association è una associazione nata a Boston, negli Stati Uniti d’America, nel 1997. Al momento il suo presidente è William Rice, veterano dei servizi marketing che da oltre 15 anni lavora con centinaia di professionisti a livello internazionale, per poter coordinare, tra le tante cose, anche questi speciali Awards.

La giuria del WebAward 2011 ha prestato un occhio di riguardo a 7 aspetti base per giudicare i siti Internet professionali che concorrono al premio: design, facilità d’uso, tecnologia, contenuti, interattività, copywriting, innovazione. C’è un sistema di votazione che premia i siti Internet in corsa per singola categoria di appartenenza, per arrivare al premio finale è necessario superare i 60 punti totali. Importante quindi che i contenuti, l’aspetto tecnico del sito e la trasmissione della professionalità, siano tutti insieme appartenenti a quanto un utente che naviga nel sito abbia bisogno di trovare.

“La competizione porta ad un costante miglioramento” è lo slogan di questo concorso, e a ben vedere, in un settore ancora in crescita e, al tempo stesso, in continuo rinnovamento, come quello di Internet, mai slogan fu più azzeccato. Uno scenario di competizione porterebbe le web agency ad offrire servizi professionali di qualità, aiutando a crescere imprese e privati che utilizzano lo strumento Internet per aumentare il proprio fatturato. Una reazione a catena che non può che far bene all’economia.

 



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Referendum 2011: i risvolti economici del quorum

La consapevolezza con la quale milioni di cittadini si sono recati alle urne per votare il referendum 2011 riguardante l’abrogazione di 4 leggi su Acqua, Nucleare e Legittimo Impedimento, è stata molto grande, questo merito di una strepitosa campagna di comunicazione da parte degli attivisti politici che erano per il “si”. Una campagna fatta anche a colpi di slogan, tant’è che molti esponenti politici, sia di destra che di sinistra, sono stati costretti ad intervenire in tv per fare chiarezza sui reali significati dei quesiti del referendum – clamorosi ad esempio i “2 sì per l’acqua pubblica”, totalmente fuori dalla vera argomentazione, quella di affidamento della ristrutturazione della rete di distribuzione idrica a enti privati. Politica a parte, in questo post diamo un’occhiata ai riscontri “economici” del referendum 2011 e dei quattro “si” vincitori.

I colleghi di TradingOnlineFree ci segnalano l’impennata in borsa dei titoli delle energie rinnovabili, affiancato, naturalmente, da una caduta a picco delle imprese impegnate in progetti nucleari. Adesso il Governo dovrà dare vita a nuove leggi per far fronte alle energie rinnovabili. Per quanto riguarda la scelta di rendere illegali i profitti derivanti dal servizio idrico, sono tanti gli scenari che potrebbero aprirsi, sempre in termini di spese per i cittadini. Per prima cosa, gli Enti pubblici che negli anni precedenti hanno realizzato utili di bilancio con il servizio idrico, oggi sono tenuti a disimpegnare quegli utili, e paradossalmente alcuni Enti potrebbero proprio utilizzarli per pagare privati che cooperino alla ristrutturazione della rete idrica.

Oppure, possono essere utilizzati per pagare nuove assunzioni e le spese di gestione interne agli Enti pubblici, in questo caso però si rischia che si vengano a creare dei conti pubblici non sani che graveranno, in caso di deficit, sulle bollette dei cittadini. Un altro possibile scenario economico, che molto probabilmente, pur se in piccola parte, si realizzerà comunque, è quello di ulteriori tagli alle spese pubbliche (per trasporti? per istruzione? per l’arte?) per far fronte alle spese di ristrutturazione della rete idrica. Comunque vada, ne pagherà il cittadino, e alla fine, ci si chiede: cosa è cambiato?

 



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