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Offerte telefoniche per Natale 2012

Offerte telefoniche per Natale 2012 Gli italiani sono un popolo di santi, navigatori e possessori di telefonini, ecco perché le offerte telefoniche per Natale 2012 sono uno degli argomenti più ricercati nel Paese dal più alto tasso di cellulari pro-capite. Sotto l’albero, per molti, ci sarà un nuovo smartphone o semplicemente un nuovo piano tariffario, approfittando magari delle promozioni che in questo periodo fioccano come la neve. Vediamo allora le migliori offerte sul mercato per un Natale all’insegna degli sms e delle telefonate.

Nonostante la crisi economica, uno dei regali più gettonati per il 2012 è proprio lo smartphone che, insieme ai tablet e alle smart Tv, rappresenta il vero sogno degli italiani, che rinunciano a tutto meno che all’ultimo gioiello tecnologico. In questo senso iPhone5 e Samsung Galaxy S3 sono gli oggetti dei desideri proibiti, due scuole di pensiero opposte tra l’ambiente chiuso di iOS e l’estrema libertà (non senza rischi) di Android. Tutto questo senza comunque sottovalutare le ultime uscite HTC e Nokia, che possono godere della presenza di Windows 8 come sistema operativo. Purtroppo il Nexus, nuovo google-fonino creato da LG, in Italia pare non si vedrà, quindi tocca accontentarsi.

E per quanto riguarda gli operatori telefonici? Le formule per ottenere gli smartphone e i tablet sono sostanzialmente due: pagare il prezzo del telefono e poi prendere una scheda a parte sfruttando le promozioni, oppure scegliere la formula abbonamento o addebito su carta di credito, il che include il telefono ma anche una rata fissa mensile per almeno 30 mesi. Per tutti, possessori di smartphone o meno, le compagnie hanno pensato a offerte telefoniche specifiche per il Natale 2012.

WIND
La Wind ha pensato a una serie di pacchetti natalizi con tariffe scontate, attivabili presso tutti i rivenditori Wind entro il 13 Gennaio 2013: per chi non è ancora gliente Wind basta acquistare una nuova scheda mentre chi è già cliente dovrà pagare una tantum 19 euro come costo di attivazione dell’offerta scelta tra le seguenti.
All Inclusive Big: 300 minuti, 300 SMS ed 1GB di internet a piena velocità, che originariamente costerebbe 25euro al mese e che è già in promozione a 15 euro al mese scende ulteriormente a 13 euro al mese.
Super Noi Tutti Big: 300 minuti e 300 SMS verso tutti i numeri nazionali, che originariamente costerebbe 22 euro al mese e che è già in promozione a 11 euro al mese scende a 10 euro al mese.
Super Noi Tutti King: 1000 minuti e 1000 SMS verso tutti i numeri nazionali, che originariamente costerebbe 36 euro al mese e che è già in promozione a 25 euro al mese scende a 19 euro al mese.
Noi Tutti King: 1000 minuti verso tutti i numeri nazionali, che originariamente costerebbe 30 euro al mese e che è già in promozione a 19 euro al mese scende a 13 euro al mese.

TIM
Anche Tim prevede una serie di pacchetti promozionali per nuovi e vecchi clienti.
Tutto a Secondi 60+60: ogni settimana, pagando 5 euro, si ottengono 60 minuti di chiamate e 60 SMS verso tutti i numeri in Italia, con un costo di attivazione nullo bloccato fino al 13/01/2013.
Tutto a Secondi 100+100: ogni settimana, pagando 6 euro, si ottiengono 100 minuti di chiamate e 100 SMS verso tutti i numeri d’Italia, con costo di attivazione nullo (anziché di 7 euro), fino al 13/01/2013.
Tutto a Secondi 100: ogni settimana 100 minuti di chiamate verso tutti i numeri d’Italia e 100 minuti aggiuntivi, per tutto il 2013, se attivata entro il 6 gennaio. Anche per questa tariffa non c’è costo di attivazione ed è disponibile in due modalità: pagare 5 euro a settimana oppure effettuare almeno 20 euro di ricarica all’attivazione e successivamente altri 20 euro ogni 30 giorni, pagando poi 3 euro anziché 5 euro per il mantenimento.
Tutto a Secondi Full: ogni settimana, oltre ai 60 minuti di chiamate e 60 sms, al costo di 6 euro a settimana e senza costi di attivazione fino al 13/01/2013, si ottiene anche la possibilità di navigare su internet senza limiti di tempo (con un limite di 250MB a settimana), dopo i quali la velocità di navigazione scende a 32 Kpbs.

VODAFONE
Uno degli appuntamenti consueti per il Natale è sempre stata la Christmas Card, di cui però quest’anno non ci sono tracce. In compenso ci sono anche qui alcuni pacchetti promozionali.
Offerta Relax: con un canone mensile che va dai 39 euro ai 69 euro si hanno sms illimitati verso tutti, minuti di chiamate illimitati verso tutti, internet illimitato e uno smartphone a scelta, dal Galaxy Ace ai più nuovi Samsung Galaxy SIII e iPhone 5, a seconda del tipo di canone scelto.
30 euro di ricarica gratis: offerta valida per chi acquista uno dei prodotti nel catalogo che fanno parte di questa promozione, ovvero LG Optimus L5, Sony Xperia P, Nokia Lumia 820 e LG Optimus L9, Samsung Galaxy S3 e il Galaxy Tab2 7.0.

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Il mercato immobiliare non è mai stato in una situazione di difficoltà come questa

Si è recentemente tenuto l’incontro “La compravendita immobiliare- soluzioni alternative”. Un evento organizzato da Assindustria Lucca, Ance Lucca e Ape Lucca, che ha avuto come oggetto il mercato degli immobili in Italia.

Nel nostro Paese, l’acquisto dell’abitazione ha rappresentato storicamente il punto di approdo dei desideri e delle ambizioni di milioni di giovani e meno giovani: l’avvento della crisi e del credit crunch sta tuttavia modificando le abitudini dei nuclei familiari, con resurrezione di alcune alternative alla compravendita, ben più diffuse all’estero.

Secondo quanto affermato da Renato Galli, presidente di Ance Lucca, il mercato immobiliare “non ha mai conosciuto una situazione di difficoltà come questa”. La causa, secondo l’associazione, sarebbe riconducibile prevalentemente alle banche che concedono, sempre più difficilmente, finanziamenti ai potenziali acquirenti di immobili. In questo modo il mercato immobiliare si blocca, generando una dura reazione a catena.

Nascono pertanto dei veri e propri nuovi rapporti finanziari tra i costruttori e gli acquirenti, con la possibilità che, sostanzialmente, l’impresa faccia da banca. Per poter avviare un positivo rapporto tra le parti è comunque necessario dimostrare, fin dall’inizio – afferma Laura Lucchi di Assiproject Broker – “di avere un certo tipo di reddito ed una certa serietà”.

Per quanto concerne le tendenze evolutive del mercato immobiliare italiano, sia per il residenziale che per il mercato degli immobili non residenziali il primo semestre 2012 è stato contraddistinto da un radicale crollo, con flessione delle compravendite residenziali inferiori alle 15 mila, contro le 19 mila del primo semestre 2011. Tra i principali fattori che deprimono il mercato, la rigidità dei prezzi, l’invenduto degli immobili residenziali pubblici e degli enti, e la fiscalità sulla casa (Imu), oltre alla ristrettezza creditizia bancaria nell’erogazione dei mutui e la crisi economica, con l’aggiunta della saturazione del mercato.

Ad oggi dovrebbero essere almeno 130 mila le abitazioni invendute. Per quanto concerne i mutui, le concessioni del primo semestre sono pressoché dimezzate rispetto all’anno precedente.

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Scelte di investimento

Le continue crisi economico-finanziarie degli ultimi anni hanno generato un clima di maggiore sfiducia verso i mercati finanziari, il risparmio e gli investimenti.

Il denaro è diventato una patata bollente, anche se ancora non logorato pesantemente dall’inflazione. I risparmiatori sono sempre più attendisti nelle scelte di investimento in tema di piani di accumulo del capitale per il futuro, necessario crearsi un gruzzoletto in grado di crescere costantemente negli anni fino a diventare una vera e propria pensione di scorta.

Il fatto di restare fermi in attesi di tempi migliori non solo sta peggiorando la crisi economica (perché anche le aziende preferiscono rimandare gli investimenti), ma anche il livello dei risparmi necessari per la pensione. Il problema può essere ancor più sentito tra i giovani di oggi, che rischiano di iniziare a risparmiare troppo tardi per la pensione.

Ad esempio, se prendiamo un ragazzo di 22 anni con un impiego fisso con stipendio annuale di 18.000 euro, risparmiare 2.000 euro ogni anno ad un rendimento medio annuo composto dell’8% può portare all’accumulazione di un capitale di circa mezzo milione di euro all’età di 62 anni. Tuttavia, se questo stesso ragazzo ventiduenne iniziasse a investire allo stesso modo per la pensione solo a partire dai 32 anni, servirebbe un risparmio superiore ai 4.000 euro l’anno per raggiungere gli stessi obiettivi di montante.

La mancanza di trasparenza nel sistema delle istituzioni finanziarie, però, sta tenendo alla larga i risparmiatori da questa tipologia di investimento, probabilmente il più importante per la propria vita in questa particolare fase storica. Inoltre, manca un’educazione finanziaria adeguata in grado di rafforzare le convinzioni dei risparmiatori e spingerli a compiere scelte di vita fondamentali.

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I monenti migliori per investire nelle valute

I monenti migliori per investire nelle valuteLa maggior parte degli scambi del mercato del forex viene fatto intorno al dollaro Usa. Limitare la ricerca e l’analisi forex alle sole coppie che includono la valuta USD limita, però, le varie opportunità che si possono avere. Ecco dunque due benefici chiave che si possono raggiungere tenendo in considerazione anche le coppie di valute “cross”, ovvero quelle senza il dollaro USA.

Per prima cosa si parla di poter usufruire di forti tendenze e poi di essere in grado di isolare le posizioni che si aprono dalle notizie che arrivano dagli USA.

Entrando nel dettaglio del primo punto, possiamo dire che le tendenze più forti dal gennaio 2010 sono tutte sulle coppie di valute incrociate ( come ad esempio EUR/AUD, GBP/NZD e EUR/JPY). Tutti sappiamo che nel mercato delle valute è fondamentale riuscire a trovare delle buone tendenze e seguirle fino in fondo, almeno fino a quando è possibile farlo.

Entrando nel dettaglio del secondo punto, ovvero isolarsi dalle notizie che arrivano dagli USA, possiamo dire che questo vantaggio è particolarmente importante durante le settimane di grandi annunci di notizie fondamentali.
Ad esempio, potrebbe accadere che in una sola settimana vengano rilasciati gli annunci dei tassi di interesse, del numero delle jobless claims (ovvero la richiesta di nuove indennità di disoccupazione) e il dato dei rapporti di lavoro. Inutile dire che questo produce un movimento in grado di mettere in difficoltà anche il trader più bravo, per questo motivo scegliere di investire in altre coppie di valute potrebbe essere una cosa saggia e proficua.

Tenendo a mente questi due consigli, sarà possibile aprire delle posizioni migliori rispetto al passato e soprattutto scegliere con grande attenzione il mercato in cui andare ad investire. Ovviamente, questo non significa che bisogna escludere a priori il dollaro americano dai propri investimenti, ma solo che non bisogna sceglierlo per forza.

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Solo a dicembre un bonus speciale per fare trading con le opzioni binarie

In questi giorni 24Option ha lanciato una nuova campagna bonus, per tutto il mese di Dicembre. Sicuramente un ottima occasione per chi vuole iniziare a fare trading con le opzioni binarie con uno dei Broker più conosciuti.

Grazie infatti alla nuova campagna bonus è possibile ottenere un surplus di capitale con cui poter fare trading. C’è infatti la possibilità d ottenere ottimi bonus già a partire dal deposito minimo.

In pratica se apri un conto adesso con 24Option, potrai ricevere i seguenti bonus, sulla base della tabella sotto:

Una volta effettuata la registrazione e aperto il conto, verrai contattato dal tuo Account Manager, la persona che ti seguirà durante tutto il tuo percorso con il trading in opzioni binarie, a cui potrai richiedere il bonus descritto nella tabella sopra.

Un’altra interessante novità è il conto demo. Con 24Option, come saprai, il conto demo viene rilasciato solo se viene prima effettuato il deposito minimo.

Ti basta cioè effettuare il deposito minimo, ottenere il bonus, e contattare successivamente il proprio Account Manager per richiedere il conto demo.

Dopo avere quindi effettuato il versamento minimo, potrai richiedere il conto demo, esercitarti in modalità virtuale per tutto il tempo che vorrai, anche con l’aiuto e i consigli del tuo account manager.

Potrai in questo modo esercitarti anche con le strategie di trading che ho riportato ultimamente sul blog:

Queste sono le principali caratteristiche della piattaforma in Opzioni Binarie di 24Option:

Deposito Minimo: 250€/$

Investimento Minimo: 25€/$

Rendimento: fino all’89%

Piattaforma Online, No Download

Assistenza Personale e Supporto in italiano

Centro Formazione Gratuito

Account Manager Personale

Versamenti/Prelevamenti: Carta di Credito, Bonifico bancario, MoneyBookers..

Spero di poterti essere stato di aiuto e di riuscire ad agevolarti per iniziare a fare trading con le opzioni binarie, sfruttando questa offerta di 24Option.

Se hai domande, puoi lasciare sotto un commento

Buon Trading

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Il 2013 sarà l’anno giusto per investire nei titoli azionari italiani

Quando arriva il mese di dicembre, puntualmente si aprono le discussioni su come conviene investire il risparmio nell’anno che sta davanti. Gli operatori di banche d’affari, SIM, fondi comuni di investimento e Forex tentano di prevedere più accuratamente possibile l’andamento dei mercati.

Per quanto riguarda il mercato azionario, quest’anno il sentimento prevalente è di cauto ottimismo, corroborato dal fatto che negli ultimi mesi del 2012 le Borse del globo si sono stabilizzate e hanno ripreso quota.

La ripresa di Piazza Affari è stata buona e allineata con quella dei principali indici statunitensi. Inoltre, molti titoli azionari italiani sono tuttora decisamente sottovalutati, quando non hanno addirittura raggiunto i minimi storici: a questo punto attendersi un rimbalzo è assai legittimo.

Il recupero già iniziato potrebbe dunque proseguire e a ritmo sostenuto nel corso del 2013, anche se non sarà generalizzato a ogni tipo di titolo azionario. Si prevedono in crescita i settori del lusso e delle esportazioni (per fare qualcuno dei nomi che circolano sulla bocca degli operatori, citiamo Eni, De Longhi, Prysmian, Luxottica). In teoria dovremmo assistere anche a una rivalutazione dei titoli assicurativi, soprattutto quelli delle società che hanno in portafoglio molti titoli di Stato di italiani, il cui andamento è decisamente migliorato.

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La Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi

draghi-bce-2-258.jpgIeri la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi. Resta quindi allo 0,75% quello di riferimento utilizzato per indicizzare i mutui alle famiglie.

Durante la conferenza stampa il presidente Mario Draghi ha rivisto al ribasso le stime di crescita economica dell’area Euro, stimando una “graduale ripresa solo verso la fine del 2013″.
Anche per questo motivo la BCE continuerà ad immettere liquidità nel mercato bancario tramite aste trimestrali, almeno fino a luglio 2013.

Sull’ipotesi di applicazione dei tassi negativi sui depositi delle banche presso la Banca Centrale, Draghi non si è esposto, ma ha dichiarato che il consiglio direttivo ha brevemente toccato l’argomento e valutato possibili conseguenze indirette.

L’applicazione dei tassi negativi, cioè il far pagare degli interessi alle banche che depositano i soldi presso la BCE anziché corrisponderne, potrebbe invogliare queste a impiegare la liquidità per i finanziamenti alle imprese e alle famiglie.

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Marcia indietro del governo sulle detrazioni

Marcia indietro del governo sulle detrazioniNella prima bozza della legge di stabilità chi aveva in corso un mutuo per la casa si era visto ridotta la possibilità di detrarre gli interessi passivi a causa della riduzione del tetto di 3mila euro che inoltre comprendeva, oltre al mutuo, anche le assicurazioni, le spese per i figli, eccetera.

Marcia indietro del governo, quindi, che ha accolto gli emendamenti che volevano ripristinare il tetto precedentemente esistente (4mila euro) per i soli interessi passivi sui mutui.

Quindi, ferma l’aliquota di detrazione – pari al 19% – i contribuenti potranno ancora detrarre dall’IRPEF fino a 760 euro (in dipendenza, appunto, dell’intero ammontare degli interessi pagati nell’anno).

In un periodo, come il 2012, che ha visto stabilmente i parametri d’indicizzazione posizionati su minimi storici, è probabile che la detrazione risulti infine minore, ma questo non dipenderà più da una legge che taglia le agevolazioni, ma dal momento favorevole che rende fortunato – in un periodo piuttosto sfortunato – chi ha sottoscritto un mutuo prima della crisi economica, accaparrandosi così spread bassi, se non bassissimi.

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Disponibile Tom Tom e Android

Tom Tom sbarca su tutti gli smartphone Android: ecco di seguito tutti i dettagli.Sbarca TomTom su tutti gli smartphone Android: è disponibile infatti una nuova App grazie alla quale il software di navigazione stradale sarà compatibile con oltre 200 dispositivi basati sul sistema operativo della casa di Mountain View.

TomTom quindi dopo lungo tempo passato ad offrire app soltanto per iOs, il sistema operativo dell’azienda di Cupertino, apre le braccia finalmente anche al sistema operativo di Google, dopo che l’app era stata rilasciata lo scorso ottobre nel Google Play Store.

L’aggiornamento dell’App TomTom per Android alla nuova versione 1.1 è disponibile su Google Play, ed è perfettamente operativa su numerosi modelli tra i quali i famosi Samsung Galaxy SIII, l’Htc One X e il Google Nexus 4.

Inoltre da sottolineare che l’App è compatibile con la maggior parte dei tablet Android.

Da osservare che l’aggiornamento è gratuito per coloro che sono in possesso della prima versione, mentre il pacchetto completo viene venduto, al prezzo di lancio valido per tutto il periodo natalizio, di 34,99 euro.

Ricordiamo che tramite l’app Android saranno disponibili le mappe gratuite per sempre, ed altre funzioni come ad esempio l’utile Hd Traffic, che consente di indicare il percorso migliore in caso venga rilevato parecchio traffico sulle strade.

E’ stata reso noto che la nuova versione è ottimizzata per l’uso su tutti gli Smartphone che presentano una risoluzione compresa tra 800 x 480 pixel e 1280 x 800 pixel.

Il download delle mappe sarà possibile anche nel momento in cui utilizzerete l’App in background.

Da osservare che l’aggiornamento delle mappe avviene di default sulla Scheda Sd del device, liberando in questo modo spazio disponibile sul vostro smartphone o tablet.

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Imu sulla seconda casa mette a rischio le tredicesime

imu dicembre e tredicesimaChe la rata Imu a saldo di dicembre 2012 fosse l’appuntamento più temuto dai contribuenti italiani era ormai cosa nota, ma in prossimità della scadenza del termine di pagamento continuano ad arrivare conferme che l’imposta sulla casa darà un colpo piuttosto duro alle finanze delle famiglie italiane. In questo caso sarà la seconda casa al centro del mirino, visto che saranno proprio gli immobili diversi dalla prima abitazione a causare un salasso che metterà a rischio le tredicesime natalizie.

Un Natale più povero sotto l’albero, quindi, dato che parte della tredicesima verrà speso per pagare la tassa sulla casa, osteggiata dai più come un balzello ‘vampiro’. La stangata, come detto, colpirà soprattutto la seconda casa, con punte fino a 1.209 euro. A stabilirlo sono i calcoli dell’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della Uil Servizio Politiche Territoriali, che ha fatto due conti per capire come l’Imu influenzerà questo finale di 2012.

Il gettito complessivo dell’Imu dovrebbe superare a fine anno i 23 miliardi di euro, più dei 21 che erano stati preventivati con il decreto salva-Italia. Se, però, per l’abitazione principale il saldo medio è 136 euro con punte fino a 470, il colpo più duro arriverà per chi possiede anche altri immobili oltre alla prima casa. Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, spiga: “Dal nostro studio emerge che sono 6.169 i Comuni che hanno pubblicato le delibere dell’Imu sul sito del Ministero dell’Economia e, pertanto, non si basa su proiezioni ma su dati reali e, cioè, su un campione che rappresenta il 76,2% del totale dei Comuni italiani”.

Dai dati raccolti appare evidente che il 31,2% del campione (1.924 municipi) ha aumentato le aliquote Imu per la prima casa, tra cui 41 città capoluogo di provincia. Il 62,2% (3.826 Comuni) ha confermato l’aliquota base del 4 per mille, mentre solo il 6,8% (419 comuni) ha deciso per un ribasso, compresi 8 capoluoghi di provincia. Passando alla seconda casa la situazione non cambia, con il 62,6% del campione (3.863 comuni) che ha aumentato l’aliquota, inclusi 98 sono capoluoghi di provincia. Il 36% (2.221 comuni) ha deciso, invece, di confermare l’aliquota di base del 7,6 per mille e soltanto l’1,4% (85 Comuni, quasi tutti al Sud) ha deciso di diminuirla.

Date le premesse, viene da chiedersi quanto si pagherà in concreto per il conguaglio Imu 2012. Presto detto: l’Imu sulla prima casa costerà, in media, 278 euro a famiglia con punte di 639 euro a Roma, di 427 euro a Milano, 414 euro a Rimini, 409 euro a Bologna e 323 euro a Torino. L’Imu sulla seconda casa costerà in media 745 euro, con punte di 1.885 euro a Roma, di 1.793 euro a Milano, di 1.747 euro a Bologna, di 1.526 euro a Firenze. Si prospetta un lieto Natale, non c’è che dire.

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Come la volatilità può essere amica o nemica del trader

La volatilità è un concetto molto importante nel mercato delle valute. Sono molti i trader che la temono, ma sono ancora di più coloro che la amano. Perché? Che cosa è? Bisogna amarla o odiarla?

Per prima cosa diciamo che la volatilità è la velocità con la quale il prezzo di una coppia di valute si muove entro un determinato periodo di tempo. Ad esempio, se nel giro di un’ora una data coppia di valute si muove di 20 pips, ha un certo grado di volatilità, mentre se un’altra coppia di valute si muove, entro la stessa ora, di 200 pips, si capisce bene che il grado di volatilità è ben più alto.

Non bisogna temere la volatilità, dato che è un modo con cui i trader possono guadagnare denaro. Più un mercato è volatile e più si muove velocemente, dunque ci sono più opportunità per un trader, sia per riprendersi da una perdita che per avere dei guadagni. Immaginate infatti un mercato piatto: non si avrebbero opportunità di trading e probabilmente prima di poterne trovare una occorre attendere parecchio tempo, a volte troppo, tanto che si potrebbe preferire fare altro.

Ovviamente non bisogna prendere la volatilità sotto gamba, ovvero sottovalutarla, dato che il rischio sarebbe quello di perdere denaro. La volatilità è un po’ come la leva: se usata bene ed in maniera conscia, è un grande alleato, mentre se usata in maniera sconsiderata, diventa il più grande nemico del trader.

Ecco dunque che per poter imparare come gestire la volatilità, la cosa migliore è fare pratica in prima persona, sia con un conto demo che, magari, con un mini conto di forex, in maniera da operare con denaro reale ma limitando al massimo i rischi, dato che se anche si dovesse perdere denaro, si perderebbe realmente il minimo che è possibile.

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Gli investitori sono attirati dai corporate bond

La continua immissione di liquidità sui mercati da parte delle principali banche centrali, in primis Federal Reserve e Bank of Japan, sta spingendo le emissioni di obbligazioni societarie a livelli record.

Secondo un’analisi di Bloomberg ci stiamo avvicinando a un record di emissioni per i corporate bond stimate a 3,3 trilioni di dollari, ovvero un importo in grado di sfidare i record del 2009. La politica monetaria ultra-espansiva delle grandi banche centrali ha fatto tornare un forte appetito per il rischio da parte degli investitori, in particolare sui bond ad alto rendimento.

I bassi tassi di interesse presenti sui mercati stanno spingendo numerose società a fare incetta di liquidità a condizioni di mercato molto favorevoli, dalle meno solide a quelle più grandi e diversificate. Ne è un esempio il colosso americano General Electric, che praticamente è presente in ogni business e in ogni parte del globo. All’inizio di ottobre ha raccolto 7 miliardi di dollari, seguita da Oracle che ha lanciato un bond da 5 miliardi. Ottobre si è chiuso con un record di 347 miliardi di dollari.

Grazie alla liquidità elevata presente nel sistema, gli investitori riversano la loro attenzione sui corporate bond – soprattutto i bond high yield – e mettono da parte i bond governativi, che attualmente offrono rendimenti reali negativi se si considerano i paesi più solidi e con rating elevato. In base ai dati emersi dall’indice Merrill Lynch Global broad market corporate, a metà ottobre il rendimento dei corporate bond è sceso al 2,676% dal 3,981% di fine 2011.

Da qui a fine anno dovrebbero esserci nuove emissioni, almeno per altri 10 miliardi di dollari, ma il grosso è stato già fatto. In Asia le emissioni di corporate bond hanno toccato 843 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto al 2011. C’è poi il rischio bolla per i bond high yield: secondo Moody’s il tasso di default dei titoli speculativi scenderà al 3% a fine anno, sotto il minimo storico del 4,8% del 1983.

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