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Guida al Stand-up-paddle – SUP

Guida al Stand-up-paddle - SUP

Per quanto riguarda la tavola si deve considerare :

La maneggevolezza : dipenderà dai bordi (dimensioni) dello shape (forma generale della tavola). Una tavola piccola sarà più maneggevole. ma meno stabile e quindi poco adatta per un praticante principiante. Anche una tavola di forma rotonda sarà più maneggevole ma meno stabile. Le tavole da SUP più sottili e lunghe sono indicate per i “super” che desiderano favorire la velocità piuttosto che le onde.

La stabilità : dipenderà dalla forma della tavola. Una tavola « voluminosa » assicura maggiore galleggiabilità e quindi il SUP sarà più stabile. Anche la larghezza di una tavola è un fattore da prendere in considerazione per valutare la stabilità.

La solidità : dipenderà dai componenti e dalla tecnologia apportata alla tavola.

Tavola in Resina Epossidica (Epoxy) Tavola in Poliestere Tavola in Schiuma
Tavola ideata con una resina chiusa ricoperta da una vernice chiamata Gel Coat. Questo tipo di tavola resiste alle ammaccature ma è soggetta a piccole sfaldature della vernice. Tavola ideata con una resina più morbida. Questo tipo di tavola è soggetta alle ammaccature ma è facilmente riparabile contrariamente alle tavole in resina epossidica (epoxy). L’utilizzo di listelli in legno rinforza inoltre la solidità della tavola. Tavola ideata in schiuma polistirene. Il polistirene ha la caratteristica di assorbire gli urti e di evitare gli ammaccamenti. L’utilizzo di listelli di legno rinforza inoltre la solidità della tavola.

Il tuo livello di pratica : un SUP in schiuma sarà ampiamente sufficiente per un utilizzo nel tempo libero e durante le passeggiate. Per una pratica più sportiva e regolare un SUP in resina epossidica (epoxy) sarà più adatto e più solido, apportando un migliore scivolamento.

Scelta della pagaia di SUP :

La scelta della pagaia : per un praticante principiante è meglio una pagaia regolabile, perché permette di variare la misura in funzione della progressione del super. Per i super più competenti si consiglia una pagaia fissa che si taglia secondo la propria altezza perché è più solida e più leggera.

Astuzia : per conoscere la lunghezza della propria pagaia, tenerla dritta davanti a se, pala poggiata a terra, allungare un braccio alla sua massima estensione al disopra della testa, l’impugnatura (l’oliva) deve arrivare sotto il polso.

Il trasporto del SUP :

La sacca : ti permetterà di evitare gli urti ricevuti durante il trasporto del materiale. Si consiglia di trasportare il SUP sul portapacchi della macchina per evitare di ingombrare la macchina e ridurre la visibilità della strada.
Sacche stagne : per proteggere e trasportare le chiavi, il proprio spuntino o una bottiglia d’acqua si consiglia di utilizzare durante le uscite una sacca stagna.

Non tralasciare una pratica in totale sicurezza :

Il leash : è un elemento di sicurezza indispensabile che ti permette di non perdere la tavola alla prima caduta. Per maggiore sicurezza la lunghezza del leash nel SUP deve essere almeno 3 metri. È indispensabile utilizzare un leash durante le uscite anche con acque calme e senza onde. Nelle onde, è importante utilizzare un leash adatto appositamente alla pratica del SUP.

La wax : Raramente si applica la wax sul SUP perché generalmente vi è un PAD o zona antiscivolo, proprio per favorire l’aderenza sul SUP. Tuttavia, in mancanza di tale pad o se questo è troppo corto, si può sempre utilizzare della wax per evitare di scivolare durante la pratica.

La t-shirt anti-UV : per proteggersi dai raggi nocivi del sole si consiglia di indossare una t-shirt anti-uv.

Il SUP è considerato come imbarcazione da spiaggia e quindi non è adatto per passeggiate oltre i 300m dalla riva. Il giubbotto di salvataggio non è obbligatorio ma è fortemente consigliato per chi non sa nuotare.

Isolamento termico : indossare un top termico o una muta per poter praticare in acque fredde e proteggersi dal vento quando si è bagnati. L’ultimo punto riguarda i rischi di idrocuzione o shock termico, si consiglia di spruzzarsi dell’acqua per prevenire l’idrocuzione in caso di caduta dopo aver remato per tanto tempo.

Foto: Alessandro Onofri

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L’Imu fa cambiare le idee sulle seconde case

A meno di due settimane dalla scadenza del saldo Imu 2012, gli italiani iniziano già a fare i conti con i costi di gestione degli immobili, in particolare le seconde case. Quest’anno sarà una vera e propria stangata, non tanto per la prima casa – che comunque raggiungerà punte importanti in alcune città italiane, come ad esempio Roma – bensì per le seconde case. Secondo l’Agenzia del Territorio, i proprietari delle seconde case verseranno ben 15 miliardi dei 18 miliardi di euro del gettito fiscale previsto con il saldo Imu.

Secondo un recente sondaggio condotto dal portale immobiliare Casa.it, che presenta oltre 700.000 annunci, molti italiani avrebbero modificato le loro abitudini di utilizzo dell’immobile proprio a causa dell’Imu. Il 31,8% degli intervistati dichiara di avere intenzione di vendere la seconda casa per l’eccessivo carico fiscale dovuto per l’Imu, soprattutto tra i possessori di un immobile nello stesso luogo di residenza.

Altri proprietari hanno intenzione di dare in affitto la seconda casa, a causa dell’introduzione dell’imposta (ex Ici), affittando l’immobile per tutto l’anno (10,2% degli intervistati) o solo in determinati periodi dell’anno durante i quali non viene utilizzato (6,8% degli intervistati). A dimostrazione del fatto di quanto l’Imu abbia influenzato la vita delle persone negli ultimi mesi, il 48,8% degli italiani intervistati proprietari di seconde case ha intenzione di modificare l’utilizzo dell’immobile.

Il termine ultimo per il versamento del conguaglio Imu è previsto per il 17 dicembre, in quanto la data inizialmente prevista cade di domenica (16 dicembre). Sarà possibile pagare l’Imu con il bollettino postale in Posta o con il classico modello F24 in banca.

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Investire con le opzioni binarie

Negli ultimi mesi le opzioni binarie sono diventate molto più allettanti per i nuovi trader del Forex. Sono infatti lo strumento ad alto rendimento che permette di guadagnare mitigando i margini di perdita. I nuovi trader si rivolgono spesso alle opzioni binarie come alternativa più sicura del mercato Forex, dove imparano a conoscere i pro e contro degli investimenti nel settore cambio valuta, che limita le perdite e massimizza il potenziale di rendimento.

Molti nuovi investitori del Forex scelgono le opzioni binarie in quanto metodo sicuro per avviarsi nel mondo del trading delle valute. Tuttavia prima di iniziare a fare carriera nel trading sulle opzioni binarie è necessario capire di cosa si tratta e le diverse strategie che possono essere impiegate per assicurare degli esiti positivi per i propri fondi.

Prima di tutto diamo un’occhiata a cosa sono in realtà le opzioni binarie.

Anche se simili alle normali opzioni, quelle binarie danno il diritto di ricevere un rendimento fisso solo se il prezzo degli asset coinvolti si muove al di sopra del prezzo d’esercizio.
Se il prezzo dovesse scendere al di sotto di quello d’esercizio, allora non ci sarà nessun guadagno e inoltre si subirà la perdita del costo dell’opzione. In altre parole il trading con le opzioni binarie dà solo due possibili esiti: o si riceve un rendimento fisso se il prezzo è in rialzo o si perde il costo iniziale dell’investimento se il prezzo scende.

Nel mondo del Forex i contratti a opzioni binarie tendono a pagare 100 dollari per opzione. È vero che le opzioni binarie nel trading delle valute sono in gran parte una situazione aut-aut, ma se si è in grado di saper interpretare le chart delle valute e implementare una strategia per richiamare il punto d’esercizio, allora è spesso un modo ben calcolato di investire denaro.
Quello che succede è che gli investimenti vengono fatti in base alla convinzione che una certa coppia di valute tenda al rialzo o al ribasso in una data frazione di tempo. Mentre molti broker offrono opzioni settimanali, ci sono alcuni broker che offrono opzioni rapide in un intervallo di tempo di quindici minuti o addirittura 60 secondo come per esempio 24option.
Ciò significa che si specula sul fatto che al termine di una settimana o quindici minuti, la coppia di valute in questione possa chiudere la trade a un livello alto o più basso.

Per esempio, un’opzione binaria potrebbe offrire una chiusura di USD/EUR superiore a 1,34242 al termine della settimana. Si ha l’opzione di comprare o vendere questo risultato. Se la chiusura è maggiore ci sarà un guadagno se è più bassa il prezzo pagato per l’opzione verrà perso.

Una delle forme più recenti e più popolari di opzioni binarie è il one-touch. Ciò che i trader trovano interessante di queste opzioni è palese, ovvero la possibilità di ottenere fino a un guadagno del 500 per cento dell’investimento.
Le opzioni binarie one-touch sono vantaggiose per i trader convinti che il prezzo sottostante di un asset tenda al rialzo e, probabilmente superi un certo livello, ma senza credere che l’asset possa rimanere a quel prezzo troppo a lungo.

Un altro termine molto utilizzato quando si tratta di opzioni binarie è il modello alto / basso di trading. Tutto questo significa che quando si tratta di tali opzioni si dovrà decidere se chiudere verso l’alto (up) o il basso (down).

Una forma più complessa di trading a opzione binaria è il boundary o l’opzione intervallo, possono anche essere indicati come opzioni in/out. Queste opzioni binarie lavorano sulle stesse premesse di base del trading a opzione binaria, ma invece di scegliere se l’opzione si chiude ad un prezzo esatto, si sceglie un intervallo. Così, invece di dire che l’opzione chiuderà a 80, si acquista un’opzione che chiuderà in una serie, diremmo, tra il 75 e 90. Se si chiude in tale intervallo allora siete in the money.

Le opzioni binarie In/out lavorano sulla stessa premessa fatta ad eccezione che si deve scegliere se l’opzione si chiude nell’intervallo o fuori dall’intervallo specificato.

Ai nuovi investitori tendono a piacere le opzioni binarie per via del loro relativamente basso rapporto rischio-guadagno. La maggior parte delle opzioni binarie possono essere acquistate per circa 20 dollari, mentre altre possono anche essere trovate a $ 5. Se si sceglie l’opzione corretta se ne uscirà a testa alta, al contrario invece la perdita sarà di 20 dollari, ovvero il costo d’acquisto dell’opzione. Se si decide di fare trading con le opzioni binarie più complesse il margine di guadagno sarà più alto, ma anche quello del rischio.

Tra i broker sulle opzioni binarie, segnaliamo 24option . Piattaforma leader nel mondo delle opzione binaria che si concentra sul portare i prodotti finanziari più redditizi ai nostri trader. Per avere maggiori informazioni vai sul sito www.24option.com/it

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Le regole principali per limitare le perdite

come impostare il livello di perdita massimo nel trading onlineNegli investimenti in borsa una delle regole principali per aver successo è quella di limitare al massimo le perdite. Sembra una cosa facile da dire ma nella realtà e molto difficile chiudere una operazione in perdita.

Non ci stancheremo mai di dirlo; in qualsiasi forma di investimento finanziario è importante impostare un livello di perdita massima sotto al quale non che si dovrebbe andare.
Se sfortunatamente il mercato va nella direzione opposta da quella prevista, bisogna in qualsiasi caso chiudere l’operazione al livello precedentemente prestabilito.

Non seguire questa regola potrebbe far accumulare in poco tempo un posizione con una perdita talmente grande da non poterla più recuperare. Quanto può essere grande questa perdita? Potrebbe accadere che questa vada ad azzerare anche il conto di investimento senza darci la possibilità di recuperare.

Chiudere una operazione in perdita di poche centinai di euro è facilmente recuperabile. Diversamente, una posizione con una grossa perdita è difficilmente recuperabile e, se si è fortunati, a volte potrebbero volerci molto tempo.

Nel trading online questo livello di perdita massima prende il nome di stop loss.
Lo stop loss è un parametro molto importante che quasi la totalità dei trader utilizza.

E’ molto importante anche il giusto livello di inserimento dello stop loss. Saper impostare il giusto livello di protezione è sinonimo di successo.

Queste alcune regole per impostare lo stop loss.

Per prima cosa è necessario entrare nel mercato solamente dopo aver studiato bene il mercato e individuato il livello giusto. In questo modo lo stop loss potrà essere inserito a breve distanza dal punto di ingresso e il rischio dell’operazione sarà limitato.

Altro punto fondamentale per impostare lo stop loss è il capitale che vuoi rischiare. Questo è soggettivo, in quanto il livello di rischio e per ogni persona diverso, ma l’importante è che lo stop loss preveda una perdita inferiore al guadagno atteso dall’operazione.

Ultimo nostro consiglio è quello di costruire il piano di trading prima iniziare ad operare.
Nel trading le operazioni non devono essere avvenire per impulsi o intuizioni, ma sono necessari tempo e studio per capire i mercati. Solamente dopo aver studiato una strategia e averla testata con conti demo sarà il momento di metterla in pratica.
Una buona strategia di trading che comprende ordine di ingresso, stop loss e take profit. Con l’utilizzo di quest’ultima non sarà necessario stare davanti al computer e si avrà la sicurezza di operare al meglio.

Il consiglio finale è quello di fare esperienza e testare le strategie sempre e solo con conti demo. Solo in questo modo si avrà la sicurezza di non perdere denaro. Quando serate pronti a fare trading sul mercato reale, basteranno solamente pochi minuti per attivare un conto reale.
Buon trading

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Come risparmiare sulle tariffe internet

Come risparmiare sulle tariffe internetE’ possibile risparmiare sulle tariffe internet utilizzando solo la rete Wi-Fi e il Tethering per il proprio tablet, senza connessione 3G.

Le tariffe internet di molti operatori telefonici come Wind, Tim, Vodafon e Tre per i tablet come l’iPad, sono molto convenienti ma, ultimamente, internet sta diventando sempre più ad accesso libero: ad esempio la rete Wi-Fi di Milano consente, previa registrazione, la navigazione gratuita sul web, oppure sfruttando la connessione di casa, dell’ufficio e dei luoghi pubblici. Insomma, i modi per collegarsi ad internet ci sono e sono anche gratuiti.

Sia che si tratti di utilizzare il proprio tablet sporadicamente che in modo frequente o intenso, la soluzione per risparmiare è quella di acquistare un tablet solamente con il Wi-Fi, senza connessione 3G. In questo modo si ha un costo minore sull’acquisto del dispositivo mobile e non si hanno spese legate alla connessione dati.

Inoltre, se già si dispone di uno smartphone come l’iPhone 5, il Galaxy S3 o il Nokia Lumia 920, bisogna verificare che l’offerta attiva sul dispositivo comprenda anche il traffico effettuato in “Tethering”, che consiste nell’uso di un telefono cellulare (o di un altro dispositivo mobile con connessione internet) come modem per offrire accesso alla rete ad altri dispositivi che ne sono sprovvisti. La connessione tra i due dispositivi può avvenire via wireless (Bluetooth o Wi-Fi) o in maniera cablata (USB). Se il tethering wireless è effettuato tramite Wi-Fi, il dispositivo assume funzionalità di Access Point (AP).

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I meccanismi di trading

In quest’appuntamento di formazione dell’investitore andremo ad analizzare i meccanismi di trading, spiegando gli argomenti che riguardano gli ordini di posizione sul mercato, i vari mercati e le sessioni di trading.

Faremo inoltre un’introduzione ai problemi correlati alla liquidità dei mercati e faremo riferimento anche al trading istituzionale e alle principali strategie di trading, capitolo in cui verrà introdotto l’argomento riguardante la nuova frontiera dell’Algotrading (Trading Algoritmico).

ORDINI
Viene definito con questo termine il set di istruzioni determinanti per prendere posizione nel mercato.
A tal fine devono essere specificati cinque dettagli:
oggetto dell’ordine (ad esempio: contratto future, valuta spot o altri strumenti finanziari simili);
tipologia della posizione (Long = posizione attiva che scommette su un rialzo futuro del mercato, che viene definito in questo caso “Bullish”, Short = posizione passiva che scommette su un ribasso dello stesso, nel cui caso il mercato è anche definito “Bearish”);
quantità degli strumenti considerati per entrare in una posizione;
condizioni relative al prezzo di posizionamento sul mercato;
periodo di validità dell’ordine.

ORDINI A MERCATO
Sono ordini che vengono eseguiti al miglior prezzo corrente disponibile sul mercato.
Sono eseguiti velocemente e pertanto ad un costo di minor accuratezza di prezzo, nel senso di peggiori condizioni di mercato per una maggiore immediatezza.
Poiché con il passare del tempo nei mercati più liquidi, soprattutto in un contesto di alta frequenza di trading, il prezzo si muove velocemente, questo tipo di ordini riscontrano un maggiore rischio di eseguito.
Larghi ordini di mercato possono avere anche un impatto sul prezzo, specie se la visibilità dell’ordine è accessibile alla BUY SIDE e SELL SIDE (coloro che propongono ordini di acquisto e vendita rispettivamente).
Essendo visibile anche il quantitativo, cosiddetto DEPTH o profondità dell’ordine, la controparte si può adattare al mercato di conseguenza.
Usualmente l’impatto sul prezzo aumenta con la grandezza dell’ordine e diminuisce con una maggiore liquidità dei mercati. Nei mercati finanziari quest’ultima viene definita come la velocità di poter convertire assets in moneta .
In figura si riporta la rappresentazione del grado di liquidità e come questo varia secondo l’asset class considerata (Bollettino Ottobre 2012 della BCE, pag. 59)

Gli ordini a mercato sono pertanto la tipologia di ordini usati da trader con urgenze di conversione di assets o appunto di liquidità.
Sono anche, però, quelli usati da trader che possiedono maggiori informazioni rispetto al mercato (inefficiente in questi casi) e che pertanto cercano di trarre vantaggio da questa asimmetria informativa.
Secondo una prospettiva di profondità dell’ordine, questi sono quelli maggiormente usati da investitori che prendono piccole posizioni nel mercato, evitando di avere un impatto sul prezzo e, come possibile conseguenza, un front running (anticipo).
In figura a lato si da’ una rappresentazione dell’impatto che la liquidità ha avuto nelle economie, differenziate secondo legenda.
A misurare l’intensità di variazione del prezzo in corrispondenza di definite unità di volume di contrattazione, l’indice di Illiquidità provvede ad indicare come il mercato reagisce, rallentando in contrattazioni ma aumentando in intensità di cambiamenti di prezzo all’occorrenza di eventi importanti e di scala globale.
In figura, infatti, si nota quanto siano state importanti le date facenti riferimento all’attacco terroristico nel 2001, al crollo della Lehman Brothers nel 2008 e a come si siano svolti i fatti relativi al debito sovrano nell’UEM nel 2011.
Così come da rapporto BCE (Bollettino BCE, Ottobre 2012), la distinzione è fatta fra economie avanzate, comprendenti Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, ed economie emergenti, quali Cina, Corea del Sud, India, Indonesia, Sudafrica. Le ultime rilevazioni usate per il grafico sono quelle relative a luglio 2012.

ORDINI LIMITE
La definizione di questo ordine va ricercata nel limite che il prezzo di una security può raggiungere, pertanto avere una panoramica di questo tipo di ordini da’ indicazioni sul mercato che i trader prospettano per il futuro.
Ha la caratteristica di “scadere” e non valere ulteriormente se la transazione non avviene.
A seconda dello spread corrente durante le contrattazioni, un limit order (l.o.) può diventare markatable l.o., nel senso che, se le condizioni di mercato lo permettono, la contrattazione può avvenire immediatamente.
Essendo il mercato determinato da un prezzo BID (denaro, prezzo alla quale si compra) e ASK (lettera, prezzo alla quale si vende), un Buy l.o. maggiore del minor Ask e un Sell l.o. minore del maggior Bid fanno un “nuovo mercato”, nel senso che questi saranno i nuovi valori Bid/Ask richiesti dal mercato.
Avendo implicazioni di questo tipo, i l.o. vengono anche definiti come provider di liquidità, a differenza dei m.o. (market order) che, invece, data l’immediatezza, sono definiti come demander di liquidità.
Il prezzo è garantito se i l.o. sono eseguiti, tuttavia ad essere incerta è l’esecuzione, dato che il prezzo potrebbe non raggiungere la soglia indicata come limite dell’ordine:
i limit orders pertanto sono ordini per trader pazienti, che ritengono opportuno aspettare che una security arrivi ad un determinato livello, oppure per coloro che contrattano securities illiquide.
Secondo l’accezione della garanzia del prezzo suddetta, possiamo valutare anche i l.o. come opzioni: un Sell l.o. sarà paragonabile ad una Call, mentre un Buy l.o. ad una Put.

ORDINI STOP
Sono eseguiti secondo certe condizioni di prezzo e tempo determinate nelle specifiche, pertanto possono esacerbare il cambiamento del prezzo. Ci sono tipologie di Sell s.o., con le quali si da’ istruzione di vendere al miglior prezzo non appena il prezzo scende al di sotto del livello definito come stop, e tipologie di Buy s.o., cioè, analogamente al primo, comprare non appena il prezzo si posiziona al di sopra del livello stop.
A combinare le caratteristiche del limit e dello stop order vi sono ordini ibridi come lo stop limit order, in cui l’ordine diventa un limite in una o nell’altra direzione, non appena il livello stop viene toccato, e il trailing stop order, ordine che converte lo stop in un trailing, cioè in una variazione, solitamente percentuale, del prezzo, partendo dal livello a cui si era posizionato lo stop.
La figura rappresenta le dinamiche basilari riguardanti le due categorie di ordini appena spiegate (JF Lennon, Forex Learning Journal, Articolo del Maggio 11 2010).

ORDINI IBRIDI
Tick Sensitive (sensibili al minimo tick)
Sono ordini condizionati al cambiamento del prezzo, anche minimo. I principali sono i Buy Downtick, cioè compra non appena il minimo movimento del prezzo è negativo, e i Sell Uptick, reciproco rispetto al precedente.

Market-not-held
Tipologie di ordini condizionali al mercato danno al trader discrezione decisionale nell’intento di ottenere il miglior prezzo possibile.
La logica sottostante può essere tradotta in “o migliore del prezzo corrente o il corrente prezzo”, pertanto tipi di ordine simili a questi suggeriscono la fiducia e la confidenza di chi li posiziona in un miglioramento del prezzo in favore dell’ordine.

Validity (ordini a validità)
La validità viene intesa come periodo, condizione di mercato o di operatività.
I principali tipi sono quelli a validità giornaliera, in cui l’ordine è eseguito all’interno della giornata, a pena il decadimento della validità; vi sono poi ordine valido fino a cancellazione e ordini fill-or-kill – letteralmente tradotto riempi-o-decedi – i quali sono quindi validi sino a conclusione.
Abbiamo poi i market-on-open ed on-close, in cui l’ordine è piazzato a prezzo di apertura o chiusura rispettivamente.

Altri Ibridi
Ordini Iceberg sono ordini che non lasciano trasparire nel book la totale profondità dell’ordine, evitando pertanto di indurre il mercato o il prezzo a cambiamenti che andrebbero contro il senso dell’ordine:
avendo visibile nel book un grosso quantitativo per una certa posizione nel mercato, i traders si muovono e correggono il prezzo Bid/Ask di conseguenza, facendo perdere al trader che ha posizionato l’ordine, di evidente visibilità, la sua efficacia.
Gli altri partecipanti al mercato hanno precorso il trader che ha posizionato l’ordine originalmente.
Andando a posizionare solo una piccola quantità visibile nel book, il trader non lascia possibilità agli altri partecipanti nel mercato di precederlo poiché non da’ accesso alla totalità delle informazioni circa il posizionamento che sta facendo nel mercato.
Ordini del tipo Istruzioni a Display sono ordini che contano su logiche di cambiamento del prezzo in base a quanto viene mostrato nel book, come anticipato in precedenza con ordini Iceberg.
Poiché in base ad una data profondità di ordine, il mercato si aggiusta di conseguenza, logiche di questo tipo possono essere usate per la creazione di algoritmi che prevedano di quanto un ordine abbia influenza sul mercato e in quale direzione, per poi posizionare altri ordini che facciano pervenire profitto una volta eseguito il primo.

Analisi dei meccanismi di trading curata da Master in Banking e Finance dell’universita della Svizzera Italiana

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Delega fiscale 2012: inevitabile slittamento

Sembrava tutto fatto per la delega fiscale 2012, arrivata alle Camere pronta per una veloce approvazione. E invece in Senato il testo si è impantanato e, dopo una giornata piuttosto convulsa, il disegno di legge è stato rispedito in Commissione Finanza. Il rischio serio, a questo punto, è legato all’inevitabile slittamento dell’approvazione, che potrebbe affossare definitivamente la delega fiscale. E’ stato infatti decretato il rinvio dell’esame finale al primo giorno utile dopo il via libera alla Legge di Stabilità e al bilancio ma, se il mandato del governo Monti dovesse scadere prima, sarebbe un disastro.

Ricordiamo che la delega fiscale 2012 è un testo importante perché, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe rivedere le regole del Fisco, soprattutto in termini di equità, semplificazione e miglioramento dei rapporti con i contribuenti. Se la delega dovesse saltare (come molti paventano) sono molte le riforme, anche importanti, che non vedrebbero la luce nonostante gli annunci in pompa magna. Al Senato si è creato un ingorgo che, peraltro, mette a serio rischio anche altre riforme, come i sei decreti legge già in vigore e che devono essere convertiti.

In questi trovano spazio argomenti fondamentali per il futuro del Paese, come i tagli ai costi della politica, gli investimenti in crescita e innovazione, il riordino delle Province, le risorse per le zone colpite dal terremoto e lo scottante caso del TFR degli statali. Nel decreto crescita, poi, trovano spazio norme molto attese dal mondo delle imprese come gli investimenti per il digitale, le agevolazioni per le start up, l’obbligatorietà del tentativo di mediazione per le cause amministrative. Insomma, proprio prima delle feste di Natale e del primo compleanno del governo Monti, sono in bilico le iniziative più importanti del governo.

Rimanendo alla delega fiscale, tema di questo articolo, vediamo allora quali sono le riforme a rischio per l’ostruzionismo fatale dei partiti (la colpa del rinvio è da suddividere equamente tra PD in fregola da primarie e PDL in crisi totale di identità).

Lotta all’evasione: partiamo dal tema più fresco, quello del contrasto di interessi tra venditore e compratore. Un emendamento al testo aveva introdotto la possibilità di scaricare dalla dichiarazione dei redditi gli scontrini e le ricevute, un modo per spingere gli acquirenti a richiedere sempre il documento fiscale, arginando così l’evasione che ruba un quinto del Pil italiano.

Catasto: altra norma importante è quella che aggiornava il valore catastale degli immobili per portarlo più vicino a quello di mercato. Un modo per garantire più uniformità rispetto al sistema attuale che peraltro comporta notevoli sproporzioni nel calcolo dell’Imu dovuta da unità immobiliari simili, accatastate però con tempi e metodi diversi. Il sistema di calcolo previsto dalla delega punta a utilizzare i metri quadrati dell’unità immobiliare come sistema su cui fondare il valore catastale.

Imprese: le imprese, pur non avendo agevolazioni fiscali dalla delega, rischiano di vedere sparire alcune novità importanti. Innanzitutto con la disciplina dell’abuso del diritto per le contestazioni del Fisco, poi per il riassetto delle sanzioni amministrative e penali, che dovrebbero essere proporzionali alla violazione commessa. Infine per la creazione dell’Iri (l’imposta unica sul reddito d’impresa), che potrebbe essere scelta al posto delle aliquote progressive Irpef (e delle addizionali), e il problema dell’Irap dei piccoli imprenditori, che non hanno i requisiti per essere obbligati a pagare l’imposta regionale.

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Titoli di stato: cosa aspettarci nel 2013?

Ieri è stata una giornata storica: da tempi immemorabili lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi non scendeva sotto i 300 punti base.

A sospingere sia i mercati borsistici europei che il mercato secondario dei titoli sono state tre notizie: l’annuncio da parte della Grecia di un piano di per riacquistare 10 miliardi di euro dei suoi stessi titoli, la chiusura in pareggio del bilancio della Germania con ben due anni di anticipo e l’andamento positivo dell’indice manifatturiero cinese.

Il rendimento del BTp decennale scende dunque al 4,40% (un valore che non si registrava da due anni a questa parte). Rendimenti più bassi significano un minor costo per lo Stato nel finanziare il debito. Della situazione si avvantaggiano anche i titoli bancari italiani, estremamente esposti per quanto riguarda i titoli di Stato italiani.

Che cosa bisogna aspettarsi per il 2013 in tema di investimenti sui titoli di stato?

Sicuramente minori timori di quanti si siano percepiti nel corso del 2012: la fase più acuta della crisi è alle nostre spalle – anche se siamo lontani dall’esserne fuori. Chi ha acquistato e venduto BTp nel corso dell’anno che volge al termine ha guadagnato parecchio perché i prezzi sul mercato secondario sono risaliti fino a un massimo del 25%.

Vale la pena di mettere ancora bond italiani in portafoglio?

I grandi investitori ne sono convinti, perché oggi come oggi il debito pubblico italiano paga bene e offre poco rischio. Per i piccoli investitori sarà più conveniente attendere le aste per comprare, piuttosto che optare per i titoli già emessi e in circolazione sul mercato, perché i prezzi si sono impennati.

Nel 2013 per avere buoni rendimenti occorrerà optare per scadenze a lungo termine, ovvero superiori ai dieci anni. Questa è la linea su cui si muovono già i grandi investitori ed è un segnale inequivocabile di maggiore fiducia nelle possibilità dell’Italia.

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Cambia il modello per la dichiarazione Imu

Schermata 2012-11-02 a 11.00.57.pngE’ stato approvato il modello per la dichiarazione Imu in scadenza il 30 novembre.
Rispetto alle disposizioni originali, però, ci sono state sostanziali modifiche al fine di ridurre il più possibile il numero di soggetti che dovranno provvedere alla dichiarazione.

Intanto è esclusa dalla dichiarazione l’abitazione principale e le sue pertinenze – anche se in presenza di figli conviventi under 26 – in quanto il comune è già in possesso di tutti i dati necessari per verificare, se del caso, i conteggi fatti dal contribuente per il versamento dell’imposta.

Eccezione è fatta per i coniugi, non separati legalmente, che abbiano residenza diversa nello stesso Comune. In tal caso, infatti, la Legge ammette una sola agevolazione e il contribuente deve quindi indicare su quale delle due case intende avvalersene.

Anche se le nuove regole hanno di molto sfoltito il pubblico interessato dalla dichiarazione, quest’ultima ha regole molto articolate e le casistiche sono davvero molte (basti pensare alle eventuali equiparazioni all’abitazione principale che il comune può adottare in taluni casi, oppure nel caso di ex casa coniugale assegnata ad uno dei coniugi).

Il nostro consiglio, a eccezione di casi di semplice interpretazione, è di affidarsi, per la compilazione, a professionisti o ai Caf presenti sul territorio onde non incorrere in errori e/o omissioni.

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Come risparmiare sui costi del cellulare

risparmio-cellulareUtilizzare delle app consente di risparmiare enormemente sui costi delle comunicazioni telefoniche e di quelle scritte, compensando i costi del terminale.

Oggi acquistare uno smartphone di ultima generazione può comportare una spesa viva non indifferente, dal momento che mediamente i costi di quelli più gettonati – Iphone 5 e Samsung Galaxy S III – si aggirano tra i 650 e i 750 euro.

Molti prima di effettuare un acquisto del genere ci pensano bene o, invece, si affidano alle tariffe tutto compreso delle aziende di telefonia. Ebbene, ciò che potrebbe sembrare eccessivo, in realtà può dare un enorme vantaggio economico all’utente, dal momento che questi piccolo computer possono comportare una serie di vantaggi in termini di applicazioni che abbattono anche del 80% i costi di chiamate, sms ed mms.

Infatti, come la stragrande maggioranza di noi sanno queste applicazioni – le più conosciute sono Whatsapp, Tango e Viber – consentono di scambiarsi messaggi, mandarsi foto e video, farsi chiamate e videochiamate, tutto praticamente a costo zero. Partiamo dalla prima, forse la più conosciuta, Whatsapp, caratterizzata dalla sua iconcina verde. Attualmente sull’Apple store ha un costo di 0.79 cent ma spesso viene consentito il download gratuito. Su piattaforma android, invece, gli stessi contenuti sono gratis.

Questa applicazione consente in modo assolutamente gratuito, attraverso una semplice registrazione del proprio numero di cellulare, di inviare messaggi, foto, video, messaggi vocali e altri file senza incidere di un solo centesimo sul credito. La stessa app, inoltre, è in grado di accedere alla nostra rubrica e indicarci quali sono gli amici che utilizzano il programma. In aggiunta, ci indica se e quando il messaggio è stato letto dal destinatario.

Ancor più completo è Tango, programma gratuito anche su Apple store, caratterizzato dalla iconcina in rosso T maiuscola bianca, che unitamente a tutte le funzioni di cui si avvale l’app precedente, consente di effettuare chiamate e videochiamate, oltre che inviare simpatici effetti grafici all’altro utente.

Infine, Viber, somiglia molto ai precedenti programmini, è sempre gratuito come Tango, consentendo in più rispetto a Whatsapp di chiamare gratis ma non consente le videochiamate di Tango.

Altre applicazioni possono, infine, consentire di utilizzare lo smartphone per inviare gratis fax (Faxator), per scannerizzare (CamScanner), per dettare dei documenti a voce che vengono riprodotti su testo (Dragon), il tutto assolutamente e rigorosamente gratis!

L’importante, ovviamente, è avere una connessione internet attiva sul proprio smartphone, altrimenti tutto gran parte di quanto sopra detto è irrealizzabile ed inutilizzabile.

Fonte: supermoney


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Proteggersi dalla patrimoniale

Fino a qualche tempo fa l’Italia era un vero e proprio paradiso fiscale per i rentier, ovvero coloro che vivono di rendita grazie agli interessi maturati dai propri investimenti.

La crisi finanziaria, iniziata nell’estate del 2011 e peggiorata a novembre con l’impennata dello spread sui top di sempre a 575 punti, ha fatto cadere il governo Berlusconi e fatto insediare il governo “tecnico” targato Mario Monti, che ha messo in campo dure misure di rigore fiscale. Chi viveva di rendita è stato svegliato bruscamente dai sonni felici del passato.

Il primo colpo inferto ai rentier è stata la mini-patrimoniale, che il prossimo anno vedrà l’aliquota salire allo 0,15% senza alcun tetto. I paperoni italiani temono che non sia finita qui e che il governo Monti, possa tassare il patrimonio individuale complessivo annunciando una nuova patrimoniale sulle grandi ricchezze nel 2013, sulla falsa riga di quanto accaduto in Francia con l’esecutivo Hollande. Il nuovo premier transalpino ha annunciato l’imposta patrimoniale progressiva a scaglioni con aliquote dallo 0,55% all’1,8%, comprese le attività detenute all’estero in caso di superamento di determinate soglie di ricchezza.

Se questa patrimoniale sarà introdotta anche in Italia l’unico modo di eludere la tassazione sarebbe quello di privarsi dell’intestazione dei beni. Per proteggersi dalla patrimoniale sulle grandi rendite si punterebbe per lo più sui trust, un istituto che permette di segregare il patrimonio mobiliare e immobiliare trasferendolo a un terzo soggetto (trustee) che ha solo l’obbligo di amministrarlo.

Il trust permette di evitare le patrimoniali fuori dall’Italia. Inoltre, se un soggetto dispone di beni immobili o attività finanziarie in un trust internazionale, non essendo più proprietario dei beni, non dovrà nemmeno effettuare la segnalazione nel modulo Rw, che viene usato dai contribuenti italiani per indicare gli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria. Già oggi il trust assicura importanti benefici fiscali rispetto alle persone fisiche, senza contare l’esenzione del 95% dei dividendi trasferiti da società di cui il trust è socio.

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Cosa fare prima di iniziare a fare trading online

Spesso abbiamo parlato del trading e come questo può diventare un vero e proprio lavoro. Tieni presente che nel trading si possono guadagnare molti soldi ma i rischi di perderne è alto.

Non esiste una strategia in grado di guadagnare sempre e per questo, nel momento che si decide di iniziare a fare trading, è necessario conoscere i rischi che porta questa attività.

Oggi la situazione economica in Italia non è delle migliori. Molte aziende sono costrette a chiudere e molte persone si ritrovano senza lavoro e purtroppo con poche possibilità di trovarne uno nuovo.

Tutto questo ha fatto aumentare la voglia di fare trading. L’obbiettivo di trovare un modo per guadagnare denaro è la speranza di tutti. Il trading online ha tutte le caratteristiche del lavoro perfetto.
Lo si può fare in ogni momento, di giorno e di notte e ovunque ci si trovi, basta solamente un collegamento ad internet.
Tutto questo ha però ha dei lati negativi. Per fare trading è necessario un certo capitale e i rischi che si corrono sono tanti.

Per iniziare a fare trading online ci vuole poco. Basta scegliere il broker, aprire un conto, scegliere la piattaforma e si è già pronti.

Ma quanto è facile e veloce iniziare a fare trading, tanto è difficile guadagnare realmente.
L’illusione di poter guadagnare facilmente non dura molto. Le difficoltà sono tante e per questo è necessario seguire determinate regole.

Prima di iniziare a fare trading occorre avere una buona padronanza con i mercati e con gli strumenti di analisi.

Questi alcuni punti principali da seguire prima di iniziare a fare trading:

Per prima cosa è necessario lavorare sodo per conoscere la materia, questo è essenziale poter puntare ad ottenere dei profitti. I tre punti chiave del trading online sono: impegno, pazienza e disciplina.

Iniziare a fare esperienza direttamente sui mercati è indispensabile come anche studiare una propria strategia. Ti consigliamo di fare questo attraverso un conto demo (quasi tutti i broker lo utilizzano) senza rischiare il proprio denaro.
Come abbiamo detto lo sviluppo di una strategia è importante, ma devi sapere che non esiste un regola che faccia guadagnare sempre, ciononostante, le possibilità di guadagno ci sono, e sono molto buone.

I passaggi da seguire sono:
– aprire un conto demo
– imparare ad utilizzare la piattaforma di trading messa disposizione
– saper leggere i mercati e le notizie
– studiare e testare delle propri tecniche di trading
– sapere controllare le emozioni
– capire il momento giusto per fare entrare sul mercato
– saper limitare le perdite
– imparare dagli sbagli commessi

Queste sono solo alcune delle regole principali da seguire. Senza una determinata disciplina sarà difficile se non impossibile guadagnare denaro.

Un ultimo e utilissimo consiglio è quello di fare esperienza con il trading simulato e non aver fretta di iniziare a guadagnare da subito. I mercati offrono sempre ottime opportunità, non aver fretta di iniziare. Ogni cosa ha bisogno del suo tempo.

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