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24Option recensione

Le opzioni binarie sono da tempo diventate uno strumento di trading preferito per molti trader. Sono infatti molte le persone che hanno abbandonato il forex o lo hanno affiancato al trading sule opzioni binarie. Tutto questo è dovuto dalla semplicità di questo tipo di strumento alla portata di tutti.

Vista la grande richiesta negli ultimi anni sono nati molti broker, ma sicuramente uno dei migliori per operare con le opzioni binarie è senza ombra di dubbio 24Option.

La 24option è gestita da 247 Holdings Group Ltd, e di proprietà della Yaymay Investments. E’ gestita da un gruppo esperto di professionisti, specializzati nei settori di opzioni finanziarie, materie prime, derivati, azioni, forex trading, marketing online, ricerca e sviluppo software.

Una delle caratteristiche principali è la semplicità della piattaforma che permette di puntare su un target molto ampio: dal principiante che si affaccia per la prima volta al mondo dei mercati finanziari fino ad arrivare al professionista che ha già esperienza nel  trading.

Con la piattaforma di 24option è possibile fare trading su più di 60 assets in ogni momento e con diverse scadenze (60 secondi, oraria, giornaliera, settimanale), ottenendo profitti fino al 360%.

Il servizio assistenza è di ottima qualità, forse la migliore nel settore, reperibile 24 ore su 24 via Live Chat, Mail e telefono, tutto in italiano. Dal momento che il cliente effettua la registrazione viene assegnato ad un Account Manager Personale che sarà il suo punto di riferimento all’interno della società e gli fornirà tutti gli strumenti necessari per ottimizzare il proprio Trading.

Con 24option è possibile ottenere notevoli profitti con il minimo sforzo, grazie a delle percentuali di pagamento tra le più alte sul mercato, in grado di arrivare e di superare anche il 100% della somma investita.

L’investimento minimo con cui poter iniziare a fare trading con 24option è di 200$ ed è possibile acquistare una opzione anche con poche decina di dollari.

Aprire un Conto è semplicissimo. Il cliente dovrà compilare il form presente nella sezione “Apri un Conto” ed effettuare il primo versamento utilizzando Carta di Credito, Bonifico Bancario, MoneyBookers o Liberty Reserve.

Non appena hai effettuato il deposito sarà possibile accedere alla piattaforma ed avviare il trading con le opzioni binarie. Non sarà necessario scaricare alcun software. La piattaforma di 24Option è disponibile via web e permette anche ai trader meno esperti di iniziare in maniera molto semplice. Tutte le funzioni importanti sono semplici ed intuitive.

Novità per 24option è la piattaforma mobile che permette di investire con le opzioni binarie ovunque ci si trovi attraverso Smartphone o Tablet.

Nell’immagine è rappresentata una schermata di esempio della piattaforma web:

Il vantaggio di operare con 24option è di avere sempre i prezzi di mercato assolutamente reali e che permette ai clienti di poter fare trading nel modo più sicuro.

Altra caratteristica è quella di avere un account demo gratuito che è possibile attivare dopo avere effettuano un deposito minimo di 200$.

24option è l’unico broker di opzioni binarie ad offrire un demo gratuito rispetto tutti gli broker è sorprendentemente confortante.

Gli altri vantaggi

  • Guadagni fino all’89%
  • Bonus di benvenuto
  • Programma VIP
  • Account demo
  • Alto payout
  • Opzione “Early Closure”
  • Piattaforma per Smartphone e Tablet
  • Disponibile in più lingue (anche Italiano)

Per avere maggiori informazioni accedi al sito www.24option.com/it

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Domanda di oro da investimento rimarrà forte per tutto il 2012

Gli analisti del World Gold Coucil hanno pubblicato un rapporto nel quale prevedono che la domanda di oro da investimento rimarrà sostenuta per tutto il 2012, a prescindere della salute dell’economia mondiale e soprattutto nell’eurozona alle prese con il rischio di una doppia recessione.

Nonostante la previsione possa sembrare ottimistica dopo la flessione dell’11% fatta registrare nel 2011 a causa dell’indebolimento della domanda industriale e del mercato dei gioielli, nel documento del WGC si legge che l’incertezza sulla ripresa economica spingerà gli investitori europei ad investire nell’oro per diversificare e proteggere i propri investimenti.

Qualora l’economia dovesse stabilizzarsi e recuperare terreno, gli investitori guarderanno comunque all’oro come rifugio per difendere il capitale contro l’aumento dell’inflazione che di solito accompagna la ripresa economica.
L’oro è considerato un ottimo rifugio per gli investitori per il suo status di investimento sicuro in tempi di incertezza economica e riserva di valore in tempi di alta inflazione.

Il World Gold Concil ha ammonito tuttavia che le prospettive della domanda proviene da mercati non occidentali dipenderà dal livello dei prezzi dell’oro.
Cina, India e Europa sono i mercati nei quali la domanda del metallo prezioso rimane sostenuta. I colossi orientali rimangono le roccaforti culturali dell’oro, rappresentando rispettivamente il 55% e il 49% della domanda globale di gioielli.
In Europa il mercato dei gioielli e dunque la domanda industriale del metallo prezioso potrebbe essere condizionata dall’elevata disoccupazione, anche se le la domanda rimarrà sostenuta per via delle Banche Centrali che continuano a diversificare i loro assets, ridurre l’esposizione verso valute estere, riequilibrare le riserve e infine a proteggere la ricchezza nazionale.
Gli analisti prevedono dunque un rafforzamento della domanda globale nel 2012 trainata dalla Cina, la quale si prepara a diventare il mercato mondiale maggiore, dalla crescita economica delle economie emergenti asiatiche e dalla volontà degli investitori europei e americani di proteggere i propri assets dall’incertezza economica.

 Domanda di oro da investimento rimarrà forte per tutto il 2012

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Come protteggersi dagli aumenti di gas e luce

Non è un pesce d’aprile; da una settimana a questa parte, le bollette dell’energia elettrica e del gas sono aumentate del 5,8% e dell’1,8%.

Non passa giorno che ci vediamo sommersi di rincari, ma la domanda è, dove andremmo a finire?

L’unica cosa che può permettere di risparmiare qualche cosa dipende da noi facendo un uso più consapevole di luce e gas.

Il primo passo da compiere per risparmiare sulla bolletta elettrica, è quello di scegliere un gestore più conveniente anche direttamente online, sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Oltre a questo si possono apportare semplici comportamenti quotidiani che possono aiutare a evitare inutili sprechi, come per esempio:
scegliere lampade a basso consumo con le quali si riducono i consumi fino all’80%

– spegnere apparecchi non utilizzati. Televisore, microonde e computer non devono rimanere in modalità stand-by. Anche questo ci permetterà di risparmiare il 10% sui consumi

utilizzare elettrodomestici di classe energetica A. Quelli che incidono maggiormente nella bolletta elettrica sono   scaldabagni elettrici e frigoriferi.

A questi semplici consigli, il risparmio può avvenire attraverso la tariffa bioraria, con la quale si può  scegliere giorno e ora più convenienti per consumare elettricità. La fascia economica va dalle 19.00 di sera alle 8.00 di mattina nei giorni feriali e in tutte le ore del giorno e della notte dei festivi.

Mentre ci impegniamo per risparmiare soldi sulle bollette elettriche il governo sta studiando un taglio degli incentivi alle energie rinnovabili per evitare altri aumenti  maggio che saranno del 4%.
Fonte: solofinanza.it

 Come protteggersi dagli aumenti di gas e luce

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Quanti soldi investire sul Forex

Il mercato delle valute non è semplice e non tutti sono in grado di guadagnare soldi. Il consiglio e di iniziare di investire sul Forex una cifra che possiamo anche perdere.

Meglio iniziare aprendo un conto demo e scegliendo broker che permettono di aprire dei conti con pochi euro. Stiamo parlando di mini conti Forex che posso essere gli strumenti per conoscere il mercato delle valute.

Si può iniziare investendo anche 300€, ma se vogliamo essere sinceri, non è molto conveniente.
Il nostro consiglio, per investire sul serio, è di investire sul Forex almeno 3000 euro.
Utilizzando una opportuna leva si possono ottenere profitti niente male.

Un altro consiglio è quello di avere nel conto un capitale leggermente superiore, in grado coprire eventuali smarginazioni se si dovessero subire delle perdite nella fase iniziale.

Precisiamo che la somma indicata di 3000€ è il minimo consigliato per questa forma di investimento ma ovviamente se si vuole fare sul serio è meglio investire 5000 € o cifri ancora maggiori capaci di offrirci un buon compromesso rischio e profitto.

 Quanti soldi investire sul Forex

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Cosa è e come si calcola il Capital Gain negli investimenti finanziari

Uno degli argomenti principali di questo blog sono gli investimenti e il trading online. Quello che oggi prendiamo in esame sono i profitti derivati dagli investimenti, il cosiddetto Capital Gain.

Il capital gain costituisce di fatto una tipologia di rendimento del titolo ma non è detto che rappresenti l’intero rendimento che potrebbe essere costituito anche da Interessi, dividendi ecc.

Può essere calcolato in valore assoluto, sottraendo al prezzo di vendita il prezzo di acquisto; o sotto forma di rendimento (%) dividendo la detta differenza per il prezzo di Acquisto.

Per fare un esempio pratico, acquistiamo un’obbligazione a 100€. Tale obbligazione paga cedole pari a 5€ ogni anno. Dopo 2 anni l’obbligazione viene venduta a 110€. Il Capital Gain sarà dato quindi, in valore assoluto, da 110€ – 100€ (Prezzo di vendita meno Prezzo di acquisto), ovvero 10€; come rendimento da 10€ / 100€ (differenza tra Prezzo di Vendita e Prezzo di acquisto divisa per il Prezzo di acquisto) ovvero 10%.
Si noti la differenza con il guadagno totale in valore assoluto, pari a 20€ che ricomprende le due cedole staccate dal titolo nel corso dei due anni e di conseguenza con il rendimento percentuale pari al 20%.
Fonte: saperlo.it

 Cosa è e come si calcola il Capital Gain negli investimenti finanziari

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Testo Unico delle imposte sui redditi

Dato che abbiamo paralto in più articoli del “Testo Unico delle imposte sui redditi“, vogliamo oggi pubblicare un articolo in modo da leggerne il contenuto in maniera integrale.

Questo l’indice del Testo unico del 22 dicembre 1986 n. 917 – Testo unico delle imposte sui redditi Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 1986.

E’ possibile scaricare l’intero contenuto al seguente link:
Testo Unico delle imposte sui redditi

Articolo 1
Presupposto dell’imposta.

Articolo 2
Soggetti passivi. (N.D.R.: Per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo vedasi l’art.1, comma 89 legge 24 dicembre 2007 n.244.)

Articolo 3
Base imponibile.

Articolo 4
Coniugi e figli minori.

Articolo 5
Redditi prodotti in forma associata. (N.D.R.: Vedi artt. 7, 8 e 9 L. 27 dicembre 2002 n. 289.)

Articolo 6
Classificazione dei redditi. (N.D.R.: Ai sensi dell’art. 14, comma 4-bis, L. 24 dicembre 1993 n. 537, introdotto dall’art. 2, ottavo comma, L. 27 dicembre 2002 n. 289, nella determinazione dei redditi di cui al primo comma,
non sono ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o attivita’ qualificabili come reato, fatto salvo l’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti.)

Articolo 7
Periodo d’imposta.

Articolo 8
Determinazione del reddito complessivo.

Articolo 9
Determinazione dei redditi e delle perdite.

Articolo 10
Oneri deducibili. (N.D.R.: Per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo vedasi l’art.1, comma 88 legge 24 dicembre 2007 n.244.)

Articolo 10 bis
Deduzione per assicurare la progressivita’ dell’imposizione ( NDR: ora art. 11. ) (N.D.R.: Ai sensi dell’art. 2, quarto comma, L. 27 dicembre 2002 n. 289, la deduzione di cui all’art. 10-bis non rileva ai fini della
determinazione della base imponibile delle addizionali all’imposta sul reddito delle persone fisiche, fermo restando quanto previsto dagli artt. 50, secondo comma, D.L.G. 15 dicembre 1997 n. 446 e 1, quarto comma,
D.L.G. 28 settembre 1998 n. 360.).

Articolo 11
Determinazione dell’imposta. (NDR: Ai sensi dell’art. 1, comma 14, legge 24 dicembre 2007 n.244 le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.)

Articolo 12
Detrazioni per carichi di famiglia. (NDR: Ai sensi dell’art. 1, comma 16, legge 24 dicembre 2007 n.244 le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.)

Articolo 13
Altre detrazioni. (NDR: Ai sensi dell’art.1, comma 12, legge 24 dicembre 2007, n.244 le disposizioni del presente articolo decorrono dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007.)

Articolo 13 bis
Detrazioni per oneri. ( NDR: ora art. 15. )

Articolo 13 ter
Detrazioni per canoni di locazione. ( NDR: ora art. 16. ) (N.D.R.: “Le modifiche apportate dall’art. 2, comma 1, lett. h) nn. 1 e 2 L. n. 388 del 23/12/2000 si applicano, ai sensi del successivo comma 8 dello stesso art. 4 a
decorrere dal periodo di imposta 2000; le modifiche introdotte dall’art. 2, comma 1, lett. h) n. 3 a decorrere dal periodo di imposta 2001″. )

Articolo 14
Altre detrazioni. ( NDR: ex art. 13 . )

Articolo 15
Detrazioni per oneri. (NDR: ex art.13-bis.)

Articolo 16
Detrazioni per canoni di locazione. (NDR: ex art.13-ter. Ai sensi dell’art.1, comma 10, legge 24 dicembre 2007, n.244 le disposizioni del presente articolo decorrono dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007.)

Articolo 16 bis
Imposizione sostitutiva dei redditi di capitale di fonte estera. ( NDR: ora art. 18. )

Articolo 17
Tassazione separata. (N.D.R.: Articolo in vigore dal 1 gennaio 2007 ai sensi dell’art.1, comma 749, legge 27 dicembre 2006 n.296 che ha recato modifiche modifiche al decreto legislativo 5 dicembre 2005 n.252.)

Articolo 17 bis
Prestazioni soggette ad imposta. ( NDR: ora art. 20. )

Articolo 18
Imposizione sostitutiva dei redditi di capitale di fonte estera. ( NDR: ex art. 16 bis . )

Articolo 19
Indennita’ di fine rapporto. (NDR: ex art. 17.)

Articolo 20
Prestazioni pensionistiche. (NDR: ex art. 17-bis.)

Articolo 20 bis
Redditi dei soci delle societa’ personali in caso di recesso, esclusione, riduzione del capitale e liquidazione.

Articolo 21
Determinazione dell’imposta per gli altri redditi tassati separatamente. ( NDR: ex art. 18 . )

Articolo 22
Scomputo degli acconti. ( NDR: ex art. 19 . )

Articolo 23
Applicazione dell’imposta ai non residenti. (NDR: ex art. 20.)

Articolo 24
Determinazione dell’imposta dovuta dai non residenti. (NDR: ex art.21.)

Articolo 25
Redditi fondiari. ( NDR: ex art. 22 . )

Articolo 26
Imputazione dei redditi fondiari.

Articolo 27
Reddito dominicale dei terreni.

Articolo 28
Determinazione del reddito dominicale.

Articolo 29
Variazioni del reddito dominicale.

Articolo 30
Denuncia e decorrenza delle variazioni.

Articolo 31
Perdite per mancata coltivazione e per eventi naturali.

Articolo 32
Reddito agrario.

Articolo 33
Imputazione del reddito agrario.

Articolo 34
Determinazione del reddito agrario.

Articolo 35
Perdite per mancata coltivazione e per eventi naturali.

Articolo 36
Reddito dei fabbricati.

Articolo 37
Determinazione del reddito dei fabbricati.

Articolo 38
Variazioni del reddito dei fabbricati.

Articolo 39
Decorrenza delle variazioni.

Articolo 40
Fabbricati di nuova costruzione.

Articolo 41
Unita’ immobiliari non locate.

Articolo 42
Costruzioni rurali.

Articolo 43
Immobili non produttivi di reddito fondiario. (NDR: ex art. 40.)

Articolo 44
Redditi di capitale.

Articolo 45
Determinazione del reddito di capitale.

Articolo 46
Versamenti dei soci.

Articolo 47
Utili da partecipazione. (ex art. 44) (N.D.R.: Per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo vedasi l’art.1, comma 88 legge 24 dicembre 2007 n.244.)

Articolo 48
Redditi imponibili ad altro titolo.

Articolo 48 bis
Determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. ( NDR: ora art. 52. )

Articolo 49
Redditi da lavoro dipendente.

Articolo 50
Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. ( NDR: ex art. 47 . )

Articolo 51
Determinazione del reddito di lavoro dipendente. (ex art.48)

Articolo 52
Determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. (N.D.R.: Articolo in vigore dal 1 gennaio 2007 ai sensi dell’art.1, comma 749, legge 27 dicembre 2006 n.296 che ha recato modifiche modifiche al decreto legislativo 5 dicembre 2005 n.252.)

Articolo 53
Redditi di lavoro autonomo.

Articolo 54
Determinazione del reddito di lavoro autonomo. (NDR: ex art.50. Per gli effetti del presente articolo vedasi il comma 28-quinquies dell’articolo 83 decreto-legge 25 giugno 2008 n.112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008 n.133. In relazione al comma 3-bis vedasi l’art.1, comma 403, legge 27 dicembre 2006 n.296.)

Articolo 55
Redditi d’impresa.

Articolo 56
Determinazione del reddito d’impresa. (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v l’art. 3, comma 4, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 56 bis
Altre attivita’ agricole. (N.D.R.: Articolo inserito dall’art. 2, comma 6, legge 24 dicembre 2003, n. 350, come modificato dall’art. 15, comma 2, lett. b), decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99.)

Articolo 57
Ricavi.

Articolo 58
Plusvalenze.

Articolo 59
Dividendi. (NDR: ex art. 56. Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 3, comma 4, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 60
Spese per prestazioni di lavoro.

Articolo 61
Interessi passivi. (ex art.63)

Articolo 62
Pro rata patrimoniale. (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 3, comma 4, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 63
Contrasto all’utilizzo fiscale della sottocapitalizzazione delle imprese

Articolo 64
Norme generali sulle componenti del reddito d’impresa

Articolo 65
Beni relativi all’impresa. (NDR: ex art. 77.)

Articolo 66
Imprese minori. (NDR: ex art. 79.)

Articolo 67
Redditi diversi.

Articolo 68
Plusvalenze. (ex art.82)

Articolo 69
Premi, vincite e indennita’.

Articolo 70
Redditi di natura fondiaria.

Articolo 71
Altri redditi. (NDR: ex art. 85. Contiene anche le modifiche apportate dall’art.2, comma 6, L. 24 dicembre 2003, n.350.)

Articolo 72
Presupposto dell’imposta.

Articolo 73
Soggetti passivi. (ex art. 87) (N.D.R.: Per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo vedasi l’art.1, comma 88 legge 24 dicembre 2007 n.244. Vedasi anche l’art.1, comma 20, legge 27 dicembre 2006 n.296)

Articolo 74
Stato ed enti pubblici.

Articolo 75
Base imponibile.

Articolo 76
Periodo d’imposta. (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 5, comma 3, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 77
Aliquota dell’imposta. (ex art.91)

Articolo 78
Detrazione d’imposta per oneri.

Articolo 78 bis
Altre attivita’ agricole. (N.D.R.: Articolo aggiunto dall’art. 2, comma 6, L. 24 dicembre 2003, n.350. Ai sensi dell’art. 15 D.L.G. 29 marzo 2004, n. 99 il presen tearticolo e’ ora divenuto art. 56-bis del presente testo unico.)

Articolo 79
Scomputo degli acconti.

Articolo 80
Riporto o rimborso delle eccedenze. (ex art. 94) (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 5, comma 3, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 81
Reddito complessivo.

Articolo 82
Cessioni obbligatorie di partecipazioni sociali.

Articolo 83
Determinazione del reddito complessivo. (ex art.52)

Articolo 84
Riporto delle perdite. (ex art.102)

Articolo 85
Ricavi.

Articolo 86
Plusvalenze patrimoniali. (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 6, comma 13, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 87
Plusvalenze esenti.

Articolo 88
Sopravvenienze attive. (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 6, comma 13, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 89
Dividendi ed interessi. (N.d.R.: ex art.56. Per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo vedasi l’art. 1, commi 61 e 88 legge 24 dicembre 2007 n.244.)

Articolo 90
Proventi immobiliari.

Articolo 91
Proventi e oneri non computabili nella determinazione del reddito.

Articolo 91 bis
Detrazione di imposta per oneri. ( NDR:; ora art. 78. ) (N.D.R.: “Le modifiche introdotte dall’art.37 si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2000″. )

Articolo 92
Variazioni delle rimanenze.

Articolo 92 bis
Valutazione delle rimanenze di alcune categorie di imprese (N.D.R.: Ai sensi dell’art.81, comma 20 decreto-legge 25 giugno 2008 n.112 le disposizioni del presente decreto decorrono dal periodo d’imposta in
corso alla data del 25 giugno 2008. Vedasi anche i commi 21 e seguenti dell’art.81 del citato decreto-legge n.112 del 2008 per le disposizioni di prima applicazione del presente articolo.)

Articolo 93
Opere, forniture e servizi di durata ultrannuale.

Articolo 94
Valutazione dei titoli. (N.D.R.: ex art.61. Per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo vedasi l’art. 1, comma 61 legge 24 dicembre 2007 n.244.)

Articolo 95
Spese per prestazioni di lavoro. (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 6, comma 13, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 96
Interessi passivi. (ex art.63)

Articolo 96 bis
Dividendi distribuiti da societa’ non residenti. (N.D.R.: “Ai sensi dell’art. 1 comma 2, L n. 342 del 2000, le modifiche apportate dallo stesso art. 1 si applicano agli utili percepiti nel periodo di imposta che inizia successivamente alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei decreti di cui al comma 2-ter dell’art. 96-bis del TU n. 917 del 1986.”)

Articolo 97
Pro rata patrimoniale.

Articolo 98
Contrasto all’utilizzo fiscale della sottocapitalizzazione (N.D.R.: Per gli effetti delle disposizioni del presente articolo v. l’art. 6, comma 13, D.L.G. 19 novembre 2005 n. 247.)

Articolo 99
Oneri fiscali e contributivi.

Articolo 100
Oneri di utilita’ sociale. (N.D.R.: ex art.65. Le dispozioni del presente articolo come modificato, da ultimo, dall’art.13, comma 3 decreto-legge 31 gennaio 2007 n.7 hanno effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 1 gennaio 2007.)

 Testo Unico delle imposte sui redditi

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Quando è il momento giusto per operare nel mercato del Forex

Gli esperti del mercati delle valute sanno che il forex è un mercato aperto 24 ore su 24, ma sanno anche che per operare bene bisogna conoscere gli orari migliori e i flussi del volume. Questi fattori sono indispensabili per chi vuole operare nel mercato delle valute nelle condizioni migliori.

Il mercato del forex online apre alle 23:00 di domenica sera e rimane aperto fino alle 23:00 di venerdì sera.
Chi decide di investire denaro sul forex deve tenere presente alcuni punti che riguardano gli orari del forex, dalle date delle festività nazionali durante le quali i mercati sono chiusi alle fascie orarie migliori per fare forex trading, per massimizzare i guadagni.

Quindi, ricordate:

– Orari di apertura e chiusura delle maggiori piazze finanziarie.
– Accavallamenti di mercati aperti in piazze finanziarie differenti.
– Differenze di fuso orario.
– Differenze di orari a causa dell’ora legale.
– Orari applicati sulla piattaforma con cui operate.
– Il mercato del Forex è particolarmente attivo nelle prime e ultime ore di apertura, praticamente durante gli orari di contemporanea apertura di più piazze.
– I mercati subiscono delle variazioni quando le notizie sugli indici macroeconomici vengono comunicate, questo avviene quasi sempre durante le prime ore del giorno.

In Italia gli orari migliori per operare sono tra le 8:30 e 9:30 di mattina. I volumi si riducono gradualmente fino alle 12:00, orario di picco minimo durante l’attività giornaliera. Una seconda fase di volatilità è verso le 14:00, orario che coincide con l’apertura del mercato USA. Per chi non fosse ancora soddisfatto può attendere le 04:00 del mattino, che con l’apertura di Tokyo, i volumi ritornano ad essere apprezzabili.

Per chi ora vuole operare sul forex, consigliamo di operare nei giorni centrali della settimana e nei seguenti orari:

Dalle 7:00 alle 9:00 mercati di Tokyo e Londra.
Dalle 10:00 alle 12:30 mercato di Londra, senza EUR/USD.
Dalle 14:30 alle 19:00 mercato di Londra e New York fino alle 17:00 e poi solo NY fino alle 19.
dalle 2:30 alle 4:30 per il mercato di Tokio.

Ora che abbiamo spiegato quando operare, non ci resta che fare qualche prova attraverso un conto demo e, perchè no, scaricando il nostro ebook gratuito e seguire la strategia vincente descritta.
Fonte: forexitaliatrading.com

 Quando è il momento giusto per operare nel mercato del Forex

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I dati sull’occupazione incidono sui mercati finanziari

Nei mercati finanziari esistono elementi che possono aiutarci a prevedere i movimenti futuri. Uno di questi elementi sono i dati sull’occupazione.

Un’economia sana indica che può dare lavoro a molte delle persone. Le offerte di lavoro sono una cosa fondamentale nella società di oggi. Se aumenta la produzione, più gente lavora e più gente riceve dei salari i quali favoriranno l’acquisto di beni e servizi.

E’ facile capire che più posti di lavoro significa anche più produzione e più salari. Questa relazione funziona anche in senso inverso, come si può ragionevolmente prevedere se una valuta sta perdendo forza o meno.

I dati sull’occupazione illustrano quante persone sono impiegate, quante non lo sono e i livelli salariali. Attraverso questi dati si può capire lo stato di salute di tutta l’economia.

Gli investitori dovrebbero considerare questi dati in modo da poter valutare obiettivamente le aree dove vogliono fare i loro investimenti.

Dato che i dati di lavoro incidono anche sul costo della vita delle persone, essi sono utilizzati anche per valutare l’inflazione.
Tra i più importanti dati da prendere in considerazione in tutto il mondo presta attenzione agli Stati Uniti, dove vengono rilasciati sempre il primo venerdì del mese, ma non trascurare la zona euro e il Giappone.
Fonte: tuttoforex.net

 I dati sulloccupazione incidono sui mercati finanziari

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Gli strumenti per calcolare l’IMU

Come è ormai tutti sanno tra le novità introdotte dal governo Monti è stata introdotta l’imposta municipale unica (IMU).
Quello che proponiamo oggi è un facile strumento online in grado di calcolare la nuova imposta sugli immobili.

Primi di passare al compilatore è necessario conoscere la rendita catastale (da non confondere con il valore catastale). Questa è reperibile gratuitamente online dal sito dell’agenzia per il territorio conoscendo i dati catastali (es. foglio, mappale, sub) presenti nel rogito notarile.

In seguito il calcolatore messo a disposizione, sviluppa il calcolo dell’imposta con un doppio risultato: per la prima e per la seconda casa, secondo le diverse aliquote di seguito indicate.

In seguito riportiamo l’elenco completo delle categorie catastali degli immobili, con indicato il valore dei moltiplicatori utili alla determinazione della imposta municipale unica applicati alle rendite catastali.
La rendita catastale andrà comunque previamente rivalutata del 5% così come disposto dal 1° gennaio 1997 in forza dell’art. 3, comma 48, della Legge 23 dicembre 1996 n. 662.

Tabella delle categorie catastali
Gruppo A
A/1 (R/1) Abitazioni di tipo signorile
Unità
immobiliari appartenenti a fabbricati ubicati in zone di pregio con
caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello
superiore a quello dei fabbricati di tipo residenziale.
Rendita per 160
A/2 (R/1) Abitazioni di tipo civileUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive,
tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali
richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale.
Rendita per 160
A/3 (R/1) Abitazioni di tipo economicoUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche di economia
sia per i materiali impiegati che per la rifinitura, e con impianti
tecnologici limitati ai soli indispensabili.
Rendita per 160
A/4 (R/1) Abitazioni di tipo popolareUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e
di rifiniture di modesto livello. Dotazione limitata di impianti
quantunque indispensabili.
Rendita per 160
A/5 (R/1) Abitazioni di tipo ultrapopolareUnità
immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e
di rifiniture di bassissimo livello. Di norma non dotate di servizi
igienico-sanitari esclusivi.
Rendita per 160
A/6 (R/3) Abitazioni di tipo rurale Rendita per 160
A/7 (R/2) Abitazioni in villiniPer
villino deve intendersi un fabbricato, anche se suddiviso in unità
immobiliari, avente caratteristiche costruttive, tecnologiche e di
rifiniture proprie di un fabbricato di tipo civile o economico ed essere
dotato, per tutte o parte delle unità immobiliari, di aree esterne ad
uso esclusivo.
Rendita per 160
A/8 (R/2) Abitazioni in villePer
ville devono intendersi quegli immobili caratterizzati essenzialmente
dalla presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche
destinate a tali costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche
costruttive e di rifiniture, di livello superiore all’ordinario.
Rendita per 160
A/9 (P/5) Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storiciRientrano
in questa categoria i castelli ed i palazzi eminenti che per la loro
struttura, la ripartizione degli spazi interni e dei volumi edificati
non sono comparabili con le Unità tipo delle altre categorie;
costituiscono ordinariamente una sola unità immobiliare. È compatibile
con l’attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre unità,
funzionalmente indipendenti, censibili nelle altre categorie.
Rendita per 160
A/10 (T/7) Uffici e studi privatiRientrano
in questa categoria quelle unità immobiliari che per tipologia,
dotazione di impianti e finiture sono destinate all’attività
professionale.
Rendita per 80
A/11 (R/3) Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghiRifugi di montagna, baite, trulli, sassi, ecc… Rendita per 160
Gruppo B
B/1 (P/1) Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi; conventi; seminari; caserme Rendita per 140 *
B/2 (P/2) Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro) Rendita per 140
B/3 (P/3) Prigioni e riformatori Rendita per 140
B/4 (P/4) Uffici pubblici Rendita per 140
B/5 (P/4) Scuole, laboratori scientifici, costruiti o
adattati per tale destinazione e non suscettibili di destinazione
diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro
Rendita per 140
B/6 (P/5) Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie,
accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9, circoli
ricreativi, quando il circolo ricreativo non ha fine di lucro e, in
quanto tale, assimilabile alle unità immobiliari adibite ad attività
culturali; quando hanno fine di lucro, dovranno essere censiti nella
categoria propria dell’ unità immobiliare, secondo l’uso ordinario della
stessa.
Rendita per 140
B/7 (V/4) Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto Rendita per 140
B/8 (T/2) Magazzini sotterranei per depositi di derrate Rendita per 140
Gruppo C
C/1 (T/1) Negozi e botteghe Rendita per 55
C/2 (T/2) Magazzini e locali di deposito (cantine e soffitte disgiunte dall’abitazione e con rendita autonoma) Rendita per 160
C/3 (T/2) Laboratori per arti e mestieri Rendita per 140
C/4 (T/3) Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro) Rendita per 140
C/5 (V/2) Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro) Rendita per 140
C/6 (R/4) Box o posti auto pertinenziali Rendita per 160
C/6 (T/5) Autosilos, autorimesse (non pertinenziali), parcheggi a raso aperti al pubblico Rendita per 160
C/6 (T/6) Stalle, scuderie e simili Rendita per 160
C/7 (T/2) Tettoie chiuse od aperte Rendita per 160
Gruppo D
D/1 (Z/1) Opifici Rendita per 60
D/2 (Z/4) Alberghi, pensioni e residences (con fine di lucro) Rendita per 60
D/3 (Z/5) Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro) e spettacoli e simili (arene, parchi-giochi) Rendita per 60
D/4 (V/5) Case di cura ed ospedali (con fine di lucro) Rendita per 60
D/5 (Z/3) Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro) Rendita per 80
D/6 (V/6) Fabbricati, locali ed aree attrezzate per esercizio sportivi (con fine di lucro) Rendita per 60
D/7 (Z/1) Fabbricati costruiti o adattati per le speciali
esigenze di un’attività industriale e non suscettibili di destinazione
diversa senza radicali trasformazioni
Rendita per 60
D/8 (Z/2) Fabbricati costruiti o adattati per le speciali
esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione
diversa senza radicali trasformazioni
Rendita per 60
D/9 (Z/8) Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio Rendita per 60
D/10 (Z/2) Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole Rendita per 60
D/11 (T/7) Scuole e laboratori scientifici privati Rendita per 60
D/12 (Z/8) Posti barca in porti turistici e stabilimenti balneari Rendita per 60
Gruppo E
E/1 Stazioni per servizi di trasporto, terrestri, marittimi ed aerei Esenti
E/2 Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio Esenti
E/3 Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze
pubbliche (edicole per giornali e simili, chioschi per bar, per
rifornimenti di auto, per sale di aspetto di tranvie, ecc., pese
pubbliche, ecc.)
Esenti
E/4 Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche (per mercati, per posteggio bestiame, ecc.) Esenti
E/5 Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze Esenti
E/6 Fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale Esenti
E/7 Fabbricati destinati all’esercizio pubblico dei culti Esenti
E/8 Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia Esenti
E/9 Edifici a destinazione particolare non compresi
nelle categorie precedenti del gruppo E, comprese le discariche per lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, quando la loro gestione è senza
scopo di lucro
Esenti
Entità urbane
Le entità urbane di tipo F sono state istituite contemporaneamente alla
procedura DOCFA per identificare quei casi in cui l’unità immobiliare non produce reddito. Si tratta di tipologie fittizie sempre esistite,
codificate unicamente a scopo gestionale e tecnico, affinché fossero riconosciute dai programmi software utilizzati per l’automazione. Il gruppo F non ha alcuna rendita catastale perché comprende unità immobiliari non idonee (anche solo temporaneamente) a produrre ordinariamente un reddito; esso non deve essere mai rappresentato in
planimetria, ma soltanto sull’elaborato planimetrico.
F/1 Aree urbane
Aree di corte urbana che non risultano legate ad alcuna unità immobiliare appartenente agli altri gruppi.
Esenti
F/2 Unità collabenti (diroccate, in disuso, ruderi, non utilizzate)
Unità
immobiliari totalmente o parzialmente inabitabili. Non è consentito
dichiarare unità collabenti partendo da unità già denunciate. Si può
presentare una unità immobiliare con questa categoria solo
con documenti di accatastamento, mai in variazione.
Esenti
F/3 Unità in corso di costruzione
Unità
immobiliari di nuova costruzione, non ancora ultimate. In genere, si
adotta questa categoria quando si procede ad una compravendita prima del
completamento del fabbricato.
Esenti
F/4 Unità in corso di definizione
Unità
immobiliari non ancora definite: ad esempio, frazionamento di ville da
cui sono ricavati miniappartamenti, non già definiti nella forma e/o nel
numero; oppure, parti di unità immobiliari non idonee a produrre
reddito autonomamente, come nel caso di stanze scorporate da un
appartamento per una successiva compravendita.
Esenti
F/5 Lastrici solari
Unità immobiliari che si creano quando, ad esempio, una ditta diversa da quella del piano sottostante intenda sopraelevare.
Esenti
F/6 Procedimenti innanzi alle commissioni tributarie Esenti
F/7 Portici Esenti
F/9 Unità proveniente dal catasto fondiario Esenti
F/10 Unità dichiarate o ritenute rurali Esenti
F/11 Unità in attesa di classamento Esenti
NOTALe rendite annotate negli atti catastali, anche se attribuite in data recente, non comprendono la rivalutazione del 5% disposta, a partire dal
1° gennaio 1997, dall’art. 3, comma 48, della Legge 23 dicembre 1996, n.662.
* Per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B, il coefficiente è
stato rivalutato del 40% ai sensi dell’art. 2, comma 45, del D.l. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
Detta risoluzione decorre dalla data di entrata in vigore del citato decreto-legge, e cioè dal 3 ottobre 2006.Fra le parentesi sono evidenziate le possibili corrispondenti categorie future, così come previsto dall’allegato A del D.p.r. n° 138 del 1998.

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Essere infedeli con la banca conviene

Agli italiani non piace cambiare le proprie abitudini e anche per quanto riguarda il conto corrente in banca sono molto fedeli.
Questo è il risultato dell’indagine di Altroconsumo che rivela che gli italiano sono legati alla propria banca anche se cambiare può portare un buon risparmio.

Secondo l’indagine svolta gli italiani non sembrano averlo capito. Il 42% dei conti correnti è stato aperto oltre 10 anni fa, prima del 2000: la fedeltà dei correntisti però non paga, visto che i nuovi conti correnti permettono di risparmiare parecchi soldi.

Questo atteggiamento però non fa bene né al mercato né al portafoglio. I “vecchi conti” comportano spese ben più elevate di quelle che si dovrebbero sostenere scegliendo un nuovo conto corrente, meglio ancora se un conto online.

Attraverso l’estratto conto annuale si ha un riepilogo delle spese sostenute nell’anno solare per la tenuta del conto corrente. Qui sono riportate il numero delle operazioni effettuate, l’ammontare complessivo delle spese addebitate e quello parziale relativo a ciascun servizio.

A questo punto, conoscendo l’ammontare delle spese si possono confrontare le offerte presenti sul mercato e scegliere così quella più conveniente e più adatta alle nostre esigenze.

In media i nuovi conti correnti costano 67,7 euro all’anno, al netto delle commissioni per gli utilizzi a debito, mentre i “conti vecchi” costano circa più di 100 euro.
Scegliendo un nuovo conto è dunque possibile risparmiare parecchie decine di euro, e può aumentare il risparmio  se si punta ai conti correnti online.

Detto questo..perché non valutare un cambiamento..a volte l’infedeltà paga
Fonte: buonenotizie.it

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Consigli utili per risparmiare sui costi dell’assicurazione RC auto

In questi giorni abbiamo affrontato più volte l’argomento risparmio e anche oggi vogliamo dare consigli utili per risparmiare sui costi dell’assicurazione che ormai hanno raggiunto livelli molto alti.

Le assicurazioni sono prodotti relativamente standardizzati e la discriminante maggiore è spesso quella del prezzo.

Analizziamo ora i modi pratici per risparmiare sul costo della RC auto

1) Privilegiare le assicurazioni online, in quanto permettono spesso di avere un risparmio concreto, in quanto le compagnie devono affrontare minori costi e possono quindi praticare offerte maggiormente vantaggiose rispetto a quelle di un’assicurazione di tipo tradizionale.

2) Considerate la Legge Bersani n. 40 del 2 aprile 2007, che permette di partire da una classe di merito bassa.
Se non siete intestatari di una polizza assicurativa RC auto, è possibile richiedere all’anagrafe l’attestato dello stato di famiglia e far sottoscrivere al parente che ha la classe di rischio più bassa l’attestato di rischio.
Recandoti in una compagnia assicurativa con questi documenti e chiedendo di assicurare il parente secondo la classe di bonus/malus corrispondente otterrete un sicuro risparmio.

3) Fare più preventivi in modo di avere un confronto e scegliere l’assicurazione che offre il maggior numero di servizi al minor costo. Per fare questo, online vi sono siti nei quali è possibile comparare le diverse compagnie in maniera molto veloce.

4) Se guidate solo voi l’auto, alcune compagnie offrono la , in grado far risparmiare fino al 20%’.

5) Oltre alla formula guida esclusiva si può scegliere l’opzione guida esperta che può essere richiesta solo dal proprietario e da chi da almeno 23 anni e 2 anni di patente.

Oltre a questi utili consigli è bene prestare molta attenzione a rispettare le opzioni scelte perché in caso di incidente l’assicurazione può non rispondere se non viene rispettato il contratto stipulato.
Fonte: abcfinanze.com

 Consigli utili per risparmiare sui costi dell’assicurazione RC auto

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Al via gli ordini short sui titoli bancari. Terminate le restrizioni di Consob

Novità dell’ultima ora è la cessazione delle restrizioni contro la vendita allo scoperto sui titoli bancari.

Notizia è stata data dal presidente della Consob Giuseppe Vegas, il quale ha dichiarando alle agenzie internazionali che domani scadranno i provvedimenti.

Con grande felicità per i trader che si sono visti limitare l’operatività dal mese di agosto dello scorso anno, proprio quando le borse di tutta Europa puntavano al ribasso ogni giorno limitando i possibili profitti.
Questo provvedimento già scaduto e rinnovato più volte da parte di Consob sembra ormai arrivato al termine in quanto anche i mercati hanno segnato buoni segnali di crescita negli ultimi mesi

Da dopodomani gli amanti dello short selling potranno quasi sicuramente ritornare ad utilizzare al pieno le proprie strategie senza alcuna limitazione.
Rimaniamo comunque in attesa della comunicazione ufficiale da parte della Consob, con la speranza che questa notizia non venga smentita questa volta.

 Al via gli ordini short sui titoli bancari. Terminate le restrizioni di Consob

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