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Come posso avere dei guadagni dai segnali Forex

Per i principianti nel commercio del Forex, possiamo dire che i segnali possono essere paragonati alla ricerca di un aiuto valido per operare. Per operare nel Forex gli investitori devono riconoscere dei segnali familiari o degli schemi di movimento che indicano l’opportunità perfetta per la negoziazione. I servizi di trading automatici offrono anche degli strumenti di trading che possono aiutarti ad individuare ed eseguire le operazioni. Uno di questi strumenti automatizzati è il generatore di segnali Forex.

Che cosa è un generatore di segnali Forex?

Praticamente è una componente importante dei robot forex. Si tratta di una sorta di software compilato in modo da integrarsi con la piattaforma online di trading Forex e con il Forex Expert Advisor. Tale piattaforma risponde agli stimoli o ai segnali Forex, che sono gli indicatori basati sul combinazioni specifiche di rating per le valute sul mercato del Forex. Questi segnali determinano il percorso che la piattaforma dovrebbe prendere.

I programmi sono stati realizzati tramite degli algoritmi che dovrebbero reagire a dei comportamenti comuni del grafico forex, così come magari opereresti sul mercato agendo in prima persona. Un principiante che cerca di andare avanti e di non farsi ingoiare dagli errori, che ci sono e ci saranno sempre, preferiscono spesso optare per un sistema di trading, in maniera da avere un aiuto fondamentale per poter operare con successo nel mercato delle valute. Inoltre, si può anche guardare come opera tale segnale e si potrà anche imparare a fare trading, magari prendendo spunto dalle mosse del robot stesso.

Gli investitori Forex che operano secondo questo modo di fare potranno trovare relativamente facile agire usando come base il modo di ragionare dei robot, senza emozioni, a cui va integrato ovviamente il ragionamento della persona stessa, che è in grado di interpretare il comportamento del mercato come nessun robot può essere in grado di fare.

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L’euro scende al suo minimo da 6 mesi

La tensione è ancora alta nei mercati finanziari. La seduta di venerdì ha visto i mercati azionari europei muoversi violentemente e l’euro cadere contro il dollaro al suo livello più basso da sei mesi. L’origine di queste nuove battute d’arresto sono state le dimissioni a sorpresa di Jürgen Stark, capo economista tedesco presso la Banca centrale europea, e le paure di un imminente di default della Grecia.

Le dimissioni di Jürgen Stark hanno accentuato la flessione del mercato. Ciò conferma che ci sono molte divisioni all’interno della BCE e questo mette in discussione la capacità di agire della banca stessa.

La maggior parte dei mercati europei sono scesi durante la sessione di venerdì pomeriggio. Molti indici sono vicini al livello più basso dal marzo 2009, al culmine della crisi finanziaria. La moneta unica è scesa contro il dollaro. Nel mercato obbligazionario, i rendimenti obbligazionari a 10 anni di Spagna e Italia sono aumentati come rendimenti, mentre quelli della Germania sono scesi ai minimi storici.

Jean-Claude Trichet si è difeso contro le critiche della sua politica di rimborso delle obbligazioni dei paesi in difficoltà. Gli investitori sono preoccupati della situazione di crisi che sembra in crescita. Ciò potrebbe limitare la politica di risalita dal mercato e penalizzare i paesi fragili come l’Italia.

Per molti una massiccia ristrutturazione del debito greco appare una cosa inevitabile. E’ uno scenario che gli investitori sembrano aver già costruito da tanto tempo, dato che l’assicurazione contro l’insolvenza della Grecia è salita di oltre 3500 punti.

Gli investitori ora seguiranno da vicino gli accadimenti di questa settimana, in particolar modo tutto ciò che potrebbe confermare l’ipotesi di un default della Grecia e della sua ristrutturazione del debito. Più in generale possiamo dire che finché si rimarrà al buio in merito all’attuazione delle decisioni dello scorso 21 luglio per quanto riguarda la Grecia, cosa che richiede il passaggio dei vari parlamenti, i mercati rimarranno bloccati. Le turbolenze sui timori della recessione, a loro volta, alimentano la volatilità del mercato.

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Le limitazioni degli indicatori tecnici

Due sono gli approcci di base che possono essere usati per analizzare il mercato forex. Uno è l’analisi fondamentale, che tiene conto dei fattori di crescita del Paese le cui valute sono oggetto di scambi commerciali, l’altro è l’analisi tecnica, che invece analizza dei modelli grafici e degli indicatori. Mentre entrambi sono importanti a loro modo, rimane il fatto che per un principiante l’analisi tecnica è fondamentale. In questo e nel prossimo articolo andremo a vedere quali sono i limiti dell’analisi tecnica, in maniera da sapere come usarla al meglio cercando di evitare tali limitazioni.

Per prima cosa vediamo che cosa è l’analisi tecnica. Quando si utilizza l’analisi tecnica si stanno fondamentalmente utilizzando una serie di indicatori tecnici. Questi indicatori potrebbero essere, per esempio, le bande di Bollinger, i Pivot point, la media mobile o uno qualsiasi degli altri indicatori del mercato delle valute. Cosa fanno questi indicatori tecnici? Essi consentono di stabilire quando entrare o uscire da una posizione. E’ utile usare gli indicatori tecnici purché si faccia attenzione al loro uso, nel senso che bisogna capire la loro importanza e come usarli.

Semplicemente, non si può pensare di usare un indicatore tecnico che la nostra piattaforma di trading ci dà e poi applicarlo ciecamente alla propria metodologia di forex, dato che sarebbe un grave errore. È necessario comprendere il significato dell’indicatore che si usa. Gli indicatori tecnici dovrebbero costituire solo una singola parte della propria strategia commerciale complessiva.

Si può benissimo guardare agli indicatori tecnici come qualcosa che indichi esattamente dove e quando entrare ed uscire dal mercato. Ma il punto è che non si dovrebbero mai fare i conti con gli indicatori tecnici da soli. In questo modo infatti si entra in una delle più gravi limitazioni che questi indicatori tecnici possiedono, di cui andremo a parlare nel prossimo articolo.

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QE3, che effetti potrà avere?

Un nuovo ciclo di allentamento monetario da parte degli Stati Uniti può fare più male che bene agli investitori a lungo termine, minando i consumi e la crescita. Le prospettive di avere un terzo round di quantitative easing da parte della Federal Reserve sono cresciute durante questo mese, dopo che il presidente Ben Bernanke ha detto che la banca centrale era pronta a facilitare ulteriormente la crescita economica.

Ma, guardando al passato, si vede che l’impatto sull’economia statunitense e sul mercato del lavoro del QE2 è stato meno evidente, dato che la crescita è rallentata in modo significativo nel 2011, almeno in parte perché i costi energetici più elevati hanno minato la spesa dei consumatori in tutto il mondo. Ciò ha dato adito ad un dibattito sul fatto che il QE3 possa effettivamente essere utile o meno.

C’è chi dice che il QE3 potrà rivelarsi inefficace nella migliore delle ipotesi, controproducente nella peggiore. Il QE3 sarà controproducente in quanto si avrebbe un aumento dei prezzi delle materie prime, che erode la capacità dei consumatori di spendere per prodotti non energetici e per servizi. Dato che Bernanke ha presentato il QE2 in un discorso a Jackson Hole nel mese di agosto dello scorso anno, si teme che la stessa cosa possa accadere anche quest’anno.

L’effetto che tale operazione avrebbe sulla liquidità in dollari al di là degli Stati Uniti potrebbe non essere positiva. Le economie che non consentono di apprezzare le loro valute sono a rischio di bolle speculative.

Se il QE3 dovesse essere semplicemente una ripetizione del QE2, potrebbe non avere un impatto positivo sulla sostenibilità. Il QE3 costringerà ad avere una crescita a livello globale positiva, mentre sui mercati emergenti si potrebbe avere un effetto negativo.

L’impatto marginale del QE sta diminuendo progressivamente, il peso del debito sul bilancio della Fed è in aumento.

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La scelta del giusto sistema di trading automatico

I sistemi di trading automatizzati sono in aumento, così come le persone che decidono di rivolgersi ad essi. Praticamente questi sistema di trading aiutano ad investire in valute straniere in maniera automatica. Ci sono tante aziende online che oggi vendono il loro sistema di trading automatico al fine di far ottenere profitti ai trader. Ma come riconoscere se un sistema automatico è buono o meno?

Al momento di decidere su un sistema automatico da acquistare, bisogna essere certi  il pacchetto che si sta comprando possa coprire i tuoi desideri di trading. Sii sicuro che il software sia in grado di analizzare il mercato. Per saperlo ti basta leggere i commenti di altre persone che prima di te hanno acquistato tale metodo di operatività. Cerca di capire cosa un software può fare e cosa invece non può fare.

L’affidabilità è fondamentale, devi essere certo che un dato sistema di trading funzioni 24 ore al giorno per 5 giorni alla settimana, ovvero non ti lasci con dei buchi di non operatività. Un programma di trading automatizzato dovrebbe essere sicuro, nel senso che tutti i dati ​​dovrebbero essere protetti da crittografia, dunque al riparo da sguardi indiscreti.

Si dovrebbe inoltre essere in grado di personalizzare il programma automatico di trading, in maniera che possa rispondere alle proprie tattiche operative. Ricorda di scegliere un sistema che sia semplice da comprendere e da controllare, facile da usare e da installare, con un tutorial che possa assistervi ogni volta che ci siano dei problemi.

Un’altra cosa importante è non spendere troppo. Non bisogna comprare un software automatico che è estremamente costoso. Se infatti si utilizza un sistema troppo costoso si potrebbe non avere denaro sufficiente da investire nel mercato delle valute.

Tuttavia, anche se stai utilizzando un sistema automatico di trading che si adatta o che soddisfa tutti i requisiti di cui hai bisogno, ricorda che non è una bacchetta magica. Bisogna infatti avere comunque delle capacità di gestione del reddito ed una competenza di forex.

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I segreti dei professionisti del Forex, parte 3

Terminiamo in questo articolo di parlare dei segreti dei professionisti del Forex, ovvero di quei piccoli accorgimenti da mettere in essere per poter fare in modo che il proprio trading sia migliore.

Tenete presente che un sistema di trading ha bisogno di essere testato con i dati storici vecchi di almeno sette anni. La qualità del test deve essere di almeno il 90%. Gli errori non corrispondenti devono essere pari a zero. Il sistema deve essere testato anche in avanti per un periodo minimo di tre mesi. Ovviamente, più un periodo è lungo e meglio è. Le esigenze del sistema devono anche prevedere l’uso dei livelli di stop loss, altrimenti si possono dover affrontare delle perdite troppo grandi.

Come possiamo vedere andando ad analizzare questi segreti dei professionisti del mercato delle valute, i segreti di cui parliamo non sono così segreti e non c’è nessuna magia. Quindi, perché così tanti operatori Forex falliscono quando fanno trading? Questo accade perché il successo commerciale consiste nella combinazione di diverse tecniche. Quando una di esse manca, non si ha successo.

Ecco perché bisogna curare ogni singolo aspetto del trading, dalla scelta del giusto sistema di operatività, fino al giusto approccio mentale allo scambio di valute. L’obiettivo è quello di assicurarsi che si riuscirà a fare un costante e proficuo scambio di valute.

Fare Forex non è facile, assolutamente, bisogna metterci tanto impegno e buona volontà, altrimenti non si riuscirà ad avere successo e si rischia di perdere molto denaro. Per questo motivo sapere quali sono i “segreti” dei professionisti e cercare di metterli in pratica nel modo migliore possibile è una cosa fondamentale da fare.

Alla fine bisognerà operare in maniera costante ed attenta, praticando l’uso degli stop loss, altrimenti il rischio di fallire è troppo alto. In questa maniera, facendo un passo alla volta, si avrà il successo tanto atteso.

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I segreti dei professionisti del Forex, parte 2

Dopo aver visto nello scorso articolo i primi segreti del mercato delle valute, vediamo ora altri segreti che bisogna conoscere e ricordare per poter avere successo.

E’ importante avere una strategia vincente. La giusta strategia di trading è uno dei segreti Forex che è assolutamente necessario da conoscere. Senza di essa, infatti, non è possibile fare profitti. Ma dove si può trovare una strategia vincente per sé stessi?

Su internet ci sono diverse strategia messe in piedi da altri trader da cui magari partire per capire come funziona e sviluppare poi la propria strategia. Una buona strategia è pensata ed ottimizzata per il proprio modo di fare trading. Deve inoltre essere semplice da usare e da mettere in pratica.

Conoscere in ogni momento il livello del margine del proprio account e tenersi aggiornati sulle notizie economiche e non solo che potrebbero influenzare il mercato delle valute è altrettanto molto importante. Cercare infatti di prevedere il trend di una coppia di valute è essenziale per aprire posizioni corrette e in guadagno.

Non conoscere nello specifico questi punti ti può far prendere una decisione commerciale sbagliata. E questo significa che puoi perdere un sacco di soldi.

Uno degli ultimi segreti da conoscere è quello legati ai sistemi automatizzati per fare trading sul Forex. Sono molti i partecipanti al mercato delle valute, come il gestore di un fondo, le banche di investimento e i trader professionali utilizzano dei sistemi automatizzati per fare trading di valuta. Il motivo è che tali sistemi sono in grado di analizzare un gran numero di datil, tanti che un essere umano da solo non potrebbe. Un altro vantaggio è che un trader umano non può seguire il mercato 24 ore, il che significa che una buona serie di opportunità di trading non saranno ottenute, con conseguente perdita di denaro.

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L’Europa attende gli stress test mentre si parla di Irlanda e Italia

L’ultimo rapporto della Commissione europea, del Fondo monetario internazionale FMI e della Banca centrale europea ha detto che tutti gli obiettivi nel programma di austerità del governo irlandese sono stati finora raggiunti. Si torna dunque a parlare di Irlanda e della decisione, da parte dell’agenzia di rating Moody, di effettuare un downgrade del debito sovrano dell’Irlanda a junk.

Ajai Chopra, del Fondo monetario internazionale, ha visitato Dublino e ha sottolineato che in passato, in tempi di boom, che l’Irlanda ha vissuto negli anni novanta e all’inizio del decennio scorso, le agenzie di rating del credito sono state spesso colpevoli semplicemente di una sottostima del rischio. Ora invece c’è il rischio di una sovrastima dello stesso.

A Roma, intanto, il Senato è andato avanti con l’approvazione del pacchetto di tre anni destinato ad eliminare i disavanzi di bilancio dell’Italia entro il 2014, combinando tagli e misure per incrementare le entrate, per un totale di 45 miliardi di euro. Il piano dovrebbe ottenere il via libera prima del fine settimana, cosa che tutti sperano, dato che prima ciò accade e prima la situazione potrà essere ristabilitaà.

I mercati finanziari intanto sono in attesa della pubblicazione dei risultati dello stress test sulle banche in Europa. L’obiettivo è valutare la loro forza nel caso in cui dovessero subire una nuova crisi. L’Autorità bancaria europea ha effettuato delle valutazioni su un totale di 91 istituzioni bancarie al fine di valutare la resistenza delle banche europee a dei forti colpi, che non è purtroppo possibile escludere in futuro, dato che si tratta di una situazione di emergenza, quella nella quale stiamo vivendo.

Si teme che se i risultati dovessero mostrare che molte delle banche della zona euro stanno tenendo dei livelli pericolosamente bassi di capitale, il mercato possa esserne ulteriormente turbato e gli investitori, già nervosi, potrebbero decidere di vendere ancora di più l’euro.

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Come installare gli indicatori in Metatrader 4

Vediamo una piccola guida passo dopo passo per capire come installare gli indicatori in Metatrader 4. Seguendo le istruzioni riportate di seguito non dovreste avere problemi.

  1. scaricare il file MQ4 e EX4 nella cartella C: \ Programmi \ MetaTrader 4 \ experts \ indicatori
  2. chiudete l’applicazione MetaTrader, se l’avete aperta
  3. avviatela di nuovo
  4. sul lato sinistro dell’applicazione dovete cercare la finestra “Navigator”
  5. nella scheda “Common”, cercate la directory “Custom Indicators”
  6. individuare l’indicatore che avete appena scaricato nella cartella indicata al punto,1
  7. trascinatelo, tenendoci cliccato con il mouse, sul grafico

Ora avete fatto solo la prima parte del lavoro, cioè portare il vostro nuovo indicatore MT4 sulla piattaforma. Il prossimo passo si rende necessario perché molto probabilmente avrete bisogno di compilarlo prima di poterlo usare. Ecco dunque come fare:

  1. fai doppio clic sull’icona del file mq4 per aprirlo nel MetaEditor
  2. trovate l’indicatore nella cartella indicatore sulla destra del menu e fate click su di esso
  3. potrai a questo punto vedere il codice sorgente nella finestra in alto
  4. fai clic sul pulsante ‘Compila’ nella barra degli strumenti
  5. se tutto è andato bene, dovresti vedere un messaggio che dice che il file è stato compilato con successo, altrimenti dovresti vedere degli errori
  6. gli errori indicano ovviamente che c’è un problema con la codifica. L’indicatore può ancora funzionare, ma non è detto. Tutti gli indicatori standard ufficiali non avranno ovviamente alcun problema, dato che gli errori intaccano solo gli indicatori personalizzati
  7. qualora invece l’installazione dovesse essere riuscita, ora dovresti essere in grado di aggiungere l’indicatore al tuo grafico nel modo usuale
  8. se hai compilato con successo l’indicatore e ancora non compare nell’elenco degli indicatori personalizzati, allora potrebbe essere necessario riavviare la piattaforma.

Come abbiamo visto, si tratta davvero di fare pochi e semplici passi per installare il vostro indicatore metatrader preferito e per iniziare ad usarlo, potenziando ancora di più la vostra piattaforma.

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L’indicatore Aaron, come calcolarlo

Continuando a parlare dell’indicatore Aaron, che abbiamo introdotto nello scorso articolo, vediamo che il periodo di tempo predefinito per l’uso di questi indicatori è di 25 giorni.

Per calcolare questo indicatore occorre determinare il periodo di tempo (“n”) e il numero di giorni da oggi al momento in cui c’è stato il periodo del picco più alto. Il calcolo dell’indicatore si fa secondo la formula [(n – HH) / n] x 100%.

Per esempio, se il periodo è di 25 giorni e il picco più alto è oggi, allora HH = 0, il valore dell’Aroon Up è (25-0) / 25 x 100% = 100%. Se il picco più alto si è verificato 10 giorni fa, allora HH = 10, allora il valore attuale sarebbe (25-10) / 25 x 100% = 60%.

Invece, il valore dell’Aaron Down consiste nel contare il numero di giorni da oggi fino al momento in cui c’è stato il minimo. Diamo a questo valore il codice di “LL”. Per calcolare l’Aroon Down possiamo usare la formula [(n – LL) / n] x 100%. Come prima, sostituiamo i valori e calcoliamo l’Aroon Down. Ora che abbiamo entrambe questi valori, possiamo calcolare l’oscillatore Aroon sottraendo l’Aroon Down dall’Aroon Up.

Una debolezza di questo indicatore si evidenzia nel caso in cui c’è una falsa rottura. In questo caso, l’Aaron potrebbe indicare, ad esempio, di andare short, mentre in realtà la chiusura ridà un forte segnale toro.

Nonostante questo si può dire che questo indicatore potrebbe per alcuni essere interessante, tanto da poterlo usare anche con una buona percentuale di successo. In conclusione possiamo dire che è possibile usare con maggior precisione i valore dell’Aroon up e dell’Aroon Down, calcolati come abbiamo visto in precedenza, mentre per quanto riguarda l’oscillatore Aroon, potrebbe non essere particolarmente utile come misura della forza di una tendenza.

Un’ultima nota riguarda il calcolo di questo indicatore. Se non siete portati per la matematica non preoccupatevi, dato che solitamente se ne occupa direttamente il software di trading.

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L’Italia emette le obbligazioni, ma i tassi di interesse sono maggiori

L’Italia ha dovuto dei pagare, lunedì, dei tassi di interesse più alti del solito per raccogliere nuovi fondi, in quanto gli investitori sono nervosi e hanno mantenuto un occhio diffidente sulla zona euro a causa della crisi del debito greco, nel timore che essa potrebbe trascinare verso il basso gli altri membri dell’eurozona.

Il Tesoro italiano ha pubblicato infatti otto miliardi di euro di obbligazioni a 6 mesi, e 2,5 miliardi di euro di obbligazioni con scadenza 2013. Il governo, tuttavia, ha dovuto pagare un tasso di rendimento per gli investitori dell’1,988 per cento sui titoli a 6 mesi, in forte aumento dal tasso del 1,657 per cento pagato nella precedente vendita. Invece per le obbligazioni con scadenza nel 2013 il rendimento è salito addirittura da 2,851 per cento a salito a 3,219 %.

Le vendite sono andate abbastanza liscie e senza problemi. L’Italia è ancora fuori dal “club” degli stati deboli della zona euro, anche se l’effetto contagio si fa sentire. Venerdì scorso, infatti, i mercati finanziari italiani sono stati colpiti da una dose di timore in seguito ad un possibile downgrade da parte delle agenzie di rating.

Il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi a 10 anni hanno raggiunto il livello più alto dal momento dell’introduzione dell’euro, mentre i titoli bancari hanno subìto un calo in seguito alle voci del declassamento di cui abbiamo accennato prima.

Standard and Poor e Moody hanno infatti lanciato l’allarme che potrebbero variare i rating sovrani dell’Italia. Proprio Moody ha fatto sapere di aver messo i rating di 16 banche italiane in una fase di revisione per un possibile declassamento.

Il peso del debito dell’Italia è pari al 120 per cento del prodotto interno lordo, il doppio del limite della zona euro, ma ancora meglio di molti altri stati membri.

Il governo deve mantenere ora l’obiettivo di tentare di raggiungere il pareggio del bilancio entro il 2014.

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Come la situazione greca influenza il resto d’Europa

Una delle situazioni più discusse al mondo in questo momento è la crisi del debito greca. Nonostante il fatto che la Grecia non sia una grande parte del PIL europeo, dato che il PIL greco è solo circa il 3% di quello europeo, il debito del paese potrebbe causare delle enormi perdite per le banche di tutto il mondo, più precisamente per le nazioni europee più ricche.

Va notato che molta parte del debito greco è attualmente di proprietà di banche francesi e tedesche. L’ammontare del debito che queste banche hanno è sconosciuta, ma è noto essere massiccio e molto significativo. A causa di questo, i tedeschi e i francesi sono altamente esposti ad una conseguenza negativa della situazione della crisi del debito grecio, che potrebbe portare a delle significative perdite. Questo potrebbe avere ripercussioni enormi nei paesi in cui tali banche si trovano.

Ma il debito è contagioso? La preoccupazione di questo “contagio” è che poche persone realmente capiscono dove finisce tutto. L’altra questione è che se la Grecia ottiene un break sui termini del suo debito, non c’è niente che fermerà irlandesi e portoghesi a chiedere la stessa cosa.

I creditori possono dunque essere costretti a non poter più esigere quanto a loro spettante, ovvero il pagamento di quanto originariamente previsto, il che si traduce in una perdita di profitti. Con delle perdite massicce che si accumulano nelle banche, si potrebbero vedere i mercati del credito avere una crisi anche nei paesi più prosperi d’Europa, questo potrebbe causare gravi danni all’euro nel suo complesso.

La situazione in Grecia potrebbe portare al taglio del debito, in quanto semplicemente esso non si può pagare. Infatti, i bond a 2 anni che il paese ha venduto ad un tasso di interesse del 26% quasi certamente non potevano essere pagati. A causa di questo, la gente sarà cauta nell’investire in Europa. Questo taglierà sicuramente la domanda di euro.

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